Tubi Ghiacciati

Sto via il week-end + 1 giorno e il risultato è stato: tubi + caldaia ghiacciati/a.

P-A-N-I-C-O

Ho chiamato subito l’idraulico, che però era nell’alta valle, quindi impossibilitato a passare, ma mi ha consigliato di mettere una stufetta vicino ai tubi nella zona caldaia e dopo 15 minuti l’acqua ha ripreso a scorrere!!!! Mentre dopo qualche ora è ripartita anche la caldaia e l’acqua calda è finalmente tornata.
Quindi allarme rientrato… fiuuuuuuuuu…

Passerà comunque domani pomeriggio dato che voglio fargli fare il preventivo del solo Boiler: voglio liberarmi totalmente del gas.

..e per fortuna che ho programmato la stufa per accendersi regolarmente [per Leela], altrimenti mi sarei trovata il ghiaccio in casa -_-‘

Spero non si ripeterà anche questo fine settimana… :/

Fuga Fresca MAPEI

Oggi è stata un’altra giornata fai-da-me, in cui ho “realizzato un sogno”: schiarire le terribili fughe scure del pavimento di casa mia. Cosa desiderata da sempre, dalla prima volta che le vidi 20 anni fa, restandone schifata.

Non è stata una passeggiata di salute, la mia schiena è a pezzi, ho un callo su un dito e ho fatto solo la cucina -_-‘
..ma il risultato mi ha ripagata, anche se dovesse durare per pochi giorni finalmente ho visto come sarebbe stato questo pavimento se i piastrellisti avessero fatto un lavoro decente ed effettivamente sarebbe stato rustico, ma passabile.

Prima di applicare il prodotto “Fuga Fresca” della MAPEI, nella colorazione 110 [anche se secondo me è la 111 e l’etichetta è sbagliata, o meglio, invertita. Così sembra dalle palette di colore visibili online], dopo aver pulito il più possibile tutte le fughe, usando uno spazzolino e troppi prodotti, tra l’ammoniaca, l’aceto e addirittura il WCnet, optando alla fine per un mini scalpellino, che mi ha aiutata a “grattare via” lo sporto più profondo e rappreso nelle zone di maggior passaggio.. e già con questo le fughe si erano comunque molto schiarite, ma non tutte nello stesso modo.
Dopo l’asciugatura ho iniziato ad applicare il prodotto, prima direttamente con il suo erogatore, poi passando a un pennellino, dato che come si può notare la spugnetta si è deteriorata quasi subito e inoltre il prodotto non usciva in modo uniforme, obbligandomi tra l’altro a fare molta pressione sulla confezione, cosa che mi stata devastando il polso, ma anche la mano.
Il procedimento in se è molto semplice e rapido, ma ovviamente ripassare tutte le fughe richiede del tempo e la schiena non ne è stata molto felice, a maggior ragione perché appena prima avevo grattato/pulito tutto..

In ogni modo il risultato lo trovo soddisfacente, anche se purtroppo non è e non sarà definitivo, visto che con il tempo/passaggio/acqua tende comunque a deteriorarsi e a togliersi, quindi deve essere comunque riapplicato/sistemato se si vuole mantenere tale risultato.
Non so ancora bene il realtà quale possa essere la durata, ma sicuramente lo vedrò. Poco fa ho lavato il pavimento per togliere alcuni residui, quindi le fughe si sono nuovamente bagnate, ma non sembra essersi tolto nulla, anche perché teoricamente dovrebbe essere diventata una pellicola idrorepellente.

Il mio euforismo un po’ decade se penso che devo ancora fare la sala e tutto il primo piano, anche perché prima devo fare la pulizia profonda che è la parte più devastante, e poi devo comunque riacquistare il prodotto, che mi ha decisamente stupita, perché la confezione da 160 gr in realtà non è neppure finita, ma sicuramente non basterebbe per tutta la parte mancante.. neppure per il salotto, che è più grande della cucina.
MA vorrei evitare di acquistare la colorazione sbagliata, visto che io sono tutt’ora convinta che il colore da me usato sia in realtà “Grigio Argentato n.111“, non “Manhattan n.110“, dato che l’argento non può avere dentro del beige su.

