Un Triste Ponte..

Speravo che questo “ponte” – sebbene per me sarà solo parziale – fosse tranquillo, spaesato e gioioso, invece il 24 è morta improvvisamente la mamma di una mia carissima amica d’infanzia, con cui ovviamente sono cresciuta e che è sempre stata la mia “migliore amica”,.. quelle amicizie che bene o male, anche se non ci si vede/sente per anni e anni resta lì, in sospeso, intatta, fino al nuovo incontro.

Ed è solo per questo che ieri sono andata al “Rosario”, sebbene io non creda minimamente a queste cose e anzi, le aborri totalmente, motivo per cui per mio padre non avevamo fatto nulla, anche per sua volontà, cosa che ieri sera ho ringraziato infinitamente vedendo le solite sceneggiate tinte di ipocrisia, quelle che appunto io odio all’inverosimile, a maggior ragione quando c’è chi soffre veramente e dovrebbe essere lasciato stare, senza doversi fare carico ANCHE di quelle “cavolate popolari”, in cui la maggior parte delle gente va solo per farsi belle, guardare chi altro c’è, chiacchierare come se fosse un evento mondano e sparare condoglianze a raffica come se fosse un saluto qualunque.
Scene che ho visto anche in quest’occasione, con persone che si fiondavano in chiesa perché “altrimenti non troviamo più posto” come se fosse la prima di una film, dopo ovviamente aver fatto la fila delle condoglianze ad alcuni parenti appostati – in fila a loro volta – davanti a un muro prima della chiesa,.. la cosa assurda è che erano cugini, nipoti, parenti acquisiti, ma la mia amica e quindi l’unica figlia e il marito/padre sono arrivati “tardi” e nessuno se li è più calcolati, perché erano già prendere posto in chiesa.
Non è dannatamente ipocrita tutto questo????
Certe cerimonie dovrebbero essere fatte per confortare i vivi, coloro che soffrono maggiormente, non per fare scenette a vuoto confortando chi in quel momento vuole solo mettersi al centro dell’attenzione, perché sì: è chi soffre meno che ha il tempo per piangere e di fare salotto, non chi soffre di più ed è più coinvolto dalla perdita!!!

Famiglia diversa, cultura diversa, eppure ieri ho visto ugualmente le stesse modalità che ho vissuto io.. e la cosa mi ha talmente scossa da riportarmi a due anni fa, alla morte di mio padre, facendomi scoppiare a piangere e scappare letteralmente dalla chiesa gremita, facendomi desiderare di andare direttamente via senza aspettare la fine della sceneggiata… ma non l’ho fatto, perché avevo promesso alla mia amica che ci sarei stata e – di nuovo – quando tutto è finito, le persone sono scappate via senza guardarsi indietro e gli unici rimasti sono stati i più sofferenti.. e le persone più intelligenti che erano lì effettivamente per confortare e dare il proprio sostegno morale, aspettando per avere il modo di farlo, nella calma, non nell’apparenza della folla.

Io ho aspettato, trovando tra l’altro una nostra coscritta ed ex compagna di classe, che a sua volta 3 anni fa ha perso sua madre per un tumore, dopo un lungo periodo non facile, quindi sapeva.. e chi sa, chi c’è passato, chi si è ritrovato improvvisamente ad avere il mondo sulle spalle, con la vita completamente cambiata, senza poter delegare a nessuno,.. lo vedi, perché cammina in punta di piedi, c’è, ma senza far pesare la sua presenza e senza sciolinare inutili parole di circostanza come “condoglianze” [quando ho odiato quella parola ogni volta che mi veniva scritta/della per mio padre.. o “mi dispiace”..].
Ci siamo confrontate nel dolore nella situazione, che inevitabilmente ti riporta ai “tuoi demoni” e alla tua sofferenza, il che rende tutto ancora più doloroso e drammatico,.. ma è stato d’aiuto, perché ti senti meno sola, trovando un po’ di conforto, anche nel poter esternare realmente ciò che provi, senza maschere e frasi vuote, che non servono proprio a nulla.

