Riflessioni sull’IO e sul ri-Essere

Questo pomeriggio verrà il Tecnico della Caldaia per cambiare i Tubi Bruciatori [incrocio le dita] e per fare la revisione totale, che per ovvi motivi non aveva potuto portare a termine l’ultima volta, speriamo che la storia non si ripeta, almeno in questo.

Io probabilmente tra l’altro non ci sarò, perché oggi – dopo una vita e mezza – ho un appuntamento preso la scorsa settimana con la Parrucchiera, la MIA parrucchiera dall’età di 13 anni, per sistemare il caos che ho in testa, causato sia dalla stagionalità, sia dallo stress [che questa volta è innegabilmente presente], sia dalla solita Dermatite, per cui farò sicuramente un taglio più corto, sulle spalle credo, e probabilmente molto scalato, poi  stavo quasi pensando di intervenire anche sul colore, magari schiarendolo leggermente con qualche colpo di luce, ma appena accennato però e molto sfumato, non so, vedremo sul momento.

Si dice che il cambiamento di acconciatura sia strettamente legato al bisogno di cambiamento di vita, nel mio caso credo che sia vero, quanto falso, dato che di cambiamenti estremi ne ho già vissuti fin troppi in un periodo limitato di tempo [da mettere K.O. chiunque], quindi in realtà amerei imbattermi finalmente in un po’ di vera e POSITIVA stabilità, quella che niente e NESSUNO può toglierti, perché esclusivamente TUA.

So che dovrò lavorarci molto, partendo prima di tutto da me stessa [..il cambio di acconciatura può rientrare in questo] per ricostruirmi come persona, come donna, come essere umano esistente con delle esigenze, dei diritti, dei desideri, delle CAPACITA’, dei valori e che “un giorno”, a ricostruzione avvenuta, avrà anche dei possibili progetti futuri per cui lottare e a cui sperare.
Ecco qual è il mio scopo ora, trovare/prendermi fondamentalmente il MIO spazio stabile nel mondo e non “per gentile concessione di” o “dietro a qualcun altro“, perché ho imparato la dura lezione sulla mia stessa pelle: dare un tale potere a un’altra persona è l’errore più grande che si possa fare nella propria esistenza, dato che il rapporto non sarà mai paritario e prima o poi sicuramente ne approfitterà per cercare di sottometterti a tutti i costi al suo IO, alla sua volontà, alla sua vita, esigendo l’annullamento della tua personalità/volontà/vità, come se tra l’altro gli fosse dovuto, per una strana forma perversa di gratitudine perpetua.

No, mai più.

Non so ancora bene da dove iniziare, perché come oramai si è capito più che bene sono bravissima a sistemare i casini altrui e a trovare ogni tipo di soluzione/spinta per “terzi”, ma quando si tratta di me l’insicurezza esplode, ritrovandomi bloccata e con la mente assolutamente vuota, sentendomi “incapace” o “inadeguata” a prescindere, quando direi di aver dimostrato più volte che non è affatto così, so il fatto mio, so prendermi le mie responsabilità [purtroppo anche quelle altrui], so agire, so trovare soluzioni immediate, so lottare [fin troppo, anche per le “cause perse”], so creare/valorizzare, so adeguarmi [..anche qui talvolta fin troppo], so mettermi in gioco, so parlare con le persone, so affrontare tutto, anche le situazioni più pesanti, senza entrare nel panico, anche da sola e dovendo pure sostenere altri.
Eppure il mio IO stanco, ferito, deluso e spaventato.. non vuole proprio prenderne atto.

Ecco perché sarà un lavoro molto lungo, perché non è facile intervenire per un cambiamento grande/definitivo così tanto in profondità, quello che è certo è che non dovrò mai più circondarmi di persone che non credono minimamente in me e che cosa peggiore tendono a sminure gli altri [chiunque, per qualsiasi motivo anche inventato] per auto-elevarsi, selezionando meglio le conoscenze/amicizie, che tra l’altro devono essere ricostruite a loro volta – altra missione ardua, se non impossibile – visto che in questi anni tutte sono evaporate/svanite nel nulla, mentre a Brescia mi sono sempre e solo imbattuta in “conoscenze” a uso & consumo.

..to be continued. [devo andare dalla parrucchiera..]

Ore 20:37
Rieccomi, anche se dopo ore di assenza ho perso il filo del mio discorso mentale.

Ricostruzione è la parola chiave, di tutto, di me – nel più profondo – in primis, cercando di capire anche cosa voglio IO dalla vita e nella mia vita, anche perché senza saperlo è difficile prendere delle decisioni ed è invece molto semplice ricadere in vecchi errori, assecondando decisioni altrui.
Credo che in realtà questo sia collegato anche alla questione “lavoro” e al mio blocco immediato – di cui sopra – nel propormi/vendermi, perché molto semplicemente mi manca la sicurezza necessaria, quella che solitamente è data quanto meno dalla scelta lavorativa, voglio fare quello, voglio fare questo, con quindi un percorso, un settore e una tipologia specifica da seguire, che inesorabilmente semplifica tutto, anche il curriculum.
Invece io no, perché col mio essere eccessivamente eclettica mi devo sempre complicare le cose, complice dell’indecisione e amica stretta dell’insicurezza costante.

Non nego che tutto questo mi spaventi molto, anzi, moltissimo, perché ho il terrore di non riuscire a fare proprio niente, scontrandomi all’infinito nei miei soliti schemi sabotatori… e sono così dannatamente brava in questo, anche da sola.

Forse dovrei quanto meno pensare di iniziare a riprendere seriamente i contatti con le vecchie conoscenze [perché prenderne di nuovi, ora, è veramente troppo difficile, se non impossibile], per tentare di avere a che fare con persone esterne a tutto questo caos, avendo così qualche distrazione in più, però non so proprio se sono pronta per questo, non so se mentalmente posso permettermi di pensare ad altro e cosa più importante se ci riuscirei, oppure se mi scontrerei semplicemente con l’apatia pura per tutto ciò che è “sociale”/socievole e che riguarda la “normalità” altrui.
Inoltre il fatto che tutte la varie conoscenze siano accasate e con figli, non aiuta di certo, perché non c’è nulla che possa nuovamente “accomunarci”, avendo vite, priorità, punti di vista e problemi totalmente differenti, questo in effetti lo vedo come l’ostacolo più grande, anche per via del non volermi sentire fare le stesse domande ossessive, quelle che sembrano essere una condanna/tortura obbligatoria riservata alle donne [e solo alle donne] non sposate e senza figli che superano i 30.

Troppe cose, mi si prospetta veramente un “lavoro” immenso, con una ricostruzione totale e difficilissima.

Spero di averne la forza.. e il coraggio.

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