Ho comunque già scritto a un venditore per chiedere delucidazioni e probabilmente chiamerò direttamente il rappresentante della MAPEI di cui mi hanno dato il n. di telefono, anche solo per chiedere se e dove in Valle vendono tali prodotti, dato che io non li avevo mai visti prima e anche online non è facile trovarli, tanto meno quelli nella confezione più grande, da 1 kg.

 

venerdì 18 novembre, ore 23:55
Questa mattina mi è arrivata la confezione da 1 kg con cui farò sicuramente tutta la casa e oltre, e ho capito che sì, la colorazione usata è effettivamente la 110 Manhattan e che quindi sono le colorazioni visibili online ad essere sballate, ma anche i nomi che hanno scelto, visto che il 111 Grigio Argento entro ha un pizzico di beige e per quanto mi riguarda non ha proprio senso, mentre quello da me usato sembra assolutamente un grigio argento a tutti gli effetti, specialmente quando è ancora umido.
Vabbè, poco male, il 111 lo userò in un altro modo.. anche perché alla fine una volta applicato/asciugato non sono così differenti, per niente.

Oggi ho comunque fatto/finito anche il salotto, credevo di avere più tempo, ma questa mattina mi hanno chiamata per informarmi che domani mi verrà consegnato il nuovo divano, quindi ho preferito finire il piano terra anche per vedere l’effetto totale e non mi dispiace per niente.

 

domenica 2 luglio 2017, ore 10:30
Dopo ben 7 mesi direi che posso riaggiornare questo post, riportando le mie conclusioni “finali” su questo prodotto.
Prima di tutto il risultato è tutt’ora accettabile, ma ci sono dei punti “dolenti”:

  1. Le fughe si sono leggermente scurite in quanto “sbiadite” col passare del tempo, anche per via dell’usura, infatti in alcuni punti il prodotto è andato un po’ via, specialmente dov’era presente più umidità, ad esempio vicino la ciotola d’acqua del gatto, oppure dove mi sono soffermata troppo mentre lavavo il pavimento, per questo motivo sconsiglio vivamente di usarlo nel bagno, dato che quasi sicuramente non durerebbe molto.
  2. Se durante l’applicazione – prima della completa asciugatura – non si rimuove molto bene il prodotto in eccesso presente ai lati delle fughe, col tempo il prodotto tenderà a sporcarsi velocemente diventando molto evidente creando un brutto effetto, anche solo camminandoci sopra con le scarpe, cosa che inevitabilmente richiederà più lavaggi e tanto tempo per tentare di rimuovere il prodotto finito ai lati delle piastrelle.. operazione non semplice, che spesso comporta anche la rimozione del prodotto dentro la fuga.
    Questo almeno avviene con le mie piastrelle, che hanno i bordi irregolari essendo rustiche, magari con piastrelle dai bordi standard e dritti tale problema non avviene o si può evitare più facilmente.
    Sottolineo però che durante l’applicazione i bordi sembravano puliti e ridiventano tali quando vengono lavati, ma il prodotto “residuo” riappare visivamente appena ci si cammina sopra [è abbastanza irritante].

In ogni caso confermo che non si tratta di una soluzione definitiva, ma che dovrà essere nuovamente riapplicato, cosa che forse io proverò a rifare tra qualche mese o prima se le fughe dovessero scurirsi ulteriormente.

 

Consigli per l’applicazione:
  • applicare il prodotto direttamente con un pennellino, è più immediato e gestibile, ovviamente solo dopo aver pulito bene e a fondo le fughe, anche con l’uso di uno spazzolino di ferro, se le piastrelle non sono troppo delicate;
  • cercare di essere puntigliosi, mettendo il prodotto solo nelle fughe e pulendo subito il bordo/lato delle piastrelle, anche se apparentemente sembrano già pulite.

Dove si possono trovare i prodotti?

Confezione da 160 gr, nel colore Grigio Argentato n.111, Manhattan n.110, Caramel n.141, Antracite n.114, Bianco n.100, Grigio Cemento n.113, Jasmine n.130, Nero n.120, Grigio medio n.112, Cioccolato n.144, Marrone n.142, Magnolia n.160, a 3,86 euro + spese di spedizione su Amazon.it

Confezione da 1 KG, tutte le colorazioni a 7,06 euro + spese di spedizione su Giemmeargentata.it

Per trovare un rivenditore nella propria zona è necessario parlare direttamente con gli Agenti di Vendita della MAPEI elencati su questo PDF, se nella propria zona nella lista non è presente alcun agente, consiglio di contattarli direttamente via e-mail come avevo fatto io all’indirizzo: mapei@mapei.it.

