ottobre 2010 archive

Faccio-Da-Me

Qualche giorno fa ho deciso di non riportare più qui sopra le mie personali recensioni dei vari prodotti presi e/o provati — eco-bio e non — ma di usare direttamente il sito ufficiale ciao.it, sfruttando finalmente l’account che avevo creato qualche tempo fa, specialmente dopo aver capito come aggiungere quei prodotti non ancora presenti nelle loro infinite liste, un po’ carenti per quanto riguarda l’eco-bio.

Perché questo appunto? Perché ho cancellato il post di qualche giorno fa, quello sullo shampoo VerAloe e volevo specificarne il motivo, inoltre volevo anche introdurre un’altra mia intenzione, cioè quella di riportare i miei pastrocchi-eco-bio-faccio-da-me detti — nel gergo “tecnico” eco-bio — spignatti.

Questo perché, in questi mesi, il mio interesse verso il mondo eco-bio è aumentato sempre più, tanto da spingermi ad approfondire ulteriormente l’argomento, passando dalla semplice ricerca dei prodotti finiti, tra scaffali e siti, alla vera e propria creazione di quei stessi prodotti, ma con un INCI molto più semplificato, pulito e selezionato totalmente in base ai miei gusti e alle mie esigenze.

Che cosa c’è di meglio?!?

Io in questo lungo percorso sono appena nella fase iniziale, dato che mi sto ancora informando un po’ su tutto, sugli ingredienti base, sulle ricette, sui vari usi e sulle eventuali “attrezzature”, però piano-piano sto iniziando anche a provare, partendo ovviamente dalle piccole cose, come ad esempio il gel ai semi di lino, fatto giusto 3 giorni fa e usato sia come gel normale, sia come impacco pre-shampoo, con un effetto veramente soddisfacente [altro che siliconi e simili].

A dire il vero non ne volevo parlare adesso, ma visto che ci sono.. continuo, quindi se non siete interessati, potete tranquillamente smettere di leggere,.. io intanto, metto il titoletto:

gel ai semi di lino

Per fare questo gel ovviamente ho usato dei semplici semi di lino, quelli scuri, non quelli dorati [acquistati a NaturaSì, a 1,96 euro], poi dell’acqua demineralizza, del miele, del sale, un po’ di succo di limone e dell’olio essenziale.

Prima di tutto ho messo 500ml di acqua in un pentolino, poi ho aggiunto circa 6 cucchiai di semi di lino e ho iniziato la bollitura a fuoco basso, fino a oltre l’ebollizione, e alla creazione di una schiumetta beige.

Poi ho spento e ho versato il gel ottenuto in un contenitore, tramite l’uso di un colino a rete non troppo fitta [altrimenti il gel non passa], operazione che richiede estrema pazienza, specialmente se il gel risulta essere troppo denso, a causa di un’eccessiva evaporazione dell’acqua, ma in tal caso basta premere, aspettare, o aggiungere nuovamente dell’acqua e girare molto bene.

Una volta diviso tutto il gel, mi sono limitata ad aggiungere un pizzico di sale, un cucchiaio di miele, un cucchiaino di limone e una goccia di olio essenziale — io avevo solo la lavanda, quindi ho usato quello, meglio dell’odore naturale dei semi di lino — mescolando il tutto e lasciando raffreddare,.. dopo di che, visto che non ho aggiunto alcun conservante e che conservandolo in frigo il gel dura meno di una settimana, l’ho versato in una vaschetta per il ghiaccio [consiglio quelle in silicone, tipo Ikea], facendolo poi congelare.

Come ho riportato prima, il motivo di questa mia scelta è dato da una maggiore conservazione del prodotto, che in questo modo può ugualmente essere usato nel momento del bisogno, nel mio caso dopo aver lavato i capelli — per dargli una maggiore definizione e per fissare/stirare la frangia — scongelando un cubetto appena prima, mettendolo a bagnomaria, operazione che avviene in pochi istanti.

