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Come si usa la coppetta [video]

Chi non conosce ancora la coppetta mestruale? Questo video, molto chiaro, credo risponda a molte domande delle indecise, su come si usa e funziona.

Oramai dovrebbero essere 3 anni che la uso e non tornerei indietro, agli assorbenti [bleh], per nulla al mondo.

La Guida della Vagina

Dovevo postarlo, guardandolo sono morta dal ridere e dovrebbe essere visto da tutt*.
Quante preziose verità in pochi minuti :D

Scegli pure..

 Non potevo non pubblicare questa “vignetta”, perché purtroppo rispecchia l’amara verità: se sei donna – spesso e volentieri – non andrai MAI bene e verrai sempre criticata per qualcosa che sei o non sei, come se fosse una colpa mortale: bella, brutta, intelligente, stupida, profonda, superficiale, madre, non madre, moglie, single, casalinga, donna in carriera, etc.

Come ha scritto chi l’ha tradotta: Scegli pure.. [che poi te la facciamo pagare comunque]

scelte

La Consapevolezza di Se

Sto notando – e ho sempre notato – che a molte donne manca una grandissima consapevolezza: quella del proprio corpo.

Come fa una donna a pretendere rispetto dalla parte del suo partner e a reclamare la sua “libertà sessuale” e relativa scelta, se lei per prima non si conosce [e quindi non si rispetta] nell’intimo? Arrivando tra l’altro ad auto-sminuire la sua parte più intima, con appellativi osceni.

Troppe donne non hanno ancora la più pallida idea di come siano fatte, hanno il terrore del termine “vagina” e assurdamente non l’hanno mai vista ed esplorata, definendola come una cantina brutta, sporca e cattiva, che non deve essere ne guardata, ne toccata.
Questa mentalità giova a chi? A chi l’ha creata: gli uomini beoti e maschilisti, con il profondo terrore della libertà e dell’indipendenza della donna [esattamente come succede nei Paesi e nelle culture dove c’è la mutilazione vaginale, la mentalità alla base e lo scopo è lo stesso].
Nel nostro paese la mutilazione vaginale non viene praticata culturalmente, ma c’è da dire che non ce n’è mai stato bisogno, perché la semplice idea di intimità è sempre stata “sporcata” e “viziata” [grazie specialmente alla Chiesa], diventando un tabù che per le donne – non tutte, ma molte – dura ancora adesso.

Da anni negli altri Paesi stanno cercando di riscattare il diritto delle donne di riappropriarsi della propria vagina, liberandosi dalla cultura “perbenista” e accusatoria nei confronti della sessualità delle donne, mentre qui siamo anni luce indietro e l’ho rivisto poco fa in alcuni commenti scritti da donne [giovani e meno giovani] sotto un video in cui si parlava della coppetta mestruale [che io tra l’altro uso da 2 anni, ed è una vera e propria liberazione], coppetta che in Italia è arrivata circa 4 anni fa, mentre nel resto del mondo è venduta e usata dagli anni 60 [e questo dice tutto].

L’auto-accettazione del proprio corpo, della propria intimità e sessualità, è la base, senza quella non arriveremo mai da nessuna parte, perché le donne continueranno ad essere viste –  e accettate – solo come un mezzo per il piacere altrui e non come persone con un’intimità, una volontà e un’esigenza propria.
Atteggiamento che purtroppo è visibile ovunque, infatti le donne che non si presentano solo come “mezzo passivo”, ma bensì come persone con una volontà attiva, con una conoscenza totale del proprio corpo e con una sessualità definita – gusti, preferenze, etc – vengono ancora definite “puttane”, “ninfomani”, “zozze”, “sporcaccione” e quant’altro, sia da uomini, sia da donne.

Credo che anche questo sia un argomento importante che dovrebbe rientrare nella sensibilizzazione culturale, sia perché purtroppo è ancora visto come “tabù”, sia perché come ho scritto in precedenza è proprio alla base di tutto, la sessualità d’altronde è sempre alla base di tutto.

