luglio 2015 archive

Deichmann: a caccia di ballerine

Prima di questi ultimi due spendidi mesi, quando ancora ero a Brescia, essendo a caccia di ballerine estive comode [che non avevo trovato dai Cinesi] mi ero decisa dopo anni di snobbamento ad entrare nel grande punto vendita Deichmann, restando decisamente sorpresa sia dalla grande quantità di modelli disponibili, sia dai costi decisamente accessibili e convenienti, sia dalla politica commerciale a mio avviso spettacolare [noi italiani abbiamo solo da imparare].

In quell’occasione avevo acquistato sul momento due paia di ballerine, questa e questa, innamorandomi perdutamente di un modello esclusivamente estivo, coloratissimo e decisamente particolare [che dalle foto non rende], questo:

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che però non c’era della mia misura, rimanendoci malissimo, tanto da essermi rivolta direttamente alla commessa per chiedere se per caso, da qualche parte, nascosto in un angolino sperduto del magazzino, poteva essere rimasto invenduto un paio n. 36 [..ma noi italiane abbiamo TUTTE il 36? non lo trovo mai..], lei gentilissima era andata prontamente a controllare sul PC, comunicandomi però poco dopo che in effetti loro non ne avevano più, MA che se volevo potevano ordinarmelo immediatamente e che me lo avrebbero fatto recapitare direttamente a casa, tramite il Corriere Bartolini, pochissimi giorni dopo, senza costi aggiuntivi e mantenendo la possibilità di fare il reso direttamente a loro, nel caso di qualsiasi tipo di problema. Il tutto pagando semplicemente in anticipo il modello ordinato, più le altre scarpe che avevo già trovato/preso.

Da lì, in quel preciso momento, hanno acquisito una cliente affezionata.

Le scarpe mi erano arrivate a casa nel giro di 2 giorni se non ricordo male, tramite BRT, e come avevano detto senza alcun ulteriore costo, facendomi molto-molto felice, anche perché la misura e il modello erano perfetti.

Da quel momento le ho usate tutti i giorni, specialmente in questi due ultimi mesi, in cui ho fatto svariati chilometri, tra parcheggi, uffici da raggiungere, un’infinità di scale, avanti e indietro dall’ospedale, passeggiate con il cane e quant’altro, tanto che qualche giorno fa mi sono accorta che la suola sta iniziando a scollarsi un po’ [nella parte davanti, probabilmente grazie alla mia innata capacità di inciampare ovunque. Dote di famiglia.]

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entrando nel panico all’idea di doverle abbandonare, non solo per la comodità, ma specialmente perché le trovo bellissime, assolutamente estive, allegre e cosa più importante sono prevalentemente del mio colore preferito, un misto tra azzurro/turchese/altri colori secondari, e si abbinano perfettamente con la borsa enorme che meno di due mesi fa acquistai da Bata, che neanche a dirlo amo profondamente e uso sempre, perché perfetta per questo periodo incasinato in cui mi devo sempre portare dietro una marea di documenti e ovviamente anche per il colore, infatti assieme presi il portafoglio, mentre tempo dopo con i saldi mi feci tentare dalla borsina più piccola per usarla nelle uscite brevi e semplici, quando non devo portarmi dietro il mondo, e la settimana scorsa dall’ombrellino con la stessa fantasia/colore, avrei preso anche gli occhiali da sole, ma non c’erano [Ho decisamente fatto divertire le commesse, che hanno capito che sono fissata per questo colore, facendomi alcune battute simpatiche].

Ecco il motivo per cui pur essendo le ballerine così particolari posso usarle sempre, con qualsiasi tipo d’abbigliamento, perché c’è comunque un altro richiamo, idem per la borsa così evidente.

Quindi mi sono prontamente fiondata sul sito online, per vedere se erano ancora disponibili, scoprendo non solo che erano in Saldo a 9 euro e qualcosa, ma che purtroppo proprio la mia taglia non era già più disponibile!

..un colpo al cuore.

Sconfortata, ma non troppo, ho poi chiamato il servizio clienti per sapere se ci sarebbe stato un nuovo rifornimento e disponibilità, sentendomi dire «no, ci dispiace, ma i prodotti in Saldo non vengono più riforniti».

..delusione.

Non contenta sono andata anche a guardare se ci fosse un punto vendita nella mia zona, scoprendo che la Valle D’Aosta è come sempre indietro su tutto, infatti l’unico punto vendita nei “dintorni” è a Biella, che non è esattamente vicinissima, vedendo tra l’altro – sempre tramite il sito, li amo – che lì avevano ancora la disponibilità del n. 36 per quel modello.

Siccome però è un po’ lontanuccio, ho provato a vedere anche la disponibilità nei negozi di Brescia, che purtroppo erano rimasti senza, ma caparbiamente ho ugualmente chiesto “al mio compagno” di fare un salto direttamente in negozio per vedere e per chiedere se potevano essere ordinate direttamente sul momento, come avevo fatto mesi prima. Peccato però che sui modelli in Saldo quella politica non venga più applicata, forse perché la produzione viene interrotta e vendono solo più ciò che hanno in magazzino, fino ad esaurimento scorte.

Alla fine presa dal totale sconforto, ieri ho chiamato il punto vendita di Biella, trovando dall’altra parte della linea un commesso molto cordiale, vitale e simpatico, che dopo aver controllato il codice delle scarpe sul PC, mi ha confermato la loro disponibilità, per un totale di solo UN paio n. 36.

