Una Questione/Prigione Psicologica

Ho appena trovato e letto un articolo su FB, intitolato “Come riconoscere un uomo violento: può salvarti la vita”, mi sono soffermata a leggere i vari punti elencati, quelli che rientrano tra i classici atteggiamenti degli uomini POTENZIALMENTE violenti, con cui comunque – anche SENZA violenza fisica, che si presenta meno frequentemente di quella Psicologica/Economica – è impossibile costruire una relazione sana, per OVVI motivi che tra l’altro vengono spiegati brevemente.
C’è inoltre anche un altro articolo che avevo già visto/condiviso tempo addietro “Manipolatore affettivo: come riconoscerlo e liberarsene“.

Bene, per sfizio li riporto anche qui sopra, sia mai che qualcuno FINALMENTE un giorno riesca a farsi una piccola analisi di coscienza, prendendo atto dei SUOI – e solo SUOI – problemi:

Molti sono i comportamenti cui fare attenzione e che potrebbero essere chiari segnali di aggressività; in particolare i litigi che spesso vengono considerati banali possono essere l’occasione per comprendere chi abbiamo di fronte.
Se, ad esempio, l’uomo diventa furioso con una minima scusa, per poi accusare la compagna dell’accaduto, si potrebbe trattare di una persona che perde facilmente il controllo e potrebbe scagliarsi contro la compagna in un momento di ira. Quest’uomo spesso chiede scusa piangendo per i propri errori. Non fatevi ingannare.

Attenzione anche agli uomini eccessivamente gelosi, che controllano ogni spostamento o azione della compagna, dagli svaghi, al lavoro, all’abbigliamento e le amicizie. Questo tipo di uomo ha le potenzialità per essere uno stalker, perché ossessivo.

Se l’uomo invece è talmente insicuro da immaginare che la donna abbia commesso cose che in realtà non ha mai fatto o che pensasse cose che in realtà non ha mai pensato, si potrebbe trattare di un atteggiamento morboso. Quest’uomo agisce sulle debolezze della compagna, facendola sentire sempre in colpa anche per cose che non ha mai commesso.

L’uomo che si sente un superuomo, che per sentirsi importante sminuisce la sua compagna e le persone che lo circondano è quello che viene definito l’uomo narcisista. Questo tipo di uomo agisce facendo un lavoro psicologico di annientamento della donna

Attenzione anche a chi tratta la propria compagna come inferiore, come un essere da dominare: per questo tipo di uomo la donna deve chiedere il permesso per uscire o non può prendere alcuna decisione in maniera autonoma, né tanto meno viene considerata nelle scelte del compagno.

 

Nonostante le doti trasformiste, è possibile individuare alcune caratteristiche comuni, Ma è importante che le donne non sottovalutino il proprio sesto senso. Spesso è proprio al momento della conoscenza che si avverte un’inquietudine, un disagio inspiegabile, che sparisce subito dopo. Quella repulsioneistintiva è un campanello infallibile d’allarme. [VERISSIMO].

Ecco in 10 punti il profilo psicologico del manipolatore affettivo:

  1. Cambia opinione e comportamento senza logica e coerenza.
  2. Non sopporta le critiche e nega le evidenze.
  3. Fa credere agli altri che devono essere perfetti e non cambiare mai idea. [..tranne se è differente dalla sua, in quel caso per non essere considerato stupido DEVI cambiare idea]
  4. Colpevolizza l’altro in nome del legame e dell’amore.
  5. Provoca una sensazione di mancanza di libertà.
  6. Trasferisce le proprie responsabilità sull’altro.
  7. Non comunica chiaramente le proprie richieste, sentimenti o opinioni [.. le opinioni le comunica fin troppo, specialmente se non richieste, come uno schiaffo].
  8. Risponde di solito in modo vago.
  9. Ha spesso uno sguardo assente: non per profondità di meditazione ma per vuoto emotivo. [non mi ero mai posta il problema,.. ma sì]
  10. Mente, omette e occulta, spesso e volentieri. [sempre, per tutto, anche senza motivo, bugie bianche e non, a gogo]