  • Great Wall of Vagina

La Coppetta Mestruale

Ultimamente non mi sto più dedicando a internet e/o alla fotografia, credo che il caldo, i pensieri, le nuove conoscenze e varie preoccupazioni abbiano preso il sopravvento, motivo per cui francamente — al contrario di prima — non penso neanche più a questo piccolo spazio virtuale.

Mi dispiace però, perché vorrei condividere alcuni pensieri ed esperienze, come quella della coppetta mestruale, che in Italia è più nota come MoonCup, ma solo perché qui sembra essere l’unica “marca” venduta dai negozi eco-bio, sebbene in realtà, in commercio, ce ne siano molte altre, anche più economiche e, a mio avviso, fatte molto meglio, come ad esempio la FleurCup, che non avendo scritte e avendo il gambetto in silicone medico “pieno”, è anche molto più facile da pulire, oltre che da “gestire”, per le più “inesperte”.

Si tratta di un argomento delicato, lo so, o meglio, bollato da molte come “tabù”, perché oggettivamente il solo pensiero iniziale — per com’è stata impostata la nostra mentalità fin dal primo ciclo — sicuramente spinge quasi alla repulsione, cosa che era successa anche a me, fino a quando, spinta dalla curiosità e dalle potenzialità del prodotto, ho deciso di informarmi meglio, per poi decidermi a provarlo io stessa, dopo aver valutato tutti i pro e i contro.
Se ora lo sto scrivendo qui, è ovvio che i pro — anche e specialmente dopo la prima esperienza — abbiano superato di netto i contro, che francamente si sono dileguati praticamente nel nulla, perché anche “il tabù”, con la sensazione di repulsione, è svanito alla seconda prova, facendomi capire era un qualcosa di meramente “indotto” — da tante cose esterne, che non elenco, giusto per non essere polemica — e non era certo naturale, ma d’altronde come poteva esserlo, visto che il ciclo ci appartiene da sempre, da prima dei moderni assorbenti chimici, e fa parte di noi, del nostro essere donna?

Le mie impressioni e la mia esperienza:

Iniziamo col dire che fuori casa per ora non l’ho ancora provata, o meglio, non ho effettuato il cambio al di fuori del mio bagno, anche perché essendo il primo utilizzo, ho dovuto valutare e imparare tutto, prendendo confidenza piano-piano e non solo con l’inserimento, la posizione e l’estrazione, ma anche con il ciclo stesso, per capirne il reale flusso, valutandolo con la dimensione stessa della coppetta [la mia è la più piccola della linea FleurCup, inizialmente avevo preso quella più grande, però della linea LadyCup, adatta alla mia età, ma provandola mi era sembrata troppo grande per me].. e quindi dopo quanto tempo fare il cambio.
Sui vari forum c’è scritto che i cambi possono essere fatti anche dopo 12 ore, in effetti tutto è legato al flusso, che per ognuna è estremamente soggettivo, motivo per cui nei primi cicli bisogna imparare a “valutarlo”, anche in base ai giorni.

Per la mia esperienza posso dire che il primo giorno – per l’agitazione – la svuotavo ogni due ore, quando in realtà c’erano appena 2 gocce, cosa che però che mi ha permesso di “allenarmi”, diciamo così, sia con l’inserimento, sia con l’estrazione, sia con il posizionamento, tutte cose che inizialmente mettono una certa ansia per vari timori che non hanno alcun fondamento, come la possibilità di perdere la coppetta chissà dove o il non riuscire più ad estrarla.

Nei giorni successivi invece mi sono calmata, fino ad arrivare a dimenticarmela totalmente, anzi, a dimenticarmi proprio del ciclo, complice la “tranquillità acquisita”, la posizione interna migliorata e la sistemazione del “gambetto”, che ho tagliato fino a lasciare solo 1 cm, ma ora che ho imparato ad “abbassare” la coppetta solo con i muscoli interni e ad estrarla stringendo delicatamente la base con le due dita [com’è suggerito ovunque], credo che nel prossimo ciclo lo taglierò del tutto, anche perché il gambetto non serve assolutamente per tirare ed estrarre [altrimenti subentra un dolore notevole simil “risucchio” e comunque non si riesce ad estrarla], ma solo per “trovare” e far “dondolare” la coppetta, cercando di smorzare l’effetto ventosa.

