Fase Terminale [?]

Il 4 di questo mese ho chiamato il 118, dietro consiglio imperativo del medico di base, dopo avergli detto il livelli di bilirubina che risultava dalle ultime analisi.
Non sto a raccontare il pessimo trattamento che ci hanno riservato ad Aosta, specialmente dalla Dottoressa STRONZA del Pronto Soccorso, che ha anche chiamato il Medico di Base per insultarlo, perché a suo avviso mio padre non era un caso da “pronto soccorso”… ma non perché non fosse grave e non stesse realmente male, no, solo ed esclusivamente perché per lei era già morto, quindi era “tempo perso”…. sì, lo ha detto, non con queste parole, ma lo ha detto chiaramente, parlando a me e con mio padre presente, quasi totalmente K.O.

Non approfondisco la questione perché non ho le forze per incavolarmi e schifarmi nuovamente, anche perché non avendola presa a calci vista la presenza di mio padre e la non voglia di influire negativamente sul ricovero, il mio senso di rabbia dato dall’impotenza e non reazione è ancora più elevato.
Aggiungo solo che alla fine mio padre si è messo a piangere, chiedendole scusa per il disturbo………. al che si è sentita – credo – la merda di donna che realmente è e ha cambiato atteggiamento, piantandola di urlarmi in faccia [e al medico via telefono] e iniziando finalmente a guardarlo, comportandosi semi-civilmente.

respira-respira-respira

Ho perso il conto di quante volte dopo anche da tutti gli altri medici mi sono sentita chiedere il perché l’ho portato ad Aosta quand’era in cura a Ivrea per il tumore,… da prenderli a calci in culo, visto che il 118 porta SOLO ad AOSTA e sicuramente non lo ficcavo in macchina nelle condizioni in cui si trovava, non per portarlo a IVREA dov’era stato al mattino per fare la TAC, accompagnato da mio fratello, e in cui pur essendo andato al Day Hospital non gli hanno fatto assolutamente NIENTE, le infermiere di oncologia si sono limitate a dirgli che il suo aspetto era peggiorato veramente tanto in meno di 15 giorni, ma col cavolo che hanno chiamato un Medico o che hanno fatto qualcosa! ZERO. 

Successivamente si sono giustificate dicendo che “bastava dirlo che stava male” e che sarebbero intervenute, ancora più da prenderle a calci! Non respirava, camminava a fatica, caviglie gonfissime, giallissimo, macchie delle pelle evidenti…. e NIENTE, ZERO, quando i sintomi di un peggioramento serio e critico del fegato erano tutti davanti ai loro occhi.
Certo, se ci fossi stata io sicuramente avrei detto/chiesto qualcosa, mentre mio fratello come sempre si è fatto i cazzi suoi… ma questo è un altro discorso che francamente preferisco non affrontare, non ne vale la pena, non a questo punto.

Col “senno-di-poi” chiamare il 118 è stata comunque la soluzione migliore, dato che ad Ivrea lo avrebbero comunque mandato al Pronto Soccorso e poi lo avrebbero piazzato nel reparto di Medicina, che è un girone tutto nuovo dell’INFERNO, non ha niente, né aria condizionata, né bagno interno e ci sono 6 posti letto vecchi, con il soffitto che quasi ti cade in testa, un unico bagno in corridoio, nessun salottino, nessun minimo confort e le infermiere sono sempre incazzate e ignorano i pazienti…. mio padre c’è stato quasi un mese lo scorso hanno… ed è stato terribile, per lui, per noi, per tutti, quindi no.. sono contenta di avergli evitato quell’incubo, quell’ulteriore incubo e malessere.
Ad Aosta è ricoverato in Chirurgia 1, che ha fondamentalmente tutti i confort, aria condizionata, tutto è pulito, i letti sono di ultima generazione, il bagno è in camera e spazioso, i posti in camera sono 4 – tutta gente civile – e le infermiere sono tutte gentili e disponibili, anche i Medici alla fine, l’ultimo con cui ho parlato Venerdì si è preso l’incarico di mettere tutta la cartella clinica che ho preparato/organizzato nel loro archivio, visto che non avevano nulla – e me lo hanno fatto pesare all’infinito, quando IO avevo TUTTO e non facevo che ripeterlo, sentendomi dire dalla STRONZA “stia zitta lei che è meglio!” – finendo il tutto oltre la mezzanotte e avvisando poi molto gentilmente mio padre, dicendogli di non preoccuparsi, che tutto era a posto. [col cavolo che a Ivrea avrebbero mai fatto una cosa simile..].

Alle fine da quello che mi ha riferito mia zia ieri – non sono andata su – hanno fatto poi i complimenti per l’archiviazione della Cartella Clinica, dicendo – come altrove – che non avevano mai visto nulla di simile, bla bla bla…. intanto io però mi sono presa insulti gratuiti per due giorni, visto che nessuno di degnava di guardarla.

Un’altra nota positiva dell’essere andati ad Aosta è che lì hanno iniziato subito a “curarlo”, mentre ad Ivrea continuavano a rimandare di settimana in settimana, quando era palese che la situazione era critica già dalla visita del 5 luglio, cosa che mi è stata confermata anche dai medici di Aosta, stupiti che con quei dati non avessero fatto nulla… se non prenotato un’altra visita di controllo per il 21… per poi prenotarne un’altra per il 10 di questo mese…. senza fare assolutamente NIENTE, infatti mio padre – come scrissi in un altro post – non ci sarebbe davvero arrivato al 10. ‘fanculo.