Credo che sia anche per questo, per il dolore già vissuto, che la mia amica mi ha voluta lì, cercandomi all’entrata della Chiesa, prendendosi qualche istante per abbracciandomi forte, sospirando profondamente per trattenere le lacrime, prendendomi per la mano chiedendomi di seguirla, sebbene poi mi sia fermata in fondo anche per via della folla.. facendo bene tra l’altro, per via poi della mia successiva inaspettata reazione a pochi minuti dall’inizio del Rosario. Ritrovandoci alla conclusione, in cui ci siamo riabbracciate, riparlate, anche se non liberamente vista la presenza della nostra coscritta.. e poi – anche se la circostanza era non delle migliori – mi ha finalmente presentato il suo compagno e futuro marito, assieme ai loro figli,.. ebbene sì, non li avevo ancora mai visti dal vivo, tra una cosa e l’altra non c’era mai stata l’occasione.
Assurdo, ma è così.

Tra qualche ora ci sarà il funerale, io le ho promesso di esserci e ci sarò, anche se non so se entrerò in chiesa, forse farò come ieri, l’aspetterò per salutarla e poi mi farò da parte, anche perché sicuramente oggi ci sarà ancora più gente e le varie sceneggiate saranno ancora più spiccate, e io non voglio farne parte, quindi mi limiterò ad osservare e aspettare, nel caso in cui lei dovesse avere bisogno anche solo di un abbraccio o di un “conforto visivo”,.. dopotutto ieri sera tardi mi ha scritto su Whatsapp che per un’istante aveva temuto che me ne fossi andata, rimanendo contenta e sollevata nel rivedermi all’uscita della chiesa, quindi credo che sì.. in qualche modo per lei sia importante ed è solo questo che conta, anche se io preferirei essere da tutt’altra parte.. per non dover fare i conti con la mia di sofferenza, che sta tanto bene assopita e celata com’è solitamente…

Ah.. un appunto che non c’entra nulla con tutto questo, ma è avvenuto sempre il 24: l’Associazione per cui ho collaborato per anni a Brescia mi ha ricontattata, richiedendo nuovamente la mia disponibilità ad occuparmi del loro sito web e comunicazione online in generale, perché l’ultima persona a cui si sono affidati ha fatto un piccolo caos e non sanno come correre ai ripari.
Non so ancora cosa farò, prima di prendere qualsiasi decisione credo che attenderò di conoscere la loro proposta economica, dato che no, non faccio più nulla per la mera gloria altrui, tanto meno in questo caso, avendo già dato troppi anni ai soggetti in quella città [..che continua a perseguitarmi!!!].

L’Indipendenza

L‘indipendenza è quella cosa preziosa che ti rende libera, forte e talvolta spaventosa agli occhi dei piccoli uomini, che cercano di ostacolarla in ogni modo, sebbene tutte le donne dovrebbero averla di diritto, proprio come lo è sempre stato per loro, eppure tutt’oggi non è così, perché per le donne è dannatamente più difficile ottenerla e mantenerla nelle varie fasi della vita, e agli occhi degli ignoranti tutto ciò appare ancora “normale”.

L’ho bramata per anni, capendo che era il mio unico mezzo di libertà e speranza di salvezza da una brutta relazione, ma mi sono resa conto molto presto che in realtà l’indipendenza TOTALE è la chiave della propria “salvezza” in generale e con tutte le relazioni, perché MAI nessuno potrà ricattarti, incatenarti e neppure sminuirti, dato che da libera.. da forte… da “completa”.. è molto più facile allontanare immediatamente le persone negative, l’importante è non dare mai loro ALCUN potere sulla propria vita, non rinunciando MAI alla propria indipendenza, in nessun campo… perché è in quel momento che diventi più debole e “prigioniera”, in totale balia di una mentalità ancora profondamente misogina e maschilista, che purtroppo si cela ancora in tantissimi uomini italiani [anche quelli che spesso sostengono il contrario, dichiarandosi pro-indipendenza «certo hai i tuoi spazi, certo hai i tuoi tempi, certo hai i tuoi impegni, certo hai il tuo lavoro, certo hai le tue amicizie».. tutte cazzate ai fatti, perché loro – e ciò che vogliono – pretendono poi di venire sempre prima di tutto.. specialmente di te].

