Step n. 3

Sono passati pochi mesi da uno Step importante, quale il rinnovo del contratto di lavoro, passando dal determinato part-time all’indeterminato full time.. eppure, non contenta [sono fatta a modo mio], attualmente sto affrontando un nuovo Step: il passaggio dalla Reception alla Segreteria Operativa [BackOffice di commesse, trattative, pre-offerte, etc. etc.. mica da ridere].

E’ stata una sorpresa un po’ per tutti – e lo è tutt’ora, visto che sebbene sia ufficiale, il passaggio non sia ancora avvenuto se non per qualche ora di affiancamento – dato che il mio contratto da Receptionist era stato appena confermato al 100%, con tanta soddisfazione da parte di molti, MA.. ammetto che a parte la soddisfazione iniziale per aver confutato una persona a me sgradita e il piacere dell’apprezzamento generale, avevo decisamente bisogno di un ruolo molto più sostanzioso e rilevante, specialmente a livello di Curriculum [ma anche aziendale, sebbene io sappia di essere molto apprezzata e benvoluta nel ruolo di Receptionist e veramente da tutti, qualche eccezione a parte].
Quindi ho fondamentalmente preso la palla al balzo, fornitami tra l’altro da me stessa [sono autosufficiente, conoscendo ovviamente tutti: il ruolo di Receptionist è veramente troppo sottovalutato.. meglio così in certi casi], dato che nell’anno passato ho avuto modo di farmi conoscere e apprezzare per la mia professionalità da molti, stringendo alcune conoscenze più amichevoli e parlando anche delle problematiche col mio gruppo, fatto sta che alla scadenza del mio contratto, verso Ottobre, le Responsabili della Segreteria Operativa che iniziavano a valutare la necessità di una nuova risorsa, mi chiesero se potessi essere interessata a tale ruolo, in modo ovviamente informale, e al mio “certamente sì”.. il tutto ha iniziato a muoversi, anche se lentamente e dietro le quinte,… talmente tanto dietro le quinte che il mio stesso Dirigente ne è venuto a conoscenza a fine Gennaio solo dopo che il mio passaggio di ruolo/ufficio era già stato avallato da Roma e dal CEO.. cosa che ovviamente ha creato non poche tensioni, per svariati motivi: il fatto di essersi sentito scavalcato da quello che sarà il mio nuovo Dirigente; la perplessità del contratto importante appena rinnovato/creato che richiede forzatamente la presenza di una sostituta e la celere ricerca di una nuova risorsa; il fatto che il CEO stesso a quanto pare avesse chiesto la mia conferma/assunzione a tempo indeterminato elogiandomi molto in quel ruolo, per poi però accettare il mio spostamento in un ruoto totalmente differente pochi mesi dopo, etc. etc. etc…

Sono veramente buffe le dinamiche aziendali, che si trovano tra l’altro praticamente ovunque, ma l’importante è restare fedeli a se stessi e non farsi abbattere e “fermare”, neanche quando subentrano “giochi di potere”… e ne ho visti non pochi, anche tutt’ora.. dato che come precedentemente scritto sebbene il mio passaggio sia stato ufficializzato, io in realtà sono ancora alla Reception, perché a quanto pare è diventato difficilissimo trovare una mia sostituta, che sembra essere diventata tra l’altro essenziale, cosa assai surreale visto che siamo 2 Receptionist… ma io alla fine sono sempre da sola, la scorsa settimana la mia collega era assente per malattia, mentre io mi sono recata a lavoro pur stando male a mia volta perché c’erano tantissimi eventi e non mi andava di lasciare l’Azienda in difficoltà.. ed ero DA SOLA, a gestire non solo il lavoro di Reception standard, ma anche l’organizzazione degli ingressi per gli eventi e le relative Sale, da controllare, sistemare e rifornire….. quindi la domanda basica e logica è: perché se l’ho fatto io – e lo faccio da un anno – non può farlo ANCHE la mia collega? Perché il mio attuale Dirigente continua ostinatamente a bloccarmi alla Reception dicendo che devono necessariamente esserci due risorse, quando fondamentalmente sono sempre da sola? Perché non si limita a concentrarsi sulla mia collega, lasciandomi finalmente libera di imparare il mio nuovo ruolo [in cui tra l’altro sono già anche parzialmente operativa]? E perché non si decide ad assumere una nuova Receptionist visto che è così necessaria e oramai ne hanno viste più di 10???

Meri giochi di potere, tutto qui.

Che però mi stanno consumando, perché ho bisogno di imparare velocemente il nuovo lavoro, ne ha bisogno la stessa Segreteria Operativa, che ha dovuto e deve affrontare un carico di lavoro sempre più pesante senza la nuova risorsa di cui avevano urgentemente bisogno e che è per questo stata loro concessa…. e perché fondamentalmente mi sto ritrovando – proprio per questo – a fare due lavori contemporaneamente: al mattino alla Reception, al pomeriggio – quando non sono sola e se non ci sono eventi – alla Segreteria Operativa, per poi ritornare alla Reception nell’ultima mezz’ora, visto che la mia collega se ne va prima.

Avevo bisogno di nuovi stimoli, di imparare cose nuove continuando a crescere,.. direi che in parte è proprio ciò che ho ottenuto, anche se non era proprio quello che “volevo” o meglio.. non in questo modo, ma prima o poi il tutto dovrà stabilizzarsi, anche perché credo che il mio “futuro Dirigente” prima o poi perderà la pazienza ed esigerà il mio passaggio definitivo, se non altro perché le mie future colleghe lo stanno richiedendo a gran voce, trovandosi in difficoltà per l’enorme mole di lavoro.