E siccome ho visto che un cubetto è veramente tanto per un solo utilizzo, dato che ne basta veramente poco di prodotto per ottenere un ottimo effetto, il restante gel può essere messo in un piccolo contenitore, nel mio caso in un mini-spray, lasciandolo poi in frigorifero e usandolo al massimo per 5 giorni, passando poi al cubetto successivo.

Dopo tutta questa operazione, ho riusato immediatamente gli stessi semi di lino, per fare una seconda preparazione, ma questa volta con l’intenzione di usare il gel come semplice impacco pre-shampoo.

In questo caso ho usato acqua normale, circa 700ml, e ho rifatto tutto esattamente come prima, fino all’aggiunta degli altri ingredienti, dove ho messo solamente un cucchiaio di miele, poi l’ho fatto raffreddare e l’ho messo in frigorifero.

Il giorno dopo, provando l’impacco, mi sono resa conto che la quantità fatta è veramente tantissima per una sola applicazione, dato che essendo il gel molto “gelatinoso/appiccicoso”, si attacca subito ai capelli, non cola e può essere tranquillamente massaggiato, facendolo arrivare ovunque, quindi l’ho diviso in 4 porzioni, mettendole in alcuni bicchieri di plastica semi-dura e congelando subito il tutto, per poterle scongelare e usare tranquillamente nel momento del bisogno, nel mio caso.. credo una volta a settimana, o ogni due settimane, dipende dai capelli e dall’attuale shampoo antiforfora che sto usando, che tende un po’ a seccarli.

I risultati, come ho riportato inizialmente, sono stupefacenti, l’impacco — lasciato in posa più di un’ora — mi ha lasciata a bocca aperta, dato che senza l’ausilio di alcun balsamo, i capelli non erano solo morbidissimi e districati, tanto che pettinandoli non ho trovato un solo nodo, ma erano anche lucenti.

Mentre per il gel, beh.. sicuramente non ha nulla da invidiare a quelli commerciali, dato che ha la stessa tenuta, forse maggiore e senza residui, sebbene io l’abbia creato per usarlo in modo “soft”, per un blando effetto-spuma, infatti ne uso poco, sui capelli bagnati e applicandolo con le mani inumidite, “stropicciando” i capelli dalle punte.

Ecco, queste sono le mie “prime preparazioni”, che inaspettatamente mi sono venute molto bene e infatti penso proprio che prossimamente le replicherò esattamente nello stesso modo, forse cambiando solo l’olio essenziale.

Si nota che queste piccole cose mi stanno.. non solo interessando, ma anche divertendo?! ;)

E alla fine..

..il cerchio si è finalmente chiuso, anche se ci sono voluti ben 3 anni per arrivare a questo punto.
Sempre meglio tardi che mai, si dice, sebbene oramai io non ci pensassi neanche più a questa possibilità, per il troppo tempo passato e per le troppe cose cambiate, ma si sa.. la vita è imprevedibile e talvolta attende solo il momento giusto per fare quel passo che unisce tutti i pezzi.

Spero solo che questo fugace e inaspettato ritorno al passato sia servito veramente a qualcosa e non tanto per comprendere maggiormente me, dato che oramai non ha più alcuna importanza, quanto per riflettere realmente su alcune parti del tuo essere, sul tuo modo di affrontare la vita, le persone e i sentimenti, che sì, fanno paura, ma ricorda che esistono proprio per essere vissuti, a qualsiasi costo, senza scuse, senza riserve e senza scorciatoie.

Tienilo presente per il futuro, per un’altra nuova e più preziosa “occasione”, anche perché fin troppo spesso ci pensa già il Destino — da solo — a complicare le cose, rendendo il tutto non solo difficile, ma addirittura impossibile.

Dermatite Seborroica

Dato che ho notato svariate ricerche da Google, in cui cercavano informazioni sulla Dermatite Seborroica, abbinata al make-up, agli shampoo e alle creme, ho deciso di riportare la mia personalissima esperienza e i prodotti che mi hanno realmente aiutata ad attenuare questo fastidioso problema.