In questi giorni di tranquillità sono arrivata a cambiarla anche dopo molte ore, cosa che in fondo è inevitabile quando la si usa di notte e non ho mai avuto alcun tipo di problema, ma al contrario non ho mai dormito così tranquillamente, senza alcuna “posizione forzata” e senza ansia per casini & co, idem per il giorno. Talvolta durante il giorno c’erano delle piccolissime perdite, ma visto che io uso normalmente i salvaslip, non mi causavano alcun problema e comunque ho visto che spesso dipendevano dalla posizione errata della coppetta o dai suoi buchini “otturati”, oppure dal suo spostamento legato all’uso involontario dei muscoli interni, cosa che tendenzialmente accade quando si va “in bagno” [a me almeno è successo, però ho avuto la sensazione che con l’abitudine si impara anche quali muscoli usare e quali lasciare immobili, acquisendo tra l’altro una maggior sensibilità, il che non è certo una cosa negativa].

Come con tutto inizialmente bisogna imparare, ma in questo caso specifico bisogna prevalentemente imparare non tanto “a fare”, bensì a conoscersi, cosa che tra l’altro mi ha colpita di più e in positivo, stupendomi addirittura del fatto che certe cose di me non le conoscessi realmente, dato che le davo prevalentemente per scontate, dopotutto con l’uso degli assorbenti non ci si sofferma mai a cercare di capire come funziona il tutto intimamente durante il ciclo, quali sono realmente i ritmi, i muscoli usati, il “percorso”, etc, mentre con la coppa tutto diventa essenziale.

Sul fatto che la coppetta sia igienica o meno, posso affermare tranquillamente che io non mi sono mai sentita così pulita durante il ciclo, per il semplice fatto che la parte esterna non si sporca mai e resta asciutta, magari – inizialmente – capita di sporcasi durante l’estrazione, ma è comunque questione di pochi secondi, anche perché a casa è consigliato di fare il cambio non sul water, bensì sul bidè, perché indubbiamente è molto più comodo avendo l’acqua che scorre e che porta via quasi subito il sangue mestruale, permettendoti non solo di pulire immediatamente la coppetta [stappando se è necessario anche i buchini se si sono otturati, riempiendo la coppetta d’acqua, appoggiando l’apertura principale sul palmo, e schiacciandola in modo tale da far uscire l’acqua solo dai piccoli buchini, che così facendo si puliscono subito], ma anche di sciacquarti, usando eventualmente il sapone intimo, sia per la coppetta [se non è troppo aggressivo], sia per le mani, sia per la parte intima [solo esterna ovviamente: mai sballare la flora batterica vaginale].
In questo modo anche il “trauma della prima volta” viene decisamente dimezzato e diventa molto più facile trovare la tranquillità per continuare ad “imparare”.

Per il cambio effettuato in luoghi esterni, come ho detto inizialmente, per ora non ho ancora provato, ma leggendo molte esperienze ho visto che alcune usano le salviette intime per pulire la coppetta una volta estratta, così come le mani e la zona intima, oppure portano con loro una piccola bottiglietta d’acqua, in cui alcune mettono un po’ di amuchina, per sciacquasi le mani prima di estrarre la coppetta e poi per i lavaggi successivi [ma MAI nella vagina!]. C’è anche chi usa solo la carta igienica e alla fine ovviamente si lava le mani “nelle zone comuni” dei bagni pubblici.
In ogni modo, una volta che si prende dimestichezza tutto diventa molto più semplice e veloce, perché si impara a trovare la posizione più adatta e a mio avviso anche i muscoli stessi si abituano alla coppetta e a tenerla “adeguatamente” [specificando che ci sono vari tipi di coppette: le rigide, quelle semi-rigide e le morbide], anche se  chi non possiede dei muscoli vaginali particolarmente tonici dovrebbe comunque provare a fare gli esercizi di Kegel, oppure ad usare le “palline massaggianti” [che personalmente sto meditando di prendere per curiosità] tutte cose che aiutano sempre e a tutte le età, coppetta mestruale o meno.

Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente sì, in tal caso se avete domande o curiosità, chiedete pure.

Consiglio fortemente questo gruppo su FB: https://www.facebook.com/groups/lacoppettamestruale
Ed eventualmente anche il Forum: http://lacoppettamestruale.forumattivo.com/

CoppettaMestruale

Argomento Tabù??

Leggendo il post di una ragazza, e relativi commenti, mi è sorta una domanda: ma perché molte donne sembrano avere una vera e propria repulsione nei confronti della loro zona intima,.. della loro vulva e vagina?!

Perché? Forse perché sono condizionate dalla  presenza — una volta al mese — del ciclo mestruale, oppure da altre “patologie” causate prevalentemente da possibili squilibri interni o dalla normale e salutare “umidità”? Secondo loro è veramente tutto lì? Ho letto frasi come: «è esteticamente sgradevole/ripugnante», ..ma si sono mai soffermate realmente a osservarsi, studiarsi e capirsi? Perché io lo dubito fortemente, visto l’eccessivo disgusto che dimostrano nei loro stessi confronti.

Questa cosa mi spiazza, forse perché anche io un tempo ero così, poi però crescendo — per fortuna — ho cambiato mentalità, maturando e acquisendo una maggior consapevolezza, riuscendo a vedere quella zona per quello che realmente è: non un qualcosa da sminuire e mortificare, bensì una parte molto importante —  e piacevole —  del corpo femminile, dell’essere pienamente donna, da rispettare, apprezzare e “curare” [curare ginecologicamente/igienicamente parlando, mentre "esteticamente", dipende esclusivamente dal "proprio gusto" personale, senza cadere nelle assurde mode del momento, tra chirurgia estetica, "make-up intimo" e obbrobriosità varie, che denotano solo una profonda mancanza di rispetto per quella zona e per la salute/psiche della donna].

Che poi, non voglio cadere nella psicologia spiccia, però ho notato che chi non apprezza assolutamente quella parte intima — sia donna, sia uomo — solitamente ha anche dei profondi blocchi e svariate problematiche nell’ambito sessuale,… sarà un caso?! Io non credo.

Donne, iniziate ad apprezzarVI, in tutto e per tutto e proprio per quello che siete e COME siete, altrimenti è ovvio che non riuscirete mai a vivere serenamente e appieno la sessualità, non riuscendo neppure a farvi conoscere intimamente dal vostro partner, perché per fare questo.. dovete conoscervi e amarvi VOI per prime.
..e poi ci si lamenta che gli uomini non sanno dove e come “mettere le mani”, andiamo! E’ ovvio che sia così, se nessuna donna si sofferma ad “insegnare” realmente, perché troppo imbarazzata e incapace ad accettarsi lei per prima, tanto da non riuscire ne a conoscersi, ne a sentirsi a proprio agio, non al punto di riuscire a fermare, mostrare e “accompagnarequalcun altro alla scoperta del proprio corpo e piacere.

Se poi vogliamo dirla proprio tutta, so perfettamente che in giro ci sono certi elementi maschili [...] che per primi sminuiscono — in vari modi — la parte intima femminile, ma quelli sono casi patologici, nati/causati da un loro personale fattore psicologico, quindi il problema è solo LORO, non certo VOSTRO. Chiaro??

Bene, mi sono sfogata, l’argomento è sicuramente insolito, ma proprio per questo bisognerebbe affrontarlo più spesso, con maggior libertà e serenità, invece di vedere il tutto come un grande “tabù”, di cui bisognerebbe quasi vergognarsi, peggiorando solo le cose e i vari blocchi mentali.

