Conosciamo davvero le persone a noi vicine? Oppure conosciamo solo una parte, quella più facile da mostrare, più facile da gestire, più facile da accettare?

Forse io sono un’eccezione, non lo so, ma vorrei conoscere totalmente le persone a cui tengo maggiormente, lati positivi e lati negativi, scelte ed errori inclusi, perché ritengo che solo in quel modo si possa pensare realmente di camminare fianco a fianco, allo stesso passo e nella stessa direzione, per un lungo tragitto.

Inoltre, per definizione, un affetto vero si accetta con tutti i pregi e con tutti i difetti, è per questo che solitamente è estremamente sollevante stare con qualcuno che conosci e che ti conosce al 100%, perché non c’è bisogno di maschere, di mezze omissioni o di “abbellire” costantemente la realtà nel presente o nel passato che sia..

Senza contare la scelta, quella scelta importante, che tutti hanno il diritto e il dovere di fare, per scegliere la persona più giusta con cui intraprendere un certo tipo di cammino, ed è qui il punto: come si fa ad effettuare una scelta realmente consapevole, se ci si può basare solo su un’unica parte, quella più “costruita” e non sulla totale e più cruda realtà? 

Con il sesto senso? Anche, ma il sesto senso è un’arma a doppio taglio, perché è più potente di quanto si possa immaginare, dato che se c’è anche solo un qualcosina che “sfugge” lui lo segnala, prima in modo quasi impercettibile, poi in maniera sempre più brusca e incontrollata, fino ad arrivare a far scoprire — in un modo o nell’altro, corretto e purtroppo anche scorretto — tutte le carte ed è qui, è solo qui, a questo punto, dopo un chiarimento diretto, senza paure, senza false giustificazioni, senza omissioni, senza mezze verità e senza attacchi vari, con una condivisione completa e totale, che si può realmente pensare di iniziare — o di consolidare — un profondo e sincero rapporto con quell’importante ed essenziale scelta totalmente consapevole da parte di entrambe le parti.

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29 Commenti per …

  1. piri
    venerdì, 02 ottobre 2009 at 11:21 (8 anni ago)

    bella riflessione. Però è un’utopia voler conoscere e conoscersi al 100% credo..

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  2. Sylia
    venerdì, 02 ottobre 2009 at 11:42 (8 anni ago)

    Credo di sì.. ed infatti molti ritengono che sia lì, che dovrebbe subentrare la fiducia…. io però sono dell’opinione che dovrebbe subentrare già nella prima tappa, cioè nel raccontarsi e nel farsi conoscere.. senza alcun timore di giudizio, o altro, semplicemente fidandosi della persona con cui si sta condividendo il tutto..

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  3. lisbeth
    venerdì, 02 ottobre 2009 at 21:28 (8 anni ago)

    Credo che sia molto difficile, per tutti (in maniera più o meno preponderante), farsi conoscere al 100%, svelarsi subito. Credo che piano piano, durante lo stare insieme, il condividere certe cose, quello che siamo venga fuori e che certe maschere, se le si sono indossate, crollino a poco a poco.

    Hai ragione quando dici che la condivisione totale è importante, ma spesso certi aspetti si nascondono anche al nostro intimo. Non è così semplice guardarsi dentro, e non è da tutti.

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  4. bradipomissile
    lunedì, 13 settembre 2010 at 16:01 (7 anni ago)

    Ti sgancio una bomba.
    Come fai a sapere se una persona ti ha detto tutto o no? Se non ti ha omesso anche una piccolissima cosa che vuole tenere per sé?
    Io ritengo che la sincerità ci debba essere dal momento in cui ci si incontra in poi, del passato non bisogna pretendere nulla. Non sarebbe non essere sinceri se non si parlasse del passato.