Prima di tutto, devo sottolineare che la Dermatite Seborroica mi è venuta verso il 2002, a seguito di un’operazione estetica, che evidentemente mi ha causato uno squilibrio generale della pelle, che da lì non si è mai più sistemato, non spontaneamente almeno.

Inizialmente avevo la Dermatite più classica, che comprendeva sia il cuoio capelluto, che quasi ogni anno mi ha causato una notevole perdita di capelli, sia il viso, localizzata alla base nel naso, sulle sopracciglia e nella parte alta della fronte, poi.. con il tempo.. e probabilmente anche a causa di alcuni prodotti usati [tutti presi in farmacia], è degenerata, trasformandosi, e prendendo tutta la fronte e il naso, causando una desquamazione continua della pelle — probabilmente per via di un’improvvisa e profonda secchezza — tra prurito e un notevole fastidio estetico.

viso

Non posso elencare tutti i prodotti usati presi in farmacia, perché oggettivamente non me li ricordo, dato che sono tantissimi, in questi anni credo di aver speso un patrimonio in prodotti inutili, che non solo alla fine mi hanno peggiorato il problema, ma che talvolta mi hanno anche causato delle notevoli e dolorosissime infiammazioni, o un’infinità di brufoletti, visto che la mia pelle in realtà è mista, con tendenza acneica [un disastro, sì..].

Posso però riportare alcune marche “famose”, quali Avene, La Roche Posey, Roc, Vichy, Lierac, Bionike, che si presentano come curative per ogni tipo di pelle, comprese le più problematiche, ma che in realtà — a me — non hanno fatto assolutamente nulla, non attenuando neanche un po’ quella vasta desquamazione, se non per il tempo della stesura del prodotto, per poi tornare esattamente come prima, dimostrandomi di non essere neppure minimamente idratanti, non realmente [ma con tutti i siliconi che contengono, non me ne stupisco].

Dopo aver notato che tutte quelle creme non avevano alcun effetto, ho iniziato a domandarmi il motivo, cominciando ad informarmi sull’INCI e su tutti i vari ingredienti, capendo così, piano-piano, che quello che mi stavo spalmando in faccia, in realtà, non era ne innocuo, ne idratante, come invece era scritto sulle varie etichette, giungendo alla conclusione che non contenevano per nulla quello di cui la mia pelle aveva bisogno, prima tra tutto: la vitamina E, che è un potente antiossidante e praticamente è fondamentale per attenuare la desquamazione, favorendo l’idratazione della pelle.

Dopo aver preso atto di queste cose — a seguito di varie ricerche personali — ho iniziato a cercare la crema più giusta per me, per i bisogni reali della mia pelle, tenendo presente che sarebbe dovuta essere naturale, emolliente, molto idratante e con un’importante presenza di vitamina E.

Ed è qui, che mi sono imbattuta nei prodotti Eco-Bio e nelle creme di Verdesativa, acquistando la loro crema più nutriente, chiamata “Crema Viso Bioattiva Anti-Age“, che sulla carta aveva tutto il necessario per farmi pensare che fosse perfetta per me.

L’acquisto l’ho effettuato a marzo di quest’anno, iniziando a provarla immediatamente, mattino e sera, vedendo i risultati quasi istantaneamente, tanto da potermi permettere nuovamente di mettere il fondotinta [minerale, ma ne parlo più avanti], accuratamente evitato per tutti gli anni passati, visto che entrando tra una “pellicina” e l’altra, finiva solo per farmi risaltare spaventosamente la desquamazione.

Detto questo, non voglio certo urlare al miracolo, dato che in questo caso c’entra solo la reale idratazione data dai vari ingredienti naturali che compongono la crema, che giorno dopo giorno — con regolare costanza, almeno per i primi 3-4 mesi — hanno aiutato la mia pelle a riprendersi dalla profonda secchezza, probabilmente causata e degenerata, proprio dalle precedenti creme, che al posto di riequilibrare e nutrire, disidratavano ulteriormente e basta, tanto che anche una pelle mista e acneica come la mia, alla fine ne ha risentito pesantemente.. e per anni.