L’indipendenza non solo ti fa stare meglio con gli altri, ma ti fa stare meglio con te stessa, perché ti toglie tante paure, quelle che fondamentalmente spingono poi a fare scelte sbagliate o a non fare proprio alcuna scelta, come la paura di stare da sola… quante cazzate ha fatto fare e crudeltà ha fatto subire a ogni singola donna in questo mondo? quante?

Lei è la chiave di tutti i nostri problemi.. e i piccoli uomini lo sanno, ecco perché ne sono terrorizzati.

Questa veloce riflessione non è nuova, l’ho compresa e “fatta mia” negli anni, con varie esperienze.. dirette e indirette, ritrovandomi ogni volta a prenderne comunque atto,.. un tempo con paura e smarrimento, mentre ora con forza e fierezza, perché il mio modo di vivermi, di vivere le altre persone e talune situazioni è decisamente cambiato, cosa di cui sono sempre più orgogliosa.

Poi ci saranno sempre gli alti e i bassi, i periodi in cui tutto sembra essere magnifico e altri in cui tutto sembra distruggersi, ma fa parte della vita e della propria costante crescita, della propria “fortificazione”, e alla soglia dei miei 36 anni, dopo averne passate veramente di ogni, posso tranquillamente affermare che: mi va benissimo così.
Tante sfide in cui mettersi veramente in gioco, evolvendo e imparando ogni volta qualcosa di nuovo, senza stagnarsi nel nulla.
Per il mio modo di essere – io che prendo vita e rendo al meglio sotto pressione – ci sta.

Così Non Può Andare..

Io sono una persona molto cauta e spaventata attualmente, ho il terrore di fare il passo più lungo della gamba, perché fondamentalmente non so proprio se sono pronta a conoscere un’altra persona… e qualche ora fa questo dubbio è diventato ancora più acuto, così come “la paura” del passato, di ripetere determinati errori e di tornare a dipendere dagli “umori altalenanti altrui”, cosa che no.. non posso proprio permettermi in questo momento e NON voglio neppure, dato che non ho bisogno di altri problemi/paranoie..

Quindi probabilmente la risposta è NO, non sono pronta a conoscere/frequentare un’altra persona, sono ancora troppo fragile, troppo spaventata, troppo insicura.

Io vorrei qualcosa di “leggero”, senza paranoie, senza troppi pensieri o aspettative, senza l’oppressione dei dubbi e dell’ansia, ma mi sto rendendo conto che a quanto pare non è possibile e questa volta non “a causa mia”, perché io mi sto facendo in generali pochi problemi/pensieri, limitandomi a vivere le cose un giorno alla volta, mentre l’altra persona… no, si sta già facendo mille paranoie buttandomele tutte addosso e senza alcun motivo apparente, dato che non c’è stata alcuna discussione, niente di niente, eppure durante a una chiacchierata che sarebbe dovuta essere tranquilla e piacevole, di colpo mi sono sentita tirare fuori tutti i problemi del mondo, anzi.. le paranoie… le sue paranoie e insicurezze, tra cui “non so se sono pronto per questo“, “se c’è qualche problema te ne voglio parlare“, “sono in un periodo di stallo“, bla bla bla… cose che francamente avrebbero avuto più senso se fossero uscite dalla MIA bocca, il che rende tutto ancora più assurdo, specialmente perché attualmente non c’è proprio nulla…. non c’è niente di definito, nessuna “promessa” o “impegno”, eppure anche se tutto dovrebbe essere molto più che tranquillo, così a quanto pare non è…

No, non ho bisogno di complicazioni addirittura dove non dovrebbero esserci, perché non ci sono neppure le “basi” per crearle/vederle.