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  5. bradipomissile
    lunedì, 13 settembre 2010 at 17:07 (7 anni ago)

    Ho voluto provocarti, non pensare che io dissenta. Il fatto è che se la persona non si apre perché non da peso al proprio passato non ci trovo niente di male, se vuole raccontare, sono qui. Se ti chiede per favore di non toccare un tasto, di non chiedere, sono sempre d’accordo però.
    Io sono molto per prendere quello che viene dalla persona.
    E’ solamente una cosa più articolata per quello che mi riguarda.
    Sono stato con una ragazza (un mesetto circa) ora è mia amica, e non ne conosco tuttora il cognome. :blush:

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  6. Sylia
    lunedì, 13 settembre 2010 at 17:25 (7 anni ago)

    Se ti può consolare.. il cognome è una cosa che io non chiedo mai, quindi è successo anche a me di frequentare qualcuno per un breve periodo e di accorgermi poi tempo dopo, di non sapare neppure il cognome.
    In generale.. sì, è la persona che si deve sentire libera di raccontarti di lei, del suo passato, però se la questione diventa seria.. allora credo che il bisogno di sapere aumenti, anche solo per capire meglio con chi si ha realmente a che fare, proprio per il fatto che raramente si conoscono realmente e totalmente le persone… cosa che spesso.. causa non solo malintesi, ma anche delle scelte affrettate – con il senno di poi – che possono fare soffrire molto.
    Inoltre io non sono per le "mezze verità", ecco, nel senso.. se le cose non me le vuoi dire, ok, ma se decidi di dirmele, allora me le devi dire realmente, non devi raccontarmi solo la parte che ti fa apparire "più bello", quando nella realtà – nell’insieme – è successo tutt’altro.. perché quello per me.. è mentire, è modellare la realtà, il passato, a proprio piacimento.. e la fiducia così alla fine si perde, perché chi ascolta poi non sa più a cosa credere..

    Non so se mi sono spiegata..

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  7. bradipomissile
    lunedì, 13 settembre 2010 at 23:26 (7 anni ago)

    Per quello che mi riguarda, potrebbe essere un passato con cui si ha chiuso, di cui la persona non va fiera e che per questo motivo non corre rischi di ripercorrere.
    Non penso sia equivalente a mentire in questo caso.
    In ogni caso ti sei spiegata benissimo e concordo. Una volta che si dicono delle cose non vanno dette mezze verità.
    E’ anche vero che ci sono certe cose che potrebbero essere taciute e questo non influirebbe minimamente su un rapporto.

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  8. Sylia
    martedì, 14 settembre 2010 at 10:52 (7 anni ago)

    Uhmm.. questo non lo so, probabilmente è tutto soggettivo, quello che è certo è che se un passato, o un qualcosa del passato, ha degli strascichi anche nel presente, allora è giusto dirlo.. ed è giusto riportare tutta la verità, non solo la parte che più fa comodo far sapere, specialmente se ci fa poi apparire delle "vittime della situazione", quando in realtà.. è stato tutto il contrario.

    Però appunto.. è tutta una riflessione in fase di formazione e sviluppo, infatti ci sono giorni in cui sono per il: "è meglio sapere tutto subito, nei minimi particolari, per non avere sorprese successive, almeno sai subito a cosa vai in contro e puoi decidere a priori se ti va bene, o meno",.. mentre in altri sono per il: "è meglio non sapere niente, passato cancellato, anche il più recente, almeno si vive tranquillamente e pienamente il presente e magari anche il futuro, senza alcun tipo di condizionamento, o di paranoie "ereditate". Beata ignoranza!"

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  9. bradipomissile
    martedì, 14 settembre 2010 at 11:39 (7 anni ago)

    Già, proprio vero. E’ tutto molto soggettivo. Ci sono cose, secondo me, che una volta deciso di tenerle segrete, devi portarle nella tomba poi.

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  10. Sylia
    martedì, 14 settembre 2010 at 11:44 (7 anni ago)

    Quanto sei estremo! :D
    La cosa può essere valida solo se riguarda un passato chiuso, finito, che non ha modo di ripresentarsi nel presente e neppure nel futuro..
    che poi.. esistono veramente "cose" talmente importanti, o scomode, da dover essere assolutamente taciute fino "alla tomba"?

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  11. bradipomissile
    martedì, 14 settembre 2010 at 12:05 (7 anni ago)

    Sì, cose che se non dette subito avrebbero un effetto distruttivo per un atteggiamento del tipo “Non hai avuto subito fiducia che le cose sarebbero andate bene lo stesso.”
    Siete complesse voi donne ma anche abbastanza prevedibili.
    Bisogna però essere dei piccoli Kasparov. :-P
    Ci tengo però a sottolineare “abbastanza” perché la cosa più bella di confrontarsi con l’altro sesso è che ogni giorno può essere un giorno nuovo, c’è sempre qualcosa da scoprire.