..MIO, MIO, MIO, MIO!

Ho subito chiesto se potevano mettermelo da parte, o qualsiasi altra cosa si potesse fare, specificando la mia provenienza e la momentanea difficoltà nel raggiungerli, e molto gentilmente il commesso si è reso disponibile a mettermele da parte per una settimana [al massimo. Altra politica commerciale. Adoro], chiedendomi il nome e il numero di telefono, per potermi chiamare nel caso di eventuali problemi [es. le scarpe fossero state vendute in quel momento, o simili].
Oggi, giusto per essere sicura, ho richiamato per chiedere conferma della disponibilità e per verificare che proprio quel modello fosse stato messo temporaneamente da parte per me [ce ne sono altri simili, ma fiorati e uno a sempre a righe, però rosa e non mi piacciono], sentendo “in lontananza” lo stesso commesso con cui avevo precedente parlato che confermava di aver messo via tutto e descrivendo il modello esatto.

..cosa non si fa per un paio di scarpe/ballerine!

Domani, con mio fratello, passeremo a prenderle e visto che siamo in zona probabilmente ci faremo anche un giro in un grande “centro commerciale” di Biella molto conosciuto, Gli Orsi, che c’è sempre stato consigliato, ma in cui nessuno dei due è mai stato, quindi questa è decisamente l’occasione giusta – e forse unica – per approfittarne.

…non ci credo, ho appena guardato il sito del “centro commerciale” in questione e ho scoperto che il punto vendita Deichmann in cui ci sono le mie scarpe è proprio lì dentro! Ahah.. è destino, ci dobbiamo andare per forza. Meglio così, ci svaghiamo un po’ entrambi.


P.S.:
Due giorni fa ho scaricato il nuovo Windows10. Devo dire che – a parte alcuni intoppi con la scheda video NVIDIA e alcune applicazioni ASUS che ho dovuto riaggiornare/ripristinare/rimuovere – non è affatto male, minimal e funzionale [per ora] al punto giusto, anche se su alcune cosette hanno fatto un po’ i furbi, il che è un po’ un classico della Microsoft, mica per niente negli anni passati si era presa notevoli multe per concorrenza sleale,.. un vizietto che sembra essersi rifatto vivo.

Equitalia, che fortuna

La questione INPS non pagata è già tutta in mano a Equitalia, ovviamente vista l’attuale fortuna galattica che abbiamo, non poteva certo essere diversamente.

Quindi, con la delega in una mano e la Procura notarile in un’altra [giusto per essere sicura], la prossima settimana dovrò recarmi nuovamente ad Aosta, all’Ufficio di Equitalia per richiedere tutta la situazione debitoria in loro possesso riguardante mio padre, nella speranza di non imbattermi in ulteriori brutte sorprese, poi l’Avvocato valuterà la correttezza dell’importo [visto che alcuni bollettini erano comunque stati pagati] e successivamente si cercherà un accordo di pagamento, rateizzato o meno, bisognerà prima vedere quanto sarà il totale richiesto [e non basso sicuramente..].

Che culo.

Io andrei già domani, ma non ho la macchina e mio fratello non è disponibile, per cui mi tocca aspettare ulteriormente per avere almeno una risposta semi-definitiva e iniziare a fare concretamente qualcosa. Che rottura.

Tra l’altro oggi mio padre ha fatto la seconda chemioteramia, ci avevano detto che i 3 giorni di chemio non sarebbero stati consecutivi, ma alternati a un giorno di pausa, ma come sempre hanno nuovamente cambiato idea e non si sa perché, per come e per quanto.

Inoltre l’Assistente Sociale che dovevamo incontrare lunedì, ma che era entrata in malattia – senza comunicarcelo – per 2 giorni (lunedì e martedì), non mi ha ancora chiamata e proprio oggi la commissione si riunisce per valutare la richiesta di Invalidità Civile, cosa che avviene UNA volta al mese, quindi spero che non ci mandi tutto all’aria, perché noi eravamo lì per fare il colloquio lunedì, era lei a non essere presente e abbiamo anche lasciato tutta la documentazione necessaria, sia a lei, sia all’Ufficio di Invalidità della Regione, quindi veramente NON ci sono scuse che tengano, non in questa situazione.

..i “mulini a vento” continuano a ostacolare la nostra strada. Tutto normale quindi.

Per non farmi mancare proprio nulla, oggi ho anche un mal di gola lancinante, prima non riuscivo quasi a parlare al telefono con mio fratello e poi con l’avvocato, sia per il dolore, sia perché proprio mi andava via la voce.
Ci manca solo che io non riesca più a parlare/spiegarmi, come accade nei miei peggiori incubi, e poi siamo veramente sistemati per le feste. Ehhhh.

Il Punto – inevitabile – della situazione

A due mesi dall’inizio di questo inferno, mi sono ritrovata a dover fare il punto della situazione anche di un’altra situazione: quella sentimentale/Bresciana, con risultati assai deprimenti.

Situazione Bresciana

Da quando sono qui, nessuno mi ha chiesto come sto, nessuno si è fatto vivo se non per chiedermi dei favori, nessuno ha dimostrato un minimo di solidarietà/interesse, solo uno, il “dentista”, che mi ha chiamata spesso e aveva anche richiesto un’opinione a un suo amico oncologo, più alcune domande per capire la mia situazione da parte della Presidente del centro, chiedendo però subito dopo di fare qualcosa per loro.

