La Vera Forza – bis

Questo inizio settimana per mia nonna sono iniziati i due mesi “di prova” alla casa di “cura/ospitalità”, in cui attualmente, con lei inclusa, ci sono 4 ospiti, sempre seguiti e sempre accompagnati dai rispettivi parenti.
Mio padre l’ha accompagnata lunedì, dopo aver fatto tutti i procedimenti necessari per farla entrare, sebbene essendo “una prova” si è evitato la compilazione e la presentazione dei redditi, anche perché in tal caso avrebbe dovuto farlo mia zia e suo marito [dileguati nel nulla], non certo lui.

Sebbene sappiamo tutti che per lei – vista la situazione – è sicuramente la soluzione migliore, nessuno di noi [mio padre, mio fratello ed io] riesce a darsi pace, mio padre per primo, a cui proprio non va giù il fatto che la nonna ora sia in quella struttura, infatti ho capito solo in questi ultimi giorni che lui è sempre stato enormemente contrario all’idea, ma che si è informato e ha portato avanti la questione solo perché spinto continuamente dalle richieste di sua madre [..e da quanto ho capito anche dalla sorella, visto che a quanto pare già mesi fa aveva proposto tale “soluzione”].
Non essendoci particolare dialogo [per ostilità da una parte e “tutela” dall’altra], la verità tende ad uscire sempre un po’ alla volta e questa sera mio fratello mi ha fornito un’altra parte del puzzle, raccontandomi che quando è andato a trovarla domenica, mia nonna gli ha detto che sarebbe andata via – alla casa di ospitalità – perché lì, a casa sua, non la volevano più.
Frase che ha gelato sia lui, sia me, dato che non credevo proprio che fossero arrivati a tanto [figlia, suocero e nipoti], ad essere così meschini e crudelmente diretti.

Mio padre se n’è badato bene dal dirmelo, temendo probabilmente la mia reazione, le uniche cose dette in questi giorni infatti sono state quasi tranquillizzanti: “va per due mesi, lei è contenta, ma poi torna a casa, comunque andrò a trovarla tutti i giorni e se si troverà male la porterò subito via,.. e poi la zia ha detto che in questi due mesi sistemerà bene la casa, per togliere tutta la muffa, così quando tornerà starà meglio.” e invece si scopre essere non solo una “fuga temporanea”, ma un vero e proprio “calcione fuori casa”.
Sono sempre più nauseata.

La soluzione ideale sarebbe portare mia nonna a casa di mio padre, e lo avrebbe già fatto da mesi se solo non ci fossero tutte quelle scale, tra l’altro ripide, che non faceva neppure quando stava bene perché ne aveva paura, e che le toglierebbero di nuovo l’indipendenza, cancellandole nuovamente tutta la voglia di lottare. Motivo per cui fino ad ora lei stessa non ha mai neppure preso in considerazione l’idea.
Però qualcosa dev’essere fatto, sebbene mio padre essendo totalmente da solo e sempre a lavoro, con orari totalmente sballati lavorando di notte, non possa fare più di quello che già fa e questo lo fa sentire ancora più in colpa, sebbene non sia lui la “causa” di tutto, ma la sorella che improvvisamente ha deciso di lavarsene di mani, spargendo ostilità e bile ovunque.

Per quanto mi riguarda a volte la sento al telefono, quando mio padre è con lei e mi chiama per farmela salutare, visto che lei non ha il cellulare e a casa – avendo il telefono fisso – per lei era un’agonia inutile alzarsi e restare in piedi a parlare, inoltre ammetto di non aver neanche più preso in considerazione da mesi l’idea di chiamarla direttamente a casa, per evitare di imbattermi in mia zia, perché non sarei riuscita a fare finta di niente e non essendo dal vivo avrei finito solo per creare ulteriori ritorsioni verso mia nonna, il che mi fa ancora più rabbia.
Francamente ho anche pensato di tornare in Valle D’Aosta per un po’, magari a settembre, quando dovrà tornare a casa, per starle vicina e provare a cercare una soluzione, magari anche a casa di mio padre, o comunque per valutare meglio la situazione totale, visto che sono consapevole di non conoscere bene ancora tutti i fatti e mio fratello oggi me lo ha tristemente confermato.

Più ci penso e più mi chiedo come sia stato possibile questo “epilogo” e cosa diavolo sia successo a mia zia & co. in questi mesi per finire a comportarsi con tanta ostilità nei confronti di sua madre, ma anche di suo fratello.
Non so, proprio non capisco.. eppure io dovrei essere la prima a capire visto il mio passato, ma proprio per questo non riesco a trovare alcuna “ragione valida”, è solo stata male, non ha fatto nulla a nessuno e sicuramente non se l’è mica cercata con lo scopo di creare problemi a qualcuno, è successo e lei per prima ne ha risentito tantissimo, punto.
Forse la soluzione si trova in “La Metamorfosi” di Kafka? Un libro che tra l’altro è tra i miei preferiti da sempre, perché smaschera in poche pagine l’estrema labilità affettiva, data dalla fragilità incoerente, cinica ed egoistica dell’essere umano. Forse è veramente solo tutto lì: mia nonna – per loro – è diventata un gigantesco insetto.

Articoli Correlati

Lascia un commento