MAC & Neve Cosmetics

Questi post altamente frivoli fanno sempre bene, o meglio, io avrei gradito imbattermi in consigli simili, giusto per evitare eventualmente di buttare via soldi, il che è estremamente facile quando si parla di make-up, perché i colori ingannano e anche le nostre “speranze”.

Premetto da un piccolo particolare, anzi, due:

I rossetti li ho sempre evitati per anni, a causa della secchezza estrema delle mie labbra, ma da quando un anno fa mi sono imbattuta in questo video e mi sono creata il balsamo labbra, tutto è cambiato, perché è fenomenale, quindi un consiglio: buttate via tutti i vostri labello (il male) o stick simili, anche eco-bio ( costano tanto, ma sulle mie labbra facevano ben poco)  e dedicate qualche minuto a crearvi un balsamo labbra ottimo ( lo uso da un anno, so di cosa parlo) , che tra l’altro vi durerà per un’eternità e non vi farà mai più screpolare/spaccare le labbra.

Dopo aver trovato un rimedio al mio problema, mi sono impulsivamente buttata sui rossetti, acquistandone veramente tanti rispetto alla mia triste media degli anni passati, cercando però di selezionare al meglio i colori e la tipologia, giusto per non ritrovarmi con rossetti che poi non userò mai.
Purtroppo non sono stata bravissima, qualche cantonata semi-costosa l’ho presa, ma quando non provi subito quello che acquisti facendoti abbagliare dal colore o dalle opinioni altrui, purtroppo capita.
In effetti sto scrivendo questo post — e ne scriverò altri futuri — proprio per questo motivo.

La marca su cui mi sono “buttata” è la MAC, da quando l’ho scoperta ne sono rimasta affascinata, specialmente per quanto riguarda i correttori e i rossetti, mentre per il resto non posso dire molto, visto che gli ombretti non li ho mai acquistati per via del costo eccessivo, anche perché tendo ad usare sempre gli stessi colori neutri e opachi, quindi non ne varrebbe la pena. La cipria Mineralize SkinFinisch Natural invece la uso alternandola alla Hollywood di NeveCosmetics, che è eco-bio e che prediligo. In ultimo, il gel nero FluidLine per l’eye-liner, sebbene sia stato il primo prodotto MAC acquistato anni fa, è ancora perfettamente usabile, non si è minimamente seccato, però apprezzo maggiormente il semplice ombretto nero o l’eye-liner liquido della Maybelline o della Debora.

Comunque, arrivando al punto, i lipstick acquistati negli ultimi tempi sono: Snob, Pink Plaid, Please Me, Rebel e Craving ( in ordine, da sinistra a destra) .

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Snob: Errore terribile, potessi lo riporterei indietro, anche a costo di regalarlo alla commessa.
È orribile, visto così sembra carino, un rosa freddo, ma in realtà è chiarissimo e messo sulle labbra resta esattamente dello stesso colore essendo estremamente coprente (come tutti quelli acquistati), trasformandoti in una di quelle anziane signore dall’ombretto azzurro pastello, blush fuxia e labbra con quel rosa/grigio troppo chiaro..

Pink Plaid: il rossetto rosa basico per eccellenza, estremamente coprente, assolutamente opaco e purtroppo anche molto “secco”, nel senso che una volta applicato sulle labbra quest’ultime diventano secchissime, anche solo visivamente, dato che le “increspature” si accentuano. L’unica soluzione è un lipglos s anche trasparente, che però si mangerà subito il rossetto, che altrimenti sarebbe molto duraturo.

Please Me: altro rossetto rosa basico, che si differenzia dal Pink Plaid perché è più caldo, infatti vira leggermente sul pescato. Purtroppo anche questo fa l’effetto “secco”, il finish matte, cioè opaco, tende a dare questo problema.

Rebel: devono piacere i colori scuri e decisi, anche se non con l’effetto neon (che io non amo). In realtà una volta applicato non è così scuro come appare dallo stick, ed è di un colore ciliegia tendente al lilla/violetto. Non fa l’effetto “secco” sulle labbra ed è molto bello.

Craving: amore a prima vista. È uno di quei rossetti che tende a passare inosservato se visto in esposizione, ma è bellissimo, un color ciliegia pieno, ne chiaro, ne scuro, è medio con una leggera virata al fuxia (al contrario del rebel che paragonato vira più verso il viola) . Non fa l’effetto “secco” ed è portabile anche tutti i giorni e secondo me anche con una pelle chiara come la mia, specialmente se applicato con un pennellino (ottimo modo per usare tutti i rossetti, anche i più scuri e/o coprenti, rendendoli più “portabili”).

I Correttori: l’unico prodotto di cui non posso fare a meno.
NW15, della MAC, è il mio colore, il problema è che il fondotinta della stessa marca e con lo stesso codice è molto più scuro e visto che come ho già ribadito in passato mi rifiuto di buttare altri soldi in fondotinta non perfetti, mi sono rassegnata e mi sono buttata su un correttore: il Pro Longwear Concealer, che al contrario dei suoi fratellini — e di quanto mi aveva detto la commessa mesi fa — si lascia applicare senza alcuna fretta, dato che non si asciuga subito ed è semi-liquido, quindi per me — e come sostituto del fondotinta — è perfetto.

L’altro fratellino, il Mineralize consealer, è quello che uso come correttore effettivo per le imperfezioni ( assieme a quello della ELF) , mi ci trovo bene, anche se per i brufoletti non è proprio l’ideale, dato che “tende a spostarsi”, mentre il Select cover-up — il primo da me acquistato molto tempo fa — dove lo metti sta, fin troppo, infatti fa sempre la macchietta perché difficilissimo da riuscire a sfumare in tempo, tendendo anche a seccare e ad accentuare i pori dilatati, o qualsiasi altri cosa, quindi lo uso esclusivamente sui brufoletti, ma spesso non ne ho voglia e mi butto sul correttore/fondotinta minerale della NeveCosmetics.

Ecco perché dopo anni, 4 o 5, ho rifatto un ordine proprio alla Neve Cosmetics, perché dovevo riprendere il fondotinta Fair, quello chiarissimo, sia perché il mio sta per finire, sia perché hanno fatto una nuova formulazione molto più coprente e francamente ero molto interessata a provarla, visto che la pecca del minerale, oltre alla secchezza latente, è proprio la scarsa coprenza.
È arrivato giusto oggi, con un solo giorno di attesa, quindi non ho ancora potuto provarlo, ma una cosa la posso dire: il packaging è migliorato tantissimo, non solo del fondotinta — con l’aggiunta di un “erogatore tappa buchi” — ma proprio la presentazione in generale, ora mettono dei regali nel pacchetto, oltre ai prodotti ordinati e anche una borsina con una pochette di plastica molto carina.

