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Orchidea Wonder Blue

Mi ero ripromessa di non prendere altre orchidee, limitandomi a cercare di fare sopravvivere quelle che ho – 2 Phalaenopsis White – a maggior ragione perché quella piccolina oramai sembra non avere più alcuna speranza visto che l’eccessiva umidità ha compromesso proprio la parte “centrale” tra le foglie e le radici, molto probabilmente perché avrei dovuto coprirla meno con il Seramis, lasciando scoperta quella parte per permetterle una maggiore ventilazione.. a maggior ragione considerando la bassa temperatura attuale intrisa di molta umidità.

Sbagliando si impara, si dice, quindi cercherò di non incorrere nello stesso errore con le altre.

Però la mia ossessione per l’azzurro/turchese/etc. mi ha fatto cedere immediatamente alla tentazione di portare a casa con me l’Orchidea Phalaenopsis Wonder Blue, che in realtà avevo già visto online prima ancora che acquistassi la mia prima orchidea, non trovandola però fisicamente da nessuna parte, neppure nei vivai.. e come sempre quando si smette di cercare una cosa PUFF te la ritrovi inaspettatamente davanti, tra l’altro in questo caso al SELF, neppure in un vivaio o in un negozio specializzato, cosa che mi ha permesso di pagarla 15 euro e non 30/35 come avevo visto sul web, senza contare che è enorme – anche se ha un solo “ramo” con i fiori – infatti devo ancora capire dove metterla.

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Purtroppo qualsiasi fotografia io faccia oggi non rende minimamente – con o senza filtri – dato che c’è pochissima luce per via della giornata molto grigia, però spero di riuscire a rimediare nei prossimi giorni, perché il suo colore originale estremamente intenso merita di essere visto in tutto il suo splendore, in effetti ora che ci penso è identico a quello del mio “fiore di legno” che presi lo scorso anno alla Fiera di Sant’Orso e che riprenderò anche quest’anno.

Ecco perché non ho saputo resisterle, quella tipologia di colore mi chiama prepotentemente vincendo istantaneamente… è una debolezza bizzarra, me ne rendo conto. :D

Ora però dovrei cambiarle il vaso che giustamente non ho, dato che non avevo in previsione tale acquisto, per cui tra poco mi limiterò a controllarle le radici sostituendole l’attuale composto con Seramis e le classiche palline d’argilla, poi deciderò se sfruttare uno dei vaso di vetro che presi all’Ikea due mesi fa – svuotandolo dal potpourri – o meno [..ma diventerebbe ancora più “alta, stesso motivo per cui non sto prendendo il considerazione il vaso Lechuza CUBI che uso per le altre 2..].

Ah.. oltre all’Orchidea in realtà ho acquistato altre 2 piantine d’appartamento, piccole-piccole però, una la mia amata Spathiphyllum e l’altra dovrebbe essere la Kenzia o comunque dovrebbe appartenere alla stessa famiglia.
Sono entrambe due piante che già possiedo, anche se in formato gigante, quindi so già come gestirle – più o meno – e che tollerano mediamente bene questo ambiente, motivo per cui non ho invece preso la Dieffenbachia sebbene ce ne fosse di un’altra tipologia [foglia totalmente gialla internamente e verde solo sul bordo esterno, senza “macchie”],.. un po’ me ne sono pentita in realtà, visto che c’erano alcuni esemplari veramente maltrattati e con le foglie totalmente abbassate per carenza d’acqua, eppure non presentavano alcun ingiallimento [..forse è una tipologia più resistente].

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Questa mania per le piante forse mi sta leggermente sfuggendo di mano, ma fino a quando riuscirò a trovare loro un posticino dove metterle.. non credo proprio che mi fermerò :D

…devo andare a cercare i vasi per travasarle.

lunedì, 5 dicembre 2016, ora 13:22

Reopened

E alla fine ce l’ho fatta, mi sono decisa a “riaprire il blog”, anche se in realtà moooolti post passati più personali resteranno privati, visibili solo effettuando l’accesso – previa registrazione da me autorizzata com’era fino ad ora – e sarà così anche per quelli futuri, diciamo che mi sembra il giusto compromesso tra continuare ad avere un blog per come lo intendo io e tutelare la mia privacy, consentendomi comunque di usare questo spazio anche per i miei sfoghi/racconti/pensieri/progetti più riservati.