Mi mancherà il lavoro alla Reception? Sì, mi mancherà il contatto “umano”, con tutti i Dipendenti, Dirigenti, Clienti, Fornitori e Tecnici, e so che io mancherò a loro.. già mi è stato detto [sono proprio brava nel mio lavoro..], come mi mancherà il non poter più parlare con tutti, essendo impossibile quando lavori fissa in un ufficio, ed è normale, iniziando così a perdere le conoscenze e la confidenza in generale [il potere più grande fornito dalla Reception], però nello stesso tempo tutto ciò stava iniziando a pesare, la costante esposizione, il non potersi mai togliere il sorriso, il dover sempre parlare/rispondere a chiunque.. in qualsiasi condizione e umore, questa è proprio la parte di difficile di quel ruolo, come il dover sempre essere disponibile e “impeccabile”… chiariamo: mi piace vestirmi bene, oramai è una mia caratteristica tra l’altro costantemente valutata/apprezzata, e ho così tanti vestiti bellissimi che non so neanche più dove metterli, molti tra l’altro non sono neppure ancora riuscita a indossarli, così come per le scarpe, ma ci sono giorni in cui vorrei semplicemente mettermi la prima cosa presa a caso, con delle ballerine [che non metto da un anno], e via… senza stare lì a pensarci troppo, senza dover essere sempre truccata e pettinata bene, perché oramai mi verrebbe fatto notare all’istante…. già se non sto bene mi viene fatto notare subito che “ho il sorriso spento“, “lo sguardo meno luminoso“, “sono meno pimpante“, etc. etc. etc… E-CHE-PALLE!!

Sì, sono arrivata a un punto in cui ho proprio bisogno di altro, di meno apparenza, in cui ho scoperto di essere bravissima, focalizzandomi sulla sostanza, sfruttando al meglio le mie capacità intellettive e costringendo anche agli altri a prenderne atto… sanno che non sono un’idiota, chi ha avuto modo di parlarmi e di aver a che fare con me lo sa molto bene, ma è anche vero che molti mi giudicano secondo il cliché [che è assurdo a prescindere], infatti mi sono anche sentita chiedere se ne fossi veramente certa di questo cambiamento, perché “beh.. nella Segreteria Operativa si lavora duramente e su questioni importanti/serie“………. inutile dire che in tal caso ho trattenuto con estrema fatica un sonoro “ma vaffanculo va!“, cosa che non credo proprio riuscirei a fare ancora per molto.

Ah.. dimenticavo la battuta più comune che mi stanno facendo le persone con cui ho più confidenza:
caspita! sei qui da un anno, sei appena stata confermata con indeterminato/full-time e già sei stata “promossa”?!.. tra 2 anni sarai la CEO? :D :D
….e chi lo sa ;)

Nuovo Step

Ho perso il conto di quanti mesi sono passati dall’ultima volta che ho scritto qui sopra, oramai questo “luogo” è lasciato decisamente a sé stesso, ma forse è un bene, vuol dire che non ho nulla per cui dovermi “lamentare” o nulla di particolare da dover trascrivere su un Diario online, com’è invece capitato negli anni passati, quindi fondamentalmente: se non scrivo, vuol dire che è tutto ok! :D

Detto questo, sono ritornata per segnare effettivamente “un nuovo step”, anche se è più una continuazione, ed è relativa al mio lavoro, dato che sì, è passato quasi un anno dalla mia assunzione nella mia attuale azienda, che risale al 20 novembre 2017, in cui mi era stato fatto un contratto a tempo determinato e part-time, dalle 8 alle 13.
In quest’anno sono successe moooolte cose, diciamo che il mio caratterino è nuovamente spiccato sotto svariati contesti, ma sempre “nel bene”, nel senso che sono consapevole di aver apportato tante migliorie [non senza “contrasti” ovviamente, ma le sfide mi piacciono.. e la rivalsa ancora di più! ihihihih!], cosa che non mi dico da sola ovviamente…  è vero che in questi ultimi anni sono decisamente diventata molto più egocentrica e sicura di me, ma non al punto di non considerare più ciò che mi circonda, che per fortuna me lo ha confermato non solo con le parole [Colleghi, Dirigenti e CEO], ma anche con i fatti, che alla fine sono gli unici realmente importanti: ieri ho firmato il rinnovo del contratto, ma questa volta indeterminato e full-time [dalle 9, alle 18], con ulteriori “mansioni” che saranno affidate al mio ruolo per volere del CEO, sempre per quanto riguarda l’accoglienza [segretariato a parte], ma più ampia, che dovrebbe prevedere anche l’organizzazione dei vari eventi, catering, con relative responsabilità, assistenza ai clienti, etc.

Diciamo che è “un ruolo” ancora in costruzione, dato che è l’Azienda stessa che si sta evolvendo, infatti in questi mesi c’è in atto proprio la riorganizzazione dell’Organigramma aziendale, partendo dalle punte Dirigenziali e relativi settori, per auto-definirsi nel miglior dei modi e anche per tentare di “svecchiarsi” un po’, inseguendo il rinnovo sotto ogni punto di vista, cosa non semplice, dato che la mentalità predominante è estremamente “conservativa” ed ereditata dall’Olivetti… anzi dagli “ex-dipendenti-olivetti”.. il che è ancora un’altra cosa e rende il tutto molto più difficile, il CEO stesso me lo ha confermato, sottolineando però di non aver alcuna intenzione di farsi abbattere e di voler portare fino alla fine la sua “visione del cambiamento”,.. cosa che ammiro molto, perché so.. lo vedo.. lo sento.. che non è per nulla facile, spesso infatti sembra una battaglia contro i mulini a ventoanche nel mio piccolo.

