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I miei Prodotti preferiti

Stavo pensando da un po’ di fare questo post, con l’elenco di quei prodotti che adoro e che continuo ad usare senza alcuna intezione di “provare altro”, perché convinta di aver trovato il meglio per me.

Un elenco difficile da fare in realtà, perché i prodotti veramente “must” sono difficili da trovare, siccome spesso mi imbatto in delusioni a breve o lungo termine, che magari mi causano una serie infinita di reazioni poco gradite, ulteriore motivo per cui credo che sia utile elencare i prodotti che attualmente prediligo e non voglio cambiare, anche per paragonarli nei mesi/anni futuri e vedere quale persiste e quale invece è stato sostituito.

1. Balsamo Labbra fai-da-te

Il primo tra tutti, che è sempre con me, è il balsamo labbra fai-da-te che uso da 2/3 anni, che ha rivoluzionato totalmente il mio modo di vivere e apprezzare le mie labbra, rendendomi tra l’altro accessibile l’uso dei rossetti, anche i più secchi [ecco perché improvvisamente ho iniziato ad acquistarli], mentre prima mi era assolutamente impossibile a causa della secchezza costante, con picchi dolorosissimi nei periodi invernali, tra una screpolatura profonda e l’altra.

Prima di fare questo balsamo credo di aver provato tutti i lipstick in commercio [purtroppo anche il Labello, vade retro!], compresi quelli eco-bio, che costano il triplo, ma che con me hanno un limitato effetto e non mi risolvono il problema, neppure con un’applicazione costante, forse perché su di me i burri non idratano niente. Idem per i balsami labbra, tra cui avevo provato anche il costosissimo e superquotatoRève di Miel“, restandone profondamente delusa, perché non solo la stesura non era morbida, ma il prodotto – sulle mie labbra – creava una patina giallastra, che con il passare dei minuti si ragrumava, con un effetto veramente orribile, senza tra l’altro idratare minimamente.

Creare il mio balsamo labbra è molto facile, anche perché richiede pochi ingredienti, tra l’altro facilmente reperibili [io li avevo già tutti in casa, alcuni dei quali acquistati precedentemente su AromaZone] e inoltre il video di carlitadolce è molto chiaro, il che facilita e velocizza ulteriormente la “creazione” [e se ci sono riuscita io, ci possono riuscire tutti].

Questi sono gli ingredienti, per 100 gr di prodotto [è tantissimo]:

  • Cera d’api 20 g.
  • Olio di riso 45 g. [io ho usato e userò anche in futuro l’Olio di germe di grano]
  • Tocoferolo 5 g.
  • Olio di Jojoba 5 g.
  • Glicerina vegetale 5 g.
  • Miele 20 g.

Cos’altro posso dire? Provare per credere, io ho provato e ora non ci penso minimamente a provarne altri commerciali, perché lui fa tutto ciò che desidero, dura moltissimo e in più so perfettamente di cosa è composto.

2. Olio di Argan

Il secondo prodotto, scoperto tra l’altro da qualche mese, è l’Olio di Argan.
Sì, lo so che è famosissimo da tempo, ma io non mi ero mai azzardata ad usare un olio sul viso allo scopo di idratare, solitamente usavo l’olio [di germe di grano o di cocco] solo per struccare, assieme al panno in microfibra [altro must], facilitando estremamente la rimozione dei fondotinta molto coprenti e notransfert – come quello della Revlon – o del mascara, eyeliner, etc. Invece provando quest’olio – puro al 100% – ho avuto modo di scoprire che al contrario di tutti gli altri, praticamente non unge, si assorbe subito e lascia la pelle molto morbida, senza appesantirla o creare reazioni sgradevoli, motivo per cui posso usarlo anche io, pur avendo la pelle mista e soffrendo a random di dermatite seborroica [sebbene ovviamente io lo usi comunque con cautela e non giorno e notte, ma solo quando la mia pelle lo richiede, perché particolarmente secca o maltrattata].

Un altro suo uso che trovo molto utile, è per disciplinare i capelli asciutti arruffati/crespi, infatti con una goccia stesa sulle mani e poi sui capelli, quest’ultimi magicamente iniziano a mettersi in ordine, senza appesantirsi/ungersi.
Specifico però che non ho notato alcun beneficio positivo nella sua applicazione sui capelli bagnati, che al contrario una volta asciutti risultano quasi “appiccicati” e secchi, cosa che non accade con gli altri Oli, come l’olio di cocco, l’olio di germe di grano, l’olio di jojoba [forse il mio preferito per questo tipo di applicazione] e l’olio ai semi di lino.