Sarà un caso che siamo a fine anno? Uhm.. pensandoci in realtà è abbastanza nella mia normalità “cambiare” il blog o riaprirlo in questo periodo oppure a inizio nuovo anno, dev’essere una mia tappa mentale obbligatoria, in fondo Dicembre serve un po’ a questo, a fare il punto della situazione di tutto, cercando anche nuove prospettive e ovviamente nuovi propositi per l’anno successivo [..ci sto ancora “lavorando”, dopotutto quest’anno – ma anche il 2015 – non è stato affatto semplice].

…un giorno alla volta, un passo alla volta.

Dicembre, il mese che più mi piace, ma che nello stesso tempo generalmente comporta più problematiche, per le aspettative, per la componente familiare, per l’atmosfera un po’ forzata, per i fantomatici propositi e specialmente perché un altro anno si accinge a passare per sempre,.. restando però indelebile all’anagrafe.

È meglio se non ci penso, dopotutto ho ancora 3 giorni da 34enne e ho intenzione di godermeli, partendo da domani, dato che andrò a fare un giro al “Mercatino di Natale” di Aosta che da quello che ho visto in foto/video sembra essere molto carino e scenico, con gli addobbi, le mini casettine di legno e i prodotti tipici artigianali e non, il tutto proprio davanti all’area del Teatro Romano illuminato per l’occasione.

..molto Romantico e Natalizio.

Devo ricordarmi di prendere altri “fiori di legno”, da aggiungere a quello che avevo preso lo scorso anno – e semi mangiato da Leela – dato che solitamente in queste occasioni si trovano, dopotutto sono fatti bene e fanno la loro bella scena [gatto permettendo], anche se poi quasi sicuramente acquisterò un’altra pianta reale da aggiungere in casa, visto che una delle mie Orchidee è morta [incidente di percorso: l’ho coperta troppo con il Seramis impedendole di arearsi bene e l’umidità ha avuto la meglio], mentre con la bellissima Dieffenbachia è un’incognita continua dato che sembra averne sempre una, oggi le ho trovato dei parassiti [per questo le foglie ingiallivano?] quindi le ho spruzzato dell’insetticida e poi l’ho tolta dal vaso, mettendola completamente sotto l’acqua e pulendola al meglio, anche per vedere la sua reale condizione, sia per le foglie, sia per le radici e tutto stranamente si è rivelato essere sano, ci sono addirittura moltissimi germogli nuovi,.. quindi doppio mistero.

Sto diventando una patita delle piante, sì, ma sono bellissime e creano un’atmosfera che amo profondamente, molto di più di palline/luci a intermittenza/pino finto/etc. che quest’anno non ho intenzione di tirare fuori dalle scatole, mi ricorderebbero troppo lo scorso Natale [che è stato il mio primo vero Natale dopo tanti, troppi anni, con l’atmosfera giusta e le persone giuste].. o meglio.. mio padre, per cui mi farebbero l’effetto opposto a quello che dovrebbe essere il loro scopo e non lo voglio assolutamente, avendo bisogno di tutt’altro, di spensieratezza, leggerezza, blande distrazioni, tranquillità e novità/esperienze positive..

…un giorno alla volta, un passo alla volta.

Dieffenbachia Non Ti Capisco

Ho un problema con la bellissima Dieffenbachia e no, questa volta non riguarda la mia gatta famelica, bensì la mia incapacità di capirla e “curarla” al meglio, capendo ciò di cui ha o non ha bisogno, eppure è strano visto che fondamentalmente è una cugina di primo grado della mia Spatifillo, ma niente.. mi manda segnali contrastanti e io non so proprio più cosa fare, temendo sempre più per il peggio.

Poverina..

Nei giorni scorsi aveva abbassato le foglie e quest’ultime erano diventate meno compatte, sintomo di secchezza e di richiesta d’acqua, MA nello stesso tempo alcune le foglioline più piccole hanno iniziato a diventare gialle e quasi a “marcire”, sintomi classici che solitamente segnalano la troppa acqua: ma com’è possibile?!? O_o
Ho provato a bagnarla, ma poco-poco e le foglie hanno iniziato a risollevarsi, diventando più rigide e compatte, tranne quelle più piccoline e gialle, che sono peggiorate.
Ho aspettato un po’, senza vedere miglioramenti, anzi, altre 2 foglioline sono diventate gialle, ma di nuovo quelle più alte e grandi hanno iniziato ad “abbassarsi”, quindi alla fine l’ho presa e tirata fuori dal vaso, cercando di capire che diavolo stesse succedendo: terra troppo bagnata o troppo secca?
È risultata essere leggermente umidina, ma più tendente al secco, eppure ho trovato alcune radici marce e proprio dove c’erano le foglioline gialle, cosa che mi ha lasciata ancora più perplessa avendole dato acqua 2 volte e pochissimo.. ed era evidente dalla terra, quindi non erano stati possibili dei ristagni tanto da causare del marciume, eppure eccolo lì: secca e marcia contemporaneamente, che bellezza.