Comunque.. per ulteriori e più approfondite spiegazioni sulla crema BioAttiva Anti-Age, vi invito a leggere la recensione che ho scritto tempo addietro su ciao.it, proprio qui.

In questi mesi estivi, ho provato ad usare anche la crema “più leggera” di Verdesativa, cioè la “Crema Viso Day&Night“, per pelli giovani e miste, che effettivamente, per la desquamazione, mi ha aiutata quanto la prima crema, facendomi sparire quasi definitivamente il problema, ma che per quanto mi riguarda, mi è piaciuta un po’ meno, sia per la differente consistenza, sia perché inizialmente mi faceva uno strano effetto, facendomi sfogare brufoletti che neppure sapevo di avere [il classico "puntino bianco"], mentre ora le cose sembrano andare meglio, forse anche perché oramai — visto l’ottimo risultato ottenuto — tendo ad usarla con meno frequenza e ultimamente la uso prevalentemente al mattino, mescolata al fondotinta minerale, per creare una crema colorata leggera.

In conclusione: per il viso NON uso detergenti, di nessun tipo, seccano e basta, anche i più blandi, mi limito ad usare un tonico delicato, senza alcool [ho adorato il Tonico Struccante Delicato della Bjobj, ma ora uso il Physiologique Tonico Lenitivo di La Roche Posey e solo per finirlo, dopo non lo ricomprerò visto l'INCI non totalmente pulito], mattina e sera, più le creme di Verdesativa: la Bioattiva Anti-Age, quella Idratante o la Day&Night per il viso, che prima mettevo sempre dopo il tonico, mentre ora non sono più così costante, anche per via del caldo, ma probabilmente con il freddo riprenderò ad esserlo.

Una volta ogni 1 o 2 settimane, faccio anche uno scrub.
Inizialmente lo facevo mescolando un cucchiaino di miele liquido, con mezzo cucchiaino di zucchero bianco [si può aggiungere anche 1 o 2 gocce dell'olio di germe di grano, che contiene molta vitamina E, stando attenti però a risciacquare bene dopo, specialmente se la pelle è mista, con tendenza acneica], mentre attualmente uso il guanto Magic Peeling — anche sul resto del corpo — e la pelle diventa subito liscia e morbidissima, oltre a diventare meno infiammata, ma è comunque importante non esagerare assolutamente con la frequenza.

Per struccarmi non uso prodotti specifici, perché sempre troppo aggressivi, mi limito a utilizzare un panno in microfibra, dopo averlo bagnato con dell’acqua calda — modalità che ha sempre funzionato per ogni tipo di trucco — passando successivamente un dischetto di cotone imbevuto con il mio tonico/struccante.

make-up

Nelle ricerche da Google, spesso venivano cercate informazioni sulla possibilità di usare il trucco avendo una Dermatite Seborroica e sul come poterlo fare.

Bene, questa è una domanda che mi sono posta per molti anni, giungendo sempre alla solita conclusione: no, il fondotinta liquido e/o cremoso, per chi ha una problematica della pelle così fastidiosa, non può essere usato, perché accentua semplicemente le “spaccature della pelle”, diventando esteticamente ancora più sgradevole.

Senza contare che in questi casi, i dermatologi per primi sconsigliano l’applicazione di prodotti cosmetici troppo pesanti, proprio per evitare di soffocare ulteriormente la pelle, causando magari ulteriori reazioni negative, date da allergie o da ingredienti troppo aggressivi e disidratanti.