Sono un po’ delusa, perché la piacevole leggerezza dei giorni scorsi è stata improvvisamente cancellata e non ho neppure capito il motivo, però so che così non può andare… e che probabilmente la cosa migliore da fare sarebbe prendere immediatamente le distanze, lasciandolo a confrontarsi da solo con le sue paranoie e il suo “periodo di stallo”.

Indietro.. MAI e poi MAI

Seppur con tutti i casini che ci sono nella mia attuale vita, i giorni no, i mille problemi, le incazzature, la paura per un futuro incerto e quant’altro, non tornerei mai e poi MAI indietro alla mia non-vita precedente.

..e quest’unica solida consapevolezza – stranamente – riesce a sollevarmi, quanto a consolarmi pur tutto ciò che devo e dovrò ancora affrontare.

Le meraviglie della mente umana…

Il Freddo è Qui!

L’inverno è decisamente arrivato, anche se la neve c’è e non c’è, tanto che molte piste sono tutt’ora create principalmente con la neve artificiale, sparata dai cannoni, facendo un buffo effetto a “lingua di neve tra il prato e le montagne”, che solo i turisti disperati possono apprezzare [specialmente con quello che pagano..].

Il freddo però c’è tutto, con le temperature che continuano a scendere, tra un vento fortissimo e poi giornate come questa, in cui tutto è sereno, con tanto di sole splendente.
La condizione ideale per prendersi un po’ di tutto direi.. e io mi auto-ringrazio [con il coro dei gatti] per aver ri-preso a settembre la mia copertina riscaldata e lo scaldasonno caldissimo, comodissimo, con tante temperature e con orario di spegnimento automatico [idem per la coperta].

Ieri tra l’altro – sfidando il forte vento – sono anche andata ad Ivrea partendo verso le 17 e tornando alle 18:30, solo ed esclusivamente per prendere le cartucce compatibili della stampante Epson, visto che dovevo stampare il Referto di mio padre e purtroppo – dopo qualche giorno di concessione – si rifiutava di stampare ancora in B/N essendoci una cartuccia colorata esaurita, cosa che oramai tendono a fare tutte ed è veramente snervante.
E nel tragitto all’andata ho preso atto di una cosa ovvia, ma a cui – dovendo guidare – non ci si pensa: le strade sono piene di coglioni, che non hanno minimamente rispetto né per le regole, né per la loro stessa vita, né per quella degli altri.

Si parla tanto della guida spericolata dei cittadini nelle città, ma qui non è tanto meglio, tra gente che supera prima di curve cieche [nella mia vallata lo vedo sempre], ad altre che non rispettano il rosso dei semafori passando comunque [ecco, questo non lo avevo mai visto neppure a Brescia], ad altre ancora che superano proprio all’entrata di un paese, dove non solo è vietato superare a prescindere, ma la strada è stretta e in più ci sono le macchinette per il controllo della velocità, che fanno foto+multa [e spero tanto che se la prendano TUTTI], eppure è la regola, ogni volta che passo in quel paesino tempestato di autovelox fissi e con limite dei 50, c’è sempre qualcuno che mi sta addosso, anche arrivando a gran velocità dal nulla, che scalpita per passare e verso la fine fa manovre assurde pur di non aspettare altri 4 secondi prima di schiacciare l’acceleratore al massimo.

