Decisione presa.. più o meno

È passato praticamente un mese dal mio ultimo post e francamente non me ne sono neppure resa conto, troppo presa dalla vita di tutti i giorni, dai vari aggiornamenti, nuove problematiche, colloqui, burocrazia a gogo, visite, esami, questioni familiari e questioni sentimentali.
Come sempre: non mi faccio mancare proprio niente :)

In ogni modo il 22 ho avuto il colloquio decisivo in Oncologia, in cui mi sono stati riportati i risultati di tutti gli esami fatti [tutto ok] e mi è stata chiesta la mia decisione in merito al trattamento di Chemioterapia da loro proposto, che a seguito di varie riflessioni [che non riporto perché personali e assolutamente soggettive, che riguardano appunto solo me e non devono quindi essere usate come termine di paragone/riflessione da nessun altro], più alcuni “eventi” e una seconda opinione da me richiesta all’Istituto Oncologico di Candiolo [anche qui non faccio nomi e non mi soffermo, solo per non rischiare di “influenzare” nessuno, proprio perché ognuno dovrebbe valutare soggettivamente la propria situazione, mai paragonabile appieno a quella di nessun altro, per tipologia, forza, carattere, vita, affetti, scopi, possibilità, convinzioni personali, etc. etc.] si è indirizzata consapevolmente verso il rifiuto;
Quindi no, nella situazione attuale non farò la Chemioterapia, optando “solo” per la Radioterapia che – se tutto andrà bene, vista un’attuale infiammazione proprio al seno interessato – dovrei iniziare verso il 20 luglio, mentre per quanto riguarda la Terapia Ormonale sono ancora in forte contrasto “con me stessa”, infatti sebbene io abbia già tutti i farmaci a casa [Tamoxifene EG pastiglie, una ogni giorno + Enantone 11,25 mg iniezione, una ogni 3 mesi] sono ancora intonsi, riposti ordinatamente dentro il mobiletto apposito.

Il problema in questi casi è che oggettivamente non esiste la cosa giusta o la cosa sbagliata, perché fondamentalmente la medicina non è affatto così progredita come spesso si sente o si legge in giro, tutto infatti è perennemente sotto studio/test e osservazione, basta pensare che il farmaco Tamoxifene è lo stesso usato da 20/30 anni a questa parte, sempre quello, eppure tutt’ora non ci sono studi assolutamente certi sulla sua reale efficacia, che comunque resta perennemente “parziale” [esempio generico ed estrapolato “alla buona” da alcuni studi letti: l’80% di un gruppo di pazienti non ha avuto casi di recidiva in 5 o 10 anni, ma resta pur sempre un 20% in cui la recidiva c’è stata, quindi di casi in cui tali farmaci sono stati inefficaci.. e in ogni modo nell’80% non si sa in quale percentuale è stato il farmaco a impedire il ritorno, oppure se semplicemente non ci sarebbe stato comunque].

Alla fine siamo tutti delle cavie, in un senso o nell’altro, c’è ben poco da fare, anche perché – come ho scritto inizialmente – siamo tutti differenti, l’organismo lo è, come il modo soggettivo di reagire, più ovviamente la tipologia tumorale, la predisposizione, lo stile di vita e quant’altro, ecco perché credo sia importante ed essenziale anche decidere/scegliere in prima persona e con consapevolezza per la propria vita, se lo si fa, credo che ogni scelta alla fine sia quella giusta [chemio, non chemio, altre cure, totale ascolto del proprio medico, oppure la messa in discussione, etc.] perché è tale per “noi”, cioè i soli e unici diretti interessati… e tutti gli altri [medici, familiari, amici, conoscenti, perfetti sconosciuti] se ne devono fare una ragione, decidendo a loro volta per loro stessi se dovessero trovarsi un giorno nella stessa situazione.

Perché diciamolo: il sostegno è una cosa, è molto apprezzato e sempre lo sarà da tutti, ma le indicazioni dirette e decise su ciò che DEVI FARE O MENO, no, quelle MAI, perché è ingiusto e perché rientra nel “giocare con le vite altrui”, dato che parlare da fuori è tanto facile, TROPPO, e sono certa che la maggior parte di questi individui, se dovessero passarci in prima persona, cambierebbero di colpo la visione delle cose, frantumando improvvisamente le loro mille certezze e decisioni apparentemente “già prese”, che vanno dal/al:

«No! Chemio MAI! VELENO! Ti uccidono loro! Le loro fantomatiche “cure” sono solo un business! Tutte quante! Ti fanno ammalare ancora di più. NO, NON LO/LE DEVI FARE! Io non lo/le farei MAI! Alla tua età poi.. no, no, cerca altro, ci sono tante altre opzioni in giro.. Di Bella.. leggi.. cerca.. chiama!»

«Fai tutto ciò che ti dicono i medici e non discutere! Loro sanno fare il loro lavoro, sono lì per quello! Ma perché devi informarti, chiedere altre opinioni e cercare su internet? Così ti crei solo problemi e dubbi inutili, fai ciò che ti dicono loro e basta! Lo fanno da sempre… non sei mica la prima! Oramai i tumori si curano facilmente. Fai tutto e anche di più, senza pensarci, mettiti nelle loro mani, non puoi fare altro! Fallo e fai la Chemio, mica vorrai morire eh?! Non alla tua età, hai ancora tutta la vita davanti!»

Da un estremo all’altro, che però hanno lo stesso punto in comune: il terrorismo psicologico puro, che ti stende e ti “mette la muro”, oltre a farti sentire in errore e spacciata in ogni caso.

MAI, NON FATELO M-A-I, perché questo atteggiamento è limitare la libertà di scelta altrui sulla LORO VITA, compromettendo a prescindere la loro serenità e no, questo è proprio l’opposto di “dare sostegno”, “stare vicino” e “non fare sentire soli”.

Ovviamente lo scrivo con cognizione di causa, perché in questi mesi ne ho sentite di tutti i colori e un po’ da “ogni parte”, conoscenti, parenti, professionisti, sconosciuti, etc, ritrovandomi ad essere ancora più confusa, perché ogni mia “mossa” o decisione appariva comunque sempre sbagliata per qualcuno [e appare tale anche tutt’ora], fino a quando ho capito che la scelta spetta solo ed esclusivamente a me e SOLO ALLE MIE CONDIZIONI [non a quelle dei medici/specialisti/etc, non a quelle di conoscenti/sconosciuti vari, non a quelle di parenti/amici/etc], che giustamente sono soggettive al 100%, proprio come ho scritto inizialmente e continuerò a sottolinearlo all’infinito, perché a mio avviso è la variabile più importante, su cui deve girare tutto.

Che poi avrei tantissime altre riflessioni da riportare, sulla Medicina in generale, sugli Ospedali, le cure, i pazienti, l’approccio “medico”, l’informazione, le procedure e quant’altro, tutto basato proprio su cose che ho visto/vissuto o di cui ho preso atto, ma non credo che questo sia il luogo più adatto, proprio perché “pubblico”, dato che inevitabilmente si baserebbero sulle mie scelte e sui MIEI punti di vista, motivo per cui alla fine rischierei di condizionare qualcuno, anche solo parzialmente o indirettamente, cosa che proprio non vorrei fare.

Lascia un commento