Però.. c’è un però, sì, perché quest’anno, scoprendo il trucco minerale, mi sono resa conto di poter ovviare a questo problema, sia per la naturalezza del prodotto, sia perché stranamente — con una buona crema base, come quella di Verdesativa — non crea lo sgradevole effetto antiestetico, limitandosi ad appoggiarsi sopra la pelle, senza esaltare le parti desquamate [stando attenti a non esagerare ne con il prodotto, ne con la frizione del pennello, il Kabuki, che ovviamente dev'essere molto morbido].

Inoltre, per cancellare l’eventuale effetto polveroso, o secco, oppure per eventualmente attenuare parti in cui la desquamazione viene ancora esaltata, magari per un eccesso di prodotto, basta spruzzare — a trucco fatto, ma non completo: niente mascara o matita occhi — un po’ di acqua termale in spray, facendola asciugare, senza strofinare, toccare, o altro.

Questo è esattamente quello che facevo quando la mia pelle aveva ancora una profonda desquamazione, mentre ora che le cose vanno decisamente meglio, posso permettermi di usare il fondotinta minerale mescolato direttamente alla mia crema da giorno, formando una piacevole crema colorata — cosa impossibile prima, proprio perché faceva l’effetto dei fondotinta liquidi e/o cremosi normali — che tra l’altro mi evita quella leggera secchezza che il trucco minerale comunque comporta, motivo per cui nella fase iniziale mettevo sempre la crema anche di sera.

capelli

Questo è un tasto un po’ dolente, proprio perché a causa della dermatite, negli anni passati, ma anche in questo attuale, ho perso molti capelli, specialmente nel periodo estivo, in cui a causa del caldo, del sole e del sudore, il cuoio capelluto diventa molto più sensibile e predisposto ai vari squilibri, che talvolta sfociano in untuosità persistente, in forfora, in prurito, in una vera e propria infiammazione, arrivando alla dermatite.

Per questo problema — come per quello del viso — mi sono recata spesso dai Dermatologi, ma senza avere alcun riscontro positivo, dato che spesso e volentieri mi venivano prescritti integratori, fialette [i capelli mi cadono, ma mi ricrescono da soli, non ho questo problema] e talvolta alcuni shampoo, che però non avevano mai alcun reale effetto, fino a quando nel 2007, dopo un disastroso Agosto, in cui persi più della metà dei miei capelli, un altro Dermatologo mi consigliò di usare lo shampoo Stiproxal, che contiene ciclopiroxolamina e acido salicilico.

C’è da precisare che in quel momento la mia cute era assolutamente disastrata e tutto era accaduto in 1-2 settimane, degenerando di giorno in giorno, arrivando ad essere estremamente unta, tanto da non riuscire neppure a farla diventare pulita con più lavaggi consecutivi, senza contare la presenza del prurito e della “forfora” pesante.

Dopo qualche lavaggio costante e regolare con quello shampoo.. le cose sono migliorate: dopo la prima settimana l’untuosità era già calata e dopo il primo mese era quasi sparita, mentre nel secondo mese non c’era già praticamente più alcuna traccia e i capelli avevano smesso di cadere.

Da quell’esperienza ho usato lo Stiproxal regolarmente, ma anche lo Stiprox [che contiene solo ciclopiroxolamina ed è un po' più leggero], magari diminuendo la frequenza, o alternandolo ad altri shampoo, senza però metterlo mai totalmente da parte, fino a quest’estate, quando ho voluto provare a passare agli shampoo eco-bio.

Mai scelta fu stata più disastrosa.

Chiariamo: i vari shampoo eco-bio sono ottimi e in quanto tali, a chi non ha problemi, li consiglio vivamente, ma purtroppo non sono propriamente adatti a chi ha l’esigenza di tenere in “equilibrio” un cuoio capelluto “altamente instabile” e propenso alla dermatite, specialmente nei periodi di maggior stress, come l’estate, almeno nel mio caso.

E’ per questo motivo, che da circa una settimana.. ho ripreso ad usare lo Stiproxal, per tentare di recuperare quell’equilibrio perso nei mesi passati, che mi è costato la ricomparsa della dermatite e la perdita di molti capelli.