Ovviamente da quando sono qui però non ho visto un soldo e comunque a Brescia non ho nulla di concreto, non ho un lavoro serio, non ho una sicurezza lavorativa e neppure una leggera parvenza/speranza di stabilità, dato che a questo punto ho capito che sono tutti bravi a chiederti “favori infiniti”, ma nessuno è disposto ad assumere, mettere in regola e pagare uno stipendio degno di essere definito tale.

In conclusione: non c’è speranza di qualcosa di meglio e non ho oggettivamente un futuro, neppure umanamente parlando, visto che le amicizie sono ben altre, anche se sembrano essersi volatilizzati tutti in generale.

Situazione “sentimentale”

In due mesi, quello che dovrebbe essere il compagno con cui ho diviso 6 anni della mia vita, si è fatto vedere 2 volte e per meno di 24 ore.
L’ultima volta, il week-end scorso, è stata pure un disastro, quando se n’è andato avevo il magone e il mio morale era a terra, con le lacrime che volevano sgorgare a ogni costo, questo perché non ho ricevuto il minimo sostegno, ma al contrario mi sono imbattuta – nel momento meno indicato – in un mare di critiche verso il mio aspetto: «sei troppo magra! ma cosa fai! a me piacevi com’eri prima, ti sta andando via tutto e guarda che lividi che ti sei fatta, che senso! bla bla bla» e non per un minuto, giusto per “constatazione” di un qualcosa che tra l’altro non avevo mai nascosto, ma avevo già detto nelle settimana precedenti, bensì un loop infinito, con tra l’altro atteggiamenti di distacco e pure “scazzi estemporanei” alle mie richieste di conferme/conforto, dopo avermi riacceso e scatenato gratuitamente millemila insicurezze, di cui – inutile dirlo – non avevo proprio bisogno.

Inoltre in due mesi gli ho chiesto solo una cosa, di portarmi alcune cose di cui avevo e ho bisogno, facendo una lista e scrivendo anche dove poteva trovare il tutto, aggiungendo di chiamarmi se aveva difficoltà: non solo non mi ha chiamata, ma mi ha portato tutt’altro, perché non aveva voglia di leggere una lista a sua avviso troppo lungo lunga – con 20 voci – senza minimamente considerare il fatto che io due mesi fa avevo fatto una valigia velocemente, pensando di restare in Valle solo una o due settimane, portandomi quindi poche cose.
Più o meno, mi ha portato solo la metà delle cose, tra cui tante inutili che non avevo chiesto e che non mi servono, ma non mi ha portato i pantaloni, non mi ha portato le magliette senza maniche [le più utili con il caldo che fa e sono pure nuove, quindi quando dovrei usarle?] portandomi 3/4 magliette e basta, neppure tutte le scarpe richieste [2 su 4], come se io qui potessi permettermi di ricomprarmi tutto il guardaroba da zero.
Anche a questo proposito, dopo SEI anni di convivenza, non mi è stato chiesto se poteva servirmi qualcosa a livello economico, visto che guarda un po’ io non ho mai avuto uno stipendio fisso e non ce l’ho neppure ora, no, io devo comunque arraggiarmi da sola o – eventualmente – chiedere soldi ad altri [sicuramente non a mio padre, visto che mi ritrovo a dover capire come pagargli i debiti mensili]. Per fortuna c’è mia nonna e anche mio fratello, e in più avevo messo qualcosa da parte [che però non sarà eterno], perché altrimenti sarei veramente nella merda e SOLA.

A volte mi chiedo se sono io che pretendo troppo, ma poi mi guardo ingiro e vedo che le altre coppie collaborano e si sostengono sempre, sia moralmente/psicologicamente, sia economicamente quando ce n’è bisogno e senza neppure la necessità di chiedere o parlarne, perché è vista come la cosa più normale del mondo, specialmente dopo anni di convivenza e a maggior ragione in situazioni pesanti come quella che sto vivendo io, in cui generalmente una parte non si fa bellamente i fatti suoi, facendosi viva solo una volta al mese, per meno di 24 ore, come se fosse un favore e una fatica enorme, criticando tra l’altro tutto e tutti, e facendomi sentire quasi in dovere di ringraziare per il “nobile gesto”.

Quando tieni a qualcuno e l* consideri veramente importante fai di tutto pur di starle/gli vicino, facendo anche i salti mortali, senza neppure che l’altra parte debba chiedere qualcosa e tanto meno ringraziare o “sentirsi in debito”.

Era ovvio già da prima che c’era qualcosa che non andava, ma così è veramente assurdamente troppo palese e tra l’altro nel periodo più brutto di tutta la mia vita, in cui un compagno VERO non mi avrebbe MAI lasciata sola, esattamente come – guarda un po’ – accade nelle dinamiche di tutte le altre coppie REALI, in cui entrambe le parti si amano veramente e si considerano ugualmente importanti, con progetti veramente in comune, basati sul volere e sulle decisioni discusse di entrambi.

No, io sono “il contorno” e devo sempre e solo comportarmi da tale, senza mai poter pretendere o chiedere niente che possa interferire con la sua vita, zero compromessi, non mi è concesso perché non sono importate e rilevante quanto lui – che deve essere sempre il centro del mondo, anche per me e in qualsiasi circostanza – il suo lavoro, la sua vita e i suoi progetti, cosa oramai evidente a tutti, anche a chi non lo conosce e non lo ha mai visto qui con me [mio fratello e i miei parenti compresi], convincendosi che sono single o che comunque lo sono diventata,.. a ragione.