Posso decisamente affermare che questo prodotto attualmente ha sostituito la crema di Verdesativa [idratante e anti age], che è stata la mia preferita per gli ultimi anni, ma che essendo eco-bio aveva una scadenza veramente troppo breve per le mie necessità, infatti in 3 mesi io non riesco assolutamente a consumare 50 g di prodotto, usandone poco e solo quando necessario, motivo per cui l’olio [di lunga conservazione se trattato bene] ha risolto questo problema [e quello del costo].

3. Panno in microfibra

Come scritto precedentemente, un altro “must” per me è senza alcun dubbio il panno in microfibra, che uso da anni per struccarmi, anche con semplice acqua calda quando non uso fondotinta ostici, con ottimi risultati e senza alcun uso di qualsiasi altro prodotto specifico [olio a parte, quando devo “sciogliere” un make-up resistente, con il successivo uso di un detergente delicato per rimuovere tutta l’untuosità restante].

4. Equilibra aloe detergente intimo

Sebbene sia venduto come detergente “intimo”, io lo uso come detergente per il viso, perché è l’unico che dopo il risciacquo non mi causa quella brutta sensazione di “pelle che tira”, inoltre non solo non secca, ma non mi causa alcun bruciore. Effetti positivi più unici che rari per un detergente con la mia pelle ultra problematica [e io credo di averli provati quasi tutti, specialmente quelli da farmacia, anche prescritti da dermatologi, ma sempre con pessimi risultati].

5. Olio alle mandorle dolci

Uso quello di Provenzali, unico prodotto idratante che utilizzo per tutto il corpo e per me il migliore, anche rispetto alle creme, sia come durata, sia come costo, sia come risultato/idratazione, ovviamente se usato puro e regolarmente [.. purtroppo non sono così brava] dopo la doccia/bagno, applicandolo con la pelle ancora bagnata/umida [mai secca!]

6. Magic Peeling

Guanto esfoliante, che fa egregiamente il suo lavoro, tanto da spaventare per quante cellule morte riesce sempre a rimuovere, lasciando la pelle veramente liscia a morbida. Mi è capitato di provarne altri nel corso degli anni, ma mai nessuno esfoliava in questo modo.
L’unica pecca è il costo, non propriamente basso [dai 18 ai 21 euro] e la delicatezza, il mio infatti si era parzialmente scucito al primo utilizzo, ma una volta ricucito l’ho usato veramente per tantissimo tempo [e lo uso tutt’ora], ottenendo sempre un buon risultato, sia per il corpo, sia per il viso.
Per pulirlo e renderlo anche più efficace, è sufficiente usare il sapone di marsiglia. Facile e veloce.

7. Matita occhi nera Feline di MAC

La prima matita occhi nera opaca che finalmente è riuscita a soddisfarmi pienamente, un vero piccolo miracolo per me, infatti è molto scrivente, morbida, ma nello stesso tempo è anche resistente e con i miei occhi costantemente umidi, capaci di sciogliere qualsiasi cosa, non è poco, eppure il Kohl Feline di MAC è riuscito egregiamente a superare la sfida, tanto che non lo uso solo come matita interna, ma anche al posto dell’eyeliner, per avere un effetto meno marcato e più naturale [prima usavo l’ombretto nero, che però ovviamente tendeva a “cadere” durante l’applicazione, sporcando facilmente il viso e poi durava meno].
L’unica pecca è che sembra essere introvabile, non essendo nella linea permanente, ma uscendo annualmente [?] con le varie collezioni temporanee [il senso?].
A conferma di questo sono circa due anni che cerco di riprenderlo [per il terrore di restare senza], ma senza successo, perché sul sito ufficiale quando c’è risulta essere sempre esaurito. Ancora mi chiedo come io abbia fatto a prenderlo la prima volta, visto che evidentemente era stata una mera botta di fortuna, capitando sul sito proprio nel momento in cui lo avevano rimesso in vendita, mentre poche ore dopo risultava già essere nuovamente esaurito.
Se lo trovate, pensate a me. -_-‘

26 settembre
L’ho trovato e acquistato il 4 settembre! Questa volta sembra essere molto più reperibile delle volte precedenti, che sia finalmente in permanente?