Quindi sì: nuovi cambiamenti, portati prima di tutto dalla totale modifica dell’orario lavorativo, cosa che francamente dopo un anno di part-time non so come potrò prendere, anche se mi era comunque già capitato di dovermi fermare per più ore, generalmente per sostituire la mia collega o per seguire un evento “fuori orario”, ma tra l’eccezione e la normalità, il salto è grande e sono quasi certa che “il mio tempo” inizierà seriamente a mancarmi, perché diciamolo: il part-time è uno spasso e chiunque lo vorrebbe!! [stipendio ridotto a parte]
Eppure in quest’ultimo anno sembra che io abbia fatto di tutto per “spingere” al full-time, me ne rendo conto, ma era solo per una questione di “rivalsa”.. ebbene sì.. perché mi era stato brutalmente detto da “una-piccola-persona” che non avevo proprio speranze in tal senso, dato che si faticava già così a “giustificarmi a Roma” [l’invidia è una brutta bestia], parole che mi avevano fatta infuriare a tal punto da rivolgermi subito al Capo del personale e al mio Dirigente, trovando appoggio e parole di smentita netta, ma “il dubbio”… l’eco… mi era comunque rimasto nella mente e non solo, dato che quel piccolo soggetto non ha mai smesso di sputare il suo veleno [lo fa con tutti, non solo con me, purtroppo non ho un “trattamento speciale”.. neppure quella soddisfazione..].

La rivalsa comunque ieri c’è stata e bella grande direi, infatti dopo “l’annuncio” sono passata immediatamente da “aiuto-ho-la-febbre-e-sto-per-morire-addio” a uno status di euforia costante con annessa paresi facciale, con un sorriso da un orecchio all’altro, e non tanto per il contratto firmato e rinnovato, quanto per l’idea dello “smacco” a quella “piccola-persona” [zittita per sempre, anche se lo avevo già zittita per i fatti miei..].. se ci penso rido ancora adesso… addirittura il Capo del Personale gli ha fatto una frecciatina diretta che mi ha fatta morire: “alla faccia di chi diceva che la tua assunzione non era utile e giustificabile! ci servi eccome!!

Piccole soddisfazioni, ma che rendono più sensate le ore trascorse dentro a un’azienda,.. stipendio a parte [che da dicembre aumenterà].

..e comunque, la cosa che mi ha fatto più piacere, è che praticamente tutti i Dipendenti e Dirigenti con cui ho parlato e che sapevano della scadenza “a breve” del mio contratto, mi dicevano che mi avrebbero sicuramente tenuta, che non poteva essere in altro modo e che “nel caso” si sarebbero fatti sentire [i Dirigenti], senza contare che un altro ufficio interno – relativo alla contabilità, firma contratti, etc – era comunque pronto a richiedere il mio passaggio da loro [e quindi nuovo contratto]: questo è il bello di essere nella posizione di poter “conoscere e farsi conoscere” da tutti, lavorando proprio nell’accoglienza e quindi con il costante contatto con le persone, di ogni tipologia e “livello” [il brutto, di contro, è che non puoi mai permetterti il lusso di non essere sorridente, educata, ben vestita/sistemata e ben disposta, qualsiasi cosa accada – cosa che non mi invidia proprio nessuno :D].

Un Triste Ponte..

Speravo che questo “ponte” – sebbene per me sarà solo parziale – fosse tranquillo, spaesato e gioioso, invece il 24 è morta improvvisamente la mamma di una mia carissima amica d’infanzia, con cui ovviamente sono cresciuta e che è sempre stata la mia “migliore amica”,.. quelle amicizie che bene o male, anche se non ci si vede/sente per anni e anni resta lì, in sospeso, intatta, fino al nuovo incontro.

Ed è solo per questo che ieri sono andata al “Rosario”, sebbene io non creda minimamente a queste cose e anzi, le aborri totalmente, motivo per cui per mio padre non avevamo fatto nulla, anche per sua volontà, cosa che ieri sera ho ringraziato infinitamente vedendo le solite sceneggiate tinte di ipocrisia, quelle che appunto io odio all’inverosimile, a maggior ragione quando c’è chi soffre veramente e dovrebbe essere lasciato stare, senza doversi fare carico ANCHE di quelle “cavolate popolari”, in cui la maggior parte delle gente va solo per farsi belle, guardare chi altro c’è, chiacchierare come se fosse un evento mondano e sparare condoglianze a raffica come se fosse un saluto qualunque.
Scene che ho visto anche in quest’occasione, con persone che si fiondavano in chiesa perché “altrimenti non troviamo più posto” come se fosse la prima di una film, dopo ovviamente aver fatto la fila delle condoglianze ad alcuni parenti appostati – in fila a loro volta – davanti a un muro prima della chiesa,.. la cosa assurda è che erano cugini, nipoti, parenti acquisiti, ma la mia amica e quindi l’unica figlia e il marito/padre sono arrivati “tardi” e nessuno se li è più calcolati, perché erano già prendere posto in chiesa.
Non è dannatamente ipocrita tutto questo????
Certe cerimonie dovrebbero essere fatte per confortare i vivi, coloro che soffrono maggiormente, non per fare scenette a vuoto confortando chi in quel momento vuole solo mettersi al centro dell’attenzione, perché sì: è chi soffre meno che ha il tempo per piangere e di fare salotto, non chi soffre di più ed è più coinvolto dalla perdita!!!

