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Non Chiamate il WWF

Poverina, sto ancora ridendo, ma sappiate che gliel’ho tolto subito, giusto il tempo di farle la fotografia.

E comunque è stata bravissima, non ha fiatato, ha solo iniziato a camminare tutta storta e a cercare le coccole, sicuramente per farselo togliere,.. eppure se continuerà a strapparsi i peli, quest’inverno, quel cappottino rosa [io volevo prendere quello grigio...], diventerà il suo migliore amico/nemico.

Gatto avvisato..

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Come tosare un gatto?

..non chiedetelo a me, perché non l’ho ancora capito, anche se due giorni fa — dopo settimane in cui continuavamo a rimandare — abbiamo acquistato un tosatore [49 euro, no comment], per cercare di liberare Maia, la pelosa n.1, dai nodi super infeltriti che oramai avevano conquistato tutta la pancia, arrivando fino ai lati.

Purtroppo con i gatti persiani, o comunque con i gatti che hanno questa tipologia di pelo, i nodi sono all’ordine del giorno, ma nei due mesi passati è stato un vero e proprio incubo, perché quella nevrotica di una gatta ha iniziato a strapparsi nuovamente i peli, leccandosi e grattandosi continuamente, cosa che ha causato un boom incontrollato di nodi, impossibili da gestire e da disfare, dato che diventavano subito “simil-dread”: una massa fittamente filata e impenetrabile.

Povera piccola.

Ci siamo pentiti di non averla fatta tosare a inizio estate, ma non avendolo mai fatto, non pensavamo di certo che sarebbero subentrate queste problematiche, a cui abbiamo dovuto rimediare necessariamente ora, anche se non è assolutamente il periodo ideale, visto che tra poco farà freddo e il pelo ci mette veramente tanti mesi per ricrescere, ma proprio tanti-tanti.

Ci abbiamo messo più di un’ora — io la tenevo e il mio compagno la tosava, tra un mio strillo e l’altro,.. sono troppo apprensiva, lo so — Maia è stata bravissima, ha sopportato tutto, tentando di scappare qualche volta, sì, ma evitando di fare la pazza isterica, il che essendo stata per lei la prima volta a 3 anni d’età, è decisamente un piccolo miracolo.

Il risultato finale è esteticamente orribile: la mia piccola è tutta spelacchiata, con vari “buchi” sparsi, però finalmente ha il pancino libero, i nodi filati non le tirano più la pelle, che ora può nuovamente respirare, cancellando così il rischio di piaghe e irritazioni, per cui sta sicuramente meglio di prima, tanto da non aver avuto alcuna reazione negativa, nel senso che non si comporta da “gatto mortificato”, non si nasconde e neppure si vergogna, anzi gioca e sta molto più con noi [Leela permettendo..].
Quindi è un piccolo sollievo, anche se non abbiamo ancora capito come rimediare al suo “tic nervoso” e inoltre se farà troppo freddo nei prossimi mesi dovremo infilarle un maglioncino [!!!], che acquisteremo o che proverò a creare io sperimentando con il “fai-da-te”, giusto per evitare di buttare soldi..

..e anche questa è andata!
Ci sarà da ridere il prossimo anno, quando proveremo a tosare entrambe le gatte prima dell’estate: Leela ci farà a pezzi. Paura.

Non è Destino

Dopo l’ennesimo segno estremamente eloquente, ne ho preso atto e quindi.. niente, basta, l’idea del secondo gatto è stata messa definitivamente da parte, Maia in fondo sta benissimo anche così.

..e comunque lasciatemelo dire: il mondo della compravendita animale fa proprio schifo, non me lo ricordavo così squallido, non con i privati almeno, che oramai stanno pareggiando le vecchie compravendite estere — ora fortunatamente illegali — in cui gli animali erano solo un mezzo, trattato e usato come tale, nulla di più.

.. sarà la crisi?!
Mah.. lasciamo il beneficio del dubbio, che è meglio.

Ah.. non voglio altre facili e insipide frecciatine moralistiche fuori contesto: amare una razza, per le caratteristiche non solo fisiche, non è una colpa.

E giusto per la cronaca: io ho anche una splendita gatta europea, una trovatella, raccolta per strada mentre era allo stremo delle forze, tutta ossa e pulci, senza neppure la forza di miagolare, l’abbiamo accolta subito in casa, curata e ce la siamo tenuta, senza neppure porci il problema e senza scaricarla a gattili, altre persone, annunci o simili, cosa che francamente — se dovesse ricapitare — rifarei anche adesso, perché io sono letteralmente cresciuta con i gatti europei trovati e/o regalati, a cui ho voluto un bene immenso.
Quindi no, non ho proprio bisogno di alcuna “pseudo-lezione” in merito. Grazie.