Oltre a quello, ho provato a prendere un “sample” dell’ombretto “Zen“, un marrone scuro molto freddo [vira quasi al magenta-blu] e molto bello, in vista del nuovo cambiamento di colore di capelli — tornerò nera, anche se spero non per molto — e la palette “Elegantissimi“, che avevo adocchiato da quando era uscita, credo un anno fa, forse di più, proprio perché è composta da colori neutrali, mat/satinati, inoltre sono eco-bio, sono estremamente pigmentati e da quello che ho visto posso usarli per tutto [sopracciglia, eyeliner, ombre, illuminante, etc] .
L’ombretto color “glicine/lilla”, che si chiama Geisha, è un loro omaggio ed è tra l’altro un ombretto intero, non è un semplice sample, bellino, peccato però che non sia il mio genere e io non lo avrei mai acquistato.

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venerdì, 21 dicembre 2012, ore 14:34

Ora che sono nuovamente nera — anche se con tutt’ora alcuni riflessi rossi — ho rivalutato leggermente il rossetto Snob, dato che essendo estremamente freddo con il nero sta addirittura bene, idem il Creme Cup [il primo rossetto in assoluto MAC, acquistato un anno fa], che non mi aveva mai convinta, mentre ora è perfetto.

martedì, 8 gennaio 2013, ore 15:15

È passata qualche settimana e ora lo posso confermare: la palette Elegantissimi di Neve Cosmetics è stupenda, la sto usando per tutto — assieme all’ombretto ZEN, stupendo anche lui e molto più freddo e scuro della cialdina “espresso” inclusa nella palette.
Ammetto che temevo di pentirmi dell’acquisto, visto che le palette di Zoeva — prese oltre 6 anni fa — non le avevo mai usate molto per svariati motivi, tra cui: colori non di mio gusto, tonalità troppo calde, troppi brillantini e molta diffidenza verso gli ingredienti; e invece è stata una piacevole sorpresa, che sfrutto praticamente tutti i giorni e che mi porterò ovunque.

Come un Pascià

Quando si dice “essere trattati bene”: più di 40 € per un totale di soli 4 kg di croccantini [2kg Royal a 22€ + 2kg Personal Trainer - marca Italiana tutta Bio - a 21€], gli unici che la Duchessa possa mangiare senza stare male.

Se ci aggiungiamo poi l’accensione dell’aria condizionata a richiesta, o meglio “a miagolio incazzuto”, direi proprio che la sua sia una vitaccia da Pascià! [anche se un po' solitaria..]

La Coppetta Mestruale

Ultimamente non mi sto più dedicando a internet e/o alla fotografia, credo che il caldo, i pensieri, le nuove conoscenze e varie preoccupazioni abbiano preso il sopravvento, motivo per cui francamente — al contrario di prima — non penso neanche più a questo piccolo spazio virtuale.

Mi dispiace però, perché vorrei condividere alcuni pensieri ed esperienze, come quella della coppetta mestruale, che in Italia è più nota come MoonCup, ma solo perché qui sembra essere l’unica “marca” venduta dai negozi eco-bio, sebbene in realtà, in commercio, ce ne siano molte altre, anche più economiche e, a mio avviso, fatte molto meglio, come ad esempio la FleurCup, che non avendo scritte e avendo il gambetto in silicone medico “pieno”, è anche molto più facile da pulire, oltre che da “gestire”, per le più “inesperte”.

Si tratta di un argomento delicato, lo so, o meglio, bollato da molte come “tabù”, perché oggettivamente il solo pensiero iniziale — per com’è stata impostata la nostra mentalità fin dal primo ciclo — sicuramente spinge quasi alla repulsione, cosa che era successa anche a me, fino a quando, spinta dalla curiosità e dalle potenzialità del prodotto, ho deciso di informarmi meglio, per poi decidermi a provarlo io stessa, dopo aver valutato tutti i pro e i contro.
Se ora lo sto scrivendo qui, è ovvio che i pro — anche e specialmente dopo la prima esperienza — abbiano superato di netto i contro, che francamente si sono dileguati praticamente nel nulla, perché anche “il tabù”, con la sensazione di repulsione, è svanito alla seconda prova, facendomi capire era un qualcosa di meramente “indotto” — da tante cose esterne, che non elenco, giusto per non essere polemica — e non era certo naturale, ma d’altronde come poteva esserlo, visto che il ciclo ci appartiene da sempre, da prima dei moderni assorbenti chimici, e fa parte di noi, del nostro essere donna?

Le mie impressioni e la mia esperienza:

Iniziamo col dire che fuori casa per ora non l’ho ancora provata, o meglio, non ho effettuato il cambio al di fuori del mio bagno, anche perché essendo il primo utilizzo, ho dovuto valutare e imparare tutto, prendendo confidenza piano-piano e non solo con l’inserimento, la posizione e l’estrazione, ma anche con il ciclo stesso, per capirne il reale flusso, valutandolo con la dimensione stessa della coppetta [la mia è la più piccola della linea FleurCup, inizialmente avevo preso quella più grande, però della linea LadyCup, adatta alla mia età, ma provandola mi era sembrata troppo grande per me].. e quindi dopo quanto tempo fare il cambio.
Sui vari forum c’è scritto che i cambi possono essere fatti anche dopo 12 ore, in effetti tutto è legato al flusso, che per ognuna è estremamente soggettivo, motivo per cui nei primi cicli bisogna imparare a “valutarlo”, anche in base ai giorni.

Per la mia esperienza posso dire che il primo giorno – per l’agitazione – la svuotavo ogni due ore, quando in realtà c’erano appena 2 gocce, cosa che però che mi ha permesso di “allenarmi”, diciamo così, sia con l’inserimento, sia con l’estrazione, sia con il posizionamento, tutte cose che inizialmente mettono una certa ansia per vari timori che non hanno alcun fondamento, come la possibilità di perdere la coppetta chissà dove o il non riuscire più ad estrarla.

Nei giorni successivi invece mi sono calmata, fino ad arrivare a dimenticarmela totalmente, anzi, a dimenticarmi proprio del ciclo, complice la “tranquillità acquisita”, la posizione interna migliorata e la sistemazione del “gambetto”, che ho tagliato fino a lasciare solo 1 cm, ma ora che ho imparato ad “abbassare” la coppetta solo con i muscoli interni e ad estrarla stringendo delicatamente la base con le due dita [com’è suggerito ovunque], credo che nel prossimo ciclo lo taglierò del tutto, anche perché il gambetto non serve assolutamente per tirare ed estrarre [altrimenti subentra un dolore notevole simil “risucchio” e comunque non si riesce ad estrarla], ma solo per “trovare” e far “dondolare” la coppetta, cercando di smorzare l’effetto ventosa.