Sono veramente Single, è questa la verità e lo sono stata anche in questi 6 anni, una Single che condivideva l’appartamento con un altro Single, che ha sempre e solo avuto le sue priorità, i suoi progetti, le sue decisioni, la sua vita, la sua casa, i suoi soldi, le sue verità, le sue pretese, senza minimamente considerare nessun altro, con la perenne convinzione di essere sempre nel giusto e io nel torto, a prescindere, essendo solo “un contorno”, un “soprammobile” senza diritti… e lo dimostrano I FATTI, trovando solo un’ulteriore conferma con ciò che è avvenuto e NON avvenuto negli ultimi 2 mesi, in cui OGGETTIVAMENTE SONO SOLA, eppure riesce ancora a negare l’evidenza, non provando alcuna vergona ad usare frasi come: «è normale così, non come credi tu, gli altri fanno come me e se non lo fanno sono stupidi», «non puoi pretendere, io ho la mia vita, cosa dovrei fare? non ho intenzione di rinunciarci, perché dovrei? [io invece DEVO sempre, sembra essere scontato. Compromessi ZERO, se non li faccio SOLO io]», «io ho bisogno di sicurezze economiche,.. a te cosa servono? tanto ci sono io [che poi me lo rinfaccia continuamente e mi dice NO a tutto, perché è tutto suo e decide lui]», «così però non si può andare avanti per troppo tempo… mi sento solo», «ti ho sempre dato tutto, non ti ho mai fatto mancare niente [ahahahahahah! non c’è bisogno di commentare.. è sufficiente anche solo vedere questi ultimi 2 mesi]», etc. etc. etc.

Sono sola, è un dato di fatto, senza se e senza ma, quindi perché continuare una farsa che tra l’altro mi porta magoni gratuiti e nervoso, in un periodo già orribile di suo?

Fatto, fatto, manca, fatto

Probabilmente inizierò a scrivere per elenchi, perché è più facile riassumere tutto, dato che come sempre c’è ogni giorno più di una cosa da fare e la mia mente oramai trattiene solo le informazioni strettamente necessarie.

 

TRE GIORNI FA:

  • ricevuta la risposta dal registro delle imprese della Valle D’Aosta, con codice/n. della pratica dell’attività richiesta, con una risposta aghiacciante: non è stata chiusa, ma messa in liquidazione;
  • medico per la richiesta dell’Invalidità Civile;
  • comune per portare le fototessera duplicate e la carta d’identità in scadenza;
  • telefonata all’avvocato e al notaio per una appuntamento urgente [oramai entrambi di famiglia];
  • consegnato i fogli compilati dal medico e firmati da mio padre alla CGIL, per iniziare le pratiche per l’invalidità civile e la pensione d’invalidità [anche se quest’ultima sappiamo già che sarà comunque sospesa per accertamenti, dopo aver comunque confermato il diritto per le problematiche di salute];
  • appuntamente dal notaio, per richiedere i ducomuneti necessari per procedere con la pratica la prox settimana;
  • appuntamento dall’avvocato per fare il punto della situazione, spiegare le problematiche e i punti ciechi ancora da chiarire, consegnare tutto il materiale trovato e le info reperite, delegando il tutto a loro, per il bene della mia sanità mentale;
  • ricevuto una telefonata inquietante dall’oncologa, che ci chiedeva di andare subito all’ospedale, per via di un peggioramento repentino di mio padre;
  • entrare in ospedale e trovare mio padre devastato, con di nuovo la febbre, dolori, l’impossibilità a mangiare etc. ed essere accompagnata dall’Oncologa in una stanza, capendo già l’antifona della conversazione che sarebbe avvenuta da lì a poco: «suo padre è peggiorato inaspettatamente, è l’infezione che ha ripreso il suo percorso e gli antibiotici non riescono più a fermarlo, tra poco arriverà l’infettivologa che cercherà di fornirci un’altra terapia, sperando che migliori la situazione, perché nello stato attuale non è possibile fare la Chemio, lo uccideremmo noi altrimenti, però se non dovesser riprendersi nel giro di pochi giorni…. mi dispiace ma probabilmente non arriverà alla prossima settimana. Se invece dovesse riprendersi e dovessimo riuscire a fare la Chemio, c’è la possibilità che potrebbe sopravvivere per qualche mese, anche per un anno. Abbiamo una psicologa in caso di necessità, le sono vicina, bla bla bla»; Uscire tornando da mio padre e mio fratello facendo finta di niente, con un sorriso sulle labbra, facendo fattute sul nuovo look con dei semi-baffi, perché non era riuscito a rasarsi totalmente.;
  • tonrare a casa, telefonando nel frattempo alla zia per spiegarle il tutto, anche i consigli degli avvocati, tra cui: tutelatevi come potete al più presto. Imbattersi in ostilità, accuse infondate come se avessimo innescato tutto questo gran casino noi, anzi IO, etc. etc. etc. Da ridere a crepapelle insomma, a braccetto con l’isteria.
  • ricevere una chiamata dall’avvocato, per tornare nel loro studio e ricevere lumi sui “punti ciechi”. Prendere tutti i documenti relativi alla casa, per portare tutto nel frattempo anche al notaio [nello stesso palazzo e della stessa famiglia: notaio padre, avvocato figlio. Meglio di così..].
  • andare dal notaio per portare i documenti più importanti, avendo chiamato nel frattempo il comune per trovare un atto per i permessi di ristrutturazione, facendo fare subito un preventivo, sottolineando l’indento di procedere la sett. successiva;
  • andare dall’avvocato per sentire una “buona” notizia – la sicietà c’era ancora fino al 2014 o inizio 2013, ma il ruolo di mio padre era irrilevante e non “incriminante” – e altre cattive, la questione INPS è più grave del previsto, avendo diritto ai soldi richiesti ed essendo oramai quasi in consegna a Equitalia [cercheranno di mediare e vedere se è troppo tardi], quindi non è possibile fare ricorso, si può solo pagare. Chi? Noi. più di 10.000 euro. Ma questo non coprirebbe comunque la Pensione di Invalidità, perché per questa ci voglino gli ultimi 3 anni e per quelli dovrebbe intervenire la Finanza sullo Stronzo che ha causato tutto questo casino.
  • non mi ricordo più, vuoto totale, non so se siamo tornati a casa o se è successo altro, credo di aver parlato con mia zia discutendo un po’, o forse ho chiamato la Sindaca per chiederle delle informazioni Bancarie a nome di mia zia, visto che lei è la Direttrice della sua banca,.. sì, forse ho fatto questo, non lo so, sto perdendo i pezzi.