8. Tone Correcting Consealer Ivory di Elf

Di correttori ne ho abbastanza, tra l’altro la maggior parte sono di MAC, eppure mi rendo conto di tornare sempre al correttore Tone Correcting Counsealer di Elf, estremamente low cost, che non ha una coprenza totale, tutt’altro, ma che proprio per questo è facilmente applicabile e fa un leggero effetto illuminante, aiutando comunque a camuffare le imperfezioni e a illuminare lo sguardo.
Credo di usarlo perché semplicemente è a prova di errori e richiede pochissimo tempo, pur applicandolo a occhi chiusi.
L’ho acquistato un’infinità di volte, facendone scorta, infatti attualmente ho ancora alcune confezioni chiuse nel cassettino apposito e prima di finirlo totalmente, sicuramente lo riprenderò di nuovo.

9. Beauty Blender

L’unica spugnetta che riesco ad usare e l’unica che uso per applicare il fondotinta, in effetti è stata una rivoluzione per me, perché prima di lei – con la mia pelle problematica – non riuscivo ad applicare bene i fondotinta liquidi, infatti li evitavo accuratamente, mentre da quando l’ho acquistata ho ripreso ad usarli e ne sono sollevata, specialmente quando la mia pelle è particolarmente orrida.

10. Coppetta Mestruale

Come già scritto più volte in questo blog, un prodotto di cui non riuscirei più fare a meno è la Coppetta Mestruale FleurCup [è l’unica che uso e ho usato, con cui mi trovo benissimo, taglia piccola]. Inutile elencare nuovamente i pregi, che oramai si trovano ovunque, quindi mi limito a linkare semplicemente un mio post passato e a sottolineare che l’ho acquistata a 14 euro totali 3 anni fa e che da allora ho evitato la spesa mensile di 5 euro per gli assorbenti [prima usavo i lines “è”, costosi] e probabilmente eviterò altre spese simili per i prossimi 7 anni. [fate il conto..]

..to be continued.

Come si usa la coppetta [video]

Chi non conosce ancora la coppetta mestruale? Questo video, molto chiaro, credo risponda a molte domande delle indecise, su come si usa e funziona.

Oramai dovrebbero essere 3 anni che la uso e non tornerei indietro, agli assorbenti [bleh], per nulla al mondo.

La Consapevolezza di Se

Sto notando – e ho sempre notato – che a molte donne manca una grandissima consapevolezza: quella del proprio corpo.

Come fa una donna a pretendere rispetto dalla parte del suo partner e a reclamare la sua “libertà sessuale” e relativa scelta, se lei per prima non si conosce [e quindi non si rispetta] nell’intimo? Arrivando tra l’altro ad auto-sminuire la sua parte più intima, con appellativi osceni.

Troppe donne non hanno ancora la più pallida idea di come siano fatte, hanno il terrore del termine “vagina” e assurdamente non l’hanno mai vista ed esplorata, definendola come una cantina brutta, sporca e cattiva, che non deve essere ne guardata, ne toccata.
Questa mentalità giova a chi? A chi l’ha creata: gli uomini beoti e maschilisti, con il profondo terrore della libertà e dell’indipendenza della donna [esattamente come succede nei Paesi e nelle culture dove c’è la mutilazione vaginale, la mentalità alla base e lo scopo è lo stesso].
Nel nostro paese la mutilazione vaginale non viene praticata culturalmente, ma c’è da dire che non ce n’è mai stato bisogno, perché la semplice idea di intimità è sempre stata “sporcata” e “viziata” [grazie specialmente alla Chiesa], diventando un tabù che per le donne – non tutte, ma molte – dura ancora adesso.

Da anni negli altri Paesi stanno cercando di riscattare il diritto delle donne di riappropriarsi della propria vagina, liberandosi dalla cultura “perbenista” e accusatoria nei confronti della sessualità delle donne, mentre qui siamo anni luce indietro e l’ho rivisto poco fa in alcuni commenti scritti da donne [giovani e meno giovani] sotto un video in cui si parlava della coppetta mestruale [che io tra l’altro uso da 2 anni, ed è una vera e propria liberazione], coppetta che in Italia è arrivata circa 4 anni fa, mentre nel resto del mondo è venduta e usata dagli anni 60 [e questo dice tutto].

L’auto-accettazione del proprio corpo, della propria intimità e sessualità, è la base, senza quella non arriveremo mai da nessuna parte, perché le donne continueranno ad essere viste –  e accettate – solo come un mezzo per il piacere altrui e non come persone con un’intimità, una volontà e un’esigenza propria.
Atteggiamento che purtroppo è visibile ovunque, infatti le donne che non si presentano solo come “mezzo passivo”, ma bensì come persone con una volontà attiva, con una conoscenza totale del proprio corpo e con una sessualità definita – gusti, preferenze, etc – vengono ancora definite “puttane”, “ninfomani”, “zozze”, “sporcaccione” e quant’altro, sia da uomini, sia da donne.

