In Sospeso sotto la pioggia

Tutto quello che sembrava essere, in realtà non è.
Questo è il sunto di questi giorni, visto che i medici – apparentemente invisibili, dato che non riesco a parlarci – hanno cambiato “diagnosi”, sostenendo che la causa di tutto è da attribuire a delle cisti nel fegato, che probabilmente hanno causato l’infezione dopo essere parzialmente scoppiate con la botta dell’incidente,.. o forse no, forse l’incidente non c’entra nulla, forse hanno fatto infezione da sole perché sì, oppure per un altro motivo specifico, magari una cavolata, magari no, può essere tutto e niente, chi lo sa.

L’ho già detto/scritto che odio i medici?.. chissà come mai..

Comunque domani, o un altro giorno in cui non sapranno cosa fare, trasporteranno mio padre a Torino per fare una biopsia al fegato, per cercare di capire nello specifico cosa sia successo o stia succedendo, visto che ora l’infezione sembra essere guarita/sgonfiata, quindi teoricamente tutto può essere osservato/compreso meglio.

In pratica è tutto in sospeso, tra un “forse, può darsi, potrebbe essere, etc“, di risposte certe neanche l’ombra, neppure sul fare o meno la biopsia, motivo per cui domani dovrò aspettare una telefonata direttamente da mio padre, che ora sta discretamente bene, non ha dolore, sta seduto su una poltroncina vicino al letto, gli hanno tolto il catetere, lo fanno camminare un po’, però preferiscono tenerlo ancora nel reparto di Rianimazione, con fili attaccati ovunque, macchinari & co, per poterlo tenere meglio sotto controllo, almeno fino a quanto avranno una risposta certa.

Il reparto di Rianimazione era comunque migliore ad Aosta, sia perché potevano entrare due persone alla volta, sia perché qui non c’è mai nessuno e quindi non c’è praticamente controllo, potrebbe entrare quasi chiunque, senza neppure rispettare le varie procedure “igieniche”, il che è assurdo visto che dovrebbe essere la zona più sicura, sterile e protetta dell’intero ospedale.

Per il resto.. il tempo fa schifo. Non fa che piovere e fa veramente freddo, per fortuna mi sono portata delle maglie a maniche lunghe e due giacche, tra cui una un po’ più pesante che solitamente uso in primavera/autunno, altrimenti sarebbero stati guai per la mia salute e per il mio portafoglio.
Spero che si riprenderà in questi giorni – anche se le previsioni cambiano continuamente – perché ho voglia di uscire di nuovo, anche con il cane, per fare due passi in paese, senza scarrozzare in giro solo con la macchina, con mio fratello, mia zia e le mie cugine.
Tra l’altro non mi ero resa conto di quanto mi mancasse il verde, io a Brescia vivo nella zona più verdeggiante, ma ovviamente non c’è proprio il minimo paragone e me lo voglio ri-godere il più possibile.

Quando tornerò?

Non lo so.

Continuano a chiedermelo in molti – anche per lavoro – ma io non so proprio dare alcuna risposta, visto che io per prima non ne ricevo. Tornerò quando mio padre sarà tornato a casa da almeno qualche giorno, suppongo.

Oppure non tornerò affatto.

Chi lo sa.

Articoli Correlati

Lascia un commento