In questi giorni di tranquillità sono arrivata a cambiarla anche dopo molte ore, cosa che in fondo è inevitabile quando la si usa di notte e non ho mai avuto alcun tipo di problema, ma al contrario non ho mai dormito così tranquillamente, senza alcuna “posizione forzata” e senza ansia per casini & co, idem per il giorno. Talvolta durante il giorno c’erano delle piccolissime perdite, ma visto che io uso normalmente i salvaslip, non mi causavano alcun problema e comunque ho visto che spesso dipendevano dalla posizione errata della coppetta o dai suoi buchini “otturati”, oppure dal suo spostamento legato all’uso involontario dei muscoli interni, cosa che tendenzialmente accade quando si va “in bagno” [a me almeno è successo, però ho avuto la sensazione che con l’abitudine si impara anche quali muscoli usare e quali lasciare immobili, acquisendo tra l’altro una maggior sensibilità, il che non è certo una cosa negativa].

Come con tutto inizialmente bisogna imparare, ma in questo caso specifico bisogna prevalentemente imparare non tanto “a fare”, bensì a conoscersi, cosa che tra l’altro mi ha colpita di più e in positivo, stupendomi addirittura del fatto che certe cose di me non le conoscessi realmente, dato che le davo prevalentemente per scontate, dopotutto con l’uso degli assorbenti non ci si sofferma mai a cercare di capire come funziona il tutto intimamente durante il ciclo, quali sono realmente i ritmi, i muscoli usati, il “percorso”, etc, mentre con la coppa tutto diventa essenziale.

Sul fatto che la coppetta sia igienica o meno, posso affermare tranquillamente che io non mi sono mai sentita così pulita durante il ciclo, per il semplice fatto che la parte esterna non si sporca mai e resta asciutta, magari – inizialmente – capita di sporcasi durante l’estrazione, ma è comunque questione di pochi secondi, anche perché a casa è consigliato di fare il cambio non sul water, bensì sul bidè, perché indubbiamente è molto più comodo avendo l’acqua che scorre e che porta via quasi subito il sangue mestruale, permettendoti non solo di pulire immediatamente la coppetta [stappando se è necessario anche i buchini se si sono otturati, riempiendo la coppetta d’acqua, appoggiando l’apertura principale sul palmo, e schiacciandola in modo tale da far uscire l’acqua solo dai piccoli buchini, che così facendo si puliscono subito], ma anche di sciacquarti, usando eventualmente il sapone intimo, sia per la coppetta [se non è troppo aggressivo], sia per le mani, sia per la parte intima [solo esterna ovviamente: mai sballare la flora batterica vaginale].
In questo modo anche il “trauma della prima volta” viene decisamente dimezzato e diventa molto più facile trovare la tranquillità per continuare ad “imparare”.

Per il cambio effettuato in luoghi esterni, come ho detto inizialmente, per ora non ho ancora provato, ma leggendo molte esperienze ho visto che alcune usano le salviette intime per pulire la coppetta una volta estratta, così come le mani e la zona intima, oppure portano con loro una piccola bottiglietta d’acqua, in cui alcune mettono un po’ di amuchina, per sciacquasi le mani prima di estrarre la coppetta e poi per i lavaggi successivi [ma MAI nella vagina!]. C’è anche chi usa solo la carta igienica e alla fine ovviamente si lava le mani “nelle zone comuni” dei bagni pubblici.
In ogni modo, una volta che si prende dimestichezza tutto diventa molto più semplice e veloce, perché si impara a trovare la posizione più adatta e a mio avviso anche i muscoli stessi si abituano alla coppetta e a tenerla “adeguatamente” [specificando che ci sono vari tipi di coppette: le rigide, quelle semi-rigide e le morbide], anche se  chi non possiede dei muscoli vaginali particolarmente tonici dovrebbe comunque provare a fare gli esercizi di Kegel, oppure ad usare le “palline massaggianti” [che personalmente sto meditando di prendere per curiosità] tutte cose che aiutano sempre e a tutte le età, coppetta mestruale o meno.

Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente sì, in tal caso se avete domande o curiosità, chiedete pure.

Consiglio fortemente questo gruppo su FB: https://www.facebook.com/groups/lacoppettamestruale
Ed eventualmente anche il Forum: http://lacoppettamestruale.forumattivo.com/

CoppettaMestruale

Faccio-Da-Me

Qualche giorno fa ho deciso di non riportare più qui sopra le mie personali recensioni dei vari prodotti presi e/o provati — eco-bio e non — ma di usare direttamente il sito ufficiale ciao.it, sfruttando finalmente l’account che avevo creato qualche tempo fa, specialmente dopo aver capito come aggiungere quei prodotti non ancora presenti nelle loro infinite liste, un po’ carenti per quanto riguarda l’eco-bio.

Perché questo appunto? Perché ho cancellato il post di qualche giorno fa, quello sullo shampoo VerAloe e volevo specificarne il motivo, inoltre volevo anche introdurre un’altra mia intenzione, cioè quella di riportare i miei pastrocchi-eco-bio-faccio-da-me detti — nel gergo “tecnico” eco-bio — spignatti.

Questo perché, in questi mesi, il mio interesse verso il mondo eco-bio è aumentato sempre più, tanto da spingermi ad approfondire ulteriormente l’argomento, passando dalla semplice ricerca dei prodotti finiti, tra scaffali e siti, alla vera e propria creazione di quei stessi prodotti, ma con un INCI molto più semplificato, pulito e selezionato totalmente in base ai miei gusti e alle mie esigenze.

Che cosa c’è di meglio?!?

Io in questo lungo percorso sono appena nella fase iniziale, dato che mi sto ancora informando un po’ su tutto, sugli ingredienti base, sulle ricette, sui vari usi e sulle eventuali “attrezzature”, però piano-piano sto iniziando anche a provare, partendo ovviamente dalle piccole cose, come ad esempio il gel ai semi di lino, fatto giusto 3 giorni fa e usato sia come gel normale, sia come impacco pre-shampoo, con un effetto veramente soddisfacente [altro che siliconi e simili].

A dire il vero non ne volevo parlare adesso, ma visto che ci sono.. continuo, quindi se non siete interessati, potete tranquillamente smettere di leggere,.. io intanto, metto il titoletto:

gel ai semi di lino

Per fare questo gel ovviamente ho usato dei semplici semi di lino, quelli scuri, non quelli dorati [acquistati a NaturaSì, a 1,96 euro], poi dell’acqua demineralizza, del miele, del sale, un po’ di succo di limone e dell’olio essenziale.