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  12. Sylia
    martedì, 14 settembre 2010 at 12:20 (7 anni ago)

    Ammetto che può essere vero, anche se molto dipende "dall’entità del danno", per così dire ;)
    Se è un qualcosa che può guastare la fiducia, allora si entra in una fase pericolosa.. che o viene gestita bene, oppure può fare molti danni, talvolta anche irreparabili.
    La mia domanda però è: perché non evitare proprio a priori di fare un qualcosa che può essere distruttiva per la coppia, o l’amicizia? Tanto da dover essere taciuta? ;)

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  13. bradipomissile
    martedì, 14 settembre 2010 at 13:14 (7 anni ago)

    Non pensare male. Potrebbe essere una cazzata come aver nascosto di avere un blog perché rimanesse quello che è sempre stato ma dall’altra parte ti trovi una persona che detesta certe cose perché la ex coinquilina rimorchiava tramite blog.
    E ti trovi in una situazione che se apri bocca ti rovini, e se taci, devi tacere per sempre. Senza fare nulla di male in nessun modo.

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  14. Sylia
    martedì, 14 settembre 2010 at 13:22 (7 anni ago)

    ..un estratto di un’esperienza personale? ;)
    Ho capito cosa intendi.. e capisco anche la diffidenza verso i blog sinceramente [strano?], specialmente se maschili e una tua precisazione fatta sul tuo blog, ne è il motivo: "ai miei lettori, anzi, alle mie lettrici", perché è così.. i blog maschili sono osannati dalle donne, da tante donne, che spesso vedono in quello che leggono.. il proprio principe azzurro [noi donne siamo così.. specialmente se "ci manca qualcosa", o ci sentiamo sole, trasformandoci di colpo in "gattemorte"] e detto schiettamente, molte – non tutte per fortuna – se ne fregano se il "principe azzurro" in questione, ha appeso la calzamaglia al chiodo, perchè già occupato altrove,.. vedendo il tutto come un’allettante sfida
    E non dirmi che non è così, perché stando anni sul web, lo avrai sicuramente notato anche tu ;)

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  15. bradipomissile
    martedì, 14 settembre 2010 at 13:52 (7 anni ago)

    Sgamato in pieno!
    Fortunatamente il mio blog ha altri contenuti che mantengono le lettrici, e quelle che sono rimaste negli anni non sono persone che guardano la calzamaglia, appesa o meno al chiodo.
    Diciamo che c’è stato un periodo in cui c’è stata una sorta di intesa particolare con qualcuno ma moltissime delle persone transitate sul mio spazio non le ho nemmeno mai viste di persona.
    Chiaro che se cavalcassi l’onda dell’ipotetico principe azzurro ipoteticamente libero o ipoteticamente non libero avrei molti più lettori.
    C’è da dire che il mio modo di ragionare non è tipico di quello che la società moderna vuole da un uomo. Non sono quello che si da nomignoli da macho tipo “sventrapapere” come si faceva chiamare un mio compagno di università.
    E questo non da molti consensi maschili e nemmeno tantissimi femminili se dobbiamo essere sinceri perché questa è l’epoca in cui esistono i ragazzi troppo bravi… Non so se capisci cosa intendo?
    Se ti trovi un’amica che una sera ti salta in braccio e ti dice:”Dimmi che sono una stronza…” oltre a non dirglielo e a voltare pagina alla svelta mi sono sentito anche rimproverare che non ne ho approfittato.
    A parte l’inciso…
    Sono cose che mi capitano più spesso nella vita reale che nel blog. E anche nella vita reale, fortunatamente, capitano di rado.
    E quelle tramite blog sono gestibilissime. Basta far cadere ogni provocazione.
    La cosa brutta è quando una persona che conosci nella realtà che magari non puoi nemmeno mandare a quel paese si prende questa bella sfida.
    Comunque sì, hai colto in pieno il problema e che comunque non è impossibile come cosa quella che prospetti, specialmente se il blog viene percepito come “strumento per rimorchiare”.

