WebMistress

Oggi giornata oscura sul web, un problema dietro l’altro, con plugin problematici e l’hosting salterino, che ha causato attimi di terrore per via del blocco dell’invio/inoltro dei messaggi dal sito web… e la parte più dura arriverà quando dovrò aggiornare tutto il pacchetto.
Non ci voglio pensare, tanto meno considerando che Aruba è sempre Aruba… pelle d’oca [e non in positivo].

Andiamo avanti alla cieca e senza organizzazione, che si può ancora peggiorare

Che dire poi della grafica da applicare su delle magliette, realizzata/modificata in due secondi giusto per capire le richieste facendo delle prove basiche, ma inviata – da chi doveva darmi delle indicazioni – in direttissima alla stampa? Così, senza provini, senza misurazioni, senza allineamenti decenti e dimensioni coerenti, senza neppure avere la minima idea né del risultato, né delle dimensioni, né della posizione, né delle reali “richieste”, perché il tutto serviva per “ieri”. Bellissimo.

In compenso però sono arrivata a una decisione che dovrebbe essere ovvia, ma così non è:
basta vedere solo nomi maschili online [che spesso in realtà celano donne] che contribuiscono a far passare l’idea che sul web – e affini – lavorativamente ci siano esclusivamente uomini e che le donne siano perennemente imbranate e allergiche alla tecnologia, nascondendole.. cancellandole [come accade con i lavori “prestigiosi” e/o di potere, nomi neutri MASCHILI per cancellare-cancellare-cancellare, Presidente, Dottore, Ministro, Avvocato, Tecnico, etc. etc.]

Quindi da oggi WebMistress e non più WebMaster, non importa il suono leggermente fetish [è questo che gira nei dizionari], sono una donna, non un uomo e non vedo perché devo svanire dietro a un nome palesemente poco-neutrale-molto-maschile [che guarda un po’ poi tutti danno per scontato che sia usato da un uomo.. ma dai?! È proprio una stranezza eh….].

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