Prima di tutto ho messo 500ml di acqua in un pentolino, poi ho aggiunto circa 6 cucchiai di semi di lino e ho iniziato la bollitura a fuoco basso, fino a oltre l’ebollizione, e alla creazione di una schiumetta beige.

Poi ho spento e ho versato il gel ottenuto in un contenitore, tramite l’uso di un colino a rete non troppo fitta [altrimenti il gel non passa], operazione che richiede estrema pazienza, specialmente se il gel risulta essere troppo denso, a causa di un’eccessiva evaporazione dell’acqua, ma in tal caso basta premere, aspettare, o aggiungere nuovamente dell’acqua e girare molto bene.

Una volta diviso tutto il gel, mi sono limitata ad aggiungere un pizzico di sale, un cucchiaio di miele, un cucchiaino di limone e una goccia di olio essenziale — io avevo solo la lavanda, quindi ho usato quello, meglio dell’odore naturale dei semi di lino — mescolando il tutto e lasciando raffreddare,.. dopo di che, visto che non ho aggiunto alcun conservante e che conservandolo in frigo il gel dura meno di una settimana, l’ho versato in una vaschetta per il ghiaccio [consiglio quelle in silicone, tipo Ikea], facendolo poi congelare.

Come ho riportato prima, il motivo di questa mia scelta è dato da una maggiore conservazione del prodotto, che in questo modo può ugualmente essere usato nel momento del bisogno, nel mio caso dopo aver lavato i capelli — per dargli una maggiore definizione e per fissare/stirare la frangia — scongelando un cubetto appena prima, mettendolo a bagnomaria, operazione che avviene in pochi istanti.

E siccome ho visto che un cubetto è veramente tanto per un solo utilizzo, dato che ne basta veramente poco di prodotto per ottenere un ottimo effetto, il restante gel può essere messo in un piccolo contenitore, nel mio caso in un mini-spray, lasciandolo poi in frigorifero e usandolo al massimo per 5 giorni, passando poi al cubetto successivo.

Dopo tutta questa operazione, ho riusato immediatamente gli stessi semi di lino, per fare una seconda preparazione, ma questa volta con l’intenzione di usare il gel come semplice impacco pre-shampoo.

In questo caso ho usato acqua normale, circa 700ml, e ho rifatto tutto esattamente come prima, fino all’aggiunta degli altri ingredienti, dove ho messo solamente un cucchiaio di miele, poi l’ho fatto raffreddare e l’ho messo in frigorifero.

Il giorno dopo, provando l’impacco, mi sono resa conto che la quantità fatta è veramente tantissima per una sola applicazione, dato che essendo il gel molto “gelatinoso/appiccicoso”, si attacca subito ai capelli, non cola e può essere tranquillamente massaggiato, facendolo arrivare ovunque, quindi l’ho diviso in 4 porzioni, mettendole in alcuni bicchieri di plastica semi-dura e congelando subito il tutto, per poterle scongelare e usare tranquillamente nel momento del bisogno, nel mio caso.. credo una volta a settimana, o ogni due settimane, dipende dai capelli e dall’attuale shampoo antiforfora che sto usando, che tende un po’ a seccarli.

I risultati, come ho riportato inizialmente, sono stupefacenti, l’impacco — lasciato in posa più di un’ora — mi ha lasciata a bocca aperta, dato che senza l’ausilio di alcun balsamo, i capelli non erano solo morbidissimi e districati, tanto che pettinandoli non ho trovato un solo nodo, ma erano anche lucenti.

Mentre per il gel, beh.. sicuramente non ha nulla da invidiare a quelli commerciali, dato che ha la stessa tenuta, forse maggiore e senza residui, sebbene io l’abbia creato per usarlo in modo “soft”, per un blando effetto-spuma, infatti ne uso poco, sui capelli bagnati e applicandolo con le mani inumidite, “stropicciando” i capelli dalle punte.

Ecco, queste sono le mie “prime preparazioni”, che inaspettatamente mi sono venute molto bene e infatti penso proprio che prossimamente le replicherò esattamente nello stesso modo, forse cambiando solo l’olio essenziale.

Si nota che queste piccole cose mi stanno.. non solo interessando, ma anche divertendo?! ;)

Dermatite Seborroica

Dato che ho notato svariate ricerche da Google, in cui cercavano informazioni sulla Dermatite Seborroica, abbinata al make-up, agli shampoo e alle creme, ho deciso di riportare la mia personalissima esperienza e i prodotti che mi hanno realmente aiutata ad attenuare questo fastidioso problema.

Prima di tutto, devo sottolineare che la Dermatite Seborroica mi è venuta verso il 2002, a seguito di un’operazione estetica, che evidentemente mi ha causato uno squilibrio generale della pelle, che da lì non si è mai più sistemato, non spontaneamente almeno.

Inizialmente avevo la Dermatite più classica, che comprendeva sia il cuoio capelluto, che quasi ogni anno mi ha causato una notevole perdita di capelli, sia il viso, localizzata alla base nel naso, sulle sopracciglia e nella parte alta della fronte, poi.. con il tempo.. e probabilmente anche a causa di alcuni prodotti usati [tutti presi in farmacia], è degenerata, trasformandosi, e prendendo tutta la fronte e il naso, causando una desquamazione continua della pelle — probabilmente per via di un’improvvisa e profonda secchezza — tra prurito e un notevole fastidio estetico.

viso

Non posso elencare tutti i prodotti usati presi in farmacia, perché oggettivamente non me li ricordo, dato che sono tantissimi, in questi anni credo di aver speso un patrimonio in prodotti inutili, che non solo alla fine mi hanno peggiorato il problema, ma che talvolta mi hanno anche causato delle notevoli e dolorosissime infiammazioni, o un’infinità di brufoletti, visto che la mia pelle in realtà è mista, con tendenza acneica [un disastro, sì..].

Posso però riportare alcune marche “famose”, quali Avene, La Roche Posey, Roc, Vichy, Lierac, Bionike, che si presentano come curative per ogni tipo di pelle, comprese le più problematiche, ma che in realtà — a me — non hanno fatto assolutamente nulla, non attenuando neanche un po’ quella vasta desquamazione, se non per il tempo della stesura del prodotto, per poi tornare esattamente come prima, dimostrandomi di non essere neppure minimamente idratanti, non realmente [ma con tutti i siliconi che contengono, non me ne stupisco].

Dopo aver notato che tutte quelle creme non avevano alcun effetto, ho iniziato a domandarmi il motivo, cominciando ad informarmi sull’INCI e su tutti i vari ingredienti, capendo così, piano-piano, che quello che mi stavo spalmando in faccia, in realtà, non era ne innocuo, ne idratante, come invece era scritto sulle varie etichette, giungendo alla conclusione che non contenevano per nulla quello di cui la mia pelle aveva bisogno, prima tra tutto: la vitamina E, che è un potente antiossidante e praticamente è fondamentale per attenuare la desquamazione, favorendo l’idratazione della pelle.

