Momenti di Ordinaria Follia [pubblica]

Si sa, i luoghi/enti pubblici generalmente scaturiscono bizzarri comportamenti, in effetti è come se spingessero le persone a comportarsi in modo strano, dipendenti inclusi:

Vado in comune, all’anagrafe.
Entro.. e noto che c’è solo una signora 50/60enne, con un bambino.
Prendo il numeretto..
Qualche secondo dopo la dipendente chiama il numero.
La signora — con il bambino — si gira verso di me ed esclama: «eehhh ma mi dovrebbe dare il suo numero ora!!».

Scena successiva:
Scatta il mio numero, o meglio, il secondo dipendente che non stava facendo nulla, decide di fare qualcosa.
Entro, lo guardo, saluto e dico il motivo per cui mi trovo lì.
Lui sembra un po’ spaesato, mi guarda con fare un tantino svogliato e mi chiede: «..ha prenotato?»
Io spalanco gli occhi, sul sito c’era scritto della prenotazione, ma era facoltativa.. e dopo essermi girata, per constatare ulteriormente l’assenza totale di qualsiasi anima viva [anche la signora non c'era più, liberando la sua collega], chiedo se non si può procedere ugualmente.
Lui sospirando e guardandosi attorno.. sottolinea ulteriormente che era meglio prenotare, aggiungendo stancamente: «..beh.. vediamo cosa riusciamo a fare…».
Io perplessa e riguardandomi attorno, mi chiedo se mi sta prendendo in giro.. o meno.
Inizia ponendomi quelli che per lui sono i primi ostacoli insormontabili [in realtà non esistenti] e le prime domande contraddittorie, o meglio.. mal poste, tra cui: «è già residente qui?» al posto di «è già domiciliata qui?» che inizialmente mi ha fatto fortemente dubitare delle sue capacità mentali, lo ammetto, perché se ti dico che voglio portare la residenza qui, due secondi dopo non puoi chiedermi tutto convinto se ho già la residenza qui.
Mooooolto lentamente — e con la supervisione della collega annoiata — riusciamo a fare tutto, senza mai essere disturbati da nessun’altra anima,.. mi spiega le ultime cose, mi da il mio foglio e mi congeda.
Saluto ed esco dall’edificio.
Pochi istanti dopo mi sento chiamare: dal portone spalancato, vedo sbucare lui,  il dipendente, visibilmente imbarazzato,.. aveva dimenticato di chiedermi il recapito telefonico, per controlli, conferme & co.

 

Altra sede: l’Asl.

Entro, mi reco nell’ala apposita, prendo il numeretto, vedo 4 sportelli aperti su 4 [sospiro di sollievo] e noto che l’attesa sarà lunga, vista la notevole presenza di uomini/donne/bambini di nazionalità palesemente non italiana.
Mi siedo e attendo.
Arriva una famiglia africana, marito, moglie e un bambino di circa 5 anni, si siedono vicino a me.. tranne il bambino, che si siede direttamente sopra di me, pur essendoci il posto libero tra la madre e la sottoscritta.
Resto perplessa, specialmente constatando che non vuole esattamente sedersi sopra di me,.. ma vuole sedersi sulla mia sedia, spingendomi via.
La madre se ne accorge, lo chiama e lo sgrida.

Passano i minuti, la gente continua ad andare e arrivare, i posti diminuiscono, il caos sale.
Mi alzo per vedere sul cartello appeso davanti a me, quali medici sono “liberi”, scegliendo quello più vicino a me.
Mi risiedo, allo stesso posto.
Pochi secondi dopo mi ritrovo nuovamente il bambino addosso, che fa lo stesso lavoro di prima: cerca di sedersi sulla mia sedia.
Tempo di prenderne atto, la madre lo richiama e lo sgrida nuovamente.

Controllando i vari sportelli, noto che al primo c’è ancora la stessa giovane ragazza — presente già al mio arrivo — probabilmente pakistana, ma vestita all’occidentale.
Sembra confusa, l’italiano lo comprende, ma per qualche motivo non riesce a capire cosa deve fare, fino a quando — lasciando tutte le sue cose sullo sportello — si allontana, osservando il cartello con i vari nominativi dei medici curanti.
Passa un minuto,.. ne passano due, tre, cinque, ritorna allo sportello, ma niente, non ha capito, ritorna al cartellone e passano altri minuti, infiniti per chi attende e per l’impiegata, che alla fine si stufa e la chiama, una, due, tre volte, ma senza avere risposta alcuna.
E’ il mio turno al terzo sportello, faccio tutto in poco tempo e saluto.
Andando via, “noto” che l’impiegata del primo sportello, oramai con gli occhi fuori dalle orbite, caccia la ragazza indecisa, intimandole stancamente di liberare la postazione dalle sue cianfrusaglie, lasciando passare un’altra persona.
..io la dichiarerei Santa subito!