 

DUE GIORNI FA:

  • ricevuto la telefonata dell’INPS per richiedere la documentazione medica, da portare lunedì ad Aosta;
  • portato una coperta in tintoria, da ritirare sabato;
  • fatto fare il cartello “Vendesi” con n. di telefono wind per l’appartamento in centro paese;
  • andati all’Ospedale per vedere le condizioni di papà, migliorate improvvisamente dopo la somministrazione del nuovo antibiotico;
  • richiesto i referti mancanti e ottenuti dopo – ovviamente – una piccola discussione, richiesto anche una relazione della situazione totale e attuale all’Oncologa, che però non aveva tempo e il ritiro è rimandato al giorno dopo;
  • andati a fare un po’ di spesa, tra cui altri pantaloncini e altre canottiere per papà, che a causa del caldo ha necessità di ricambi continui e io non sempre riesco a starci dietro col prendere, lavare, stendere e portare;
  • presi altri pantaloni all’OVS, per necessità, visto che non posso andare in giro nuda o con i pantaloni che mi cadono. Lo vedo un po’ come uno spreco di soldi, dato che quando mi tornerà la fame non mi entreranno neanche in un braccio, ma non posso farne a meno, ora mi servono.
  • portato il cartello “vendesi” a chi attualmente occupa l’appartamento [e non ci voleva proprio, visto che non sono libera di fare foto e quant’altro];
  • parlato con la zia della questione “tutela conti”, scoprendo che probabilmente finiremo per pagare colpe non nostre, con sfiducia & co. anche in famiglia;
  • fatto un po’ di esercizio fisico per i miei “lardominali”;

 

IERI

  • andata in Comune per ritirare la documentazione relativa i permessi di ristrutturazione della casa, necessari per il notaio, parlato un po’ della situazione generale con il tecnico;
  • passata a trovare la nonna, per tranquillizzarla e tenerle un po’ di compagnia;
  • telefonato l’Ufficio invalidità della Regione, per l’invalidità civile, per richiedere la documentazione medica completa di mio padre, prima del ritrovo della commissione del 29 luglio, da portare ad Aosta lunedì mattina;
  • telefonato l’Assistente sociale, per richiedere un incontro con “noi figli”, anche solo con me, per capire la situazione familiare, al fine di valutare l’accettazione della richiesta “104” abbinata all’invalidità civile, per dei permessi lavorativi pagati 3 giorni al mese, che eventualmente sarebbero per mio fratello.
  • telefonato la Guardia di Finanza, per informarsi sulle condizioni di salute di mio padre e tranquillizzandomi sulla questione “Questionario”, siccome ho detto di non aver più affrontato l’argomento, vista la situazione difficile, anche psicologicamente, avendo compreso la gravità del tumore+infezione. Mi è stato detto di lasciare perdere senza problemi, che non hanno intenzione di dargli ulteriori pensieri, che sono dispiaciuti, etc. etc. e mi è stato chiesto se a mio avviso questa brutta situazione può essere stata “causata”, “fomentata”, “aiutata”, dall’ex datore di lavoro e dalle condizioni in cui lo faceva lavorare, più stress relativo e quant’altro, alla mia risposta positiva accompagnata dalle motivazioni [è sempre andato a lavoro anche quando stava molto male e pure due giorni dopo l’incidente, non avendo mai tempo per sè e neanche i soldi e la tranquillità economica per permettersi delle visite serie o anche il solo pensiero], l’Agente incaricato mi ha annunciato la loro intenzione di segnalare il tutto a chi di dovere, per aggiungere quest’aggravante alle accuse verso l’Infame, sottolineando che se i medici contattati dovessero avallare una “concausa” si procederebbe direttamente penalmente contro quell’individuo meschino, che tra l’altro si sta preparando a scappare, e lo sanno; hanno inoltre aggiunto che per ogni evenienza, info, o altro, di farli contattare anche dal nostro avvocato, che loro sono pienamente disponibile per fornire ogni indicazione, probabilmente anche nell’eventualità che volessimo procedere noi tramite Tribunale Civile;
  • andata all’Ospedale per vedere papà, portargli i ricambi e prendere la Relazione dell’Oncologa;
  • acquistato le cartucce nuove per la stampante e fatto più copie della documentazione sanitaria di mio padre, istemando già tutto per lunedì;
  • informato l’avvocato degli ultimi aggiornamenti e come da sua richiesta dovrò chiamarlo lunedì mattina [tutto lunedì mattina];
  • varie ed eventuale, tra riassunto con i parenti, compagno, etc.
  • sistemato casa e fatto un po’ di esercizio fisico per i miei “lardominali”;

