Un pozzo senza fine

Sto finanziando – di tasca mia – lo studio veterinario, ho speso un capitale in queste due settimane [PC addio], prima per Loki, poi per Leela, che non sta bene, dicono che sia eccessivamente occlusa intestinalmente [al limite di un’operazione], ma io ho il terrore che sia ben altro il problema, visto che di colpo da qualche giorno ha smesso di essere vitale, è dimagrita e fa versi strani dopo aver mangiato e no, il micino nuovo – sebbene sia pedante e le sia sempre appresso – non credo che c’entri nulla, perché comunque ha imparato a levarselo di torno.

E la prossima settimana bisogna ritornare per il secondo vaccino del piccolo, quindi altri soldi che se ne vanno e che praticamente non ho neppure visto [e che non rivedrò più, non avendo uno stipendio fisso].
Dovrebbero mettere una targhetta col mio nome da qualche parte in quello studio, cavolo quanto costano le cure veterinarie, anche per piccole sciocchezze ed è un’ingiustizia, perché se non puoi permettertele che fai? Niente e nessuno ti aiuta, neppure lo Stato [già fa poco per gli umani, quindi figuriamoci..].

Comunque la cura di Loki procede, il farmaco lo prende tranquillamente, dato che infilandolo nel biscottino non lo sente neppure, inizia con le sue ronfe e si sbrana tutto in un secondo. Meglio così, una difficoltà in meno.
I miglioramenti ci sono, il pancino si è sgonfiato, non fa più le puzzette letali e anche il resto si sta sistemando, inoltre se non sbaglio beve e mangia anche un po’ meno, forse perché ora riesce ad assimilare molto più di prima, e cresce, tra un ron-ron e l’altro [è ronfosissimo].

Per quanto riguarda me e la mia vita invece, tutto procede, non benissimo, ma inevitabilmente procede, tra ansie, dubbi, esasperazione, voglia di scappare, senso di vuoto, senso di impotenza e quant’altro, tutte belle sensazioni insomma e visto che c’è ancora un certo margine di peggioramento, mi tengo forte e vado avanti, in attesa di qualcosa, qualsiasi cosa a questo punto.

..e intanto mi faccio coccolare e distrarre dai gatti, gli unici che dimostrano sempre e solo affetto, incondizionatamente.

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