Il Nome

Non credo di averlo mai scritto “il nome” completo del Tumore di mio padre, come lo scrivono sui referti, che fondamentalmente ne definisce tipologia, localizzazione e gravità:
K Pancreas neuroendocrino, scarsamente differenziato, stadio IV B. Il più grave.

Digitandolo su Google esce ogni tipo di spiegazione specifica, molto specifica, diretta e senza pietà, il che mi terrorizza, perché se mio padre dovesse – per curiosità lecita – effettuare tale ricerca, beh.. crollerebbe tutto, perché capirebbe senza alcuna ombra di dubbio la sua reale situazione e che la speranza, l’ottimismo, lo stimolo a “lottarie”, fondamentalmente non servono a nulla… e oggettivamente non è detto che non sia già avvenuto.

Il dubbio mi si è riacceso quando durante la visita del 21, l’Oncologo ha detto che il tumore sostanzialmente è stabile, che non è regredito, ma neanche peggiorato e che era questo il risultato a cui loro logicamente miravano. Ecco, questo “logicamente” per mio padre in realtà non sarebbe dovuto essere tale, inizialmente infatti lui parlava di regressione e speranza di guarigione, eppure in quel momento non sembrava affatto sopreso dalle parole del medico, o quanto meno io non ho notato alcuna reazione di “contraccolmo o smarrimento”, al contrario, visto che lui stesso ha poi aggiunto quasi sorridendo un rafforzativo sull’ovvietà del risultato mirato, dando quindi per scontato che la possibilità di regressione non fosse neanche da prendere in considerazione e che la “sostanziale stabilità” fosse quindi il miglior risultato possibile e quindi positivissimo.
Questa cosa, quell’episodio, quel rafforzativo, quell’atteggiamento, mi ha lasciata un po’ spiazzata, infatti una parte della mia testolina non fa che pensarci, tornando a quel momento, iniziando a convincermi sempre più che sia la conferma che lui alla fine si sia informato da solo settimane fa e abbia capito la reale situazione, pur non dicendo nulla, il che spiegherebbe il suo stato d’animo ballerino e il suo repentino cambiamento, da prima a dopo Brescia.

Ovviamente ho paura di chiedere, perché se così non fosse, vorrei evitare di mettergli io una pulce nell’orecchio..

A volte mi sembra di camminare sulle uova, anzi, spessissimo da quando tutta questa storia è iniziata e sono subentrate tantissime complicazioni, Finanza e INPS compresi, con il costante timore di poter commettere un errore gravissimo, che possa scatenare un ulteriore effetto domino, a cui non è più possibile porre rimedio… e non è per niente facile vivere così, non quando mi si presentano continuamente un’infinità di decisioni da prendere, che possono influire non solo su di me o su mio padre, ma anche su altre persone, direttamente o indirettamente, tra cui mio fratello, mia zia e la sua famiglia, mia nonna, etc. etc.

Piccola constatazione: a quasi 34 anni credo di poter dire di essere diventata un’Adulta Responsabile, anche se forzatamente e se manca ancora l’indipendenza economica totale, cosa che francamente mi pesa come un macigno e mi preoccupa notevolmente, facendomi comunque auto-percepire come “un fallimento” e quindi solo come una Mezza-Adulta-PseudoInutile.

…questo sì che è fare 2 passi avanti e 3 indietro.

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