Mi mancava la Posta e il Medico [ma anche la semplice Farmacia], poi avrei fatto l’en plein.. e sono sicura che avrei avuto altre “chicche” da riportare, perché sì.. la gente in quei luoghi si trasforma, volendo o meno, non c’è scampo,.. neanche se tu ce la metti tutta per restare mediamente normale, dato che sicuramente, qualcosa di bizzarro.. ti accadrà in ogni caso.

ore 18:31

Come non detto, sono stata dal medico.
Ho atteso più di un’ora.. e sono stata nello studio 3 quarti d’ora.
Il fatto che io sia qui viva e vegeta a scrivere e non sia stata lapidata brutalmente dagli altri pazienti in attesa, è a dir poco stupefacente.

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8 Commenti per Momenti di Ordinaria Follia [pubblica]

  1. Laura
    giovedì, 19 maggio 2011 at 14:27 (6 anni ago)

    L’anno scorso andavo una volta al mese all’ospedale a fare le analisi di rito per la gravidanza e non ti dico! Se mi fossi portata dietro il pc avrei potuto scrivere un romanzo di dinamiche umane distorte ;)

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    • Sylia
      giovedì, 19 maggio 2011 at 14:29 (6 anni ago)

      Avresti dovuto farlo, talvolta anche solo come semplice spettatrice riesci a cogliere e a vedere di tutto! Da passarci delle intere giornate a ridere, altro che cinema e/o teatro! ;)

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  2. Laura
    giovedì, 19 maggio 2011 at 22:26 (6 anni ago)

    oh si.
    anche se uno dei posti di osservazione che preferisco sai qual’è?

    Il supermercato. Dai carrelli puoi capire la vita delle persone.
    ;)

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    • Sylia
      giovedì, 19 maggio 2011 at 23:27 (6 anni ago)

      Francamente sono sempre troppo presa dalla lista della spesa e dall’intercettare la cassa meno occupata per guardare i carrelli degli altri, però noto il comportamento, che talvolta è al limite del compulsivo, specialmente per le donne over 50 [sarà un caso?] e per gli uomini [di ogni età] al reparto “dolciumi”, cioccolato, caramelle & co ;)

      ..e poi nei supermercati c’è una cosa che mi da un sottile, ma profondo, fastidio,.. sono quei prodotti presi dal loro reparto, per essere lasciati in giro un po’ da tutte le parti,.. mi chiedo se al mattino c’è qualcuno specializzato che si alza appositamente per farlo ogni giorno, in ogni singolo supermercato e reparto -_- [mi piacciono le cose al loro posto, si nota? e sì, io sarei anche capace di rimetterli tutti al loro posto,.. ma fin ora sono riuscita a controllarmi ;)]

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  3. Bradipomissile
    martedì, 24 maggio 2011 at 09:03 (6 anni ago)

    Quando ho preso la residenza a Milano sono andato in una delegazione distaccata e ho atteso una buona ora (con la prospettiva di passarne due) quando ho notato che per la richiesta della tessera elettorale non bisognava fare la fila ma c’era uno sportello a ciclo continuo… :-(

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    • Sylia
      martedì, 24 maggio 2011 at 09:40 (6 anni ago)

      Avrei voluto vedere la tua faccia :D
      A me una cosa simile era accaduta per l’iscrizione all’università: c’era una coda infinita, che arrivava quasi fino fuori dall’edificio, al che ovviamente mi sono messa in coda sbuffando.. e dopo qualche tempo, sono arrivati altri ragazzi per avvisare – uno ad uno – che quella non era la fila per l’iscrizione, ma bensì per ricevere i vari aiuti economici dallo Stato,.. ed in effetti poi sono passata subito, perché dall’altra parte c’erano veramente solo 2 gatti,.. però che rabbia per il tempo perso inutilmente!

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    • Sylia
      martedì, 24 maggio 2011 at 16:54 (6 anni ago)

      ..tutti odiano profondamente le code eppure.. sono ovunque ;)

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