 

OGGI

spero che sarà una giornata tranquilla, a breve andrò al mercato con mio fratello e questo pomeriggio dovrebbe arrivare il mio compagno.

Vedremo.

Un Domino infinito..

E altri tasselli di questo Domino infame sono caduti e sicuramente ne cadranno ancora altri, e mi terrorizza il pensiero di sapere quale effetto avrà e quando cadrà l’ultimo.

Arrivata da mio padre questo pomeriggio, ho capito subito che c’era qualcosa che non andava, era sdraiato, accaldato e non aveva minimamente reagito vedendoci, per poi iniziare a dire di essere stato poco bene la sera prima, perchè sicuramente aveva mangiato troppo.

Sì, classico ed estremo caso di una persona cocciuta che non impara MAI, neanche quando la vita si sta accanendo in tutti i modi per fargli aprire gli occhi.

Gli hanno tolto gli antibiotici sabato e questo è il risultato: la febbre è tornata altissima, così come il dolore allo stomaco e tutte le varie difficoltà, per cui la Chemio è quasi sicuramente saltata. [e sarà già tanto se continueranno a tenerlo lì, visto che ci sono altissime probabilità che ora lo rimandino a Medicina, visto che in queste condizioni – febbre+antibiotici – non possono fare nulla per il tumore].

Purtroppo me l’aspettavo, speravo disperatamente che non accadesse, anche perché i medici quasi non consideravano tale ipotesi [credo abbiano sospeso gli antibiotici perché io continuavo a sottolineare che prima non lo avevano fatto e che non volevo ritrovarmi al punto di partenza a casa], dicendo solo distrattamente che non era da escludere, cambiando poi discorso.

La cosa che mi fa ulteriore rabbia – oltre al continuo sminuire di mio padre, che continua imperterrito a non dire come sta realmente – è che me ne sono accorta di nuovo IO che stava nuovamente male e che aveva la febbre, IO, anche se si trova in oncologia circondato da infermiere e una era pure in camera sua a sistemare il letto lì vicino, ma nessuno si è posto la domanda «..mah.. è accaldato, strano, è stato male.. i sintomi sembrano gli stessi dell’ultima volta, controlliamo se ha la febbre », no, ho dovuto farlo notare io all’infermiera, guardandolo e toccandogli la fronte calda, che poi mi ha chiesto se preferivo che gliela misurasse lei, giusto per tranquillità, al che ho ovviamente risposto positivamente, ed eccolo lì, 38.7.
Poi i medici sono stati avvisate e sono arrivate altre infermiere per fargli subito dei prelievi, con estrema difficoltà, visto che oramai le sue vene non reggono più e non le trovano più.

..ma che diavolo, se io non lo avessi fatto notare, loro quando se ne sarebbero accorti? di sera? 5 ore dopo quando magari la febbre era già salita a 40? Non lo so e non so proprio più cosa pensare a questo punto, oltre al fatto che sono stanca, di tutto.

Inutile dire che ora mio padre è indubbiamente ancora più preoccupato, ed è totalmente comprensibile, perché puoi avere anche il tumore più curabile del mondo [e non è il suo caso], ma se non puoi procedere con la terapia, il risultato finale può essere uno solo, il meno auspicabile di tutti. E logicamente lo avrà pensato anche lui.

Lo sapevo che la bestia nera in tutto questo alla fine sarebbe stata quella maledetta infezione, che sta complicando una situazione che è già da incubo, rendendo la vita di mio padre ancora più incerta e difficile, dato che senza quella maledetta potrebbe comunque stare qui a casa sua, con noi, e potremmo andare liberamente ovunque, normalmente.

Tra l’altro, questa sera mentre stavo finendo di compilare la delibera per andare all’INPS domani [incontreremo direttamente il Direttore della sede per fare il punto della situazione totale, nel bene e nel male], inserendo i dati della sua carta d’identità tra cui la data di rilascio, mi sono resa improvvisamente conto che il documento scade tra QUATTRO giorni ed essendo già stato rinnovato deve essere fatto da zero.

..tutti i nodi vengono al pettine, ma tutti-tutti-tutti, giusto per romperti le ovaie e scatenarti l’esaurimento nervoso.

Ho chiamato subito la Sindaca, riaggiornandola su tutto e chiedendole anche per la carta, che cercheranno di rinnovare loro in qualche modo, anche andando direttamente all’Ospedale per farlo firmare, però c’è il problema delle foto tessera, che ovviamente non ho. Ne ho trovate alcune, ma non so se possono essere “duplicate”.
Ha comunque ancora la patente – spero – che può essere usata come documento ufficiale di riconoscimento, però devo recuperarla e vedere se per caso non scade anche quella a breve, perché a questo punto tutto è possibile, anche che ci cada un meteorite in testa.