Famiglia diversa, cultura diversa, eppure ieri ho visto ugualmente le stesse modalità che ho vissuto io.. e la cosa mi ha talmente scossa da riportarmi a due anni fa, alla morte di mio padre, facendomi scoppiare a piangere e scappare letteralmente dalla chiesa gremita, facendomi desiderare di andare direttamente via senza aspettare la fine della sceneggiata… ma non l’ho fatto, perché avevo promesso alla mia amica che ci sarei stata e – di nuovo – quando tutto è finito, le persone sono scappate via senza guardarsi indietro e gli unici rimasti sono stati i più sofferenti.. e le persone più intelligenti che erano lì effettivamente per confortare e dare il proprio sostegno morale, aspettando per avere il modo di farlo, nella calma, non nell’apparenza della folla.

Io ho aspettato, trovando tra l’altro una nostra coscritta ed ex compagna di classe, che a sua volta 3 anni fa ha perso sua madre per un tumore, dopo un lungo periodo non facile, quindi sapeva.. e chi sa, chi c’è passato, chi si è ritrovato improvvisamente ad avere il mondo sulle spalle, con la vita completamente cambiata, senza poter delegare a nessuno,.. lo vedi, perché cammina in punta di piedi, c’è, ma senza far pesare la sua presenza e senza sciolinare inutili parole di circostanza come “condoglianze” [quando ho odiato quella parola ogni volta che mi veniva scritta/della per mio padre.. o “mi dispiace”..].
Ci siamo confrontate nel dolore nella situazione, che inevitabilmente ti riporta ai “tuoi demoni” e alla tua sofferenza, il che rende tutto ancora più doloroso e drammatico,.. ma è stato d’aiuto, perché ti senti meno sola, trovando un po’ di conforto, anche nel poter esternare realmente ciò che provi, senza maschere e frasi vuote, che non servono proprio a nulla.

Credo che sia anche per questo, per il dolore già vissuto, che la mia amica mi ha voluta lì, cercandomi all’entrata della Chiesa, prendendosi qualche istante per abbracciandomi forte, sospirando profondamente per trattenere le lacrime, prendendomi per la mano chiedendomi di seguirla, sebbene poi mi sia fermata in fondo anche per via della folla.. facendo bene tra l’altro, per via poi della mia successiva inaspettata reazione a pochi minuti dall’inizio del Rosario. Ritrovandoci alla conclusione, in cui ci siamo riabbracciate, riparlate, anche se non liberamente vista la presenza della nostra coscritta.. e poi – anche se la circostanza era non delle migliori – mi ha finalmente presentato il suo compagno e futuro marito, assieme ai loro figli,.. ebbene sì, non li avevo ancora mai visti dal vivo, tra una cosa e l’altra non c’era mai stata l’occasione.
Assurdo, ma è così.

Tra qualche ora ci sarà il funerale, io le ho promesso di esserci e ci sarò, anche se non so se entrerò in chiesa, forse farò come ieri, l’aspetterò per salutarla e poi mi farò da parte, anche perché sicuramente oggi ci sarà ancora più gente e le varie sceneggiate saranno ancora più spiccate, e io non voglio farne parte, quindi mi limiterò ad osservare e aspettare, nel caso in cui lei dovesse avere bisogno anche solo di un abbraccio o di un “conforto visivo”,.. dopotutto ieri sera tardi mi ha scritto su Whatsapp che per un’istante aveva temuto che me ne fossi andata, rimanendo contenta e sollevata nel rivedermi all’uscita della chiesa, quindi credo che sì.. in qualche modo per lei sia importante ed è solo questo che conta, anche se io preferirei essere da tutt’altra parte.. per non dover fare i conti con la mia di sofferenza, che sta tanto bene assopita e celata com’è solitamente…

Ah.. un appunto che non c’entra nulla con tutto questo, ma è avvenuto sempre il 24: l’Associazione per cui ho collaborato per anni a Brescia mi ha ricontattata, richiedendo nuovamente la mia disponibilità ad occuparmi del loro sito web e comunicazione online in generale, perché l’ultima persona a cui si sono affidati ha fatto un piccolo caos e non sanno come correre ai ripari.
Non so ancora cosa farò, prima di prendere qualsiasi decisione credo che attenderò di conoscere la loro proposta economica, dato che no, non faccio più nulla per la mera gloria altrui, tanto meno in questo caso, avendo già dato troppi anni ai soggetti in quella città [..che continua a perseguitarmi!!!].

Potere, Importanza e Sicurezza

Mi sono improvvisamente ricordata di avere un blog.. abbandonato a se stesso nella rete.
Non riesco più a starci dietro, lo ammetto, non ho proprio voglia di soffermarmi a scriverci qualcosa, il che è positivo: vuol dire che non ho bisogno di sfogarmi per qualcosa.

Questi mesi in effetti sono stati tranquilli e positivi, sono ovviamente cambiate alcune cose, tra cui delle frequentazioni varie, e anche lavorativamente c’è stato un po’ di “pepe”, per così dire, tra guerre di potere varie anche da parte di chi potere proprio non ne ha, e fondamentalmente ho fatto in modo che gli venisse ricordato da chi invece lo ha,.. dopotutto io sono carina e gentile con tutti, ma come si è capito più volte anche da questo blog, non lo sono affatto con chi mi manca di rispetto, andando tra l’altro dritta al punto.. nel bene o nel male, e nel mio caso la mia tipologia di contratto mi tutela più dei contratti normali, quindi posso permettermelo molto di più di altre persone che invece da anni si sentono costretti ad abbassare la testa, facendosi trattare male e prendendosi in carico lavori altrui, senza riceverne poi alcun merito.. lasciandolo a chi lo ha delegato impunemente, cazzeggiando tutto il giorno, no, a me non sta bene, specialmente poi quando proprio questo soggetto si permette di denigrare io mio lavoro e quello dei miei colleghi, gonfiandosi il petto con parole totalmente inventate e decisioni che non spettano per nulla a lui.

