maggio 2011 archive

Sbaglio..

..o qualcosa mi sfugge?? [..di nuovo]

Io pensavo di essere una delle persone più diffidenti sul pianeta terra,.. e invece, giorno dopo giorno — direttamente e indirettamente — mi rendo conto che non è così, perché assurdamente c’è chi è messo molto peggio di me, tanto che io a confronto mi sento quasi di un’ingenuità disarmante.

Dico peggio, non per atteggiarmi, ma perché a mio avviso: cercare di vedere sempre e solo il male, il cattivo o qualsiasi altra cosa che possa essere [anche forzatamente] etichettata come negativa.. in tutto, o tutti, non aiuta certo a vivere meglio.

Momenti di Ordinaria Follia [pubblica]

Si sa, i luoghi/enti pubblici generalmente scaturiscono bizzarri comportamenti, in effetti è come se spingessero le persone a comportarsi in modo strano, dipendenti inclusi:

Vado in comune, all’anagrafe.
Entro.. e noto che c’è solo una signora 50/60enne, con un bambino.
Prendo il numeretto..
Qualche secondo dopo la dipendente chiama il numero.
La signora — con il bambino — si gira verso di me ed esclama: «eehhh ma mi dovrebbe dare il suo numero ora!!».

Scena successiva:
Scatta il mio numero, o meglio, il secondo dipendente che non stava facendo nulla, decide di fare qualcosa.
Entro, lo guardo, saluto e dico il motivo per cui mi trovo lì.
Lui sembra un po’ spaesato, mi guarda con fare un tantino svogliato e mi chiede: «..ha prenotato?»
Io spalanco gli occhi, sul sito c’era scritto della prenotazione, ma era facoltativa.. e dopo essermi girata, per constatare ulteriormente l’assenza totale di qualsiasi anima viva [anche la signora non c'era più, liberando la sua collega], chiedo se non si può procedere ugualmente.
Lui sospirando e guardandosi attorno.. sottolinea ulteriormente che era meglio prenotare, aggiungendo stancamente: «..beh.. vediamo cosa riusciamo a fare…».
Io perplessa e riguardandomi attorno, mi chiedo se mi sta prendendo in giro.. o meno.
Inizia ponendomi quelli che per lui sono i primi ostacoli insormontabili [in realtà non esistenti] e le prime domande contraddittorie, o meglio.. mal poste, tra cui: «è già residente qui?» al posto di «è già domiciliata qui?» che inizialmente mi ha fatto fortemente dubitare delle sue capacità mentali, lo ammetto, perché se ti dico che voglio portare la residenza qui, due secondi dopo non puoi chiedermi tutto convinto se ho già la residenza qui.
Mooooolto lentamente — e con la supervisione della collega annoiata — riusciamo a fare tutto, senza mai essere disturbati da nessun’altra anima,.. mi spiega le ultime cose, mi da il mio foglio e mi congeda.
Saluto ed esco dall’edificio.
Pochi istanti dopo mi sento chiamare: dal portone spalancato, vedo sbucare lui,  il dipendente, visibilmente imbarazzato,.. aveva dimenticato di chiedermi il recapito telefonico, per controlli, conferme & co.

 

Altra sede: l’Asl.

Entro, mi reco nell’ala apposita, prendo il numeretto, vedo 4 sportelli aperti su 4 [sospiro di sollievo] e noto che l’attesa sarà lunga, vista la notevole presenza di uomini/donne/bambini di nazionalità palesemente non italiana.
Mi siedo e attendo.
Arriva una famiglia africana, marito, moglie e un bambino di circa 5 anni, si siedono vicino a me.. tranne il bambino, che si siede direttamente sopra di me, pur essendoci il posto libero tra la madre e la sottoscritta.
Resto perplessa, specialmente constatando che non vuole esattamente sedersi sopra di me,.. ma vuole sedersi sulla mia sedia, spingendomi via.
La madre se ne accorge, lo chiama e lo sgrida.

Passano i minuti, la gente continua ad andare e arrivare, i posti diminuiscono, il caos sale.
Mi alzo per vedere sul cartello appeso davanti a me, quali medici sono “liberi”, scegliendo quello più vicino a me.
Mi risiedo, allo stesso posto.
Pochi secondi dopo mi ritrovo nuovamente il bambino addosso, che fa lo stesso lavoro di prima: cerca di sedersi sulla mia sedia.
Tempo di prenderne atto, la madre lo richiama e lo sgrida nuovamente.

Controllando i vari sportelli, noto che al primo c’è ancora la stessa giovane ragazza — presente già al mio arrivo — probabilmente pakistana, ma vestita all’occidentale.
Sembra confusa, l’italiano lo comprende, ma per qualche motivo non riesce a capire cosa deve fare, fino a quando — lasciando tutte le sue cose sullo sportello — si allontana, osservando il cartello con i vari nominativi dei medici curanti.
Passa un minuto,.. ne passano due, tre, cinque, ritorna allo sportello, ma niente, non ha capito, ritorna al cartellone e passano altri minuti, infiniti per chi attende e per l’impiegata, che alla fine si stufa e la chiama, una, due, tre volte, ma senza avere risposta alcuna.
E’ il mio turno al terzo sportello, faccio tutto in poco tempo e saluto.
Andando via, “noto” che l’impiegata del primo sportello, oramai con gli occhi fuori dalle orbite, caccia la ragazza indecisa, intimandole stancamente di liberare la postazione dalle sue cianfrusaglie, lasciando passare un’altra persona.
..io la dichiarerei Santa subito!

Mi mancava la Posta e il Medico [ma anche la semplice Farmacia], poi avrei fatto l’en plein.. e sono sicura che avrei avuto altre “chicche” da riportare, perché sì.. la gente in quei luoghi si trasforma, volendo o meno, non c’è scampo,.. neanche se tu ce la metti tutta per restare mediamente normale, dato che sicuramente, qualcosa di bizzarro.. ti accadrà in ogni caso.

ore 18:31

Come non detto, sono stata dal medico.
Ho atteso più di un’ora.. e sono stata nello studio 3 quarti d’ora.
Il fatto che io sia qui viva e vegeta a scrivere e non sia stata lapidata brutalmente dagli altri pazienti in attesa, è a dir poco stupefacente.

Dinamiche Di Coppia

È proprio vero che in fondo, tutte le coppie, hanno i loro piccoli atteggiamenti assurdi, con relativi casini, che le persone esterne non possono capire, giudicandole solo come dannatamente incomprensibili.

Ieri ho assistito — indirettamente — alle urla di una coppia [che io ho sempre chiamato: "la coppia felice"], convivente da circa 1 anno, che si lasciava malissimo, tanto da farmi preoccupare, con tra l’altro l’improvvisa intromissione della madre di lui, arrivata in tutta fretta per aiutare il figlio a chiudere in ogni modo la relazione, facendo addirittura le valigie alla ragazza — sempre più distrutta dalle parole perentorie e dalle lacrime incessanti — per poi buttarla letteralmente fuori dall’appartamento, senza soldi e senza un posto dove andare [non essendo di qui e non conoscendo nessuno], sparendo su un pullman e poi nel nulla.

Ora, dopo 24 ore, da quello stesso appartamento sento delle risate e degli urletti scherzanti: sono sempre loro [lei e lui, non la madre eh?] che si comportano come se niente fosse mai accaduto.

..i miracoli dell’amore? no, solo della psiche umana e delle bizzarre dinamiche di coppia.