Quando per cercare di aiutare una persona..

..rischi di metterti solo nei guai.
Ecco perché non bisogna mai entrare, neppure indirettamente, nelle questioni amorose altrui, nemmeno quando l’amore è sostituito solo da cattiveria, rancore, falsità e vuote speranze.

Errore che commisi già una volta, la più importante, che mi segnò poi per un lungo periodo.
In quel caso c’entravano i miei genitori, ma mi rendo conto che quando certe situazioni — intorno a me — si ripetono, io sento sempre il forte bisogno, anzi.. mi sento quasi in dovere di sostenere, di aiutare e di proteggere, chi in quel momento è più debole, maltrattato e incapace di reagire, anche mettendomi in prima linea, arrivando addirittura a osteggiare e affrontare direttamente “il cattivo” della situazione.

È un difetto enorme, me ne rendo conto, ma a quanto pare non riesco a far tacere quella vocina insistente che mi sussurra di fare qualcosa, di aiutare in qualche modo, spingendomi anche a cercare di prendere in mano la situazione, se chi dovrebbe farlo non ci riesce.

La cosa più assurda però, è che quando una situazione scomoda riguarda me in prima persona,  sono la prima a non riuscire a reagire decentemente e in tempi utili, diventando debole, timorosa, credulona, ossessionatamente speranzosa [al limite del masochismo..] & co.

Per caso.. non ci sarebbe un modo per invertire definitivamente le due dinamiche?
Credo che per tutti, specialmente per me, sarebbe di certo la cosa migliore.

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