Mettiamola così: alla fine tocca sempre a me, in ogni contesto, affrontare le persone, cercando di modificare una situazione stagnante che non piace a nessuno.

E’ decisamente la storia della mia vita, il mio “ruolo” per così dire, ma mi va bene così,.. mi piace sempre di più vedere il momento in cui le persone davanti a me capiscono improvvisamente con chi hanno a che fare, capendo di avermi stupidamente sottovalutata, basandosi scioccamente solo sull’aspetto grazioso e minuto, quasi fragilino, la gentilezza, l’educazione, etc. da far loro un video, o una foto, per immortalare la sorpresa sui “loro” volti, con conseguente cambio repentino di atteggiamento e fiumi di scuse/di giustificazioni [che con me non servono più a nulla].

Mi fa sempre morire dal ridere questa cosa.
Sì, innegabilmente mi sento molto più forte e sicura di me rispetto a 2 anni fa, non solo intellettualmente e caratterialmente, bensì anche fisicamente, con conseguenti scelte e atteggiamenti che talvolta sorprendono anche me stessa.

Mettiamola così.. anni fa qualcuno [facile intuire chi] mi disse più volte che nessun’altro mi avrebbe mai “voluta”, ebbene: cazzata infinita! 
Alla veneranda età di 36 anni ho scoperto di essere molto piacente, per tutta una serie di fattori, non solo per l’aspetto, ma per come sono io, per la mia intelligenza e anche per l’atteggiamento stesso, definito da sempre molto “raffinato” e nell’ultimo anno addirittura “solare”, questo perché ho iniziato a ridere e sorridere mooooolto di più [e fa parte anche del mio lavoro].
Assurdamente – anche per via del mio lavoro, che si svolge proprio in mezzo a tantissima gente – mi ritrovo addirittura ad attirare fin troppe persone, di ogni tipologia e di ogni età, e purtroppo anche impegnate/sposate da anni e anni,.. ma su questo dovrei fare un post a parte, perché il discorso è veramente ampio.
Quindi sì, quella frase sminuente era veramente una cazzata colossale, a maggior ragione perché – tranne in un caso, che poi è tornato poco dopo – dall’altra parte c’era sempre la volontà di andare ben oltre.. talvolta troppo oltre per me, ma anche questa “è un’altra storia”, legata comunque alla mia amata indipendenza.

Detto questo.. mi stupisco sempre quando penso a quanto potere talvolta diamo alle persone più sbagliate, che poi inevitabilmente ci trattano nel peggiore dei modi ferendoci e consumandoci nel profondo, ma tutto parte comunque da noi, perché siamo NOI che lo permettiamo, dato che senza la nostra “complicità” nessuno può farci del male, tanto meno con delle parole, anche le più cruenti,… siano noi che concediamo loro questo potere, dando loro troppa importanza, più di quella che diamo a noi stessi, ed è proprio questo il problema e l’errore più grande!
Lezione che oramai spero vivamente di aver imparato.. e per ora sembra proprio essere così, in ogni campo.

Francamente avevo iniziato questo post con l’idea di scrivere ben altro, parlando di shopping compulsivo, guardaroba rifatto, vestiti di cui mi sono innamorata, etc.. ma evidentemente sarà per il prossimo :D

Fiera di Sant’Orso..

Ieri e oggi c’era la Fiera di Sant’Orso e al contrario di 2 anni fa, quest’anno non ho praticamente fatto alcuna fotografia, tranne per pochissime, tra cui quella sottostante, che feci molto simile nel 2016.. tra l’altro nello stesso identico specchio/stand.

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La posto perché “racchiude un po’ tutto”, o quanto meno io ci vedo un po’ tutto.. cambiamenti interiori, esteriori, visione delle cose, delle persone, di me, della vita.. cambiamento nell’approccio con gli altri, etc. diciamo che lo metto/uso come una sorta di “segna pagina della mia vita”, per far mente locale in futuro.. e anche per una sorta di confronto col passato, dopotutto tra la vecchia fotografia e questa sono accadute veramente tantissime cose, una più pesante dell’altra, eppure.. non si direbbe proprio, il che è quasi scioccante, ma in positivo.

Great Lengths Hair Extensions

Alla fine l’ho fatto: ho messo le extension fisse ai capelli, ben 150 ciocche da 30 cm, della Great Lengths, applicate con metodo di fusione a freddo, tramite ultrasuoni.

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Il mantenimento e la cura sono più toste di quanto mi aspettassi, ma per ora procede bene e il risultato non mi dispiace per niente, a maggior ragione ora che li ho già lavati e hanno una piega naturale, mossa, come i miei capelli.

Non so comunque tanto resisterò e quanto dureranno loro, ma attualmente mi ritengo soddisfatta, anche per i commenti buffi della gente – a lavoro – che di colpo si bloccano e mi chiedono sorpresi: «.. ma…. ma… hai sempre avuto i capelli lunghi? …ma sono tuoi o sono extension? ahhh ok.. per un momento ho temuto di aver perso il senso della realtà! :D»

Man mano che “mi abituerò” riporterò anche la mia esperienze e alcune precisazioni, con svariati possibili “controindicazioni” o “effetti collaterali” di cui francamente non avevo mai sentito prima di informarmi approfonditamente, a cui bisogna prestare attenzione e alla fine sono il motivo della manutenzione costante – quasi maniacale – che bisogna “effettuare” quotidianamente.