 

Dieffenbachia Non Ti Capisco

Ho un problema con la bellissima Dieffenbachia e no, questa volta non riguarda la mia gatta famelica, bensì la mia incapacità di capirla e “curarla” al meglio, capendo ciò di cui ha o non ha bisogno, eppure è strano visto che fondamentalmente è una cugina di primo grado della mia Spatifillo, ma niente.. mi manda segnali contrastanti e io non so proprio più cosa fare, temendo sempre più per il peggio.

Poverina..

Nei giorni scorsi aveva abbassato le foglie e quest’ultime erano diventate meno compatte, sintomo di secchezza e di richiesta d’acqua, MA nello stesso tempo alcune le foglioline più piccole hanno iniziato a diventare gialle e quasi a “marcire”, sintomi classici che solitamente segnalano la troppa acqua: ma com’è possibile?!? O_o
Ho provato a bagnarla, ma poco-poco e le foglie hanno iniziato a risollevarsi, diventando più rigide e compatte, tranne quelle più piccoline e gialle, che sono peggiorate.
Ho aspettato un po’, senza vedere miglioramenti, anzi, altre 2 foglioline sono diventate gialle, ma di nuovo quelle più alte e grandi hanno iniziato ad “abbassarsi”, quindi alla fine l’ho presa e tirata fuori dal vaso, cercando di capire che diavolo stesse succedendo: terra troppo bagnata o troppo secca?
È risultata essere leggermente umidina, ma più tendente al secco, eppure ho trovato alcune radici marce e proprio dove c’erano le foglioline gialle, cosa che mi ha lasciata ancora più perplessa avendole dato acqua 2 volte e pochissimo.. ed era evidente dalla terra, quindi non erano stati possibili dei ristagni tanto da causare del marciume, eppure eccolo lì: secca e marcia contemporaneamente, che bellezza.

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Avevo già provato a prenderla una volta, più di un anno fa, quando ancora vivevo a Brescia, ma prima della mia partenza avevo notato che si stava ingiallendo quasi totalmente, eppure era estate, temperatura elevata e non l’avevo bagnata troppo, quindi sapevo che non era così facile come la Spatifillo, però è talmente tanto bella che ho provato comunque a riprenderla e con tutta franchezza credo che continuerò a farlo fino a quando non riuscirò a trovare l’equilibro più corretto per farla sopravvivere al meglio, anche variando il terriccio a questo punto, cosa che in realtà ho già provato a fare.

Stessa cosa vale anche per l’Orchidea, che per ora è lì bella e tranquilla, ma se comunque dovesse andare male credo proprio che ne acquisterò un’altra, anche perché “su carta” in realtà dovrebbe essere una delle piante più facili da “capire” e tenere, dato che è sufficiente controllare le radici: 
Verdi: è tutto ok, non ha bisogno di nulla.
Bianche: è giunto il momento di immergerla nell’acqua, o comunque di bagnarla copiosamente, ma senza ristagno.
Gialle/Marroni: radici morte, da recidere per facilitare la crescita di quelle nuove ed evitare che possano marcire contaminando le sane/nuove.

Ed ecco spiegato il motivo per cui generalmente hanno il vaso trasparente, cosa che mi ero sempre chiesta, oltre a non essere nella terra, ma in substrati più grezzi, che danno modo alle radici di “respirare” e di assorbire l’acqua per un lungo periodo, ma senza ristagni [anche se dipende dal tipo di substrato usato, la corteccia e simili infatti alla lunga tendono a marcire e non assorbono bene l’acqua]

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Ho letto e visto talmente tanti video [specialmente di MissOrchidGirl, the Queen con millemila orchidee di ogni tipo] che oramai mi sento quasi un’esperta, peccato che poi nella realtà le cose vadano sempre diversamente, complicandosi un po’ e diventando estremamente soggettive, essendoci veramente tante variabili, partendo dalla tipologia di Orchidea, da com’è il suo stato di salute iniziale, al tipo di vaso/substrato usato, dalla stagione, dalla zona in cui si vive, dalla posizione in casa, l’umidità, la secchezza e la temperatura, che purtroppo a casa mia è decisamente sfavorevole, essendo molto fredda.

