Anche io ho 30 anni..?!?

..continuo a chiedermelo ogni volta che alla TV, o in giro, vedo una donna che dichiara di avere 30 anni,… la guardo, e mi domando scioccamente se anche io sono come lei, se anche il mio volto mostra quell’età, e al solo pensiero.. rabbrividisco.

E’ strano, ma non riesco proprio a rendermene conto, mi sembra assurdo, sì, dato che non mi sento per nulla una 30enne, forse perché fin da piccola vedevo i 30anni come un traguardo in cui tutto doveva essere già deciso e fatto, mentre io.. sono ben distante da tutto questo.

Non mi sento adulta, è questo il punto, forse perché non lo sono, non essendo totalmente indipendente e non avendo ancora ne delle responsabilità importanti, ne un percorso stabile e netto da seguire.
Eppure mi guardo attorno.. e vedo tante altre persone come me, un po’ perse, un po’ impaurite e assolutamente confuse sul loro futuro.

Un tempo non era così, mio padre era già adulto a 25 anni, con lavoro, casa, moglie, figli e un futuro fin troppo chiaro, così come praticamente tutti i suoi coetanei, quindi.. che diavolo sta succedendo?!.. quando toccherà anche a me?.. e quando inizierò a sentirmi realmente adulta?.. tanto da riferirmi spontaneamente a me come donna e non più come ragazza?!

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8 Commenti per Anche io ho 30 anni..?!?

  1. Bradipomissile
    lunedì, 28 marzo 2011 at 20:31 (6 anni ago)

    Ritengo che sia molto adulto porsi questi quesiti e farsi domande su chi si è chi si è diventati e cosa ci aspetta.
    Per quanto riguarda le responsabilità non so esprimermi nei tuoi riguardi perché non ti conosco di persona ma ti posso solo dire che quello che percepisco è una persona assennata e con una morale (che solo una delle due qualità oggi è una conquista).
    Essere adulti vuol dire avere delle responsabilità?
    Sai cosa penso di essere adulti? Essere adulti è quando ti chiedi cosa vuol dire essere adulti. :-)
    Con tutto quello che comporta.
    Da bambina ti sei mai fermata a chiederti cosa voleva dire essere bambini?

    E se il post cela in qualche modo il tuo compleanno, allora tanti auguri! (Altrimenti fai come se non avessi detto o scritto nulla)

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    • Sylia
      martedì, 29 marzo 2011 at 13:12 (6 anni ago)

      Bradipo: Essere adulti vuol dire avere anche delle responsabilità, che comportano decisioni, impegno e un progetto di vita da seguire, o su cui costruire in modo deciso e coerente il proprio futuro.
      Questo mi manca, mi sono fermata anni fa [negli anni della depressione] e da lì.. per paura, insicurezza, incapacità, mancate occasioni, o cos’altro, non sono più riuscita a vedere/costruire un percorso tutto mio, fatto con le mie sole forze.. e questa – giunti i 30 anni – è una grande sconfitta personale, non credi?

      Da bambina ti sei mai fermata a chiederti cosa voleva dire essere bambini?“.. francamente.. sì, per il semplice fatto che assurdamente all’epoca mi ritrovavo con più responsabilità di quante una bambina/ragazzina dovrebbe mai avere, cosa che logicamente poi mi ha obbligata a crescere in fretta. Paradossale: la “bambina di casa” era sempre stata mia madre, con atteggiamenti annessi, quindi io non potevo permettermi di occupare lo stesso “ruolo” [se non erro questa frase me la disse il mio ex psicanalista, 2 anni fa].

      Forse mi sono chiusa anche io tardivamente nel ruolo di bambina, motivo per cui mi sento costantemente fuori posto e contesto, con il bisogno di avere qualcuno vicino su cui “appoggiarmi” e da cui essere “protetta”,.. per il terrore di non potercela fare da sola, essendo quasi convinta di non essere in grado di fare nulla.
      Poi dentro di me so che non è così, so che sono perfettamente capace di cavarmela da sola, anche nelle situazioni peggiori, perché ho imparato a farlo molti anni fa, però l’insicurezza è un qualcosa di estremamente potente, che ti fa sentire e credere quello che vuole, specialmente se “avallata”.

