Loki, Dio dell’astuzia e del caos

Come preannunciato nelle settimane passate, il 27 è arrivato un nuovo elemento in famiglia, il gattino persiano chinchillà silver shaded, nato il 5 maggio.
Cosa dire, lo avevo chiamato “tontolone”, ma è decisamente l’opposto, è vispo, un piccolo terremoto, con unghiette e denti sempre fuori, anche se il suo scopo è giocare e non fare male, infatti per il resto è tenerissimo, coccolone e appiccicoso.
Purtroppo però a tutt’oggi Leela non lo vuole, continua a soffiargli, perché lui appena la vede [da subito] vuole avvicinarsi per strusciarsi e farle le coccole, come faceva con la sua mamma e gli altri gatti con cui è cresciuto, ma purtroppo non sembra essere possibile e francamente non so se lo sarà mai.
Questo fondamentalmente è il motivo per cui non avevo ancora scritto nulla, perché in fondo è ancora tutto “in sospeso”, anche se purtroppo io alla piccola peste mi sono già affezionata.

Tra l’altro – piccola stranezza – ha una passione snodata per i capelli, con il relativo vizio di mettere sempre le zapette [con le unghiette ben affilate] sulla testa per giocarci, facendo strane acconciature – tirando, mordendo, arrampicandosi tipo principe di Raperonzolo, etc – cosa che me lo aveva fatto chiamare istintivamente “Edward zampe di forbice!”, col diminutivo Eddie, ma poi siamo tornati al suo primo nome, Loki, perché oramai c’eravamo abituati a chiamarlo così e Eddie non ci usciva proprio. Inoltre Loki & Leela è perfetto. ;)

Non so bene cosa succederà prossimamente, il 7 dobbiamo fare la seconda sverminazione, poi 10 giorni più tardi c’è il richiamo del vaccino e nel frattempo lo faremo controllare, perché sebbene sia il più famelico gattino mai visto, è veramente magrissimo, come se non avesse mangiato per settimane e ha il pancione gonfio-gonfio.

Per il resto, come già detto, è tenerissimo, è buffo, è veramente bellino [anche se ha le orecchie più lunghe di quanto sembrava nelle fotografie] ed è nella fase di coma improvviso per ore, con risveglio distruggi-tutto per circa 15/30 minuti, con la speranza perpetua di riuscire – finalmente – a giocare con Leela, rimanendoci purtroppo sempre male.
Povero cucciolo e povera cucciola..

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