Dieffenbachia Non Ti Capisco

Ho un problema con la bellissima Dieffenbachia e no, questa volta non riguarda la mia gatta famelica, bensì la mia incapacità di capirla e “curarla” al meglio, capendo ciò di cui ha o non ha bisogno, eppure è strano visto che fondamentalmente è una cugina di primo grado della mia Spatifillo, ma niente.. mi manda segnali contrastanti e io non so proprio più cosa fare, temendo sempre più per il peggio.

Poverina..

Nei giorni scorsi aveva abbassato le foglie e quest’ultime erano diventate meno compatte, sintomo di secchezza e di richiesta d’acqua, MA nello stesso tempo alcune le foglioline più piccole hanno iniziato a diventare gialle e quasi a “marcire”, sintomi classici che solitamente segnalano la troppa acqua: ma com’è possibile?!? O_o
Ho provato a bagnarla, ma poco-poco e le foglie hanno iniziato a risollevarsi, diventando più rigide e compatte, tranne quelle più piccoline e gialle, che sono peggiorate.
Ho aspettato un po’, senza vedere miglioramenti, anzi, altre 2 foglioline sono diventate gialle, ma di nuovo quelle più alte e grandi hanno iniziato ad “abbassarsi”, quindi alla fine l’ho presa e tirata fuori dal vaso, cercando di capire che diavolo stesse succedendo: terra troppo bagnata o troppo secca?
È risultata essere leggermente umidina, ma più tendente al secco, eppure ho trovato alcune radici marce e proprio dove c’erano le foglioline gialle, cosa che mi ha lasciata ancora più perplessa avendole dato acqua 2 volte e pochissimo.. ed era evidente dalla terra, quindi non erano stati possibili dei ristagni tanto da causare del marciume, eppure eccolo lì: secca e marcia contemporaneamente, che bellezza.

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Avevo già provato a prenderla una volta, più di un anno fa, quando ancora vivevo a Brescia, ma prima della mia partenza avevo notato che si stava ingiallendo quasi totalmente, eppure era estate, temperatura elevata e non l’avevo bagnata troppo, quindi sapevo che non era così facile come la Spatifillo, però è talmente tanto bella che ho provato comunque a riprenderla e con tutta franchezza credo che continuerò a farlo fino a quando non riuscirò a trovare l’equilibro più corretto per farla sopravvivere al meglio, anche variando il terriccio a questo punto, cosa che in realtà ho già provato a fare.

Stessa cosa vale anche per l’Orchidea, che per ora è lì bella e tranquilla, ma se comunque dovesse andare male credo proprio che ne acquisterò un’altra, anche perché “su carta” in realtà dovrebbe essere una delle piante più facili da “capire” e tenere, dato che è sufficiente controllare le radici: 
Verdi: è tutto ok, non ha bisogno di nulla.
Bianche: è giunto il momento di immergerla nell’acqua, o comunque di bagnarla copiosamente, ma senza ristagno.
Gialle/Marroni: radici morte, da recidere per facilitare la crescita di quelle nuove ed evitare che possano marcire contaminando le sane/nuove.

Ed ecco spiegato il motivo per cui generalmente hanno il vaso trasparente, cosa che mi ero sempre chiesta, oltre a non essere nella terra, ma in substrati più grezzi, che danno modo alle radici di “respirare” e di assorbire l’acqua per un lungo periodo, ma senza ristagni [anche se dipende dal tipo di substrato usato, la corteccia e simili infatti alla lunga tendono a marcire e non assorbono bene l’acqua]

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Ho letto e visto talmente tanti video [specialmente di MissOrchidGirl, the Queen con millemila orchidee di ogni tipo] che oramai mi sento quasi un’esperta, peccato che poi nella realtà le cose vadano sempre diversamente, complicandosi un po’ e diventando estremamente soggettive, essendoci veramente tante variabili, partendo dalla tipologia di Orchidea, da com’è il suo stato di salute iniziale, al tipo di vaso/substrato usato, dalla stagione, dalla zona in cui si vive, dalla posizione in casa, l’umidità, la secchezza e la temperatura, che purtroppo a casa mia è decisamente sfavorevole, essendo molto fredda.

Quest’ultima variabile credo che fondamentalmente sia anche una parziale causa del malessere della mia Dieffenbachia, che non ama il freddo e gli sbalzi di temperatura, in realtà nessuna pianta li ama, ma c’è chi li tollera più di altre.. reagendo in modi meno drastici.

Ah sì, poi c’è il piccolo particolare dei i vasi Lechuza – bellissimi, ma non economici – che dovrebbero proprio evitare problematiche riguardanti le innaffiature, MA nel caso della Dieffenbachia le radici non raggiungono ancora la parte più bassa, quindi per lei attualmente è un vaso come un altro, mentre invece inaspettatamente per la mia Spatifillo sembra già funzionare. anche se non ho ben capito come sia possibile, forse perché riesce comunque a percepire l’umidità e questo le basta, fatto sta che quando l’ho bagnata per 2 volte da sopra le foglie continuavano ad essere più schiacciate del solito, mentre quando per curiosità ho provato a riempire il “serbatoio d’acqua”, si è improvvisamente alzata,.. anche se non riesco a capire se ora stia bene o meno, non ha foglie gialle – troppa acqua – e non sembra stia appassendo, non essendo “schiacciata”, ma non mi sembra neppure in tutto il suo splendore avendo la punta delle foglie secche, però è anche vero che con l’arrivo del freddo è sempre così [vedi sopra].

Le piante sono bellissime e rendono l’ambiente molto accogliente, però non sono per nulla facili da gestire specialmente se “ci si fissa” e se la temperatura non è costante, ma è anche vero che in inverno in realtà dovrebbero “ibernarsi” per così dire, rendendo il tutto un po’ più semplice se non si eccede con l’acqua, anche perché alcune proprio non la vogliono se non per poche gocce al mese [la Monstera e la Stella di Natale sembrano rientrare tra queste, almeno in casa mia].

Monstera

Dimenticavo l’Edera, che sebbene sia intrisa di acqua – mea culpa, non avevo controllato prima l’umidità della terra – sta campando tranquillamente da quando l’ho presa, bella, intatta, con foglioline nuove e senza alcuna problematica [almeno per ora..], tanto che a volte mi sembra finta.. buon per lei.

É evidente che io non sia tra gli eletti dotati naturalmente del fantomatico “pollice verde”, ma giuro che ce la sto mettendo tutta.

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