      Ti ringrazio per gli auguri, ma non è il mio compleanno, quello arriverà a fine anno, il 6 dicembre,.. però psicologicamente sto cercando di abituarmi all’idea ;)

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  2. Mari
    lunedì, 28 marzo 2011 at 22:15 (6 anni ago)

    Forse prendere come riferimento i nostri genitori, per capire se siamo o meno adulti, non ci aiuta perché siamo davvero una generazione diversa da loro in tante, tante cose. Anche se pure io da bambina, ogni tanto contavo gli anni che mi ci volevano ad arrivare ai 25, immaginandomi di essere come madre che a quell’età era già sposata e stava aspettando me, forse perché ci viene naturale da bambini prendere come esempio le persone che abbiamo più vicine, e farci l’idea che saremo come loro. Ovviamente sono arrivata a quasi 33, e ho ampiamente sforato il “modello” XD però penso anche – per esempio – che per formare una famiglia prima c’è bisogno di una persona con cui davvero senti di poter condividere la vita, e se quella arriva a 40 invece che arrivare a 20, non è che è colpa tua che non ti sei impegnato abbastanza. La possibilità di avere tutti un determinato livello di istruzione obbligatoria, la possibilità di avere un po’ di benessere rispetto alle ritrettezze del dopoguerra o delle campagne, probabilmente ha portato ad un dilatarsi dei tempi in cui ci si stacca dalla famiglia d’origine, ma non credo che siamo meno adulti di chi ci ha preceduti e cresciuti. Abbiamo più possibilità da un certo punto di vista, [a volte c’è chi ne ha troppe e non sa scegliere] e la possibilità di scelta magari ci inganna sul fatto che non abbiamo, o non troviamo una strada precisa.
    Anch’io credo che già solo porsi domande sul proprio percorso è sintomo di maturità, e di presa di coscienza di sè :)

    Poi magari può essere che associamo inconsciamente l’idea di uomo o donna, a persone sposate e/o con figli, e non solo fidanzate o accoppiate? :?

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    • Sylia
      martedì, 29 marzo 2011 at 13:43 (6 anni ago)

      Mari: Probabilmente hai ragione, c’era non solo un’altra educazione “sulla famiglia”, ma anche un’altra vita, altre possibilità e altri “obblighi sociali”, però credo che sia inevitabile confrontarsi un po’, anche perché l’idea e l’esempio con cui siamo cresciute, è proprio quella.
      Che poi io non ho mai pensato di sposarmi e avere una famiglia all’età di mia madre, cioè 18 anni, però non lo so.. a 30 anni speravo sicuramente di essere una persona completa, con le idee chiare, mentre così non è. Le “cause” possono essere svariate: la tempistica, le “possibilità”, la volontà, etc, però ciò non cambia la situazione e non attenua sicuramente il senso di.. perdita? vuoto? confusione?

      Il mio discorso non si lega prettamente alla “coppia”, con eventuale famiglia futura, dato che a mio avviso una persona single può sentirsi ugualmente soddisfatta della sua vita e completa come persona, per le scelte fatte, per la strada costruita giorno per giorno e via dicendo.
      Certo, la questione “famiglia propria” da una sensazione maggiore di stabilità e completezza probabilmente, perché siamo cresciute in quel modo e con quell’idea, però nella mia piccola riflessione non mi riferivo a quello, o meglio.. sicuramente se ci fosse un reale progetto in merito, mi sentirei un po’ meno inadeguata rispetto alla mia età, ma sappiamo tutti che oramai le famiglie non sono più salde come una volta e che un matrimonio può essere addirittura meno stabile di una semplice relazione.
      ..per il discorso “figli”, beh.. è un po’ differente, dato che teoricamente un figlio è per sempre, ma è un qualcosa che devo ancora capire e affrontare con me stessa.. e il mio “orologio biologico” [cosa che mi terrorizza per varie ragioni..]