Quest’ultima variabile credo che fondamentalmente sia anche una parziale causa del malessere della mia Dieffenbachia, che non ama il freddo e gli sbalzi di temperatura, in realtà nessuna pianta li ama, ma c’è chi li tollera più di altre.. reagendo in modi meno drastici.

Ah sì, poi c’è il piccolo particolare dei i vasi Lechuza – bellissimi, ma non economici – che dovrebbero proprio evitare problematiche riguardanti le innaffiature, MA nel caso della Dieffenbachia le radici non raggiungono ancora la parte più bassa, quindi per lei attualmente è un vaso come un altro, mentre invece inaspettatamente per la mia Spatifillo sembra già funzionare. anche se non ho ben capito come sia possibile, forse perché riesce comunque a percepire l’umidità e questo le basta, fatto sta che quando l’ho bagnata per 2 volte da sopra le foglie continuavano ad essere più schiacciate del solito, mentre quando per curiosità ho provato a riempire il “serbatoio d’acqua”, si è improvvisamente alzata,.. anche se non riesco a capire se ora stia bene o meno, non ha foglie gialle – troppa acqua – e non sembra stia appassendo, non essendo “schiacciata”, ma non mi sembra neppure in tutto il suo splendore avendo la punta delle foglie secche, però è anche vero che con l’arrivo del freddo è sempre così [vedi sopra].

Le piante sono bellissime e rendono l’ambiente molto accogliente, però non sono per nulla facili da gestire specialmente se “ci si fissa” e se la temperatura non è costante, ma è anche vero che in inverno in realtà dovrebbero “ibernarsi” per così dire, rendendo il tutto un po’ più semplice se non si eccede con l’acqua, anche perché alcune proprio non la vogliono se non per poche gocce al mese [la Monstera e la Stella di Natale sembrano rientrare tra queste, almeno in casa mia].

Monstera

Dimenticavo l’Edera, che sebbene sia intrisa di acqua – mea culpa, non avevo controllato prima l’umidità della terra – sta campando tranquillamente da quando l’ho presa, bella, intatta, con foglioline nuove e senza alcuna problematica [almeno per ora..], tanto che a volte mi sembra finta.. buon per lei.

É evidente che io non sia tra gli eletti dotati naturalmente del fantomatico “pollice verde”, ma giuro che ce la sto mettendo tutta.

DIY: Sabbia colorata

Oggi mi sono dedicata anche al DIY, creandomi la “sabbia colorata” da decorazione, con il sale grosso/fino e lo zucchero, è stato un esperimento in realtà, visto che in casa avevo solo dei pennarelli, ma è venuto comunque molto bene il risultato finale, con tra l’altro la sfumatura di colore che volevo e proprio “giocando con i colori”, usando prima l’azzurro e poi usando il rosso per togliere la virata verdina/teal, idem per il blu/azzurro medio, usando un po’ di giallo per togliere la virata che usciva sul violetto, usando alla fine anche il pennarello nero per rendere la colorazione un po’ più scura e fare strati di “sabbia” con sfumature leggermente differenti tra loro.

Ok, detto così non si capisce molto, però sono comunque molto soddisfatta, anche perché non credevo che si potesse fare.. non con dei pennarelli, ma per fortuna che esiste internet su cui si può trovare ogni tipo di soluzione/idea, tra l’altro anche molto facile da realizzare: un bicchiere, del sale/zucchero, dei pennarelli, un contenitore di vetro/plastica dove mettere il risultato finale,.. mettere un po’ di sale/zucchero nel bicchiere e mescolarlo facendo dei piccoli cerchi con il pennarello del colore voluto, procedere fino a quando il tutto diventa della colorazione/intensità desiderata, cambiando pennarello nel caso in cui sia necessario bilanciare la colorazione [es. il giallo con pochi “giri” per contrastare il viola, o il rosso per contrastare/annullare il verde”, nero per scurire e desaturare], continuando a mescolare fino a quando si è soddisfatti.
È una cavolata, ma funziona e i pennarelli tra l’altro continuano a funzionare/scrivere!

