Sensazioni: le uniche a cui credo

Dovrei imparare a fidarmi in modo assoluto delle mie sensazioni, oramai – dopo conferme continue – ho capito che non sbagliano praticamente mai, non in “negativo” almeno.

In realtà in quest’ultima esperienza devo ammettere di aver seguito molto il mio istinto, frenando su alcune cose che – per varie ed eventuali che non sto a spiegare – avrebbero potuto rivelarsi improvvisamente problematiche e ho fatto indubbiamente benissimo, perché ora la situazione – come previsto dalla mia “strana sensazione”, mista alla mia perpetua diffidenza – è cambiata, anche se apparentemente sembra tutto identico all’inizio, ma così non è, cosa che – se avessi fatto altre scelte, se mi fossi “fidata totalmente” – avrebbe potuto complicarmi non poco la vita.

Sebbene non abbia subito conseguenze “negative” e quindi dovrei comunque essere contenta, in realtà una parte di me è molto dispiaciuta e triste, perché mi sarebbe piaciuto “sbagliare”, sarebbe stato bello che una volta ogni tanto qualcosa fosse andato non solo bene, ma in modo eccelso, con risultati inaspettatamente positivi, quel famoso “colpo di fortuna” tutto tondo e pulito, che però non ho mai avuto il piacere di vivere veramente e totalmente in prima persona, ma sempre e solo parzialmente o apparentemente.

L’illusione, anzi, no, è quella malefica speranza che rovina sempre tutto, perché è lei che si ostina a non voler ascoltare le sensazioni ed è sempre lei che nel dopo – quando le sensazioni vengono confermate – cerca di rifugiarsi velocemente in un angolino profondo, sempre più profondo, come un cucciolo bastonato e impaurito, che vuole solo nascondersi per leccarsi le ferite.
Ed è questo ciò che sento ora, ecco perché non riesco semplicemente a sentirmi sollevata e fiera della mia cautela.

Chissà se un giorno riuscirò a scrivere di più, mi piacerebbe, perché sicuramente ci sono tantissime riflessioni [magari banali] legate a quest’esperienza, che comunque non è stata negativa, ma è stata un po’ un fuoco di paglia, a causa di implicazioni – per me inaspettate, ma evidentemente già presenti – di cui io non potevo farci veramente nulla e non potevo gestirle in modo differente da come ho fatto, non mi sarei sentita a posto con la mia coscienza altrimenti e con me stessa, quindi.. va benissimo così.

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