Dopo aver preso atto di queste cose — a seguito di varie ricerche personali — ho iniziato a cercare la crema più giusta per me, per i bisogni reali della mia pelle, tenendo presente che sarebbe dovuta essere naturale, emolliente, molto idratante e con un’importante presenza di vitamina E.

Ed è qui, che mi sono imbattuta nei prodotti Eco-Bio e nelle creme di Verdesativa, acquistando la loro crema più nutriente, chiamata “Crema Viso Bioattiva Anti-Age“, che sulla carta aveva tutto il necessario per farmi pensare che fosse perfetta per me.

L’acquisto l’ho effettuato a marzo di quest’anno, iniziando a provarla immediatamente, mattino e sera, vedendo i risultati quasi istantaneamente, tanto da potermi permettere nuovamente di mettere il fondotinta [minerale, ma ne parlo più avanti], accuratamente evitato per tutti gli anni passati, visto che entrando tra una “pellicina” e l’altra, finiva solo per farmi risaltare spaventosamente la desquamazione.

Detto questo, non voglio certo urlare al miracolo, dato che in questo caso c’entra solo la reale idratazione data dai vari ingredienti naturali che compongono la crema, che giorno dopo giorno — con regolare costanza, almeno per i primi 3-4 mesi — hanno aiutato la mia pelle a riprendersi dalla profonda secchezza, probabilmente causata e degenerata, proprio dalle precedenti creme, che al posto di riequilibrare e nutrire, disidratavano ulteriormente e basta, tanto che anche una pelle mista e acneica come la mia, alla fine ne ha risentito pesantemente.. e per anni.

Comunque.. per ulteriori e più approfondite spiegazioni sulla crema BioAttiva Anti-Age, vi invito a leggere la recensione che ho scritto tempo addietro su ciao.it, proprio qui.

In questi mesi estivi, ho provato ad usare anche la crema “più leggera” di Verdesativa, cioè la “Crema Viso Day&Night“, per pelli giovani e miste, che effettivamente, per la desquamazione, mi ha aiutata quanto la prima crema, facendomi sparire quasi definitivamente il problema, ma che per quanto mi riguarda, mi è piaciuta un po’ meno, sia per la differente consistenza, sia perché inizialmente mi faceva uno strano effetto, facendomi sfogare brufoletti che neppure sapevo di avere [il classico "puntino bianco"], mentre ora le cose sembrano andare meglio, forse anche perché oramai — visto l’ottimo risultato ottenuto — tendo ad usarla con meno frequenza e ultimamente la uso prevalentemente al mattino, mescolata al fondotinta minerale, per creare una crema colorata leggera.

In conclusione: per il viso NON uso detergenti, di nessun tipo, seccano e basta, anche i più blandi, mi limito ad usare un tonico delicato, senza alcool [ho adorato il Tonico Struccante Delicato della Bjobj, ma ora uso il Physiologique Tonico Lenitivo di La Roche Posey e solo per finirlo, dopo non lo ricomprerò visto l'INCI non totalmente pulito], mattina e sera, più le creme di Verdesativa: la Bioattiva Anti-Age, quella Idratante o la Day&Night per il viso, che prima mettevo sempre dopo il tonico, mentre ora non sono più così costante, anche per via del caldo, ma probabilmente con il freddo riprenderò ad esserlo.

Una volta ogni 1 o 2 settimane, faccio anche uno scrub.
Inizialmente lo facevo mescolando un cucchiaino di miele liquido, con mezzo cucchiaino di zucchero bianco [si può aggiungere anche 1 o 2 gocce dell'olio di germe di grano, che contiene molta vitamina E, stando attenti però a risciacquare bene dopo, specialmente se la pelle è mista, con tendenza acneica], mentre attualmente uso il guanto Magic Peeling — anche sul resto del corpo — e la pelle diventa subito liscia e morbidissima, oltre a diventare meno infiammata, ma è comunque importante non esagerare assolutamente con la frequenza.

Per struccarmi non uso prodotti specifici, perché sempre troppo aggressivi, mi limito a utilizzare un panno in microfibra, dopo averlo bagnato con dell’acqua calda — modalità che ha sempre funzionato per ogni tipo di trucco — passando successivamente un dischetto di cotone imbevuto con il mio tonico/struccante.

make-up

Nelle ricerche da Google, spesso venivano cercate informazioni sulla possibilità di usare il trucco avendo una Dermatite Seborroica e sul come poterlo fare.

Bene, questa è una domanda che mi sono posta per molti anni, giungendo sempre alla solita conclusione: no, il fondotinta liquido e/o cremoso, per chi ha una problematica della pelle così fastidiosa, non può essere usato, perché accentua semplicemente le “spaccature della pelle”, diventando esteticamente ancora più sgradevole.

Senza contare che in questi casi, i dermatologi per primi sconsigliano l’applicazione di prodotti cosmetici troppo pesanti, proprio per evitare di soffocare ulteriormente la pelle, causando magari ulteriori reazioni negative, date da allergie o da ingredienti troppo aggressivi e disidratanti.

Però.. c’è un però, sì, perché quest’anno, scoprendo il trucco minerale, mi sono resa conto di poter ovviare a questo problema, sia per la naturalezza del prodotto, sia perché stranamente — con una buona crema base, come quella di Verdesativa — non crea lo sgradevole effetto antiestetico, limitandosi ad appoggiarsi sopra la pelle, senza esaltare le parti desquamate [stando attenti a non esagerare ne con il prodotto, ne con la frizione del pennello, il Kabuki, che ovviamente dev'essere molto morbido].

Inoltre, per cancellare l’eventuale effetto polveroso, o secco, oppure per eventualmente attenuare parti in cui la desquamazione viene ancora esaltata, magari per un eccesso di prodotto, basta spruzzare — a trucco fatto, ma non completo: niente mascara o matita occhi — un po’ di acqua termale in spray, facendola asciugare, senza strofinare, toccare, o altro.

Questo è esattamente quello che facevo quando la mia pelle aveva ancora una profonda desquamazione, mentre ora che le cose vanno decisamente meglio, posso permettermi di usare il fondotinta minerale mescolato direttamente alla mia crema da giorno, formando una piacevole crema colorata — cosa impossibile prima, proprio perché faceva l’effetto dei fondotinta liquidi e/o cremosi normali — che tra l’altro mi evita quella leggera secchezza che il trucco minerale comunque comporta, motivo per cui nella fase iniziale mettevo sempre la crema anche di sera.

capelli

Questo è un tasto un po’ dolente, proprio perché a causa della dermatite, negli anni passati, ma anche in questo attuale, ho perso molti capelli, specialmente nel periodo estivo, in cui a causa del caldo, del sole e del sudore, il cuoio capelluto diventa molto più sensibile e predisposto ai vari squilibri, che talvolta sfociano in untuosità persistente, in forfora, in prurito, in una vera e propria infiammazione, arrivando alla dermatite.