Stessa cosa vale anche per il rispetto dei pedoni, ammetto che io stessa inizialmente tendevo a non fermarmi, ma semplicemente perché quando ho ripreso a guidare ero già nervosa di mio, stavo imparando a usare una nuova auto e tendevo a concentrarmi solo sulla strada, quindi proprio i lati non li consideravo.. e comunque a volte pur stando super attenta ti ritrovi ugualmente la pazza suicida di turno, che attraversa non solo dove non è possibile, ma addirittura in un posto in cui i pedoni NON devono esserci, non ci sono mai e per giunta dietro a una curva cieca.
Questa me la ricorderò a vita,.. il primo giorno che ho ripreso a guidare.
In ogni modo ora quando li vedo in anticipo mi fermo, anche perché oramai accade un po’ come in città: se sei un pedone o ti butti, oppure mai nessuno ti farà passare, ignorandoti completamente anche se sei lì al gelo e al freddo che scalpiti visibilmente per attraversare.
Ehhhh.. la civiltà, questa sconosciuta.

..certo che farsi un viaggio di un’ora e mezza per una cavolo di cartuccia è proprio ridicolo, eppure questa è la Valle D’Aosta o ti metti alla guida per chilometri anche per le cose più basiche, oppure non troverai mai nulla [ecco com’è nata la mia passione/necessità dello shopping online…oltre che per i prezzi molto più competitivi rispetto a quelli che ci sono qui, nella Regione più cara di tutte].

Il Terrore Della Solitudine.. e [giustamente] di se stessi

Mi fanno ridere quelle persone che urlano a mari e monti di essere fatte per stare da sole, abituate alla solitudine, che hanno BISOGNO della solitudine, sbandierandolo quasi come un “mantra”, usato sia come ricatto, sia come “giustificazione” alle mille carenze.. e poi quando la solitudine arriva realmente, dopo pochi istanti le vedi affannarsi disperatamente per cercare a tutti i costi qualcuno, non importa chi, va bene chiunque, l’importante è che le faccia sentire importanti e che attenui – a senso unico – la loro immensa solitudine e infelicità, cosa che non avverrà mai, essendo parte del loro assoluto vuoto interiore.

E questo sì, questa ipocrisia, questa falsità perpetua verso loro stesse e gli altri, mi fa morire dal ridere per l’immensa pena, ma nello stesso tempo mi causa anche un grandissimo dispiacere verso la prossima sfortunata vittima, ingenua e speranzosa, trovata/scelta a Random [più fragile e sola è, meglio è], che con l’illusione di una finta felicità, che verrà distrutta ben presto, verrà solo usata, sfruttata e annientata, per tentare di sopprimere una profonda incapacità altrui inesorabilmente incolmabile.

Referto

Ho appena letto il Referto della PET online, che poi ho inviato via whatsapp al Medico di Famiglia, facendogli io un breve riassunto sulla situazione attuale, che poi lui mi ha confermato.

In pratica il tumore primitivo – nella Coda del Pancreas – è migliorato, mentre il resto è tutto stabile.

……..

Francamente non so come commentare, dovrebbe essere una bella notizia e la è, ma psicologicamente/emotivamente è un contraccolpo che mi spiazza, mi confonde e quasi mi infastidisce, come se fossi stata ingannata, perché nei mesi scorsi mi ero preparata a tutt’altro, sia per le cose che mi erano state dette e ripetute da tutti i professionisti, sia per le cose che avevo letto io stessa.

Quindi ora sono.. non so… non so bene come reagire e come prenderla, cosa che mi dispiace, ma è così, le montagne russe le ho già affrontate e domate tempo addietro, quindi ora l’idea di dover iniziare tutto da zero un’altra volta sul piano emotivo/psicologico mi toglie tutte le energie e no, non so proprio se ce la farò nuovamente, non dopo essermi già preparata al peggio mettendomi il cuore in pace [se apparentemente o meno, questo non si sa].

C’è anche altro che mi spaventa e riguarda la mia vita,.. la MIA vita, che non si sa più dove sia e dove/quando/se ci sarà nuovamente.
Sarò egoista, ma anche no, dato che tirando le somme in tutto questo gran caos alla fine sono quella che lo è stata meno e francamente non ne vado per niente fiera.