Basita

La maleducazione oramai regna sovrana, anche in quei luoghi in cui la delicatezza e la professionalità dovrebbero essere al primo posto.

Ma dico: sei in uno studio/ente medico, dedicato alla ginecologia, lavori dalle 15 alle 19, dal lunedì al venerdì, probabilmente non fai nulla oltre a rispondere al telefono e segnare i vari appuntamenti, quindi mi dici qual è il tuo problema?? Quello che ti da la faccia tosta di rispondere male a delle possibili pazienti, con tono scazzato che dice palesemente: “che cavolo vuoi, tra 2 secondi ti sbatto il telefono in faccia“?

E’ stato uno scambio veramente surreale, con la piena consapevolezza che costei, evidentemente infastidita, aveva tutte le intenzioni di chiudere la chiamata dall’inizio della conversazione, mandandomi volentieri a quel paese.

MissSimpatia: ..pronto! [con il tono già incavolato]
Io: …ehmm.. salve, è XXX?!
MissSimpatia:
Io: bene, potrei chiederle alcune informazioni?
MissSimpatia: ..vediamo [già qui avrei dovuto capire e attaccare]
Io: potrei sapere qualcosa sulle visite..
MissSimpatia: [interrompendomi] in che senso scusi?!??
Io: per quanto riguarda chi le svolge ed eventualmente, se è possibile, sapere le rispettive tariffe.
MissSimpatia: ..ma come chi le svolge, ci sono i medici no?!?? e per il resto non conosco le tariffe io! ognuno ha la sua e mi passano il bigliettino alla fine della visita, sono medici esterni questi, hanno un loro lavoro da altre parti.
Io: certo, ovviamente questo lo so, ma ho visto che sono più d’uno, quindi volevo sapere se..
MissSimpatia: ..ma perché ha chiamato? dove ha trovato questo recapito?
Io: …sul vostro sito, è l’unico recapito.
MissSimpatia:.. ah.. sul sito, beh lì c’è scritto chi sono i medici, no, non lo ha letto?!!? Deve sceglierne uno tra quei… sei, il Dottor XX.. la Dottoressa…….. XXX, la….. XXX,….la……. XXX, il Dottor XXX e poi……… il Dottor XXX.
Io: sì, appunto, ho letto, ma sono solo nomi, senza tariffe, specializzazione, o altro, come faccio a scegliere se non so nulla? Comunque volevo semplicemente conoscere i tempi di disponibilità per una semplice visita, più pap-test, con una Dottoressa, avendo una certa urgenza. [detto tutto senza respirare, per non essere nuovamente interrotta]
MissSimpatia: ..beh senta, le Dottoresse sono tutte occupate fino a Marzo, mi dispiace.
Click
Io: … O_o … -_-‘

No, tutto questo non è normale e la riprova è che prima avevo chiamato altri “enti” e/o strutture, qui a Brescia, trovando sempre e gentilmente le risposte a tutte le mie domande LECITE, anzi, ricevendole addirittura senza porre alcun quesito, dato che sapere chi eventualmente ti metterà le mani addosso [uomo o donna], oltre alla tariffa, alla disponibilità e ai “servizi offerti” è il diritto di ogni possibile paziente.
Non sono mica una mucca che si fa andare bene ogni cosa, rischiando tra l’altro di trovarmi la sorpresina al momento del pagamento [alcuni hanno tariffe altissime], ma scherziamo? in questo periodo poi, in cui ogni cent è sacro!

Sono basita, tanto che la richiamerei solo per mandarla a quel paese, oltre che per suggerirle di cambiare lavoro.

E giusto per informazione, oltre che per non togliere alcun demerito, l’ente interessato è l’Ambulatorio Medico di Ostetricia e Ginecologia Atheneum.
Mentre gli altri enti da cui ho ricevuto tutte le risposte, con la massima educazione e professionalità sono l’Aied e il consultorio Crescereinsieme, tra l’altro in entrambi mi sono trovata molto bene, sia con la tempistica degli appuntamenti, sia con le visite.