Inoltre domani proverà a chiedere e a informarsi sull’Ospedale di Aosta, direttamente da un medico e Responsabile della sanità Regionale [l’ho scritto che conosce molti in Regione] se potrebbe essere possibile il ricovero/trasferimento e se ne varrebbe la pena, cercando di capire se quei reparti [medicina e oncologia] sono validi o meno, comunque sono poi andata velocemente in Comune per incontrarla [avevano fatto una riunione comunale serale] e per fare/lasciarle una copia dei Referti più importanti, così potrà mostrare quanto meno qualcosa.
Mi farà sapere in giornata, anche se sicuramente sarò oberata in altro, tra INPS, poi i Sindacati [in cui andremo a chiedere delucidazioni su come richiedere l’invalidità civile e anche una consulenza sulla questione “Guarda di Finanza”, magari anche per un legale] e tra l’altro deve pure arrivare il letto da Mondo Convenienza, ma siccome quegli uffici sono aperti solo al mattino, dovrà aspettarli mia cugina, visto che dovrebbero passare anche loro dalle 8 alle 12 [poi magari passano al pomeriggio].
Credo inoltre che debba passare anche un corriere, ma non ne sono per niente sicura.

Ci sarà altro? Sicuramente sì! Oramai c’è sempre altro, nulla si sistema, ma anzi peggiora all’ennesima potenza, con millemila complicazioni/giri.

..non so cosa noi tutti abbiamo fanno nella nostra ipotetica vita precedente, ma dev’essere stato qualcosa di veramente orribile per avere in questa vita sfigata un Karma simile.

Tanti paletti accuminati

Una cosa facile la facciamo? la vogliamo? ma certo che no!!!!

Ciò che avevo letto sull’invalidità civile e le modalità in cui richiederla valgono per tutta Italia, ma ovviamente NON per la Valle D’Aosta, qui ti devi sbattere da una parte all’altra, lasciando soldi ai Patrocinati vari [o come diavolo si chiamano, io ne ignoravo l’esistenza] per cercare di reperire la documentazione valida, portarla al medico certificatore e poi riportarla a loro per far mandare tutto all’ASL di Aosta, perché qui è alla Regione che deve essere richiesta, non all’INPS [???].

Il medico ora ha fatto solo la richiesta all’INPS per la pensione di invalidità, che tra l’altro a mio avviso non gliela daranno, visto che leggendo in giro ho letto che vengono richiesti alcuni requisiti, tra cui – suono delle trombe – aver versato i contributi almeno nei 3 anni precedenti la richiesta, e come oramai sanno anche i muri, mio padre proprio in quegli anni non ha alcun contributo! URRA’!
Quando si dice che tutto è collegato, nel nostro caso lo sono le sfighe, una di seguito all’altra, come i tasselli del domino.
Se la Finanza riuscirà a farglieli rimborsare veramente forse potremo procedere con il ricorso, non lo so, oramai sono rassegnata al peggio, perché quella è la direzione in cui sta andando ogni cosa.

E più ci penso, più mi incazzo per essersi rovinato con le sue stesse mani, conferma che sbuca fuori continuamente, come tanti paletti accuminati su una strada già impervia.

Troppe cose da fare

Dovrei dividermi in 3, potendo delegare poco o niente, visto che tutto comunque mi torna indietro essendo il “riferimento” generale.

Oggi avrebbe dovuto essere una giornata tranquilla, in realtà – come sempre da quando sono qui – non mi sono fermata un attimo, tra:

  • risistemare un po’ casa;
  • andare da mia nonna a spiegarle finalmente la situazione [omettendo la parte più “definitiva”];
  • smontare la camera di mio fratello per fare spazio al letto matrimoniale [ci starà poi mio padre una volta tornato, essendo la camera vicina al bagno e al primo piano, non in mansarda come camera sua];
  • cercare/ordinare il materasso + rete con doghe in legno [ho optato per Mondo Convenienza, in cui il risparmio è stato superiore a l’iKea e inoltre mi portano tutto direttamente a casa questo martedì, risparmiando viaggio, affitto furgoncino, benzina e autostrada, essendo a Settimo Torinese il negozio più vicino];
  • svuotare gli armadi dalle “rimanenze” di mio fratello;
  • spiegare a mia zia le agevolazioni per i malati di tumore, con la richiesta di invalidità civile, come, a chi, quando e perchè;
  • tinteggiare parti della casa, per togliere le macchie più evidenti, mentre mio zio ha passato la prima mano nella ex-camera di mio fratello, domani mattina però dovrò provvedere io.

E domani di nuovo sarà una giornata piena, visto che dovrò passare la seconda mano nell’ex camera di mio fratello e poi andare dal medico di base, che è anche un medico certificatore autorizzato [l’ho visto sul sito dell’INPS], che dovrà compilare online la certificazione medica richiesta, per poi rilasciarmi il codice – più una copia cartacea – e dopo potrò procedere con la richiesta dell’invalidità civile direttamente online, sempre sul sito INPS, tramine l’account di mio padre, dovrò però chiedere se l’indennità di accompagnamento è già inclusa nei casi di chemioterapia in atto, come ho letto sul web, o se dovrò fare una richiesta a parte o assieme, non ne ho idea [e poi – una volta concessa l’invalidità – dovrò richiedere l’esenzione del ticket all’ASL], successivamente dovrò andare anche all’Ospedale per vedere se i medici hanno già cambiato idea su qualcosa e vedere come sta mio padre, inoltre forse dovrò richiedere la cartella clinica completa se il medico di base non riuscirà a visualizzarla online e ne avrà bisogno per la compilazione del modulo dell’INPS.