P.S: no, non mi sono rifatta nera corvina, sono sempre castana scura, colore n. 3 delle tinte in commercio.. che io adoro.

Il Narcisista

Come riassumere in un video di 27 minuti, 7 anni [passati e buttati] della mia vita: parola per parola, per fortuna anche la fine, la libertà!

Una serie di video molto interessanti, che consiglio di vedere a chiunque.

2017

Prima o poi dovevo farlo il “punto della situazione”, traendo un po’ le somme di questo 2017 oramai quasi concluso e forse ora è giunto il momento.

Cosa posso dire se non l’ovvio: è stato un anno assurdo, una montagna russa infinita, che mi ha portata tanto in alto, quanto in basso, ma in modo oggettivamente differente dal 2016, anno che mi ha portato via mio padre.

Diciamo che finalmente, nel bene e nel male, sono stata l’unica, vera e sola protagonista del mio anno, tutto è fondamentalmente girato attorno a me, il MIO MONDO è girato attorno a me e alle mie scelte, cosa mai accaduta prima ed è per questo che francamente io ho amato, amo tutt’ora e amerò sempre questo 2017.
Strano, lo so, dato che sono stata operata per 2 tumori al seno, con relative preoccupazioni, visite, controlli e terapie, tra cui la radioterapia,.. senza contare che domani dovrò rifare l’ecografia al seno, dato che da novembre qualcosa è cambiato, diciamo che si è gonfiato e nessuno sa comprenderne il motivo, per cui c’è un po’ questo “stato di allerta generale”, ma attualmente non mi importa, perché ora mi sento bene e soddisfatta di me, della mia vita, delle mie scelte,.. il resto lo lascerò al 2018.

È buffo come negli ultimi 3 anni tutto il mio mondo sia costantemente cambiato, credo che poche persone siano state messe così tanto alla prova, anzi, lo so con assoluta certezza, ma questo al posto di buttarmi giù, di “farmi sentire vittima del Fato”, mi ha dato l’opportunità di “svegliarmi”, di ricostruirmi veramente dopo anni di nulla, facendomi rimettere in gioco sotto ogni punto di vista e cosa più importante, mi ha dato la possibilità di apprezzarmi veramente, riscoprendomi molto più sicura di me stessa e molto più forte [..ma io ho sempre saputo di essere forte, il mio passato ne è la conferma, anche se per 7 anni lunghi purtroppo me ne sono dimenticata], motivo per cui sono riuscita a fare nuove scelte e svariate nuove esperienze, sia nel campo “sentimentale”, sia nel campo lavorativo.

Ne avrei tante da dire su entrambi i punti, specialmente il primo, ma questo blog pubblico non mi sembra la sede più adatta e il motivo penso sia ovvio,.. diciamo che non tutte le esperienze sono state positive [di una vorrei parlare in realtà, ma l’argomento potrebbe risultare un po’ troppo “forte”, specialmente per la leggerezza con cui lo affronterei e con cui l’ho “superato/ignorato” nella mia realtà], però oramai ho raggiunto un livello così alto di “razionalizzazione” [dato che tutto al confronto di ciò che ho passato anche solo negli ultimi 3 anni mi sembra oggettivamente una cavolata, quindi mi scivola addosso] che francamente nulla è mai riuscito a scalfirmi, a maggior ragione perché ho sempre affrontato ogni cosa – e l’affronto tutt’ora – con un unico pensiero: “se mi fa stare bene e mi comporta qualcosa di positivo, ok, altrimenti, bye bye” portandolo sempre avanti, senza farmi più alcun problema per gli altri e senza più permettere a nessuno di “addossarmi” i loro problemi.

...avrei decisamente dovuto farlo prima, sì, questo è un mio rimpianto.

Mentre per il lavoro.. beh.. il 19 di dicembre si è concluso il mese di prova, quindi sono ufficialmente una dipendente della mia azienda, che tra l’altro ha iniziato la pratica di conferma molto prima della scadenza, dato che a quanto pare sembrano essere tutti molto entusiasti del mio operato, per fortuna anche “la mia collega di banco” [che io adoro] con cui c’è molta complicità, tanto che per il prossimo anno ci siamo ripromesse di collaborare ulteriormente per organizzare, sviluppare e rafforzare meglio il nostro ruolo, che sembra essere in continua evoluzione essendoci sempre più responsabilità e impegni dati dall’alto, ma con troppe “intrusioni” da parte di terzi, che cercheremo di gestire in modo attivo.
Dinamiche un po’ strane, anzi, no, le classiche dinamiche lavorative direi, in cui si imbattono un po’ tutti, specialmente nelle grandi aziende, con svariate sedi sparse per la nazione e oltre.. in cui ci sono veramente tante persone e la gestione alla fine risulta essere un po’ confusa, essendoci meno controlli diretti e forse meno pressione di una piccola azienda, dove tutto è molto più semplice, diretto e immediato, con ruoti obbligatoriamente ben definiti.

Comunque anche questo ha contribuito a rendere positivo questo 2017, regalandomi una tranquillità aggiuntiva e confermando la mia tanto amata indipendenza.

..cosa si può chiedere di più?

Beh.. sì, in effetti ci sarà ancora qualcosina per festeggiare la fine dell’anno: un breve viaggio in Toscana, dal 30 all’1, dato che il 2 riprenderò a lavorare.
Anche questo tra l’altro rientrerà tra le mie prime volte, sia perché non sono mai stata in Toscana, sia perché non sono mai andata via per Capodanno, quindi direi che è un ottimo modo per salutare sia il vecchio, sia il nuovo anno [finalmente].

