gennaio 24th 2013 archive

Una triste normalità?

È quasi tragicomico uscire da un’Associazione AntiViolenza ed essere importunata a 2 metri dall’entrata, eppure in questo splendido Paese capita anche questo.

La parte più assurda è che mi veniva da ridere, anche quando questo bizzarro soggetto continuava a dirmi frasi sconce, con proposte ridicole, passando sopra ai miei rifiuti infastiditi col motto di: «..ma tu piaci me!».

È stata una situazione un po’ inquietante in realtà, specialmente per il dubbio che ti assale, quando vedi che i minuti diventano sempre più lunghi e noti che dall’altra parte non c’è alcuna intenzione di ascoltare, capire e rispettare.

Comunque è successo alle 16:00 del pomeriggio, in una via affollata, quindi non c’è stato nessun particolare problema, oltre a frasi ripetute del tipo: «io sesso, io te sesso, io bravo, piace me, dai.. tu piaci tanto me!» e altre frasi che non ho capito [..solo vagamente intuito], sia per un problema linguistico, sia per via del tono troppo basso, ma sicuramente non erano citazioni poetiche.

La parte però che mi ha lasciata maggiormente perplessa è stata la fine, quando prima di andarsene si è nuovamente girato per chiedermi il numero di cellulare e al mio ennesimo rifiuto mi ha domandato — come se nulla fosse — se avessi una sorella.

…ma, esattamente, quali problemi hanno questi individui?  

ore 18:35

Questo documentario “Femme de la Rue” qualche spiegazione forse la da, anche se la stessa cosa potrebbe essere fatta benissimo in Italia e in quartieri totalmente italiani, il risultato forse non sarebbe così estremo e marcato, ma risulterebbe comunque rilevante e OGNI donna lo sa perfettamente.  

lunedì, 28 gennaio 2012, ore 23:22

..il problema è che ci siamo tutte talmente tanto abituate ad essere “apostrofate”, infastidite e molestate che non ci facciamo quasi neanche più caso, rassegnate all’idea che sia “normale”.

..ma non lo è, neanche un po’.