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Radioterapia

Non aggiorno da un bel po’, per vari motivi, tra cui il caos dato da troppe visite e dalle problematiche della vita di tutti i giorni, che ovviamente non possono mancare.

Il 20 luglio ho iniziato la Radioterapia, ieri ho concluso la prima settimana, anzi.. no, in realtà ho iniziato la seconda [5 giorni a settimana, dal lunedì al venerdì], dato che il 20 era un giovedì e in sostanza sono al 7 giorno fatto, quindi ne mancano 13.. teoricamente, se non mi cambiano le cose “in corsa”.
Ieri, venerdì, ho fatto il controllo, di cui io non sapevo niente, perché ovviamente la comunicazione pecca sempre molto nell’ambito sanitario, infatti mi chiedevo come sarebbe andata a finire e a chi avrei dovuto parlare di eventuali problematiche, visto che durante le sedute le infermiere che se ne occupano ti dicono che “ne devi parlare a chi sta fuori“… ma “fuori” non c’è mai nessuno -_-‘
Organizzazione impeccabile direi.
Comunque.. il controllo con la Radioterapista che mi ha presa in carico fin da subito, e l’assistente/infermiera, è andato discretamente bene, dato che – dopo mesi che io lo dicevo – hanno finalmente constatato che sì, la mia pelle è in effetti estremamente sensibile, anche a causa del mio pallore spiccato, motivo per cui dopo 7 giorni sono già arrossata, con pizzicori vari e un po’ di gonfiore, cosa che non promette molto bene, visto che più si va avanti, più l’aggressività degli effetti aumenta.

Per questo motivo oltre all’Olio Spray Vea, da applicare il più possibile [io lo applico già 4 o 5 volte al giorno], mi hanno dato un’altra crema, la Connettivina 2mg, con Acido ialuronico sale sodico, che non è una crema meramente cosmetica, come un’altra che avevo preso per i fatti miei dato che l’avevo vista consigliata in questi frangenti, la XDerit, ma è proprio catalogata come “farmaco” e il tubicino è veramente piccolo, contiene infatti solo 15 mg di prodotto per 10 euro circa e io devo praticamente farci degli impacchi quotidiani.

Non so ancora dire se effettivamente funzioni o meno, dato che l’ho usata ieri sera per la prima volta, ma indubbiamente mi auguro di sì, più dell’Olio Spray Vea, super consigliatissimo perché contiene praticamente solo Vitamina E pura, infatti spesso viene usata per lenire la pelle dei bambini o per trattare zone molto secche, dermatiti, etc. però la Vitamina E, per quanto potente possa essere [e alcuni nuovi studi in realtà iniziano a mettere in discussione pure questo..].. non può fare tutto da sola, almeno non per il mio tipo di pelle.

Per ora però posso dire di stare bene, ho un po’ di “pizzicore” la sera, momento in cui tra l’altro la zona si arrossa di più, come accade per le più comuni bruciature o rossori da post abbronzatura, ma per ora nulla di più.. anzi, ho sempre un po’ di nausea fissa, ma mi hanno detto che non dovrebbe dipendere dalla Radioterapia, bensì da tanti fattori messi assieme, tra cui il “problema alla gola” [faringite? infezione? reflusso? qualcosa di più serio? non si sa, volevano farmi una biopsia, ma ora sembra tutto rimandato al prossimo mese], il farmaco Tamoxifene che sto prendendo da 24 giorni, le difese immunitarie abbassate, un fattore psicologico/nervoso.. boh.. mistero, diciamo che fanno un po’ lo “scarica barile”, la Radioterapista sull’Otorino e l’Otorino sulla Radioterapista.

14 novembre 2017
Aggiorno semplicemente per aggiungere giustamente un’opinione completa sulla crema Connettivina: OTTIMA.
Posso tranquillamente dire che mi ha risparmiano atroci sofferenze, dato che da dopo l’inizio degli impacchi il seno – che stava subito iniziando a patire tantissimo, diventando viola, secchissimo e dolorante – è migliorato notevolmente, stupendo anche il medico, attenuando tutto e facendomi arrivare alla fine del trattamento senza alcun problema particolare, gonfiore e rossore classico a parte [ok, un problema l’ho avuto, ma all’ascella, dato che nessuno mi aveva avvisata che mi avrebbero esteso la radioterapia anche lì e non avendo messo nulla, alla fine del trattamento mi si è totalmente infiammata, con prurito, dolore, “lacerazioni varie”.. passando dopo 2 settimane circa,.. ma questo sottolinea ulteriormente quanto mi sia stata utile l’applicazione sul seno della crema Connettivina, mentre per l’Olio Vea.. no, sarebbe stata meglio la versione in crema].