…tra l’altro mi sono appena resa conto andando a vedere l’archivio del mio blog, che lo scorso anno non avevo scritto alcun post sui “buoni propositi per l’anno nuovo” o “traendo la conclusione dell’anno in corso”, zero assoluto, ma è anche vero che avevo ben altri pensieri in testa, un lutto ancora da superare [..che poi non si supera mai], svariate preoccupazioni e quant’altro, però se lo avessi scritto nei miei buoni propositi ci sarebbe stato tutto ciò che ho fatto quest’anno [beh.. tumore & co. a parte],.. sì, amo il 2017, a maggior ragione perché – visti i precedenti – non so proprio cosa mi aspetterà nel 2018 [ehmm.. sì, un po’ di sana paura in effetti c’è, ma incrocio le dita e vado avanti,.. sempre].

 

P.S: poi scriverò dei miei “auto-regali” bellissimi.. che in realtà, se si conta anche l’abbigliamento, mi faccio da più di un mese a questa parte :D […”colpa” di Zalando e del mio lavoro che “mi permette” di vestirmi elegante ;)]

New Job

Mi sto di nuovo “perdendo”, tralasciando alcune cose che volevo fare anche per questo spazio, ma la mia vita sembra essere fatta di cambiamenti continui negli ultimi anni, il 15 infatti ho firmato il mio secondo contratto da dopo la Radioterapia [il primo era con Poste Italiane, ho fatto la Postina, sì, idea folle dopo il periodo che si era appena concluso], con un’Azienda detta di “Digital Transformation“, che è immensa, con sedi un po’ ovunque, anche fuori Europa ed è in continua espansione, fondamentalmente si occupa di Software, Gestione Dati e Sistemi, con creazione di Portali, etc. etc. lavorando per Banche, Pubblica Amministrazione, Sanità, Enti di ogni tipo, Aziende varie e volendo anche Privati.
Mica da ridere.

Ovviamente non mi ci soffermerò, sia perché ho appena iniziato, sia perché non è mai molto opportuno parlare del proprio lavoro o della propria Azienda [e l’accordo/obbligo di riservatezza presente sul mio contratto tra l’altro me lo impedisce].

In compenso però posso parlare di Poste Italiane
Ehhhh.. un’esperienza illuminante direi, dato che francamente non credevo che il lavoro del postino fosse così arduo, dato che supponevo che tutto fosse MOLTO più meccanizzato, mentre in realtà è praticamente tutto manuale: tu postino ti devi recare in ufficio alle 7 – in alcuni posti prima – e ti devi dividere tutta la posta della tua zona [o più zone talvolta], incasellandola, lettera per lettera, rivista, giornale, stupido volantino pubblicitario e così via, per poi passare alla posta estera e infine alle raccomandate/AG e Pacchi, da riordinare a parte in base al proprio giro, per poi segnarle al PC e poi scriverti spesso a mano tutti i nomi sui fogli da fare firmare [tempo, tanto tempo che se ne va..].
Solo dopo si può prendere la posta dal casellario, via per via, dividendola a “pacchetti” con degli elastici e mettendoli – sempre in ordine di giro – all’intendo di una cassetta di plastica.. e se la posta è tanta, anche di più.

È difficile da spiegare, perché quando non si sa certe cose neppure si possono immaginare, MA una cosa volendo si può comprendere: il DISAGIO contro cui ci si scontra, specialmente in alcune zone in cui non esistono numeri civici, cassette postali, nomi sul citofono ed è pieno di cani liberi; Ma davvero nessuno ci arriva che un postino che non fa quella zona da 20 anni NON PUO’ sapere chi abita in tal posto se non c’è alcuna indicazione?
La cosa palese è che molta gente non fa nulla per mettersi nelle condizioni di ricevere la posta, PERO’ se non la riceve… si incazza e vuole pure avere ragione, continuando ovviamente a a non mettere né nome, né cassetta della posta, né numero civico.

La ggggggggente è MOLTO strana, a maggior ragione quando c’entra la posta e i pacchi vari [ansia da bolletta, ansia da pacco, ansia da rivista, ansia da TUTTO].

Diciamo che è stata un’esperienza illuminante, che mi ha fatto cambiare totalmente atteggiamento verso chi lavora nel settore consegne, non solo per i Postini, ma anche i Corrieri, non rompendo le palle se il pacco atteso tarda un po’ ad arrivare e mettendo a disposizione una “cassapanca” di legno, all’esterno, vicino all’ingresso per far mettere loro tutti i pacchi che vogliono, senza l’ansia di dovermi trovare a tutti i costi e non sapere dove metterli, a maggior ragione ora che sta giungendo l’inverno [ora sta nevicando]. 
Una buona soluzione per loro e una buona soluzione anche per me: tutto resta protetto da occhi indiscreti, o cani vari, e siamo tutti più tranquilli,.. anche perché da regolamento interno di TUTTE le aziende di consegna, Poste Italiane incluse, i pacchi non potrebbero MAI essere lasciati nella cassetta delle lettere, sopra, davanti alla porta, etc. ma dovrebbero essere recapitati solo ed esclusivamente al diretto interessato, addirittura neppure i vicini/parenti potrebbero firmare e ritirare, tutto ciò potrebbe avvenire solo dietro precisa indicazione scritta del Destinatario,… ma praticamente nessuno segue tali indicazioni [anzi, sì, una mia ex collega.. puntigliosa fino al midollo, ma sicuramente è un modo per tutelarsi da ogni cosa], tanto meno i Corrieri che vengono da queste parti e che oramai mi conoscono fin troppo bene, anche perché ora li incontro anche per lavoro, sono infatti io che rispondo alle loro richieste di accesso al reparto consegne, aprendo e chiudendo i 2 cancelli [bloccandoli anche nel mezzo, se dalle immagini delle telecamere non mi appare nessun addetto autorizzato ad aspettarli all’ingresso di tale reparto/ufficio,.. quanto mi odiano quando accade :DDD],.. anche se talvolta si “imbucano” accodandosi all’entrata/uscita di altri corrieri, che io devo sempre segnare [in tal caso li odio io..].