PET, terzo round

Domani tocca alla PET, teoricamente l’appuntamento doveva essere per oggi, l’11, ma per problemi di rifornimento del materiale necessario non molto tempo fa è stato spostato al 12.

Posso dire che non ho affatto alcuna voglia di ritornare ad Aosta per aspettare ore la conclusione di tale visita? Anche perché le due volte precedenti il mio cellulare non aveva mai smesso di suonare, la prima volta per la finanza – con incontro esterno – l’altra per il contabile e la questione “invalidità civile” che dovevo risolvere al più presto, inviando la documentazione richiesta, tra cui la dichiarazione dei redditi completa di mio padre [..ecco cosa c’entra il contabile].
In più ora siamo in Inverno, ed è vero che le previsioni non sono brutte, ma il freddo comunque c’è e si sente, quindi stare a passeggiare fuori per ore e ore.. no.. non è proprio il massimo della vita, ma la parte più brutta e difficile in realtà è il dopo, sono i risultati, è il doverli leggere/capire da sola e poi comunicarli a mio padre… o anche no, perché “un filtro” di tutela lo applico sempre e lo farò fino a quando mio padre non mi chiederà seriamente e direttamente come stanno le cose, ma ad oggi non lo ha mai fatto, né con me, né con i medici.

Oggi ne ho anche parlato col medico di famiglia, che è passato mentre mio padre non c’era, gli ho detto un po’ in generale come sta mio padre, o meglio, come io vedo che lui sta, dato che purtroppo lui continua a negare molti problemi che in realtà sta avendo, un po’ come faceva prima di essere ricoverato la prima volta, però non si rende conto che in questo modo non aiuta nessuno, tanto meno se stesso,.. e poi gli ho parlato della mia preoccupazione.. o disagio.. o ansia… o qualsiasi cosa.. per il post-PET, perché giustamente mio padre si aspetterà una risposta, ma io non so proprio se sarò in grado di dargliela, proprio a livello emotivo [che nei scorsi mesi avevo azzerato], perché io per prima non so se avrò la forza, il coraggio, di leggermi il risultato per cercare di capire com’è l’attuale situazione sul fronte “tumore”…. che tra l’altro dovrei comunicare anche a mio fratello e a mia zia.

Ecco perché mi sono fissata con le Filofax, o con qualsiasi altra cosa [colore incluso], perché le “fissazioni” su altro mi permettono comunque di staccare da tutto questo, facendomi distrarre… e stare bene, il che per me è positivo, anche se per le finanze purtroppo lo è decisamente meno [la contabilità serrata la sto facendo anche per questo..].

È arrivato il 2016

..finalmente è arrivato il 2016, almeno è questo che mi verrebbe da dire, anche se so bene che in realtà non cambia niente, dato che i problemi del 2015 non smettono certo di esistere solo per la modifica di una data, però spero che in futuro questo nuovo anno si farà notare/ricordare per altro di non troppo – o non solo – negativo, anche parlando di mio padre, sebbene io sia ben consapevole che quest’anno sotto questo punto di vista potrebbe andare molto peggio, ma psicologicamente credo di essermi già preparata mesi fa, ecco perché comunque mi sento tranquilla.

Il punto della situazione del 2015 è: un gran casino, che può essere riassunto in “tutti i nodi – ma proprio TUTTI – sono giunti al pettine, in un colpo solo“, con tutte le conseguenze del caso, anche perché ce n’erano veramente tanti, tra cui molti a me totalmente sconosciuti e con cui ho dovuto comunque fare improvvisamente i conti, ritrovandomi a fare/decidere di tutto per tamponare e tentare di risolvere questioni molto problematiche.. altrui e per riflesso anche mie.