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Avevo già provato a prenderla una volta, più di un anno fa, quando ancora vivevo a Brescia, ma prima della mia partenza avevo notato che si stava ingiallendo quasi totalmente, eppure era estate, temperatura elevata e non l’avevo bagnata troppo, quindi sapevo che non era così facile come la Spatifillo, però è talmente tanto bella che ho provato comunque a riprenderla e con tutta franchezza credo che continuerò a farlo fino a quando non riuscirò a trovare l’equilibro più corretto per farla sopravvivere al meglio, anche variando il terriccio a questo punto, cosa che in realtà ho già provato a fare.

Stessa cosa vale anche per l’Orchidea, che per ora è lì bella e tranquilla, ma se comunque dovesse andare male credo proprio che ne acquisterò un’altra, anche perché “su carta” in realtà dovrebbe essere una delle piante più facili da “capire” e tenere, dato che è sufficiente controllare le radici: 
Verdi: è tutto ok, non ha bisogno di nulla.
Bianche: è giunto il momento di immergerla nell’acqua, o comunque di bagnarla copiosamente, ma senza ristagno.
Gialle/Marroni: radici morte, da recidere per facilitare la crescita di quelle nuove ed evitare che possano marcire contaminando le sane/nuove.

Ed ecco spiegato il motivo per cui generalmente hanno il vaso trasparente, cosa che mi ero sempre chiesta, oltre a non essere nella terra, ma in substrati più grezzi, che danno modo alle radici di “respirare” e di assorbire l’acqua per un lungo periodo, ma senza ristagni [anche se dipende dal tipo di substrato usato, la corteccia e simili infatti alla lunga tendono a marcire e non assorbono bene l’acqua]

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Ho letto e visto talmente tanti video [specialmente di MissOrchidGirl, the Queen con millemila orchidee di ogni tipo] che oramai mi sento quasi un’esperta, peccato che poi nella realtà le cose vadano sempre diversamente, complicandosi un po’ e diventando estremamente soggettive, essendoci veramente tante variabili, partendo dalla tipologia di Orchidea, da com’è il suo stato di salute iniziale, al tipo di vaso/substrato usato, dalla stagione, dalla zona in cui si vive, dalla posizione in casa, l’umidità, la secchezza e la temperatura, che purtroppo a casa mia è decisamente sfavorevole, essendo molto fredda.

Quest’ultima variabile credo che fondamentalmente sia anche una parziale causa del malessere della mia Dieffenbachia, che non ama il freddo e gli sbalzi di temperatura, in realtà nessuna pianta li ama, ma c’è chi li tollera più di altre.. reagendo in modi meno drastici.

Ah sì, poi c’è il piccolo particolare dei i vasi Lechuza – bellissimi, ma non economici – che dovrebbero proprio evitare problematiche riguardanti le innaffiature, MA nel caso della Dieffenbachia le radici non raggiungono ancora la parte più bassa, quindi per lei attualmente è un vaso come un altro, mentre invece inaspettatamente per la mia Spatifillo sembra già funzionare. anche se non ho ben capito come sia possibile, forse perché riesce comunque a percepire l’umidità e questo le basta, fatto sta che quando l’ho bagnata per 2 volte da sopra le foglie continuavano ad essere più schiacciate del solito, mentre quando per curiosità ho provato a riempire il “serbatoio d’acqua”, si è improvvisamente alzata,.. anche se non riesco a capire se ora stia bene o meno, non ha foglie gialle – troppa acqua – e non sembra stia appassendo, non essendo “schiacciata”, ma non mi sembra neppure in tutto il suo splendore avendo la punta delle foglie secche, però è anche vero che con l’arrivo del freddo è sempre così [vedi sopra].

Le piante sono bellissime e rendono l’ambiente molto accogliente, però non sono per nulla facili da gestire specialmente se “ci si fissa” e se la temperatura non è costante, ma è anche vero che in inverno in realtà dovrebbero “ibernarsi” per così dire, rendendo il tutto un po’ più semplice se non si eccede con l’acqua, anche perché alcune proprio non la vogliono se non per poche gocce al mese [la Monstera e la Stella di Natale sembrano rientrare tra queste, almeno in casa mia].