In ogni caso non era proprio un lavoro per me, lo stipendio era decisamente buono, fondamentalmente lo era anche l’orario [anche se io mi fermavo a finire spesso oltre l’orario di lavoro, perché volevo consegnare tutto] e inoltre era discretamente “indipendente”, oltre ad essere piacevole per il continuo contatto con le persone, che quando vedono il Postino.. o LA PostinA nel mio caso, si trasformano.. anche se in svariati modi: se sei al volante ti odiano [perché OVVIAMENTE, con i tempi strettissimi, devi cercare di perdere meno tempo possibile a piedi.. cosa che purtroppo io tendevo a fare, dato che non mi piaceva parcheggiare in mezzo alla strada], mentre se sei a piedi non ti lasciano più andare via, chiedendoti a prescindere se hai posta per loro [anche se sono di un’altra zona] e iniziando a parlare delle loro questioni personali, bla bla bla bla bla bla… e via i minuti che si perdono inesorabilmente, ritrovandoti ad essere sempre più di fretta, dovendo ritornare in ufficio obbligatoriamente verso le 14 [in alcuni uffici le 15], per registrate le raccomandate e i pacchi consegnati o meno, oltre che per fare tutta la parte burocratica, tra cui compilare i CAD e i CAN [per le AG, le buste verdi: atti giudiziari, multe, etc. ciò che nessuno vuole ricevere, idem per le cartelle di Equitalia].

Ciò che faccio ora è comunque abbastanza caotico, ma in un modo a me più affine, perché mi è sempre piaciuto organizzare, segnare, controllare, usare il PC, etc. e inoltre posso/devo vestirmi elegante e posso mettere anche i tacchi senza patire sofferenze atroci, dato che non devo stare in piedi tutto il tempo, sembra sciocca come cosa, ma ho scoperto che per me non lo è affatto, perché è una cosa che mi piace molto e mi fa sentire bene [Zalando.it mi sta particolarmente amando in questo periodo…].
Inoltre l’Azienda mi piace, mi piace il settore in cui opera, mi piace il fatto che sono comunque estremamente indipendente pur avendo svariate responsabilità, mi piace il mio Badge personale, mi piacciono i miei account personali autorizzati a fare svariate operazioni interne, mi piace il mio portatile aziendale [l’idea, perché ancora non ce l’ho], mi piace anche l’aver regolarmente a che fare quotidianamente con tante persone, visti gli oltre 300 dipendenti, più gli Ospiti/Clienti e i tanti Tecnici.

..e poi.. mi piace il fatto che mi posso sbizzarrire con l’Organizzazione, usando tutta la cartoleria che voglio, mica per nulla ho appena rifatto un acquisto Filofax, ma questa volta non è un’Agenda, bensì il Notebook, ovvero il Taccuino “ricaricabile” A5, che sto molto apprezzando, perché è una via di mezzo tra un taccuino normale, tipo Moleskine, e un’Agenda ad anelli, con le migliori caratteristiche di entrambe le tipologie.. quindi è compatta, resistente  maneggevole, ma può anche essere totalmente personalizzata, cosa che ovviamente sto facendo, visto che nella prima parte ho inserito e sto inserendo tutt’ora, tutti i vari numeri di telefono utili, i siti, i Tecnici, i Clienti, i Progetti, etc. divisi dai relativi divisori e alla fine ho creato/inserito dei refill personalizzati molto semplici, per fare un’agenda giornaliera, con la sezione appuntamenti, cose da fare e note, con cui per ora mi sto trovando bene.

Tra l’altro sono stata contattata da altre Aziende, una ieri, con cui ho fatto un colloquio solo per curiosità, ma loro già sapevano che stavo lavorando altrove,.. in sostanza mi hanno chiesto di lavorare per loro, perché il mio profilo è per loro il più interessante e affine di tutti gli altri candidati [io neppure mi sono candidata, ha fatto tutto il Centro d’Impiego, senza dirmi/chiedermi nulla], un’azienda sempre del posto, molto più piccola, ma in forte crescita [sovvenzionata dai Cinesi da quanto ho capito], più o meno per lo stesso ruolo che ricopro ora, anche se molte cose non ci sarebbero, ma ne subentrerebbero altre.
È tragicomico: quando niente e quando troppo,… i miracoli della 68!
Credo comunque che resterò nell’Azienda attuale, per tutte le cose che ho elencato prima.. sebbene nell’altra Azienda lo stipendio a fine mese sarebbe più alto, almeno per ora..

..la vita è proprio strana… o quanto meno la MIA lo è sicuramente
..e oramai mi piace che sia così.

Filofax Malden Kingfisher Blue ♥

È un anno che mi dico che devo fare il video della mia amatissima Filofax Malden A5 Kingfisher Blue, e oggi.. è giunta anche la sorellina Personal [grazie Amazon, per i prezzi folli che talvolta proponi: 67 euro, contro i 112 euro del sito ufficiale filofax.it] quindi non ho più scuse… uhmmm..  forse.

Filofax Malden Personal A5 Kingfisher

..ma quanto sono belle?

In realtà avrei anche la Finsbury A5 Aqua, ma questa è un’altra storia…

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