[…] La fase dell’incantamento ha una durata molto variabile, solo qualche settimana o addirittura anni per le più sfortunate. A un certo momento [nel mio caso all’inizio della convivenza], diverso per ogni coppia ma che corrisponde al dopo-conquista, “lui” si trasforma.
Quella magica simbiosi che si era creata, per la quale ogni gesto e ogni pensiero parevano combaciare perfettamente, svanisce e il principe dismette le premure e la passione di cui si era ammantato e si rivela per quello che è davvero.
Fondamentalmente, un narcisista perverso: la figura forse più pericolosa all’interno di una relazione, perché il suo fine ultimo è la distruzione dell’altro: il senso grandioso che ha di se stesso lo rende indifferente alle esigenze e ai sentimenti altrui, pretende una perfezione che non richiede a se stesso.
E questa distruzione si realizza prima indebolendo e, in seguito, smontando l’individualità dell’altro.
I complimenti e le adulazioni della fase seduttiva si traducono adesso in critiche e umiliazioni: allusioni alla reputata intelligenza, commenti sul fisico, svalutazione del lavoro.
Un brutale “ridimensionamento” di lei per evidenziare e far emergere lui in tutta la sua relativa superiorità.

Basta farsi una lettura rapida tra i pochi post-sfogo che pur con mille auto-censure e resistenze avevo pubblicato in modalità protetta in questo Blog, per constatare che le ho subite TUTTE ripetutamente per 6 anni, ma per me non è certo una novità, no, oramai ne avevo preso lucidamente atto da due e più anni a questa parte, ecco perché iniziai a prendere le distanze dal Volontariato nel Centro Antiviolenza, perché la mia presenza lì, come Operatrice, mi sembrava un po’ una presa in giro

..e qui si aprirebbero altre riflessioni/domande, tra cui: non sei stupida, come hai fatto a vivere per 6 anni così? se tra l’altro ne avevi la consapevolezza negli ultimi anni, perché non te ne sei andata prima? perché pur collaborando in un Centro Antiviolenza nessun* ti ha aiutata?

Ho perso il conto di quante volte mi sono sentita porre queste domande e non solo ora, ma anche negli anni passati, dai miei affetti.

.. le risposte però non sono semplici come potrebbe sembrare, al contrario sono molto complesse, sia da scrivere, sia da leggere,.. sia da fornire, sia da accettare.

È tutta una questione Psicologica [ed è la psicologia che manda avanti il Mondo.. da sempre], le scelte sono questioni psicologiche, così come le reazioni, ma se per anni subisci quotidiamente e in modo totalmente isolato dal mondo, un processo di annientamento/annullamento proprio a livello psicologico,.. è ovvio che le cose apparentemente semplici/immediate non saranno improvvisamente più tali, diventando offuscate, confuse e difficili, per via degli incessanti sensi di colpa – per OGNI COSA – per l’insicurezza, per il senso di disagio, di profonda solitudine, di inutilità, portate/create appositamente dalle continue parole distruttive, accuse, insulti sminuenti, critiche poste come dati di fatto palesi a tutto l’Universo, che alla fine non solo ti entrano nella testa, ma anche nell’anima, convincendoti di essere effettivamente tu quella che è sbagliata, che è inutile, che è incapace, che è respinta dal mondo [condannata a stare da sola, in quanto persona orribile, in fondo mal sopportata anche da amici/conoscenti/parenti/affetti cari/perfetti sconosciuti/etc, cosa che veniva sottolineata continuamente], che non fa mai nulla di giusto e che per questo non ti meriti assolutamente niente, neanche di pretendere – avendone il diritto – un trattamento paritario,.. avallando quindi la volontà del tuo carnefice in ogni contesto sperando di fare finalmente qualcosa di giusto, facendo cessare definitivamente le liti, la cattiveria gratuita e ritrovando un po’ di pace/apprezzamento.
Peccato che questo – averla sempre vinta, non subendo mai conseguenze – sia proprio lo scopo del carnefice, che soddifatto e con l’ego sazio [fino alla successiva tornata di insulti e critiche appena tenti di esistere] si sente fiero di se stesso, più sicuro, forte e schioccamente più importante, quindi non solo continuerà a ripetere all’infinito lo stesso schema, ma aumenterà con le pretese, l’arroganza e la cattiveria, con esplosioni di ira sempre più frequenti – per qualsiasi cosa – e critiche sempre più pesanti.