Per questo problema — come per quello del viso — mi sono recata spesso dai Dermatologi, ma senza avere alcun riscontro positivo, dato che spesso e volentieri mi venivano prescritti integratori, fialette [i capelli mi cadono, ma mi ricrescono da soli, non ho questo problema] e talvolta alcuni shampoo, che però non avevano mai alcun reale effetto, fino a quando nel 2007, dopo un disastroso Agosto, in cui persi più della metà dei miei capelli, un altro Dermatologo mi consigliò di usare lo shampoo Stiproxal, che contiene ciclopiroxolamina e acido salicilico.

C’è da precisare che in quel momento la mia cute era assolutamente disastrata e tutto era accaduto in 1-2 settimane, degenerando di giorno in giorno, arrivando ad essere estremamente unta, tanto da non riuscire neppure a farla diventare pulita con più lavaggi consecutivi, senza contare la presenza del prurito e della “forfora” pesante.

Dopo qualche lavaggio costante e regolare con quello shampoo.. le cose sono migliorate: dopo la prima settimana l’untuosità era già calata e dopo il primo mese era quasi sparita, mentre nel secondo mese non c’era già praticamente più alcuna traccia e i capelli avevano smesso di cadere.

Da quell’esperienza ho usato lo Stiproxal regolarmente, ma anche lo Stiprox [che contiene solo ciclopiroxolamina ed è un po' più leggero], magari diminuendo la frequenza, o alternandolo ad altri shampoo, senza però metterlo mai totalmente da parte, fino a quest’estate, quando ho voluto provare a passare agli shampoo eco-bio.

Mai scelta fu stata più disastrosa.

Chiariamo: i vari shampoo eco-bio sono ottimi e in quanto tali, a chi non ha problemi, li consiglio vivamente, ma purtroppo non sono propriamente adatti a chi ha l’esigenza di tenere in “equilibrio” un cuoio capelluto “altamente instabile” e propenso alla dermatite, specialmente nei periodi di maggior stress, come l’estate, almeno nel mio caso.

E’ per questo motivo, che da circa una settimana.. ho ripreso ad usare lo Stiproxal, per tentare di recuperare quell’equilibrio perso nei mesi passati, che mi è costato la ricomparsa della dermatite e la perdita di molti capelli.

In ogni modo — in diretta, visto che ho appena lavato i capelli — posso dire che dopo una settimana, la mia cute sta già iniziando a cambiare e infatti ho appena notato di aver perso un po’ meno capelli, sia durante il lavaggio, sia mentre li pettinavo, la stessa cosa vale anche per l’untuosità, che è già regredita rispetto a un mese fa, così come il prurito e la “forfora”, anche se su quest’ultima preferisco essere maggiormente cauta e aspettare ancora qualche settimana, prima di dare un’opinione definitiva, o ottimistica.

Questo, quindi, è quello che sembra andare bene per me, ma non posso sapere se è così per tutti.

Leggendo in giro ho comunque letto vari consigli eco-bio per la dermatite seborroica, tra cui degli impacchi d’olio sulla cute, ma anche di miele, lasciandoli in posa almeno un’ora — c’è chi dice anche 3 ore — per ammorbidire il cuoio capelluto e le eventuali crosticine, riuscendo così a fare un lavaggio molto più profondo, magari con uno shampoo delicato, sebbene sui miei capelli non riescono a togliere totalmente l’untuolità.
Gli oli che si possono usare in tal proposito sono molteplici, i più consigliati sono l’olio di ricino, per le sue notevoli proprietà emollienti, rinforzanti — per quanto riguarda i capelli — ma specialmente per le proprietà antibatteriche e antimicotiche, utili proprio per chi ha la forfora o la dermatite.
Sempre per questo motivo viene consigliato anche l’uso dell’olio essenziale alla Melaleuca [tea tree oil], con 2 o 3 gocce mescolate allo shampoo, o agli impacchi fatti con i vari oli.
Altri oli, magari più facili da gestire, perché meno densi dell’olio di ricino, sono: l’olio di semi di lino, l’olio di jojoba, l’olio alle mandorle dolci, l’olio d’oliva e l’olio di germe di grano, questi almeno sono quelli che conosco perché attualmente li possiedo e li uso, però ovviamente ce ne sono molti altri in commercio, basta informarsi.

Per quanto mi riguarda, ho provato direttamente vari impacchi alla cute, sia con olii, sia con il miele, sia con polveri, ma personalmente non sembra che mi abbiano fatto un qualche effetto positivo, anzi, i miei capelli sembrano stressarsi ulteriormente, cosa che però avviene anche con i semplici impacchi ristrutturanti, che riguardano la lunghezza e non la cute.
In ogni modo, ho notato che — sebbene lo stress sulle lunghezze sia ugualmente presente — gli impacchi con il Ghassoul/Rhassoul , l’Amla e anche il Neem, portano qualche risultato sulla cute, magari è solo una mia impressione, ma quando li faccio i capelli sembrano cadermi molto meno, stesso effetto che mi fece anche l’Henné, motivo per cui appena protrò proverò a usarlo nuovamente, anche se questa volta prenderò l’Hennè Neutro [che non rilascia colore] e magari anche il Kaolino, entrambe polveri dal potere emolliente, ma anche assorbente, mescolate magari con il miele e poche gocce di olio essenziale al rosmarino [non uso più il tea tree oil, ne sul viso, ne sul cuoio capelluto, perché su di me è devastante, mi causa troppe reazioni fastidiose e a mio avviso anche il prurito], di cui — quando posso — faccio anche un infuso, con cui poi mi sciacquo i capelli alla fine dello shampoo, cosa che talvolta faccio anche con la camomilla.

In generale comunque consiglio di non stressare mai troppo ne cute, ne capelli, cercando di limitare il più possibile l’uso del phon, di piastre, o di prodotti commerciali stracolmi di siliconi e petrolati [basta guardare l'INCI e informarsi], evitando quanto meno di applicarli sulla cute, discorso che vale per le varie creme liscianti o districanti, per le maschere e per i balsami, mentre per lo shampoo consiglio di usare prevalentemente prodotti specifici.

