Circoli Viziosi

Mi chiedo: perché mi faccio sempre fregare?
Eppure sono una ragazza sveglia, GIURO, ma quando devo dire “no” oppure devo chiudere una porta a livello relazionale/sociale le mie certezze vacillano e i miei tempi si allungano, perché inizio a farmi mille problemi per l’incomprensibile timore di crearne “ad altri”.
Non è assurdo?

Mi trovo in una strana situazione, in cui teoricamente sono – quasi – libera da un impegno a cui tenevo durato più di due anni, ma nello stesso tempo non lo sono realmente e da quello che si sta prospettando potrei non esserlo mai.

Per gentilezza, per fare “un favore”, non si può portare avanti un impegno – senza accordi – all’infinito, anche se si tratta della semplice gestione di alcuni profili virtuali e di un sito web, ma anche dei rapporti ufficiosi e ufficiali virtuali, per continuare a consolidare la reputazione – altrui – e procedere con il rafforzamento della Rete [comunicazione continua e aggiornata con “altri canali”, con scambio di informazioni etc].

Credo che i contratti lavorativi servano proprio a questo, non solo per stabilire un compenso al proprio operato, ma anche per stabilire il limite/termine di una collaborazione: quando il contratto è chiuso, il rapporto lavorativo termina, stop, e dei lavori fatti o ancora da svolgere/gestire se ne occuperà obbligatoriamente un’altra persona che possiede un contratto attivo. Punto, senza “se, ma, forse, però nessuno è disponibile, capace, ne ha voglia, etc.“.

Una volta concluso il contratto il problema non è più tuo, ed è questo che mi manca, perché uscendo da una collaborazione non lavorativa [senza alcun contratto lavorativo], ma da una collaborazione volontaria, quindi a titolo gratuito, sembra non esserci mai una fine in realtà, perché tutto si lega alla “causa” e ai sensi di colpa per – eventualmente – lasciare l’ente in difficoltà e allora la disponibilità resta, ma purtroppo a senso unico, perché chi dovrebbe/potrebbe occuparsene attivamente continua a fregarsene continuando a dare per scontata una parte in realtà rilevante per la reputazione dell’Ente, oltre al “lavoro” svolto [ma cosa vuoi che sia! due click e tutto è fatto, mentre per alcuni è proprio inutile non usando loro affatto internet,… bella soddisfazione].
Un circolo vizioso che – per come stanno le cose ora – potrebbe anche non avere una fine e non è oggettivamente possibile, nè per me, nè per la stabilità/indipendenza dell’Ente.

Dopotutto come ho scritto qualche istante fa: «Se non interessa “a voi”, che ci siete dentro, perché mai dovrebbe continuare ad interessare a me, che ne sono fuori?».

..e questa domanda in realtà potrebbe essere posta per tante, tantissime altre questioni, in cui purtroppo mi imbatto regolarmente.
Evidentemente me le vado a cercare e non me ne rendo neppure conto, o molto semplicemente non imparo mai [..a farmi i fatti miei].

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