In ogni modo — in diretta, visto che ho appena lavato i capelli — posso dire che dopo una settimana, la mia cute sta già iniziando a cambiare e infatti ho appena notato di aver perso un po’ meno capelli, sia durante il lavaggio, sia mentre li pettinavo, la stessa cosa vale anche per l’untuosità, che è già regredita rispetto a un mese fa, così come il prurito e la “forfora”, anche se su quest’ultima preferisco essere maggiormente cauta e aspettare ancora qualche settimana, prima di dare un’opinione definitiva, o ottimistica.

Questo, quindi, è quello che sembra andare bene per me, ma non posso sapere se è così per tutti.

Leggendo in giro ho comunque letto vari consigli eco-bio per la dermatite seborroica, tra cui degli impacchi d’olio sulla cute, ma anche di miele, lasciandoli in posa almeno un’ora — c’è chi dice anche 3 ore — per ammorbidire il cuoio capelluto e le eventuali crosticine, riuscendo così a fare un lavaggio molto più profondo, magari con uno shampoo delicato, sebbene sui miei capelli non riescono a togliere totalmente l’untuolità.
Gli oli che si possono usare in tal proposito sono molteplici, i più consigliati sono l’olio di ricino, per le sue notevoli proprietà emollienti, rinforzanti — per quanto riguarda i capelli — ma specialmente per le proprietà antibatteriche e antimicotiche, utili proprio per chi ha la forfora o la dermatite.
Sempre per questo motivo viene consigliato anche l’uso dell’olio essenziale alla Melaleuca [tea tree oil], con 2 o 3 gocce mescolate allo shampoo, o agli impacchi fatti con i vari oli.
Altri oli, magari più facili da gestire, perché meno densi dell’olio di ricino, sono: l’olio di semi di lino, l’olio di jojoba, l’olio alle mandorle dolci, l’olio d’oliva e l’olio di germe di grano, questi almeno sono quelli che conosco perché attualmente li possiedo e li uso, però ovviamente ce ne sono molti altri in commercio, basta informarsi.

Per quanto mi riguarda, ho provato direttamente vari impacchi alla cute, sia con olii, sia con il miele, sia con polveri, ma personalmente non sembra che mi abbiano fatto un qualche effetto positivo, anzi, i miei capelli sembrano stressarsi ulteriormente, cosa che però avviene anche con i semplici impacchi ristrutturanti, che riguardano la lunghezza e non la cute.
In ogni modo, ho notato che — sebbene lo stress sulle lunghezze sia ugualmente presente — gli impacchi con il Ghassoul/Rhassoul , l’Amla e anche il Neem, portano qualche risultato sulla cute, magari è solo una mia impressione, ma quando li faccio i capelli sembrano cadermi molto meno, stesso effetto che mi fece anche l’Henné, motivo per cui appena protrò proverò a usarlo nuovamente, anche se questa volta prenderò l’Hennè Neutro [che non rilascia colore] e magari anche il Kaolino, entrambe polveri dal potere emolliente, ma anche assorbente, mescolate magari con il miele e poche gocce di olio essenziale al rosmarino [non uso più il tea tree oil, ne sul viso, ne sul cuoio capelluto, perché su di me è devastante, mi causa troppe reazioni fastidiose e a mio avviso anche il prurito], di cui — quando posso — faccio anche un infuso, con cui poi mi sciacquo i capelli alla fine dello shampoo, cosa che talvolta faccio anche con la camomilla.

In generale comunque consiglio di non stressare mai troppo ne cute, ne capelli, cercando di limitare il più possibile l’uso del phon, di piastre, o di prodotti commerciali stracolmi di siliconi e petrolati [basta guardare l'INCI e informarsi], evitando quanto meno di applicarli sulla cute, discorso che vale per le varie creme liscianti o districanti, per le maschere e per i balsami, mentre per lo shampoo consiglio di usare prevalentemente prodotti specifici.

