Un po’ Perplessa e un po’ Schifata

È buffo, ma involontariamente – trascinata da terzi – sto procedendo su un percorso che francamente non ho scelto e che non mi piace neppure particolarmente, sia perché mi sento e sono meno preparata rispetto a tantissime altre persone, sia perché la perenne instabilità del “lavoro autonomo” [o di “fortuna”] mi spaventa e mi ansia alquanto, eppure eccomi qui, con nuove richieste e altri impegni da fronteggiare, anche se non ho ancora ben capito da dove sono arrivate/i e neanche se mi è stata chiesta la disponibilità nel svolgere il lavoro o se semplicemente è stata nuovamente data per scontata per via dei lavori già svolti.

Sicuramente è meglio di niente… credo… in effetti però non ne sono così certa.

Poi ci sono le delusioni, anzi, no, le conferme: fondi [MOLTI fondi] per i Centri Antiviolenza, che non vanno né alle donne maltrattate, né alle Operatrici che mandano avanti la baracca aggratis anche quando si va ben oltre le tempistiche e le responsabilità del semplice volontariato, né al Centro per le sue finalità, ma vengono erogati direttamente a chi da sempre ci guadagna sopra, visto che gli Avvocati riscuotono sempre con il gratuito patrocinio [quindi già dallo Stato, no, non lavorano MAI gratis], mentre le Psicologhe si fanno un nome, fanno pubblicità alla loro attività e dopo 3 sedute gratuite […] presentano la loro parcella prima di poter continuare.
Sono veramente schifata, anche perché questo regalone alle “professioniste” riguarda tutta la Lombardia, tutta [i Centri protesteranno? ma certo che no, visto che molte delle Presidenti e “alta gerarchia” dei Centri più importanti sono – guarda un po’ – avvocate/psicologhe… che caso…].

Vorrei proprio vederle mandare avanti SOLO loro quei Centri aggratis, chiuderebbero dopo neppure 1 mese [per essere ottimista..].

5 Commenti per Un po’ Perplessa e un po’ Schifata

  1. Rebecca E. Gunwood
    sabato, 27 settembre 2014 at 14:43 (3 anni ago)

    Si, posso comprenderti.
    Io ho aderito ad un progetto on-line (gratuito per forza) insieme ad altre professioniste. Certo, il massimo che possiamo fare è fornire sostegno via chat/videochiamata/telefono ma di fondo il nostro scopo – almeno come l’ho inteso io – è quello di dare forza e fiducia alle donne PRIMA che arrivino nei centri anti-violenza, in modo che quando arrivano là sanno già COSA vogliono e COME lo vogliono… perchè se aspettano che arrivi da fuori… campa cavallo, sembra che anche li siano tutti troppo intenti a mangiarci sopra.
    Poi magari ci sono le eccezioni, ma non ne ho esperienza, nè in un senso nè nell’altro.

    0
    Rispondi
    • Sylia
      sabato, 27 settembre 2014 at 17:26 (3 anni ago)

      Io vorrei non averne di esperienza in questo settore, perché almeno continuerei nell’illusione che determinati “servizi” funzionino, invece – da quello che ho visto – in molti casi è tutta fuffa, almeno qui in Italia [se ho smesso di fare l’Operatrice, dedicandomi a tutt’altro: grafica, web, multimedia, etc. un motivo c’è..], visto che il volontariato non può sopperire a una mancanza di interesse/formazione e fondi specifici [per le DONNE, ma anche per la sopravvivenza dei Centri, sopravvivenza “controllata” e professionalmente riconosciuta, non campata in aria, pretesa, ma ignorata e data per scontata] da parte dello Stato, il volontariato è volontariato, ma oramai viene sfruttato fino al midollo, pretendendo corsi di formazione continui, l’assunzione di enormi responsabilità e veri e propri orari “di lavoro”, una professionalità DOC completamente aggratis, ma questo discorso ovviamente NON riguarda le avvocate e le psicologhe, che trovano sempre il modo di guadagnarci sopra avendo già una LORO attività esterna [con cui campano, al contrario delle Operatrici]: fama, gloria e soldini [clienti, casi, pubblicità, interviste, convegni, libri, etc. un business].

      Non conosco la tua realtà nello specifico, ma quella dei Centri italiani generalmente è questa, divisa in modo netto in due parti e rappresentando tra l’altro pienamente il modo di fare italiano: dare a chi ha già [e prende già], ma fa poco, con tanti complimenti, e ignorare chi non ha nulla, ma fa molto [mandando avanti la baracca], pretendendo però sempre più e con un’insolenza notevole.

      Poi potrei scriverne moltissime di cose che riguardano anche la modalità di gestione di ALCUNI Centri e specialmente dei fondi [per fortuna non tutti agiscono nello stesso modo], ma ovviamente non posso, perché sono cose che “si sanno, si fanno, ma non si dicono”, altrimenti sono guai [ma questo credo che riguardi molte ONLUS, anche di altri settori].

      0
      Rispondi
      • Rebecca
        mercoledì, 01 ottobre 2014 at 12:05 (3 anni ago)

        Ho delle difficoltà a commentare, volevo dire: che mi spiace che la tua esperienza presso il centro si sia rivelata deludente. Io ripeto non so come è la realtà, al momento la coordinatrice del progetto che seguo è molto disponibile e volenterosa, e io come operatrice mi trovo molto bene.

        Tra l’altro ne approfitto, il sito è http://nesonofuori.wix.com/nesonofuori ed è totalemente online e gratuito… al momento è un po’ difficile lucrarci sopra.

        0
        Rispondi
        • Rebecca
          mercoledì, 01 ottobre 2014 at 12:07 (3 anni ago)

          Ma perchè non mi mette anche l’avatar T_T

          0
          Rispondi
          • Sylia
            mercoledì, 01 ottobre 2014 at 12:56 (3 anni ago)

            L’Avatar lo vedo, per le difficoltà nel commentare ho notato nel log che il plug-in antispam ti “rigetteva” continumente, quando lo decide lui è un po’ permaloso, ma vista la quantità industriale di spam che ricevo ogni giorni non posso proprio disattivarlo [Akismet fa solo fino a un certo punto], comunque ho provato a cambiare qualche impostazione, magari andrà meglio.

            Grazie, ma lo avevo già visto tempo fa, tramite una mail collettiva che hai inviato.

            0

Lascia un commento