Di nuovo in Valle

È strano essere tornata a casa, specialmente perché “casa” dopo tutto questo tempo mi sembra una parola grossa, specialmente prendendo atto dei molti cambiamenti che sono stati apportati e che mi hanno lasciata un po’ perplessa/confusa, e per “reazione” [ma anche per l’ansia, il bisogno di risentirmi a casa e perché ce n’era bisogno] mi sono messa a pulire ovunque, anche questa notte e continuando fino ad ora, ma non mi sembra ancora abbastanza [però ho un mal di schiena che non riesco più a stare in piedi].

L’unica cosa positiva è che qui la temperatura è molto più sopportabile, anzi, fa quasi freddo a dire il vero, perché piove spesso, inoltre ho rivisto mia nonna e la sua espressione/reazione quando mi ha vista sbucare è stata bellissima e ovviamente mi ha fatto enormemente piacere, come sono stata contenta di essere riuscita finalmente a passare a trovarla dopo il suo “trasloco” e tutte le varie problematiche relative la salute.

Poi c’è Noemi, che mi ha fatto tantissime feste e mi sta sempre attaccata, specialmente vista l’assenza di mio padre, cosa che  sicuramente l’ha spiazzata molto, infatti si vede che non riesce a capire cosa sia successo, motivo per cui talvolta si raggomitola e diventa tutta mogia-mogia.

Per quanto riguarda mio padre, ieri appena arrivati siamo andati direttamente all’Ospedale, nell’orario di visita, che per il reparto di Rianimazione va dalle 13:00 alle 18:00 circa, con tra l’altro mille limitazioni e obblighi [com’era ad Aosta con mio fratello – mio padre è a Ivrea], tra cui l’entrare una persona alla volta, e solo ed esclusivamente parenti stretti, annunciandosi a un citofono e aspettando che un’infermiera apra la porta, per poi mettere la borsa in un armadietto, lavarsi le mani, asciugarle con 3 fazzoletti, mettere una lozione antibatterica, raggiungendo poi finalmente la stanza, rifacendo nuovamente tutto nel momento dell’uscita [ad Aosta ti facevano entrare in 2, però ti facevano mettere anche le protezioni alle scarpe].

Dire che è stato strano vederlo in quella stanza, in quel letto, in quel modo, è un eufemismo, dato che per me è stato come un colpo al cuore, inoltre non lo vedevo da.. un anno? due? quindi è stato ancora peggio, perché i cambiamenti sono stati ancora più evidenti.
Non stava logicamente bene, però sembra che l’infezione stia regredendo, infatti ieri la febbre si stava abbassando e il dolore era un po’ meno forte, anche se tutt’ora presente.
Comunque lo controllano di continuo, con prelievi fissi, con la misurazione delle macchine attaccate, con visite ripetute, sotto questo punto di vista sembra essere in una botte di ferro, con tutte le attenzioni adeguate, cosa che oramai negli ospedali non è per nulla scontata.

Lo rivedrò tra qualche ora, tornando giù [ad Ivrea] con mio fratello, però l’ho sentito questa mattina e anche se un po’ stanco – e molto annoiato – mi sembra che stesse un po’ meglio, anche perché mi ha detto che le infermiere lo hanno fatto alzare per camminare un po’, sebbene – come ha aggiunto – sia stata un’impresa tutt’altro che semplice, ma almeno è stato segnale molto-molto positivo.

[brrrr che freddo, devo mettermi qualcosa di più pesante]

Per il resto.. boh, ho rivisto i miei parenti, evitando di vedere però vari conoscenti, e non so, sto cercando di riabituarmi un po’ all’ambiente, oltre che alla casa, devo dire però che i miei due micioni mi mancano veramente tanto, anche se Noemi ce la mette tutta per farmi sentire a casa ed è sempre in cerca di coccole, Leo invece [il gatto] non è tutt’ora pervenuto, o meglio, l’ho visto sgattaiolare in camera di mio padre, poi fuori, poi di nuovo dentro, però non conoscendomi non ha proprio alcuna intenzione di farsi vedere.

Vado a mangiare qualcosa, perché non ho tutt’ora toccato cibo, mentre ieri in tutta la giornata ho mangiato solo una pizza di sera, con mio fratello, ma francamente non avevo per niente fame, anche se con il viaggio e il caldo, un po’ il mio corpo alla fine ne ha patito, con vertigini, etc.

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