Credo che anche questo sia un argomento importante che dovrebbe rientrare nella sensibilizzazione culturale, sia perché purtroppo è ancora visto come “tabù”, sia perché come ho scritto in precedenza è proprio alla base di tutto, la sessualità d’altronde è sempre alla base di tutto.

  • Great Wall of Vagina

La Coppetta Mestruale

Ultimamente non mi sto più dedicando a internet e/o alla fotografia, credo che il caldo, i pensieri, le nuove conoscenze e varie preoccupazioni abbiano preso il sopravvento, motivo per cui francamente — al contrario di prima — non penso neanche più a questo piccolo spazio virtuale.

Mi dispiace però, perché vorrei condividere alcuni pensieri ed esperienze, come quella della coppetta mestruale, che in Italia è più nota come MoonCup, ma solo perché qui sembra essere l’unica “marca” venduta dai negozi eco-bio, sebbene in realtà, in commercio, ce ne siano molte altre, anche più economiche e, a mio avviso, fatte molto meglio, come ad esempio la FleurCup, che non avendo scritte e avendo il gambetto in silicone medico “pieno”, è anche molto più facile da pulire, oltre che da “gestire”, per le più “inesperte”.

Si tratta di un argomento delicato, lo so, o meglio, bollato da molte come “tabù”, perché oggettivamente il solo pensiero iniziale — per com’è stata impostata la nostra mentalità fin dal primo ciclo — sicuramente spinge quasi alla repulsione, cosa che era successa anche a me, fino a quando, spinta dalla curiosità e dalle potenzialità del prodotto, ho deciso di informarmi meglio, per poi decidermi a provarlo io stessa, dopo aver valutato tutti i pro e i contro.
Se ora lo sto scrivendo qui, è ovvio che i pro — anche e specialmente dopo la prima esperienza — abbiano superato di netto i contro, che francamente si sono dileguati praticamente nel nulla, perché anche “il tabù”, con la sensazione di repulsione, è svanito alla seconda prova, facendomi capire era un qualcosa di meramente “indotto” — da tante cose esterne, che non elenco, giusto per non essere polemica — e non era certo naturale, ma d’altronde come poteva esserlo, visto che il ciclo ci appartiene da sempre, da prima dei moderni assorbenti chimici, e fa parte di noi, del nostro essere donna?

Le mie impressioni e la mia esperienza:

Iniziamo col dire che fuori casa per ora non l’ho ancora provata, o meglio, non ho effettuato il cambio al di fuori del mio bagno, anche perché essendo il primo utilizzo, ho dovuto valutare e imparare tutto, prendendo confidenza piano-piano e non solo con l’inserimento, la posizione e l’estrazione, ma anche con il ciclo stesso, per capirne il reale flusso, valutandolo con la dimensione stessa della coppetta [la mia è la più piccola della linea FleurCup, inizialmente avevo preso quella più grande, però della linea LadyCup, adatta alla mia età, ma provandola mi era sembrata troppo grande per me].. e quindi dopo quanto tempo fare il cambio.
Sui vari forum c’è scritto che i cambi possono essere fatti anche dopo 12 ore, in effetti tutto è legato al flusso, che per ognuna è estremamente soggettivo, motivo per cui nei primi cicli bisogna imparare a “valutarlo”, anche in base ai giorni.

Per la mia esperienza posso dire che il primo giorno – per l’agitazione – la svuotavo ogni due ore, quando in realtà c’erano appena 2 gocce, cosa che però che mi ha permesso di “allenarmi”, diciamo così, sia con l’inserimento, sia con l’estrazione, sia con il posizionamento, tutte cose che inizialmente mettono una certa ansia per vari timori che non hanno alcun fondamento, come la possibilità di perdere la coppetta chissà dove o il non riuscire più ad estrarla.

Nei giorni successivi invece mi sono calmata, fino ad arrivare a dimenticarmela totalmente, anzi, a dimenticarmi proprio del ciclo, complice la “tranquillità acquisita”, la posizione interna migliorata e la sistemazione del “gambetto”, che ho tagliato fino a lasciare solo 1 cm, ma ora che ho imparato ad “abbassare” la coppetta solo con i muscoli interni e ad estrarla stringendo delicatamente la base con le due dita [com’è suggerito ovunque], credo che nel prossimo ciclo lo taglierò del tutto, anche perché il gambetto non serve assolutamente per tirare ed estrarre [altrimenti subentra un dolore notevole simil “risucchio” e comunque non si riesce ad estrarla], ma solo per “trovare” e far “dondolare” la coppetta, cercando di smorzare l’effetto ventosa.