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  16. Sylia
    martedì, 14 settembre 2010 at 15:01 (7 anni ago)

    Io ovviamente ho generalizzato, però basandomi su "cose viste e vissute", quindi reali, tanto reali che talvolta hanno anche influenzato la mia realtà, con svariate paranoie [e purtroppo lo fanno ancora, motivo per cui recentemente mi sono cancellata da FB, per "non vedere", mettiamola così.. cosa che non farò più neanche nel mondo dei blog e la gelosia c’entra ben poco, fidati],.. poi hai anche ragione tu, quando dici che per fomentare certi atteggiamenti, bisogna "volerlo", dando gli "input giusti", quasi calcolati, tra nick "tattici", post accattivanti, fotografie stimolanti, commenti equivoci, messaggi personali ambigui e/o romantici, etc. etc. etc. mentre se si è chiari e "puliti" da subito, allora si smonta tutto alla base e le gattemorte evitano di diventare tali, passando oltre, o restando comunque delle amiche disinteressate [si spera..].

    Però, eccoti un esempio sciocco, ma lampante di tutto quello che ti ho scritto: se lascio un commento in un blog femminile, tutto si ferma lì, a massimo la ragazza mi risponde, si inizia un discorso, magari si diventa "amiche" e stop, ma resta una cosa tra me e lei [almeno inizialmente, poi magari piano-piano si conoscono e si seguono anche le "amiche"],.. mentre se lascio un commento in un blog maschile.. la scena è mediamente la stessa, tranne per il fatto, che il mio primo commento mi comporterà tantissime visite femminili "di controllo" ;)

    Sono un po’ cattivella eh? talvolta mi dimentico di essere anche io una donna che legge post altrui e possiede un blog :D

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  17. bradipomissile
    martedì, 14 settembre 2010 at 16:15 (7 anni ago)

    Dimentichi la vostra innata curiosità. Dici che sono di controllo o magari sono solo per sapere chi è la nuova arrivata?

    Inoltre. Ti sembra che stia andando diversamente in questo caso che se avessi lasciato commenti in un blog femminile? ;-) (sono cattivello)

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  18. Sylia
    martedì, 14 settembre 2010 at 17:18 (7 anni ago)

    Nel botta e risposta tra me e te intendi? No, mi è capitato anche lasciando commenti veramente casuali a ragazze, che poi hanno aperto una piacevole amicizia, ovviamente non sono cose così comuni [è più comune scambiarsi qualche commento ogni tanto], probabilmente perché c’entra il feeling virtuale, se vogliamo chiamarlo così, ma anche e specialmente "il momento giusto" :)

    Mentre per il primo punto.. la curiosità c’è anche lasciando un commento in un blog femminile, ovviamente, infatti poi piano piano solitamente si iniziano a conoscere anche le "amiche" della blogger, però – caso strano – le visite "curiose" sono sempre inferiori di quelle ricevute lasciando un commento [il primo e forse unico commento] su un blog maschile. ;)

    Che poi appunto, bisogna legarsi al mio precedente commento e vedere l’atteggiamento dei singoli blogger, non tutti sono uguali e si approcciano al web, ai blog, nello stesso modo, come le blogger donne.
    Ora parlo/scrivo così.. solo perché ho in mente un modello comportamentale ben definito, che comunque è assolutamente soggettivo e che – nell’ambito mio personale – mi crea alcuni problemi nell’accettarlo, proprio per i motivi sotto esposti.. tutto qui.. :)
    Ecco il perché di questo mio eccessivo "vigore", ma quando ti senti punta sul vivo….. ;)

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  19. bradipomissile
    martedì, 14 settembre 2010 at 18:23 (7 anni ago)

    Favoloso, 20 commenti e non mi hai ancora mandato a quel paese ;-)
    In ogni caso non ho mai notato una cosa del genere non essendo donna. ;-)
    E comunque non posso che darti ragione in pieno per quello che hai scritto.

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  20. Sylia
    martedì, 14 settembre 2010 at 19:31 (7 anni ago)

    Vuol dire che sei riuscito a capire di cosa stavo parlando?? :D

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  21. Sylia
    mercoledì, 15 settembre 2010 at 12:27 (7 anni ago)

    In maniere più svogliata e pigra? ma quando mai.. se volete segnare il territorio lo fate in modo abbastanza deciso ;)

    In questo caso però non so se si tratti di quello, forse è solo "un prendere atto di", cosa che può comportare conseguenze o meno.
    E poi "segnare il terriorio" e così poco fine :)

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  22. bradipomissile
    mercoledì, 15 settembre 2010 at 17:23 (7 anni ago)

    Mhm… Non parlarmi di finezza… Riuscendo a fare amicizia più facilmente con le ragazze, ho avuto modo di vedere cosa siete capaci di fare… Senza generalizzare, eh?