..ed è stato anche rilassante.

Ora finisco di vedermi Il Castello Errante di Howl e poi a nanna,.. dormo sempre troppo poco [dalle 4 alle 5 ore] e il FitBit non fa che confermarmelo -_-‘

Filofax

La questione Filofax mi sta leggermente sfuggendo di mano, specialmente dopo essere entrata in una Cartoleria all’ingrosso [dove finalmente ho trovato anche più risme in formato A5: non dovrò più tagliare a metà gli A4!]

Però è bellissima e svolge perfettamente il suo compito, anche se devo ancora creare/stampare dei refil totalmente personalizzati, tranne per la parte “agenda” che l’ho già sistemata, trovando un giusto compromesso con comunque la perenne possibilità di modificare tutto in base all’esigenza quotidiana, stampando anche pagine singole.

Credo che fondamentalmente questa parte “creativa” sia la più interessante [per l’occasione ho anche rispolverato InDesign], peccato però che la stampante non sia molto d’accordo..

 

Una foto pubblicata da Silvia T. (@syliat) in data:

Se e quando riuscirò a fare tutto ciò che voglio/mi serve, proverò ad approfondire meglio la questione anche su questo spazio, anche solo come promemoria

Sono-a-pezzi

Dopo aver carteggiato il muro della cucina per tutto il pomeriggio [avendolo pulito giorni fa dai pezzi che stavano cadendo, sistemandolo e stuccandolo], per poi ri-tinteggiarlo, credo proprio che potrei avere una discreta carriera come muratore.
Senza contare i precedenti con l’altro appartamento.

..ma un tempo, queste cose, non le facevano gli uomini?
Se per caso ne avete uno disponibile, in grado e — specialmente — con ancora la volontà di fare certi lavoretti casalinghi impegnativi, me lo prestate per favore?!
Grazie -_-

Faccio-Da-Me

Qualche giorno fa ho deciso di non riportare più qui sopra le mie personali recensioni dei vari prodotti presi e/o provati — eco-bio e non — ma di usare direttamente il sito ufficiale ciao.it, sfruttando finalmente l’account che avevo creato qualche tempo fa, specialmente dopo aver capito come aggiungere quei prodotti non ancora presenti nelle loro infinite liste, un po’ carenti per quanto riguarda l’eco-bio.

Perché questo appunto? Perché ho cancellato il post di qualche giorno fa, quello sullo shampoo VerAloe e volevo specificarne il motivo, inoltre volevo anche introdurre un’altra mia intenzione, cioè quella di riportare i miei pastrocchi-eco-bio-faccio-da-me detti — nel gergo “tecnico” eco-bio — spignatti.

Questo perché, in questi mesi, il mio interesse verso il mondo eco-bio è aumentato sempre più, tanto da spingermi ad approfondire ulteriormente l’argomento, passando dalla semplice ricerca dei prodotti finiti, tra scaffali e siti, alla vera e propria creazione di quei stessi prodotti, ma con un INCI molto più semplificato, pulito e selezionato totalmente in base ai miei gusti e alle mie esigenze.

Che cosa c’è di meglio?!?

Io in questo lungo percorso sono appena nella fase iniziale, dato che mi sto ancora informando un po’ su tutto, sugli ingredienti base, sulle ricette, sui vari usi e sulle eventuali “attrezzature”, però piano-piano sto iniziando anche a provare, partendo ovviamente dalle piccole cose, come ad esempio il gel ai semi di lino, fatto giusto 3 giorni fa e usato sia come gel normale, sia come impacco pre-shampoo, con un effetto veramente soddisfacente [altro che siliconi e simili].

A dire il vero non ne volevo parlare adesso, ma visto che ci sono.. continuo, quindi se non siete interessati, potete tranquillamente smettere di leggere,.. io intanto, metto il titoletto:

gel ai semi di lino

Per fare questo gel ovviamente ho usato dei semplici semi di lino, quelli scuri, non quelli dorati [acquistati a NaturaSì, a 1,96 euro], poi dell’acqua demineralizza, del miele, del sale, un po’ di succo di limone e dell’olio essenziale.