In questi giorni di tranquillità sono arrivata a cambiarla anche dopo molte ore, cosa che in fondo è inevitabile quando la si usa di notte e non ho mai avuto alcun tipo di problema, ma al contrario non ho mai dormito così tranquillamente, senza alcuna “posizione forzata” e senza ansia per casini & co, idem per il giorno. Talvolta durante il giorno c’erano delle piccolissime perdite, ma visto che io uso normalmente i salvaslip, non mi causavano alcun problema e comunque ho visto che spesso dipendevano dalla posizione errata della coppetta o dai suoi buchini “otturati”, oppure dal suo spostamento legato all’uso involontario dei muscoli interni, cosa che tendenzialmente accade quando si va “in bagno” [a me almeno è successo, però ho avuto la sensazione che con l’abitudine si impara anche quali muscoli usare e quali lasciare immobili, acquisendo tra l’altro una maggior sensibilità, il che non è certo una cosa negativa].

Come con tutto inizialmente bisogna imparare, ma in questo caso specifico bisogna prevalentemente imparare non tanto “a fare”, bensì a conoscersi, cosa che tra l’altro mi ha colpita di più e in positivo, stupendomi addirittura del fatto che certe cose di me non le conoscessi realmente, dato che le davo prevalentemente per scontate, dopotutto con l’uso degli assorbenti non ci si sofferma mai a cercare di capire come funziona il tutto intimamente durante il ciclo, quali sono realmente i ritmi, i muscoli usati, il “percorso”, etc, mentre con la coppa tutto diventa essenziale.

Sul fatto che la coppetta sia igienica o meno, posso affermare tranquillamente che io non mi sono mai sentita così pulita durante il ciclo, per il semplice fatto che la parte esterna non si sporca mai e resta asciutta, magari – inizialmente – capita di sporcasi durante l’estrazione, ma è comunque questione di pochi secondi, anche perché a casa è consigliato di fare il cambio non sul water, bensì sul bidè, perché indubbiamente è molto più comodo avendo l’acqua che scorre e che porta via quasi subito il sangue mestruale, permettendoti non solo di pulire immediatamente la coppetta [stappando se è necessario anche i buchini se si sono otturati, riempiendo la coppetta d’acqua, appoggiando l’apertura principale sul palmo, e schiacciandola in modo tale da far uscire l’acqua solo dai piccoli buchini, che così facendo si puliscono subito], ma anche di sciacquarti, usando eventualmente il sapone intimo, sia per la coppetta [se non è troppo aggressivo], sia per le mani, sia per la parte intima [solo esterna ovviamente: mai sballare la flora batterica vaginale].
In questo modo anche il “trauma della prima volta” viene decisamente dimezzato e diventa molto più facile trovare la tranquillità per continuare ad “imparare”.

Per il cambio effettuato in luoghi esterni, come ho detto inizialmente, per ora non ho ancora provato, ma leggendo molte esperienze ho visto che alcune usano le salviette intime per pulire la coppetta una volta estratta, così come le mani e la zona intima, oppure portano con loro una piccola bottiglietta d’acqua, in cui alcune mettono un po’ di amuchina, per sciacquasi le mani prima di estrarre la coppetta e poi per i lavaggi successivi [ma MAI nella vagina!]. C’è anche chi usa solo la carta igienica e alla fine ovviamente si lava le mani “nelle zone comuni” dei bagni pubblici.
In ogni modo, una volta che si prende dimestichezza tutto diventa molto più semplice e veloce, perché si impara a trovare la posizione più adatta e a mio avviso anche i muscoli stessi si abituano alla coppetta e a tenerla “adeguatamente” [specificando che ci sono vari tipi di coppette: le rigide, quelle semi-rigide e le morbide], anche se  chi non possiede dei muscoli vaginali particolarmente tonici dovrebbe comunque provare a fare gli esercizi di Kegel, oppure ad usare le “palline massaggianti” [che personalmente sto meditando di prendere per curiosità] tutte cose che aiutano sempre e a tutte le età, coppetta mestruale o meno.

Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente sì, in tal caso se avete domande o curiosità, chiedete pure.

Consiglio fortemente questo gruppo su FB: https://www.facebook.com/groups/lacoppettamestruale
Ed eventualmente anche il Forum: http://lacoppettamestruale.forumattivo.com/

CoppettaMestruale