..che caos, già mi prende male.

Tra l’altro c’è ancora la questione “Finanza” in sospeso, per cui potrebbero anche farsi risentire domani, ma mi dispiace, io non ho più alcuna intenzione di aggiungere altra pressione su mio padre, il questionario compilato correttamente – visto che le domande presenti hanno tutte le risposte – ce l’hanno, ed è assurdo chiedere/chiederci di rispondere a domande che non sono presenti, che LORO non hanno scritto, da quando chi è interpellato dalla Finanza deve porsi le domande e rispondersi da solo?! Bah.

..avrei dovuto inviarlo decisamente con la Pec, perché l’ho fatta se poi quando serve non la uso?

Sicuramente avrò altro da fare, ma in questo momento non me lo ricordo.
Per fortuna che ieri pomeriggio tardi, dopo essere tornata dalla spesa fatta al mattino con mio fratello [in cui  – tra la spesa standard per me, lui e mio padre, visto che possiamo portargli alcune cosette anche da mangiare – ho preso ben due paia di scarpe.. con il tacco! ohi ohi] ed essere poi passati all’Ospedale da nostro padre, tra una ricerca d’informazioni e un’altra sono riuscita a farmi anche la tinta, perché altrimenti non credo che ne avrei più avuto l’occasione e oramai erano mesi che non la facevo, cosa più che evidente.

Spero vivamente che martedì mi portino il materasso + la rete, e che la tinteggiatura in camera sia già terminata/asciutta, perché almeno se mio padre dovesse essere dimesso mercoledì troverebbe già tutto pronto, anche se tutto è ancora assai incerto, visto che non si sa neppure con certezza QUANDO inizieranno con la Chemio, mercoledì? oppure il lunedì successivo? mistero, dato che prima gli dovranno “impiantare” un catetere venoso centrale, a causa dell’ormai estrema difficoltà a trovargli una vena funzionante, che poi comunque si “chiude” dopo poco tempo. Ci avevano detto che tutto ciò verrà fatto martedì, ma siccome la loro specialità è rimandare, ci crederò solo quando lo vedrò.

Sto svenendo dal sonno, devo urgentemente fiondarmi a letto…
anche se tra poche ore sarò nuovamente sveglia. Ehhh..

Non Riconoscersi

Qualche ora fa, guardandomi allo specchio, mi sono quasi ritrovata a non riconoscermi, a non riconoscere il mio corpo letteralmente “consumato” da quando sono qui in Valle.

Come ho già scritto più di una volta, il primo effetto che mi ha fatto tutta questa storia, è stato quello di non riuscire più a dormire e a mangiare, sembra infatti che queste due necessità siano improvvisamente svanite dai miei bisogni vitali e non per mia volontà.
Non dormo quanto prima perché semplicemente mi sveglio presto, prestissimo, anche dopo poche ore, senza più riuscire a riaddormentarmi e non mangio normalmente perché non ho proprio fame, il cibo non rientra proprio tra i miei pensieri e stranamente il mio corpo non lo richiede, neppure facendomi sentire male o debole, come se usasse un altro “carburante” per tirare avanti, quasi migliore, tanto che sono comunque iperattiva e sempre in movimento fisico/mentale [l’ansia? la disperazione? l’energia vitale pura? boh]

Però gli effetti si stanno vedendo, i miei soliti pantaloni non mi vanno più perché troppo larghi, mentre prima mi stavano addirittura stretti, motivo per cui ho dovuto acquistarne di nuovi all’OVS, ritrovandomi a provare e a prendere la taglia 38, mentre prima prendevo la 40 per alcuni modelli e 42 per altri, inoltre non mi stanno neppure stretti, ma “comodi” e più ci penso, più trovo che sia inquietante, perché il mio corpo non è fatto per essere così, infatti non mi ci vedo, percependomi quasi “sformata”, sembra che mi manchi tutto, oltre ovviamente alle maniglie dell’amore, le uniche che resistono e che credo mi saranno fedeli per l’eternità [che fortuna…].

Tra l’altro, come conferma del fatto che di tutto questo in realtà non me ne importa nulla, nel senso che non è un qualcosa di voluto, è da due mesi che non salgo su una bilancia, qui c’è, eppure non mi passa proprio per la testa l’idea di usarla, non voglio vedere, non voglio sapere, forse non voglio dover iniziare a pormi anche questo problema, non saprei.
Quello che è certo, è che continuo a vivere alla giornata anche sotto questo punto di vista, anche se mi sta un po’ il sorgendo il dubbio che la prossima volta che mi guarderò distrattamente allo specchio, non solo non mi riconoscerò più, ma in aggiunta mi verrà un brivido di terrore e disgusto.

Credo che sia veramente il colmo per una come me, con il mio passato di disturbi alimentari alle spalle, ritrovarsi involontariamente a questo punto e senza poterci fare molto, non ora, non fino a quando mi tornerà spontaneamente una fame “normale” o anche solo il bisogno fisico di mangiare.

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