Disfatta Totale

Non so da dove iniziare, oramai non connetto più, non mi ricordo più niente, a stento riesco a ragionare e parlare è un’impresa molto ardua perché mi innervosisco subito, direi che sono giunta ben oltre al limite dell’esaurimento nervoso, ma non basta ancora, visto che intorno a me ogni cosa si sta muovendo per farmi uscire definitivamente fuori di testa.

Iniziamo dal cane: io ho sempre adorato gli animali, ma in questi due giorni sono arrivata a pensare a tutto, visto che improvvisamente Noemi ha deciso di trasformarsi in un mostro, con l’unico scopo di torturarmi costantemente.
Non fa che fare i piantini acuti TUTTO il giorno, ieri sono andata a letto per esasperazione e con l’emicrania a causa sua, a mia zia è venuto dopo solo mezz’ora con lei e neppure mia cugina [che studia da veterinaria] riesce a reggerla. Inoltre non contenta ha iniziato a fare casini, è arrivata a scavare nella sabbia del gatto per mangarsi gli escrementi, buttando la sabbia ovunque, sul pavimento, sulla poltrona, sul divano, per le scale, OVUNQUE e per due giorni di fila, sempre di notte. Ma non basta, da questo pomeriggio ha iniziato a nascondersi i croccantini sul divano,… non li mangia, ma li nasconde.
Sono senza parole e la mia pazienza è totalmente esaurita, se non l’ho ancora uccisa è solo perché sono mentalmente e fisicamente troppo stanca.
Oggi l’ho portata dal veterinario per capire che diavolo ha e per prenotare l’operazione di sterilizzazione [altra cosa che mio padre non ha MAI fatto], per tutta risposta mi ha detto che non è in calore, quindi è semplicemente fuori di testa di suo, ma comunque venerdì la riporterò giù per fare una lastra, degli esami e poi se tutto andrà bene la opererà, il tutto per il “modico” costo di 300 euro e forse di più.
Costo che si aggiunge ai 65 euro che ho speso dopo in farmacia per prenderle il collare antipulci “Seresto” con durata di 8 mesi [per 41 euro dovrebbe durare 2 anni!] e le fiale sempre antipulci per il gatto, di circa 25 euro [a Brescia mica costavano così tanto].

Poi ha finalmente chiamato l’Assistente Sociale per fissare un altro appuntamento, dopo che questa mattina ho chiamato io l’ufficio invalidi della Regione [in cui avevo portato la documentazione] per avere aggiornamenti, visto che la commissione doveva riunirsi il 29, ma io non avevo più saputo niente di nessuno,.. e infatti – a causa dell’Assistente sociale – hanno dovuto far slittare tutto il 12 di questo mese [no, ma grazie eh!].
Atttualmente però è ancora tutto in sospeso, perché voleva fissarmi un appuntamento per domani ad Aosta, ma io attualmente non avrei nessuno disposto a portarmi lì, quindi ho chiesto se era possibile fissarlo a Donnas, dov’era originariamente, per cui dovrà richiamarmi per farmi sapere se sarà fattibile o meno, altrimenti mi toccherà inventarmi qualcosa per andare ad Aosta prima del 12.

Domani mattina tra l’altro non avrei potuto in ogni caso, perché dovrò andare a Ivrea a prendere mio padre e a parlare con i medici, visto che hanno deciso di dimetterlo dopo essersi accordati con il medico di famiglia per la somministrazione dei farmaci in endovena, da quello che ho capito verrà un’infermiera dell’ASL a partire da domani o venerdì, verso mezzogiorno [con i farmaci forniti direttamente dall’Ospedale, perché non possono essere reperiti in farmacia] tutti i giorni, mentre venerdì prestissimo, alle 7:30 del mattino passerà il Medico di famiglia per fare un controllo, e in aggiunta – non so quando, domani? dopodomani? sorpresa – passerà anche un’Assistente Sociale [un’altra, che non c’entra con Aosta] per assicurarsi che le condizioni della casa siano ottimali, che lui sia in grado di cavarsela o che ci sia qualcuno ad aiutarlo […come avere un destino già scritto da terzi]. Che poi fondamentalmente saranno le stesse cose che mi chiederà anche quella di Aosta, più le dinamiche familiari.

Ci sarebbe anche altro di cui “parlare”, ora però proprio non me la sento, sicuramente non mi ci volevano altri problemi e pessime situazioni, ma oramai mi sono rassegnata alla disfatta più totale della mia vita, pezzo dopo pezzo, sotto ogni punto di vista, senza risparmiarne neanche uno.

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