Io posso dire di non usare più il phon da molti anni oramai, tranne sporadiche occasioni, e i miei capelli sono notevolmente più sani di prima, specialmente per quanto riguarda le doppie punte, che non sono più presenti, mentre per quanto riguarda i prodotti districanti o ammorbidenti, io ho smesso di usarli mesi fa, preferendo il semplice uso di una goccia d’olio di jojoba [una sembra poca, ma due sono troppe, almeno per una media lunghezza come la mia] alla fine del lavaggio, applicandola sulle mani inumidite, sfregandole, per poi stropicciare le punte dei capelli bagnati, arrivando a quasi tutta la lunghezza, evitando ovviamente la cute.
Io prediligo l’olio di jojoba perché, al contrario dell’olio di semi di lino, non ha un cattivo odore e poi rispetto ad altri oli — nella giusta quantità — non appesantisce eccessivamente i capelli, ma si limita a definire i ricci e a renderli più morbidi.

Crema Solare Cercasi

Qualcuno sa consigliarmi una crema solare per il viso, con una protezione alta, che non sia una fonte inesauribile di brufoletti? Meglio ancora se completamente naturale, ovviamente, ma così si rasenta l’impossibile.. lo so.

Io settimane fa, a NaturaSì, avevo provato ad acquistare la crema "VogliaDiSole", con protezione 50, fatta appositamente per il viso, di Helan, ma è inutilizzabile per chi — come me — ha la pelle mista e molto sensibile, dato che è troppo pesante.
Le ho dato anche più di un’occasione, ma alla fine ho proprio dovuto sospenderla definitivamente, visto che il mio viso stava diventando un rossore unico, a causa dei tanti brufoletti sorti subito dopo la sua applicazione.

Poi c’è da aggiungere un altro piccolo particolare, che mi ha alquanto delusa: avendola acquistata a NaturaSì, non mi ero soffermata a leggere l’INCI.. ed è stato un grandissimo errore, perché questa crema non è totalmente naturale, ma contiene siliconi e altri ingredienti sintetici :(

NaturaSì

Sono appena stata al supermercato NaturaSì… e devo dire che è stata una piccola esperienza, visto l’ambiente totalmente differente da tutti gli altri supermercati, tanto che entrando.. inizialmente ti senti un po’ a disagio.. e poi, dopo qualche minuto, inizi a sentirti quasi come a casa tua, per via delle poche persone presenti, tutte cordiali, tra coppie curiose, un po’ sconcertate — come lo eravamo noi — e soggetti singoli decisamente di casa.
Innegabilmente non è frequentatissimo, si vede anche dalle 2 piccole casse e dalla gentilezza infinita delle commesse: lì la fretta sembra non esistere.. è tutto calmo.

Ho visto molte cose interessanti, tra cui alcuni prodotti che ho acquistato su MondeVert — leggi qui — ad un prezzo anche più contenuto, quindi credo proprio che da oggi li prenderò direttamente lì, tranne per i prodotti Verdesativa, che per qualche motivo sconosciuto non erano presenti,.. in compenso però, inaspettatamente ho anche trovato l’acqua naturale che in Valle D’Aosta bevevo regolarmente, ma che qui a Brescia non riuscivo a reperire da nessuna parte: la Lauretana.

Il motivo principale che mi ha spinta in quel negozio però, oltre alla curiosità di vedere l’ambiente e i prodotti eco-bio, è stato un consiglio di una mia amica, che parlando di latte di soia — a cui ho provato a convertirmi recentemente [per motivi che forse spiegherò più avanti] incappando ahimè nel Valsoia e in un disgusto totale — mi ha fortemente consigliato il Provamel, dicendo che senza alcun dubbio è il migliore e il più bevibile, ed essendo lei una vegana DOC.. mi sono fidata, prendendo sia quello naturale, sia quello con l’aggiunta di calcio, sia quello alla vaniglia [questo su consiglio di un'altra mia amica], tralasciando però quello al cioccolato, tanto per evitare di finirlo in un’ora per mera golosità, anche perché il costo di una singola confezione di latte di soia Provamel.. non è esattamente dei più abbordabili, anzi, rispetto al latte vaccino.. c’è quasi da mettersi le mani nei capelli! [dai 2,30 euro del naturale, ai 2,90 euro del vaniglia e cioccolato, sempre per 1L].

Detto questo.. se nei vostri dintorni è presente un supermercato NaturaSì,.. vi consiglio caldamente di farci un salto, certo, non si può pensare di fare un’intera spesa lì dentro, per via dei prezzi più alti dei normali supermercati, ma per le piccole cose, magari più importanti, come l’igiene, la cura della propria persona, o se sono presenti varie intolleranze,.. io credo che sia il posto con i prodotti migliori e più sicuri, cosa che in questi tempi, in cui tutto sembra essere permesso,.. non guasta sicuramente.

domenica, 11 aprile 2010, ore 18:50

Ho provato tutti i Provamel presi.. e posso dire che quello naturale e quello con l’aggiunta di calcio, hanno lo stesso sapore, migliore di quello del Valsoia, ma ugualmente poco piacevole, mentre quello alla vaniglia — come quello al cioccolato suppongo — è decisamente più bevibile, dato che il sapore molto forte e resistente della vaniglia, riesce a prevalere sul sapore classico del soia, l’unico problema è che quest’ultimo lo trovo più un latte per diletto, per essere bevuto da solo per golosità e non per fare colazione al mattino.

A questo proposito, ho trovato un "trucchetto", sia per spendere un po’ di meno, sia per gradire di più il latte di soia naturale: al mattino uso i cereali — con vitamine B, ferro e a volte calcio — che rilasciano un po’ di cacao [non esiste solo la Nestlè e ovviamente non aggiungo lo zucchero], in questo modo il sapore originale poco gradevole, viene decisamente attenuato, diventando "goloso" quanto quello al cioccolato già confezionato, che però costa di più,..così facendo la colazione diventa più piacevole, anche dopo aver terminato i cereali.

Eco-BIO

Ebbene sì, mi sto convertendo all’Eco-Bio, almeno per quanto concerne il make-up [ora totalmente minerale, di Neve MakeUp o LilyLolo], i cosmetici in generale e altre piccole/grandi cose, dato che ho notato che stare super attenti all’INCI non basta, perché i prodotti venduti in farmacia, o in profumeria, pur essendo costosi e di grandi marche, non hanno alcuna garanzia reale.. e infatti contengono tanto, ma taaaanto schifo, chiamato in tanti modi, camuffato con infinite percentuali e con avvisi rassicuranti,.. che però alla fine rimangono solo parole vuote davanti ai BioDizionari, o alle reazioni spropositate della pelle.

Ecco perché alla fine ho sentito il bisogno di cercare altro, perché sono stufa di spalmarmi addosso, o venire in contatto, con petrolio [es. propylene glycol, paraffinum liquidum, mineral oil, petrolatum], formaldeide, siliconi [es. cyclopentasiloxane, dimethicone, cyclomethicone], coloranti, parabeni [methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, e benzylparaben], organismi geneticamente modificati, ingredienti animali.. e chi più ne ha più ne metta, lesivi non solo per me, ma anche per la natura stessa.