La cosa assurda è che il 21 potevano fare sul momento una semplice ecografia per vedere se poteva essere operato o meno, senza rimandare il tutto a una visita successiva per fare la TAC il 4, infatti ad Aosta hanno fatto così e poi il giorno dopo ho portato loro i risultati della TAC che hanno semplicemente confermato ciò che loro avevano già visto: inoperabile, perché non c’è alcun blocco, ma semplicemente è il tumore che ha ripreso a crescere mettendo definitivamente KO il fegato.. portandolo così alla fase terminale, dichiarandolo quindi ufficialmente un malato di tumore terminale.

Il 5 mi è stato detto che tutto potrebbe essere molto veloce, anche se in realtà la reazione è molto soggettiva, senza contare che lo hanno messo subito sotto antibiotici togliendoli per i primi giorni il cibo, questo per tentare di “fare riprendere il fegato”, o meglio, di rallentare il peggioramento… e ha funzionato, perché ieri e oggi stava decisamente molto meglio, certo… per la sua condizione ovviamente, ma era vigile, era di nuovo lui, capiva e si faceva capire, inoltre riusciva di nuovo a muoversi, anche se la colorazione gialla dalla pelle oggi sembrava virare decisamente verso il “bruno”.. almeno in faccia, dov’era mooolto scuro e questo non vuol dire nulla di buono.

Domani comunque dovrebbe vederlo un Oncologo per le cure palliative, un amico del Medico di famiglia, motivo ulteriore per cui voleva mandarlo lì.. anche perché in tal caso ci sono molti più aiuti, infatti in caso di dimissione del paziente con “cure di sostegno” a casa, si ha ancora il supporto dell’Oncologo, che fa visite a domicilio, inoltre si può richiedere il letto e tutto il necessario, mentre se tutto ciò fosse successo a Ivrea, non avremmo potuto “usufruire” di niente e fondamentalmente ci avrebbero lasciati soli, cosa che in fondo hanno già fatto il mese scorso non facendo NULLA di concreto oltre a perdere tempo.

Non so cosa pensare, perché non so proprio cos’aspettarmi, né ora, né domani, né tra qualche giorno…. né per il dopo, che francamente mi terrorizza a morte, come nulla è riuscito a fare fino ad ora.

Oggi ho anche parlato con mia Nonna, provandole a spiegarle la situazione, che in parte ha capito, ma dall’altra la nega, come fa sua figlia – mia zia – dicendo che forse però c’è un modo per “curarlo” e che forse la situazione non è così grave come dicono.
Non nego l’irritazione che ciò mi causa, visto che io sembro essere l’unica obbligata a restare con i piedi a terra – anche perché a quest’ora sarebbe già morto da tempo – mentre tutti gli altri possono continuare ad autoproteggersi raccontandosi favolette e lasciando come sempre tutto sulle spalle a me…. mia zia è un esempio, parla-parla, ma poi non si azzarda a chiedere nulla ai medici, aspettando che sia io a farlo, a cercarli, a capire e a prendermi tutte le responsabilità del caso. [come quella di portarlo ad Aosta, con cazziate incluse].

Tra l’altro ieri o l’altro ieri gli ha portato dei biscotti, senza chiedere il permesso a nessuno, oggi anche io avevo portato alcune cose, ma poi vedendo che il suo pranzo era estremamente limitato rispetto a quello degli altri e pensando ai giorni precedenti di digiuno – giustificato però dal fatto che forse avrebbe dovuto fare alcuni esami – ho cercato un’infermiera responsabile per chiederle se aveva delle limitazioni e in effetti sì, non può mangiare praticamente nulla, sicuramente niente dolci, niente grassi, nulla, anche il tè non dovrebbe berlo, eppure mio fratello glielo porta sempre perché lui continua a chiederlo, non volendo bere l’acqua – specialmente il primo e il secondo giorno, in cui mentalmente era totalmente fuori di testa, con comportamenti assurdi…. effetto “ultimo” dello stato degenerativo del fegato, assieme alla sonnolenza/appisolamente costante… infatti alla fine c’è il coma senza più risveglio.

Giorno per giorno… letteralmente.

…tra l’altro la beffa di tutto questo è che il 4 mattina ho ricevuto il nuovo documento sanitario di mio padre, in cui c’era scritto che dopo il controllo Regionale effettuato il 21 luglio, avevano autonomamente dato l’Accompagnamento, senza che io presentassi nuovamente la domanda…. quindi la Commissione in 10 minuti, guardandolo in faccia e leggendo velocemente gli ultimi referti aveva capito la gravità e probabilmente anche la limitata tempistica [altrimenti non lo avrebbero dato loro spontaneamente, anche perché dovevano solo valutare la 104.. null’altro, quindi questa miracolosa inspiegabile generosità nasconde solo una “parata di culo di facciata” dopo avermela rifiutata per DUE volte]…. mentre quelli di Oncologia – che lo avevano visto al mattino – NO.

..spero domani di avere qualche risposta in più.

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