La Consapevolezza di Se

Sto notando – e ho sempre notato – che a molte donne manca una grandissima consapevolezza: quella del proprio corpo.

Come fa una donna a pretendere rispetto dalla parte del suo partner e a reclamare la sua “libertà sessuale” e relativa scelta, se lei per prima non si conosce [e quindi non si rispetta] nell’intimo? Arrivando tra l’altro ad auto-sminuire la sua parte più intima, con appellativi osceni.

Troppe donne non hanno ancora la più pallida idea di come siano fatte, hanno il terrore del termine “vagina” e assurdamente non l’hanno mai vista ed esplorata, definendola come una cantina brutta, sporca e cattiva, che non deve essere ne guardata, ne toccata.
Questa mentalità giova a chi? A chi l’ha creata: gli uomini beoti e maschilisti, con il profondo terrore della libertà e dell’indipendenza della donna [esattamente come succede nei Paesi e nelle culture dove c’è la mutilazione vaginale, la mentalità alla base e lo scopo è lo stesso].
Nel nostro paese la mutilazione vaginale non viene praticata culturalmente, ma c’è da dire che non ce n’è mai stato bisogno, perché la semplice idea di intimità è sempre stata “sporcata” e “viziata” [grazie specialmente alla Chiesa], diventando un tabù che per le donne – non tutte, ma molte – dura ancora adesso.

Da anni negli altri Paesi stanno cercando di riscattare il diritto delle donne di riappropriarsi della propria vagina, liberandosi dalla cultura “perbenista” e accusatoria nei confronti della sessualità delle donne, mentre qui siamo anni luce indietro e l’ho rivisto poco fa in alcuni commenti scritti da donne [giovani e meno giovani] sotto un video in cui si parlava della coppetta mestruale [che io tra l’altro uso da 2 anni, ed è una vera e propria liberazione], coppetta che in Italia è arrivata circa 4 anni fa, mentre nel resto del mondo è venduta e usata dagli anni 60 [e questo dice tutto].

L’auto-accettazione del proprio corpo, della propria intimità e sessualità, è la base, senza quella non arriveremo mai da nessuna parte, perché le donne continueranno ad essere viste –  e accettate – solo come un mezzo per il piacere altrui e non come persone con un’intimità, una volontà e un’esigenza propria.
Atteggiamento che purtroppo è visibile ovunque, infatti le donne che non si presentano solo come “mezzo passivo”, ma bensì come persone con una volontà attiva, con una conoscenza totale del proprio corpo e con una sessualità definita – gusti, preferenze, etc – vengono ancora definite “puttane”, “ninfomani”, “zozze”, “sporcaccione” e quant’altro, sia da uomini, sia da donne.

Credo che anche questo sia un argomento importante che dovrebbe rientrare nella sensibilizzazione culturale, sia perché purtroppo è ancora visto come “tabù”, sia perché come ho scritto in precedenza è proprio alla base di tutto, la sessualità d’altronde è sempre alla base di tutto.

  • Great Wall of Vagina

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