Monstera

Dimenticavo l’Edera, che sebbene sia intrisa di acqua – mea culpa, non avevo controllato prima l’umidità della terra – sta campando tranquillamente da quando l’ho presa, bella, intatta, con foglioline nuove e senza alcuna problematica [almeno per ora..], tanto che a volte mi sembra finta.. buon per lei.

É evidente che io non sia tra gli eletti dotati naturalmente del fantomatico “pollice verde”, ma giuro che ce la sto mettendo tutta.

Panico da Avvelenamento

Leela questa sera, a un’ora non ben definita, ha mangiucchiato le foglie della Dieffenbachia, che secondo tutte le fonti sul web rientra tra le piante più velenose per i gatti, dopo solo il Filodendro [la Monstera,.. sì].
Io me ne sono resa conto solo qualche ora dopo credo, guardando la pianta e vedendola mangiucchiata nella parte finale di 4 foglie, 3 lievi, ma a 1 ha tirato via almeno 2/3 cm di metà foglia, sempre nella parte finale ed è proprio questa a preoccuparmi di più e a farmi incazzare.

Prima era sulla finestra, l’ho spostata ieri sera mettendola sul ripiano alto della cucina, per vedere se la secchezza di alcune foglie potesse dipendere dalla troppa vicinanza con la finestra e quindi anche per gli spifferi, e quella sciocca di una gatta ne ha subito approfittato per mangiarsela, mentre io credevo che stesse bevendo, non mi è neppure passato per la testa che potesse essere appresso alla Dieffenbachia.
A questo punto per fortuna che non mi sono fidata e ho messo la Monstera sulla finestra, perché altrimenti sarebbe andata dritta a mangiarsela, cosa che in realtà ha tentato di fare un paio di volte ieri sera [..andiamo bene].

Ufffff… che nervi.
Volevo prenderle la sua erba ieri, ma non c’era, ne ho anche piantata un po’ in un vaso giorni fa, senza successo però, dato che non da alcun segno di vita, intanto continua a mangiarsi da sempre la mia Spatifillo, mentre la Kenzia non l’ha minimamente guardata, pur essendo quella maggiormente alla sua portata, a Brescia ad esempio se la pappava continuamente, quindi so che con quella posso stare tranquilla, mentre le altre lo sapevo che potevano essere potenzialmente pericolose, idem la stella di natale, motivo per cui le ho piazzate in alto…. eppure questa sera mi ha fregata, cogliendo un istante di distrazione, in cui proprio non mi sono ricordata di aver spostato la pianta, altrimenti l’avrei controllata..

Ora ovviamente sono nel panico, ho il terrore che si possa ripetere ciò che era accaduto a Loki, sebbene all’epoca non ci fossero queste piante, quindi la terrò sotto controllo per i seguenti sintomi: irritazione locale, scialorrea, vomito, difficoltà di deglutizione, difficoltà di respirazione, se anche solo uno si presenterà la porterò subito dal veterinario, con l’unico problemino che come SEMPRE tutto deve accadere nel fine settimana, in cui tutti svaniscono e non si può fare quasi niente, non qui in Italia almeno.

Ora ho spruzzato sulle piante dell’acqua con un po’ di limone, ma non credo che servirà a molto e ho chiuso la cucina, poi cercherò di trovare dell’erba gatta che può mangiarsi, ma conoscendola questo non la farà stare lontana da tutte le altre piante se ne avrà la possibilità.

ore 02:47
Ho trovato un link del Centro Veleni di Milano, in cui sono riportate le tossicità delle piante e sottolineo “tossicità”, di differente tipologia e scala, in cui viene ridimensionato di molto l’allarmismo che si trova sui siti e forum di animali, tra l’altro nella stessa scala di tossicità viene addirittura inserita la mia Spatifillo, che è divorata dai gatti da sempre, senza effetti particolari.
La stessa cosa appare in un file pdf di un’associazione veterinaria estera – che contiene tutti i testi veterinari? boh – e non solo, in cui viene descritta la modalità di trattamento: acqua o latte, alcuni riportano anche il carbone vegetale sciolto in acqua, ma nessun altro intervento più immediato e invasivo come la lavanda gastrica, l’induzione al vomito, etc. che invece viene consigliata per la Stella di Natale e altre piante evidentemente più tossiche.

Spero che abbiano ragione, ma la terrò ugualmente sotto controllo.