Telepatia e Teletrasporto

Devo trovare il modo di diventare telepatica e di effettuare il teletrasporto, perché altrimenti a breve uscirò fuori di testa, specialmente considerando che mio padre – ma non solo, anche mio fratello & co [li ho abituati troppo bene, ma ora sono fusa e non ce la faccio più] – mi parla già come se fossi telepatica, non inserendo MAI il soggetto nelle frasi, lasciate SEMPRE a metà e tutte sconclusionate [tra l’altro nella maggior parte dei casi non le sento neppure, perché parla sottovoce, mentre io mi devo squarciare la gola ogni volta, per urlare e farmi prendere in considerazione], con pause infinite che farebbero perdere la pazienza a chiuque, specialmente quando sei di fretta a causa di tutte le commissioni che devi fare in uffici che aprono SOLO di mattina.

Oggi doveva fare una lastra alla schiena, durante il tragitto se n’è uscito con “dobbiamo poi passare in ferramenta per vedere una cosa“, ok, lo faremo.
Siamo arrivati nei pressi del PoliAmbulatorio qualche minuto prima della visita, ma siccome manco da 6 anni e non mi ricordavo dove fosse l’ingresso esatto della strada – ce ne sono tanti – gli ho chiesto di indicarmelo.
Mi ha fatta andare avanti, di più, sempre di più, un po’ troppo, visto che mi ricordavo fosse più indietro e poi mi ha indicato un piazzale dall’altra parte della strada, esattamente la parte opposta in cui dovevamo andare noi: la ferramenta.
Sono sbottata.
Gli ho chiesto se si ricordava il motivo per cui eravamo scesi, che NON era certo la ferramenta, in cui poteva benissimo andare DOPO la visita.
La cosa che mi ha lasciata ancora più perplessa è che sembrava cadere dalle nuvole, come se la nostra prima meta fosse proprio quella di ferramenta, per due fascette del cavolo tra l’altro, che non serviranno a nulla, visto che ordinerò direttamente i pezzi nuovi della caldaia!

Alla fine sono riuscita a portarlo comunque in tempo alla Poliambulanza, ha fatto la sua visita, mentre nel frattempo ha chiamato il tecnico della caldaia [e ho risposto io], per dire che sarebbe passato questo pomeriggio per riprendersi alcune cose che aveva dimenticato [passerà contemporaneamente al medico credo], mentre pochi minuti dopo ho ricevuto il disegno dal fornitore che avevo contattato online per i pezzi di ricambio, in cui c’era un’indicazione precisa dei pezzi da me richiesti, che poi ho inoltrato su whatsapp dal tecnico, che mi ha dato il via libera per l’acquisto [che giro].

Usciti dalla visita siamo passati alla ferramenta, poi ho guidato velocemente fino a casa, nella speranza di riuscire a trovare il Comune ancora aperto, per richiedere la tessera d’invalidità per il parcheggio, sia per non spendere un capitale ogni volta che lo porto a fare la Chemio, sia per riuscire a trovare un buco dove mettere la macchina, senza dover girare ore, ma niente, avevano chiuso da pochi minuti, quindi ci tornerò questo pomeriggio, visto che miracolosamente dovrebbe essere aperto.
Anche in questa fase però mio padre ha fatto una scena a me incomprensibile: sono scesa dall’auto, mi sono diretta verso il comune, mi sono girata per vedere dove fosse – visto che serviva anche lui – e l’ho visto che girava attorno alla macchina, dalla parte del muso tra l’altro, cioè nella direzione opposta, gli ho chiesto che cosa stesse facendo, ma niente, sono dovuta avvicinarmi e richiederlo, e dopo dei gesti strani a me incomprensibili, gli ho chiesto di usare le parole visto che io non ho la facoltà della telepatia, al che finalmente si è degnato di parlare dicendo che le tende alle finestre erano chiuse e che quindi l’ufficio era chiuso, che non sapeva come mai, bla bla bla […altro tempo perso e io dovevo ancora scendere per andare alla Posta]. L’ho lasciato parlare da solo, mentre mi sono diretta nuovamente verso il Comune per leggere gli orari all’ingresso [questi sconosciuti!] e sono tornata in macchina oramai nervosa all’invero simile.

Subito dopo ho riportato papà a casa, sono corsa a prendere i soldi che mi aveva dato mia zia e sono ritornata in macchina, per scendere nuovamente a Ponte, visto che con tutti i tagli che hanno fatto alle Poste non si capisce più quando aprono gli uffici in valle e DOVE, dato che fanno un giorno in un paese e un giorno in un altro, e quello che mi fa girare ulteriormente le ovaie è che pur abitando qui da tutta la vita, NESSUNO sappia mai darmi un’indicazione decente [nè mio padre, nè mia zia, nè mio fratello], sembrano sempre non sapere MAI NIENTE, né sui giorni di apertura del Comune, né della Posta, né sui rispettivi orari, NIENTE. Ma che diavolo!!

Ho spinto l’acceleratore come non facevo da anni e anni, facendo la classica rompic…. che sta attaccata al c…o delle altre auto perché ha dannatamente fretta, tanto che vorrebbe spingerle di peso, o per farle andare più veloce, oppure per buttarle direttamente fuori strada levandosi il problema, continuando a dire “ma camminaaa! vaiiii! vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!“, sbattendo le mani sul volante, come una pazza furiosa.
Tutto perché temevo che la Posta chiudesse, anche grazie alle indicazioni farlocche [vedi sopra] ricevute da mio fratello & co, e siccome i pezzi della caldaia devono essere pagati il prima possibile, altrimenti la spedizione ritarda, dovevo fare il versamento entro la mattinata, per poi procedere con Bonifico o direttamente con PayPal.
Ho parcheggiato dove non dovevo, convinta che tanto oramai fosse chiuso, ma in realtà era aperto, mezzo vuoto, e con l’Operatrice che generalmente è qui in Paese, quindi quando mi ha vista ha attivato il suo sportello e abbiamo fatto tutto velocemente.

Il ritorno per fortuna è stato meno “folle” del viaggio di andata, anche se oramai ho notato che tendo a premere non poco l’acceleratore, anche quando non ho alcuna fretta/urgenza.

Sono già stanca e la giornata è appena iniziata, ora devo andare in Comune e forse passerò da mia nonna, non so…

Articoli Correlati

Lascia un commento