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  3. Mari
    martedì, 29 marzo 2011 at 14:05 (6 anni ago)

    Sy: certo, l’esempio della coppia era solo un esempio tra i tanti, proprio per dire che non è una colpa non aver raggiunto determinate cosa ad una certa età. Che poi la sensazione di smarrimento la capisco, anche se ho un lavoro, che è qualcosa che dovrebbe realizzarmi professionalmente, ci son momenti che mi interrogo molto e mi chiedo se davvero ho preso la strada giusta, o se era meglio fare altro. Se ho sbagliato su tutta la linea, e ho speso gli ultimi 12 anni a far qualcosa per niente.
    C’è tanta precarietà attorno a noi, qualsiasi lavoro scegli non ti senti come si sentivano i nostri genitori, tipo il mio che fa il barbiere da più di 50 anni [anche se in pensione] ed è contento di quel che ha fatto.
    Ma è verissimo che la sensazione di essere fuori tempo massimo è molto persistente quando pensi che vorresti cambiare vita, e nessuno sembra darti le stesse possibilità di metterti in gioco, rispetto al passato. 50 anni fa nessuno ti questionava più di tanto se da operario volevi andare a fare altro, o viceversa. Oggi se non hai questo o quello, sembra che non sei in grado di imparare sul campo. [E anche qui, è un esempio un po’ per tutto]
    Ma credo che possiamo solo costruirci giorno per giorno, e cercare di non angustiarci troppo su quello che c’è, quello che non c’è, l’idea, l’utopia. Non è facile per niente, ecco, però ci si può provare ;)

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  4. Bradipomissile
    martedì, 29 marzo 2011 at 18:35 (6 anni ago)

    Beh, secondo me sei anche dura con te stessa. Non ritengo l’essere adulti con il fatto di avere delle responsabilità. Prendere la patente di guida comporta delle responsabilità, ma questo non ti rende adulto. Quanti non adulti hanno la patente…
    Per l’avere un progetto di vita ti posso dare ragione, magari ora vedi tutto un po’ negativo, ma sono sicuro che almeno uno ce l’hai. Anche se posso dire che i progetti delle volte ce li abbiamo ma sono inconsci e comunque influenzano le nostre decisioni.

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  5. Laura
    mercoledì, 30 marzo 2011 at 14:12 (6 anni ago)

    Beh, io ho quasi trent’anni, lavoro da cinque, sono sposata da due e ho un figlio di sei mesi, ma continuo a considerarmi una ragazza.
    Il punto è che non mi sento né adulta, né tantomeno “arrivata”.
    Conosco persone nella tua stessa situazione che si sentono adulte da anni.
    Credo che sia più uno stato mentale.

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    • Sylia
      giovedì, 31 marzo 2011 at 12:51 (6 anni ago)

      Laura: Credo che non si è mai realmente “arrivati” nella vita, ma sicuramente tu puoi dichiararti totalmente soddisfatta e abbastanza realizzata, no? Questo – anche se è bruttino da dire – te lo invidio, non tanto per “le cose fatte”, ma perché si vede e si sente che sai quello che vuoi dalla tua vita, hai creato – da sola – un tuo percorso, lo hai seguito e lo stai facendo tutt’ora, con notevoli “risultati” e soddisfazioni, cosa decisamente ammirevole :)

      Sul fatto che “persone nella mia stessa situazione si sentano adulte da anni“.. non saprei, forse è veramente solo una questione mentale e di punti di vista, c’è chi basa la propria crescita sull’età effettiva, chi sulle esperienze, chi sulla creazione di una propria famiglia, chi sul distacco dalla propria famiglia di origine, chi sulle varie responsabilità e realizzazioni personali,.. ecco, io credo di essere quest’ultimo tipo, motivo per cui mi sento tanto “confusa” e distaccata dalla mia età effettiva, essendo attualmente in “alto mare” [..o sentendomi tale].. :/

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