Non sono però giunti al pettine solo “nodi altrui”, bensì anche i miei… dopo anni in cui scioccamente rimandavo all’anno/mese/settimana/fatto/insulto successivo, alla fine la vita mi ha letteralmente obbligata a confrontarmi con tutto ciò, facendo cadere ogni maschera, ogni parola vuota, mostrando solo ed esclusivamente i fatti, nudi e crudi, facendomi accapponare letteralmente la pelle e le viscere dal disgusto più profondo e dall’incredulità di aver buttato via troppi anni della mia vita per…. niente, se non dolore, oppressione, annullamento/controllo continuo, svalutazioni crudeli e quant’altro, a cui non voglio neppure più pensare, già ora nel cercare di fare questa breve “lista” mi è preso il rigetto mentale, perché non ha avuto alcun senso vivere tutto quello schifo per così tanto tempo e tanto meno ha senso ri-viverlo ora pensandoci e/o ricordando quel periodo che voglio totalmente rimuovere, lasciando solo una parziale traccia di avviso per me stessa, per non ricaderci mai più in futuro.

Quindi sì, è stato decisamente l’anno dei nodi giunti al pettine, dello smascheramento, della dura verità, della presa di coscienza e conseguentemente della reazione, dell’assunzione di responsabilità, delle scelte realidei problemi – tanti e pesanti – finalmente affrontati, alcuni risolti/chiusi, altri tutt’ora in “lavorazione”.

Ed è stato quindi anche l’anno del mio ritorno, che non posso definire “rinascita”, perché non sono cambiata, sono semplicemente tornata ad essere me stessa, la VERA me stessa [forse un po’ migliorata direi, perché cresciuta/maturata], riscoprendomi nuovamente per quella che sono realmente e non per quel burattino inerme, svuotato di tutte le cose belle e riempito solo di ansie, bugie, solitudine, insicurezze, sensi di colpa, inadeguatezza, critiche, etc. che una persona senza cuore, senza empatia, senza anima, senza alcun tipo di emotività e sentimenti reali, aveva tentato di creare in ogni modo possibile, per imporre meglio la sua triste vita e volontà, per poter continuare a non dover MAI giungere a compromessi paritari e a non doversi MAI mettere in discussione, deviando sempre altrove ogni singola colpa delle sue profonde incapacità.

È stato un bellissimo “risveglio”, un risveglio da un coma indotto molto profondo, avvenuto in circostanze atroci e orribili, ma a quanto pare necessarie per spronarmi a liberarmi finalmente da quella prigione, durata così a lungo.

Per questo il 2015 non riesco a bollarlo totalmente come pessimo, perché oggettivamente mi ha aiutata molto, come nessun altro negli anni passati è riuscito a fare.. neppure io stessa, nel male ha aiutato tutti quanti noi a tirare fuori la testa da sotto la sabbia, affrontando la realtà,.. la vita, cosa tutt’altro che facile, ma se si DEVE fare, lo si fa, senza paura, senza parole vuote, senza temporeggiare, senza delegare, senza paranoie, senza insicurezze limitanti, senza compromessi unilaterali, senza nascondere, senza rimandare, senza giustificare, senza scappare… ed è senza alcun dubbio la cosa migliore, SEMPRE.

Mi sto rendendo conto che dall’odio più profondo che ho provato verso quell’anno, ora sto quasi scivolando verso l’assoluta riconoscenza, perché sì, è stato un anno di merda, molto pesante, addirittura aggressivo e spaventoso, oltre che doloroso,.. un vero e proprio inferno in terra, ma è stato anche cruciale e decisamente importante per la MIA vita e quella di tutta la mia famiglia, riuscendo a riunirci dopo tantissimi anni e a regalarci comunque anche tanti momenti belli che avremmo potuto non vivere mai.

Quest’anno lo inizio sempre con la speranza, una speranza però finalmente “sana” e non più incatenata a un malato circolo vizioso, altro dono ereditato dal 2015, perché ora è reale e può veramente portare a qualcosa di bello, anche se come sempre molto dipenderà solo ed esclusivamente da me, dalle mie scelte e dalle mie non scelte,.. una lezione imparata a caro prezzo.

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