In questo modo non c’è via d’uscita e l’errore più grande, mio, ma anche di tante altre, è pensare che “cambiando noi” [evidentemente sbagliate] la situazione possa migliorare, possibilità che viene sempre sbandierata e millandata dalla controparte che però è la SOLA responsabile di tutto [volutamente] e infatti ovviamente ciò non accade mai, perché NON può accadere, perché non è affatto lo scopo e l’intenzione di chi sta cercando di annullarti, che vuole solo sovrastarti totalmente usando ogni “arma” per continuare a fare la sua vita indisturbato, con il controllo totale, senza compromessi, senza “interferenze”, senza dover pensare a nessun altro se non a se stesso, con accanto una persona/oggetto totalmente sottomessa alle SUE scelte e al SUO umore, che per questo NON deve assolutamente esistere come persona, neanche in minima parte, dev’essere sola, totalmente dipendente e un guscio assolutamente VUOTO, da riempire esclusivamente con la SUA volontà, le SUE opinioni, i SUOI pensieri, i SUOI gusti, i SUOI progetti, i SUOI bisogni, i SUOI tempi, i SUOI problemi, il SUO passato/presente/futuro, etc. etc. etc. fino alla fine dei tempi.

Un vero e proprio vampiro, anzi, una sanguisuga di energia e vita, che saziandosi indebolisce sempre più la sua vittima, fino a renderla inerme e non più reattiva,..il suo scopo ultimo.

In questa situazione – iniziale o avanzata – c’è solo un’unica via d’uscita, che non è né parlare, né cambiare, né assecondare, né litigare, né cercare di far “ragionare”, ma è UNA soltanto: scappare il più lontano possibile, tra i vostri cari, riassaporando la normalità/vita vera, il rispetto e l’affetto genuino, chiudendo TOTALMENTE e ignorando ogni richiesta di dialogo [ma quando mai!], finte scuse, finte richieste d’aiuto, vittimismo a gogo, pianti di coccodrillo, frecciatine false o dolorose, accuse assurde [in cui solitamente cerca di ribaltare la frittata, accusando gli altri delle sue colpe/azioni], perché ogni reazione, ogni “vostra” volontà di interagire/sistemare, per affetto, educazione o dispiacere, non fa altro che TRATTENERVI nel SUO gioco, nella SUA prigione, nel SUO labirinto mentale, rendendo lui sempre più forte e voi sempre più deboli, come una mosca nella ragnatela, più si avvicina/ritorna/insiste/perde tempo, più il Ragno ha la possibilità di bloccarla/trattenerla in modo definitivo per cibarsene.

Non fate MAI questo errore, non fate MAI il MIO errore [avallato ANCHE dalla mia paura – sempre da lui fomentata – di riaffrontare “il passato”/”il fallimento”/”il tornare alla vita precedente”… quanto ci ha marciato sopra..], che mi è costato ben 6 anni della mia preziosa vita, in cui non ho mai minimamente avuto una reale possibilità di poter essere felice, di poter essere amata e apprezzata, perdendo – oltre a un filino di sanità mentale – anche la speranza/fiducia verso il prossimo.

..lo avevo scritto/detto che prima o poi avrei affrontato la questione anche qui sopra, “svuotando il sacco”.
…e anche questo momento alla fine è giunto.

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