Ho trovato un sito online, MondeVert [con sede legale in Italia, in via Vittorio Emanuele 3, 24040 Arcene BG - la riporto solo perché qualcuno l'ha cercata] di cui mi sono praticamente “innamorata” [sarà mica per il nome?! :D], dato che possiedono solo prodotti eco-biologici, di ogni tipo e per ogni bisogno, certo la scelta non è vastissima come in profumeria, però è un mercato che in fondo sta prendendo piede solo ora — specialmente qui in Italia — e comunque ce n’è più di quanto mi aspettassi.

La loro “politica” sembra essere molto rigida e chiara, nel senso che sembrano selezionare accuratamente le marche da proporre ai loro clienti, tramite ad alcune condizioni base che devono essere assolutamente soddisfatte,.. poi anche sul sito si può notare che sono molto precisi, infatti tutti i prodotti venduti vengono presentati con le loro caratteristiche, con le certificazioni e con il loro INCI in bella vista, e in più — una volta acquistati — offrono la possibilità di lasciare la propria personale recensione, positiva o negativa che sia, visualizzabile direttamente sul profilo del prodotto, cosa che non viene permessa nella maggior parte dei negozi online.
Per quanto riguarda l’assistenza poi.. posso assicurare che sono molto disponibili, sia tramite il loro sito, sia su Facebook [sì, ho già rotto le scatole in entrambi i modi e hanno sempre risposto].

Ah.. non mi hanno pagata eh? Non mi hanno offerto neppure degli sconti ;) ho deciso di scrivere questo post perché per me è stata, ed è tutt’ora, una piccola scoperta, che spero mi porterà ben presto a uno stile di vita mooolto più sano,.. iniziando proprio dalla qualità eco-bio di quei prodotti di uso quotidiano, qualità ancora troppo sottovalutata dalle grandi aziende, quando in realtà.. per la salute e per la natura.. sta diventando sempre più importante e influente.

..E Trucco Minerale Sia!

Dopo mesi di prove, ho deciso: passo definitivamente al trucco minerale, lasciando da parte tutto il resto.

Ci ho messo un po’ per giungere a questa decisione leggermente drastica, ma nei mesi passati ho avuto modo di provare molti prodotti non minerali, di varie marche [comprese quelle vendute in farmacia], e sinceramente mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca, oltre a segni poco carini sul viso, tra cui spiccano: brufoletti, rossori persistenti, prurito e fastidio agli occhi.
Potrei fare un elenco infinito dei prodotti “super-quotati”, con cui non mi sono trovata bene, prodotti che vanno dalle creme-base-attenua-segni [es. studio secrets dell'oreal: orribile], ai correttori [es. Make up For Ever 5 camouflage cream palette: rossori e secchezza a gogo], ai fondotinta [alcuni sono "buoni", ma quelli liquidi e cremosi non fanno proprio per la mia pelle], fino ad arrivare agli ombretti [palette & co: irritanti]

E’ un peccato, specialmente per una come me, che ama perdersi nei reparti delle profumerie, ma in fondo è un bene, sia per la pelle, sia — e specialmente — per il portafoglio, visto che certi prodotti non costano poco, specialmente quelli delle “grandi marche”, che spesso partono dai 30 euro in su, anche per dei semplici ombretti.

Ora però arriva la parte più difficile: gettare i prodotti che non ho più intenzione di usare,.. impresa assai fastidiosa, sia per il dispiacere di aver buttato via dei soldi, sia per quell’istinto di conservare tutto, specialmente i bei colori, o i prodotti che comunque sono più ricercati [es. le palette Zoeva] e che eventualmente potrebbero essere utili in alcune occasioni, oppure a qualcun altro.
Però non posso fare altrimenti, proprio per non rischiare di cadere nella tentazione di usare prodotti apparentemente molto belli, ma dagli effetti collaterali un po’ troppo fastidiosi,.. almeno per me.

Perché questa decisione proprio ora? Perché dopo mesi di titubanza, ho finalmente acquistato e provato anche i correttori minerali [prima usavo solo il fondotinta e la cipria] — sempre di truccominerale by neve cosmetics — con cui mi sono inaspettatamente trovata benissimo, sia per i rossori [correttore verde], sia per le occhiaie e i segni intorno agli occhi [correttore giallo per occhiaie violacee e correttore pesca per quelle grige/blu, o per le vene più accentuate], dato che a dispetto di tutti i miei dubbi, coprono molto bene, proprio come i correttori cremosi, anzi, addirittura meglio, visto che a mio avviso lasciano anche un effetto molto più naturale.
Poi ci sono gli ombretti, i blush, le ciprie, i fondotinta, etc, tutti prodotti che ho provato, trovandomi pienamente soddisfatta, per il risultato e per i fastidi superati, cosa che sinceramente mi fa sentire molto più tranquilla, anche per un uso quotidiano del prodotto.

Ora speriamo solo che quel sito non chiuda, e che i prodotti venduti continuino a mantenere la qualità attuale, oltre alla “purezza” dei minerali, altrimenti sarà arduo continuare per questa strada..

domenica, 6 giugno 2010, ore 11:56

Marche che producono e vendono prodotti minerali DOC:
Neve Make-Up; Lylilolo; MoonMinerals; BareMinerals [venduto da Sephora];

Marche che producono e vendono prodotti per il make-up “normale”, ma naturale:
Montalto Natura [acquistabile su VerdeAlternativa.it]; Alva Naturkosmetik; Sante Naturkosmetik; Lavera [acquistabili su MondeVert.it]

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INCI e Make-Up Minerale

Ho appena controllato l’INCI di tutto il make-up minerale — quello vero però, che in Italia si trova su truccominerale.it o su mineralife, non quelli farlocchi delle grandi marche, che costano il doppio e al loro interno hanno solo una minima percentuale di minerali — constatando che è l’unico a non contenere i temuti bollini rossi, ma solo verdi e qualche giallo, il che vuol dire che gli ingredienti usati teoricamente non dovrebbero essere tossici.

Per fortuna che c’è ancora qualcosa si salva, anche perché quel make-up in poco tempo è diventato il mio preferito, tanto da essere insostituibile oramai, visto che come ho già scritto in un post passato, mi trovo molto bene e poi è veramente l’unico a non darmi problemi con la mia latente e fastidiosa dermatite seborroica.
Ammetto però che attualmente sto usando  solo la base minerale, cioè il fondotinta e la cipria, ma piano piano credo proprio che a questo punto sostituirò tutto.

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