Prima di tutto ho messo 500ml di acqua in un pentolino, poi ho aggiunto circa 6 cucchiai di semi di lino e ho iniziato la bollitura a fuoco basso, fino a oltre l’ebollizione, e alla creazione di una schiumetta beige.

Poi ho spento e ho versato il gel ottenuto in un contenitore, tramite l’uso di un colino a rete non troppo fitta [altrimenti il gel non passa], operazione che richiede estrema pazienza, specialmente se il gel risulta essere troppo denso, a causa di un’eccessiva evaporazione dell’acqua, ma in tal caso basta premere, aspettare, o aggiungere nuovamente dell’acqua e girare molto bene.

Una volta diviso tutto il gel, mi sono limitata ad aggiungere un pizzico di sale, un cucchiaio di miele, un cucchiaino di limone e una goccia di olio essenziale — io avevo solo la lavanda, quindi ho usato quello, meglio dell’odore naturale dei semi di lino — mescolando il tutto e lasciando raffreddare,.. dopo di che, visto che non ho aggiunto alcun conservante e che conservandolo in frigo il gel dura meno di una settimana, l’ho versato in una vaschetta per il ghiaccio [consiglio quelle in silicone, tipo Ikea], facendolo poi congelare.

Come ho riportato prima, il motivo di questa mia scelta è dato da una maggiore conservazione del prodotto, che in questo modo può ugualmente essere usato nel momento del bisogno, nel mio caso dopo aver lavato i capelli — per dargli una maggiore definizione e per fissare/stirare la frangia — scongelando un cubetto appena prima, mettendolo a bagnomaria, operazione che avviene in pochi istanti.

E siccome ho visto che un cubetto è veramente tanto per un solo utilizzo, dato che ne basta veramente poco di prodotto per ottenere un ottimo effetto, il restante gel può essere messo in un piccolo contenitore, nel mio caso in un mini-spray, lasciandolo poi in frigorifero e usandolo al massimo per 5 giorni, passando poi al cubetto successivo.

Dopo tutta questa operazione, ho riusato immediatamente gli stessi semi di lino, per fare una seconda preparazione, ma questa volta con l’intenzione di usare il gel come semplice impacco pre-shampoo.

In questo caso ho usato acqua normale, circa 700ml, e ho rifatto tutto esattamente come prima, fino all’aggiunta degli altri ingredienti, dove ho messo solamente un cucchiaio di miele, poi l’ho fatto raffreddare e l’ho messo in frigorifero.

Il giorno dopo, provando l’impacco, mi sono resa conto che la quantità fatta è veramente tantissima per una sola applicazione, dato che essendo il gel molto “gelatinoso/appiccicoso”, si attacca subito ai capelli, non cola e può essere tranquillamente massaggiato, facendolo arrivare ovunque, quindi l’ho diviso in 4 porzioni, mettendole in alcuni bicchieri di plastica semi-dura e congelando subito il tutto, per poterle scongelare e usare tranquillamente nel momento del bisogno, nel mio caso.. credo una volta a settimana, o ogni due settimane, dipende dai capelli e dall’attuale shampoo antiforfora che sto usando, che tende un po’ a seccarli.

I risultati, come ho riportato inizialmente, sono stupefacenti, l’impacco — lasciato in posa più di un’ora — mi ha lasciata a bocca aperta, dato che senza l’ausilio di alcun balsamo, i capelli non erano solo morbidissimi e districati, tanto che pettinandoli non ho trovato un solo nodo, ma erano anche lucenti.

Mentre per il gel, beh.. sicuramente non ha nulla da invidiare a quelli commerciali, dato che ha la stessa tenuta, forse maggiore e senza residui, sebbene io l’abbia creato per usarlo in modo “soft”, per un blando effetto-spuma, infatti ne uso poco, sui capelli bagnati e applicandolo con le mani inumidite, “stropicciando” i capelli dalle punte.

Ecco, queste sono le mie “prime preparazioni”, che inaspettatamente mi sono venute molto bene e infatti penso proprio che prossimamente le replicherò esattamente nello stesso modo, forse cambiando solo l’olio essenziale.

Si nota che queste piccole cose mi stanno.. non solo interessando, ma anche divertendo?! ;)