La diagnosi [forse]

Questo pomeriggio poco dopo che mia cugina ed io eravamo arrivate in ospedale, si sono palesati due medici, una dottoressa del reparto di medicina e un dottore di un altro reparto dell’ospedale, che io non avevo ancora visto.

Ci hanno fatto uscire dalla camera comune, per farci accomodare in un ufficio medico, ma solo dopo aver chiesto a mio padre se era d’accordo che sia io, sia mia cugina sentissimo cos’avevano da dire.
La mia risposta è stata: «io entro in ogni caso!»

Ci siamo seduti e il medico di Oncologia è partito – fogli alla mano – con la loro diagnosi ufficiale, dopo aver sentito telefonicamente i risultati della biopsia:

« Abbiamo visto, valutato, bla bla bla… è un tumore, ma un tumore raro e molto particolare, infatti quasi non si comporta come tale, ecco perché non abbiamo trovato altre metastasi in giro e perché è stato difficile da identificare.
Viene chiamato Neoplasia neuroendocrina, ed è un tumore potenzialmente facile da curare con successo, senza cure e/o interventi invasivi e chemioterapici, comunque dobbiamo ancora fare alcune analisi di controllo, per poi vedere quando e come iniziare la terapia.
Detto questo, ora è libero di andare, la dimettiamo oggi stesso.
Per le analisi da fare le lasceremo un foglio con tutte le indicazioni e le prenoteremo anche un appuntamento tra un mese per effettuare la videocolonscopia [dovrà ingoiare una pillola/videocamera, che farà un video/foto e poi uscirà da sola a fine percorso digestivo], visto che la visita classica non riesce ad arrivare in tutti i punti dell’apparato digestivo. Tutte queste nuove visite/analisi dovranno essere effettuate dopo molto tempo, per permettere al corpo di smaltire i gastroprotettori che le abbiamo somministrato fino ad ora, e di cui ora non dovrà più fare uso.

Se ha domande bla bla bla.. »

È tornato a casa 15 minuti dopo, con me e mia cugina, che gli avevamo portato altri vestiti & co, non immaginando questo risvolto repentino e senza avvisi di alcun tipo.

Non so cosa pensare, prima ti dicono che non hai un tumore, ma ti trattengono in ospedale per settimane, poi improvvisamente ti informano velocemente che invece ce l’hai e pochi minuti dopo ti dimettono, annunciandoti che ti rivedranno il mese successivo e che solo allora si penserà a una cura.
È un po’ spiazzante.

Francamente credo che non siano ancora convinti della diagnosi fatta, ecco perché vogliono ripedere determinate analisi togliendo di mezzo i gastroprotettori, che leggendo in giro ho visto che effettivamente possono alzare proprio il valore che può indicare quel tipo di tumore, quindi suppongo che vogliano fare una sorta di “prova del nove”: se tra un mese quel valore specifico sarà ancora elevato allora effettivamente verrà confermata la presenza di tale tumore, altrimenti «ci siamo sbagliati, ci dispiace, stia bene, tanti saluti».

Per quanto mi riguarda – egoisticamente – sono stanca, ancora più stanca di prima, sia perché speravo in una diagnosi certa e più soft, sia perché non mi aspettavo l’improvviso ritorno di mio padre, cosa che mi sta scombussolando e non poco, dato che la convivenza non è facile, non quando sei abituata a vivere in altri modi da 6 anni e dopo che sei stata da sola per 3 settimane, con tra l’altro in ballo tantissimi altri problemi gravi, che stanno lì ad aspettare e che devono essere affrontati,… ma quando? e come?
È questo il problema ed è questo che ora mi opprime maggiormente, causandomi una pesantezza mentale immensa.

Troppe cose in ballo e nessuna di queste sembra avere una breve e facile risoluzione [positiva].

…vorrei essere ovunque, ma decisamente non qui,
..né ora, né nei prossimi giorni potenzialmente infernali

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