UN CONSIGLIO: la mia pelle quasi da subito faticava ad assorbire le creme, non comportando quindi alcun beneficio, specialmente usando l’olio, ma non solo, anche con tanta crema alla fine nulla si assorbiva più e inoltre sporcavo continuamente gli abiti.
La soluzione per me è stata molto semplice: la pellicola trasparente che si usa in cucina.
Mettere sempre la crema, tanta, e poi ricoprire il seno con uno strato di pellicola, indossando poi il reggiseno e gli abiti, lasciando agire per tutta la notte o anche per tutto il giorno, cambiando poi la pellicola e rifacendo altri impacchi, ovviamente togliendo/lavando prima il residuo della crema precedente, in tal modo il seno si manterrà sempre ben idratato e le creme faranno maggiormente il loro effetto.
Per me la pellicola è stata una salvezza.

 

Curiosità sulla Radioterapia:

  • Per assicurarsi che il posizionamento durante la Radioterapia sia sempre super-preciso, seduta dopo seduta, qualche settimana prima dell’inizio della terapia vengono effettuati dei Tatuaggi permanenti veri e propri, dei piccoli puntini, in un numero soggettivo che dipende dalla posizione e da svariati fattori, a me ne hanno fatti 4 [1 tra i due seni, 1 qualche centimetro sotto, e 2 lateralmente, sotto l’ascella, uno per parte].
    Vengono fatti durante la misurazione per il posizionamento, che viene effettuata con una TAC, che dura poco tempo. Dopo aver trovato la posizione più adatta e aver ricevuto conferma da Radioterapia, lo Specialista procede ad effettuare i tatuaggi, ma non con una macchinetta classica, bensì con una “pompetta” piccola da cui esce un ago. In sostanza viene velocemente inserito l’ago e contemporaneamente viene premuta la pompetta per immettere l’inchiostro nella pelle e poi viene rimosso.
    E’ un’operazione che dura pochi secondi, ma con sorpresa ho scoperto che l’inchiostro brucia notevolmente quando viene “pompato”, cosa che non accade quando si effettua un tatuaggio normale.
    Non è necessario idratarli e guariscono nel giro di pochissimo tempo, un giorno, neanche.
  • La seduta dura pochissimo, giusto 10 minuti, non si sente alcun dolore, si sente solo il rumore della macchina, come se stesse “scoppiettando”, oltre al fatto che il lettino viene continuamente “riposizionato” in automatico.
  • Il trattamento viene effettuato in totale solitudine, come quando si fa una TAC, in realtà la macchina è la stessa e funziona nello stesso modo [è così che ti “posizionano” perché ti vedono proprio con la visuale da TAC, e con l’aiuto dei 4 puntini tatuati esternamente, più un raggio di luce rossa che fa le line di posizionamento sulla pelle], ma in più “spara” radiazioni ionizzanti, motivo per cui c’è una telecamera e un microfono, e tutti gli addetti escono per andare nella “sala comando”, tornando solo a macchina spenta e quando il trattamento è concluso.
  • Durante la terapia la zona da trattare – dopo il posizionamento – viene comunque coperta da un panno, dato che le stanze con le macchine sono sempre freddissime, per evitare il surriscaldamento di quest’ultime.
  • Dalla data in cui viene effettuata la misurazione per il posizionamento con la TAC, più i relativi tatuaggi sulla pelle [solitamente 3 o 2 settimane prima dell’inizio della Radioterapia] viene categoricamente VIETATO di PRENDERE o PERDERE peso, cosa che io non sapevo e ho scoperto a inizio settimana, quando mi hanno un po’ “cazziata” dato che la misurazione fatta il 4 luglio non combaciava più, avendo io perso circa 1 kg [si mettessero d’accordo, per escludere il Reflusso mi era stato vietato di mangiare praticamente tutto.. e col male alla gola, mangiare non è facile]. Che ansia, altro che Bilancia!
  • La Radioterapia rientra nei “trattamenti salvavita” [chemioterapia inclusa] e molti ospedali dedicano dei parcheggi appositi gratuiti, oppure al termine della seduta consegnano un foglio per non dover pagare il parcheggio, che deve essere consegnato all’Operatore che lo gestisce assieme al biglietto d’ingresso. Il Parini di Aosta, nel relativo parcheggio coperto, funziona proprio così, mentre l’Ospedale d’Ivrea è un grande punto interrogativo, a noi non avevamo mai detto niente, ma spesso gli operatori sanitari hanno il brutto vizio di non avvisarti dei tuoi diritti, quindi bisogna CHIEDERE SEMPRE! Perché appunto.. SONO DIRITTI, a maggior ragione quando c’entra una terapia salvavita.