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    Rispondi
  23. Sylia
    mercoledì, 15 settembre 2010 at 18:41 (7 anni ago)

    Come come come? Ora esigo un approfondimento ;)

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  24. bradipomissile
    giovedì, 16 settembre 2010 at 08:28 (7 anni ago)

    Diciamo che ho avuto la riprova che voi donne ci siete superiori in tante cose. Tra cui anche questa. Probabilmente tu no. Ma… Stando a stretto contatto in università con le poche ragazze che c’erano in corso, e comunque nella mia esistenza avendo collezionato più amicizie femminili che altro… Beh, ho avuto la riprova di qualcosa sotto la superficie che lascia a bocca aperta.
    Al momento che scrivo mi vengono in mente più di tre persone.
    Sarò solo stato fortunato, cosa ti devo dire…
    Ho sentito battute che in anni di onorata carriera nell’universo maschile non mi sarei nemmeno sognato di fare.
    Anche perché quella su Rocco Siffredi che ho in mente adesso detta da una mia ex compagna di corso, solo a pensarla mi estranierebbe di colpo dall’universo maschile etero. :-P Ed è la cosa più grezza che io abbia mai sentito dire.
    Per inquadrarmi, io sono composto e posato, ma con la giusta compagnia mi diverto con raffinatezze verbali che alle superiori (avevamo un’attribuzione dei titoli nobiliari a seconda delle bestialità proferite) ero l’unico ad aver raggiunto il titolo di Lord.
    Questo per dire che nonostante avrei dovuto essere vaccinato, sono rimasto tipo :-O

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  25. Sylia
    giovedì, 16 settembre 2010 at 10:51 (7 anni ago)

    Certo che il "sesso debole e delicato", piano piano.. si sta facendo proprio una brutta nomea eh? :D -_-‘

    Comunque so bene quello che intendi, anche perché è sempre più facile imbattersi in vere e proprie "professioniste" in quel campo, che farebbero arrossire chiunque, cosa che personalmente mi imbarazza a priori, perché a mio avviso con dovrebbero uscire tali volgarità dalla bocca di una donna [..ma neanche di un uomo, è un qualcosa che mi infastidisce a priori, specialmente se diviene un atteggiamento "ripetuto" e abituale].

    Poi chiariamo.. non sono una santarellina neanche io, quando sono particolarmente nervosa e incavolata, perdo il controllo come tutti, finendo per usare anche parole poco carine, per enfatizzare un concetto, anche contro l’interlocutore,.. però appunto sono momenti precisi – di cui comunque poi non mi vanto – non sono la normalità quotidiana.

    Troppo da "prima della classe"? ;)

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  26. Sylia
    giovedì, 16 settembre 2010 at 13:10 (7 anni ago)

    Prrrrrrrrrrrrrrrrrrr 
    [commento dalle alte risonanze intellettuali :D]

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  27. bradipomissile
    giovedì, 16 settembre 2010 at 11:38 (7 anni ago)

    Macché prima della classe! E’ giusto che sia così.

    Anche a me le volgarità non piacciono così gratuite.

    Diciamo che il mio “Lord” deriva anche dalla finezza con cui uscivano battute atroci. :-P
    Ci vuole comunque classe. :-P

    E sì, finché rimane una cosa contestualizzata va anche bene e ci si può fare quattro risate, ma quando è un atteggiamento generale… Insomma…

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  28. Sylia
    giovedì, 16 settembre 2010 at 11:41 (7 anni ago)

    Quando è generale io non lo tollero proprio e dopo averlo compreso.. evito la frequentazione, sono decisamente bacchettona su questo.. ;)

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  29. bradipomissile
    giovedì, 16 settembre 2010 at 12:15 (7 anni ago)

    Aaaah, bacchettona, bacchettona… :-P
    E comunque anche io concordo.

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