Io posso dire di non usare più il phon da molti anni oramai, tranne sporadiche occasioni, e i miei capelli sono notevolmente più sani di prima, specialmente per quanto riguarda le doppie punte, che non sono più presenti, mentre per quanto riguarda i prodotti districanti o ammorbidenti, io ho smesso di usarli mesi fa, preferendo il semplice uso di una goccia d’olio di jojoba [una sembra poca, ma due sono troppe, almeno per una media lunghezza come la mia] alla fine del lavaggio, applicandola sulle mani inumidite, sfregandole, per poi stropicciare le punte dei capelli bagnati, arrivando a quasi tutta la lunghezza, evitando ovviamente la cute.
Io prediligo l’olio di jojoba perché, al contrario dell’olio di semi di lino, non ha un cattivo odore e poi rispetto ad altri oli — nella giusta quantità — non appesantisce eccessivamente i capelli, ma si limita a definire i ricci e a renderli più morbidi.

Nient’altro che una Donna

Questo scritto è forte e brutale nella sua schiettezza, ma è proprio per questo che ho deciso di pubblicarlo.

E’ un grido di rabbia, dolore e indignazione, che probabilmente non servirà a nulla — come sempre — ma serve a me, a noi, che siamo le prime a doverci svegliare e proteggere, aiutandoci l’un l’altra, sostenendoci e crescendo i nostri figli con la giusta visione della donna, cosa che purtroppo.. per qualche assurdo motivo.. non avviene ancora.. e sinceramente siamo proprio noi le prime che dovremmo vergognarci, perché siamo sempre NOI che permettiamo molte di queste cose, ignorandole, giustificandole [es. aveva solo da non vestirsi/comportarsi in quel modo] e addirittura avallandole.

Disoccupata, precaria, troia, vergine stuprata, ministro promosso per l’aspetto, per il culo, ma anche la bocca aiuta, costretta ad accettare avances sul lavoro, preda delle voglie di parenti e delinquenti, uccisa da zii, mariti, amanti, ex compagni, buttata sulla strada da magnaccia, introdotta nei letti dei potenti come una regalia per acquisirne la condiscendenza.
Extracomunitaria e minorenne, a migliaia, quasi bambine, carne fresca sui viali di tutte le città, facile conquista di padri di merda e di famiglia nell’indifferenza totale.
Miss Italia che mostrano la loro mercanzia in prima serata, ragazze di cui non si ricorderà il sorriso, lo sguardo, ma soltanto il seno, i lombi, l’incavo delle cosce, vallette con i fili interdentali nelle chiappe in tutti i programmi televisivi, seminude anche nella notte di Natale, merce gratta e fotti, a disposizione degli italiani, inconsapevoli aspiranti puttane del piccolo schermo.
Sottopagata, quota rosa, residuale, marginale, esclusa dalle scelte, dalla politica, senza diritti civili se non benedetta dalla sacralità del matrimonio, senza una pensione anche se moglie di fatto per una vita, senza asili, senza spazi verdi per i suoi figli, perché i figli sono delle donne, quasi sempre.
Corpo e non persona, buco e non spirito.
Oggetto di modernariato con labbra a canotto e zigomi da lupa, in vecchiaia simile a una maitresse di antichi bordelli.
Plasmata dalle necessità e dal trionfo del membro maschile, signore e padrone della sua vita.
Non più persona, ma oggetto, che si può usare, prestare, strangolare, possedere.
Un transfert di massa l’ha trasformata da essere vivente a cosa di comune disponibilità, accessibile, che non può negarsi, non ne ha più il diritto.
Proprietà privata, ma anche pubblica, da strangolare in caso di rifiuto, nella scala sociale appena al di sopra una bambola gonfiabile, da possedere anche dopo la morte, perché una cosa non è viva e non è morta.
E’ solo una cosa, una donna, nient’altro che una donna.

Tratto da BeppeGrillo.it “L’Italia e lo Zio di Sarah“.