Ok, non ho esattamente seguito la regola del post sottostante, ma quel sassolino lo dovevo togliere.

Spese Veterinarie & Info Varie

Voglio parlare di spese veterinarie per quanto riguarda i gatti, non perché sia di interesse globale, ma semplicemente perché cercando informazioni in giro — quando mi servivano — io non ero riuscita a trovare proprio niente, non in merito ai costi e quindi ho deciso di rimediare, anche come semplice promemoria.

Parto dai vaccini, che a quanto pare non sono un argomento confuso, ma molto di più.
Infatti alcuni veterinari propendono per svariati vaccini l’anno, con richiami continui, mentre altri sono per i vaccini singoli, senza troppi richiami, tranne per i cucciolotti, a cui dopo i primi due mesi di vita viene fatto sempre il vaccino principale, chiamato “trivalente”, che copre malattie come il calicivirus, la panleucopenia felina [meglio conosciuta come la Gastroenterite felina] e la rinotracheite felina, con un richiamo successivo che dev’essere fatto dopo appena 3 mesi circa, per poi rifarlo una volta l’anno.
Nel caso di Maia hanno usato prima il Nobivac Tricat, poi il Feligen CRP [un equivalente del Nobivac Tricat] per il richiamo e il Nobivac Tricat Trio per gli anni successivi, a un costo di 42 € circa.

Per la mia esperienza, i veterinari tendono a fare anche il vaccino per la leucemia felina [Felv], chiamato Leucogeligen, a 30 €, che però non è obbligatorio nel caso in cui il gatto non dovesse mai uscire di casa, anzi, in questo caso è addirittura sconsigliato farlo, perché il vaccino stesso — con il tempo — sembra che possa causare delle piccole forme tumorali, inoltre, prima di fare questo tipo di vaccino, sarebbe altamente consigliabile fare il test di positività o negatività Felv [meglio anche Fiv, a cui però NON esiste alcun vaccino] al gatto, perché se quest’ultimo dovesse risultare positivo, il vaccino — oltre ad essere inutile — diventerebbe addirittura nocivo, accelerando il percorso della malattia.

Nel caso di Maia ammetto che non le avevamo mai fatto fare il test specifico, fino ad oggi, scoprendo per fortuna che è negativa sia al Felv, sia al Fiv, tutto al “modico” costo di 50 €, facendole prelevare dal veterinario un po’ di sangue dalla zampina e mettendo qualche goccia su un piccolo tester “fai-da-te”, simili a quelli per le gravidanze, scoprendo il risultato dopo pochissimi minuti.
In ogni modo, abbiamo comunque deciso di non farle più fare il vaccino Leucofeligen, visto che la piccola non esce mai di casa e non ha ne modo di incontrare altri gatti, ne di frequentare posti “infettati”, limitandoci così a un solo vaccino all’anno, scelta che sicuramente Maia apprezzerà moltissimo.

C’è un’altra malattia abbastanza importante, che se sviluppata porta inesorabilmente alla morte del gatto e che spaventa abbastanza, confondendo un po’ tutti, ed è la Fip.
La confusione è data dal coronavirus, che a quanto sembra è presente addirittura nel 70% dei gatti e che tendenzialmente non comporta alcun problema particolare, ne ai grandi, ne ai piccini, oltre a qualche lieve problemino intestinale, che si risolve da solo dopo poco tempo, ma che in determinati mici — non si sa ancora perché — si può tramutare nel temutissimo Fip.
Un po’ come i virus dell’Herpes, presenti nel 90% della popolazione mondiale, che però non vengono sviluppati da tutti in forma cronica, anzi, molti non li sviluppano mai, in alcuna circostanza.
E’ come un terno al Lotto, ma in negativo, ed è proprio per questo che il test specifico non è ritenuto per nulla affidabile, ma solo dispendioso, perché al massimo può scorgere solo se gli anticorpi per il coronavirus sono assenti, quindi con nessuna possibilità di avere la malattia, oppure presenti, cosa che però non indica se il gatto è realmente malato, cioè Fip positivo, con tanto di possibile contagio mortale per gli altri gatti.
Motivo per cui i veterinari solitamente non lo consigliano spontaneamente, specialmente per quei gatti “non a rischio”, che non sono mai usciti di casa e che hanno già compiuto i 2/3 anni di età, senza alcun segnale della malattia, dato che essendo abbastanza devastante, tendenzialmente ci mette anche poco a manifestarsi, una volta attiva.
Questo è il motivo per cui Maia non lo ha fatto, perché ha già 2 anni, i suoi genitori stanno tutt’ora bene e anche l’unico altro gatto con cui è mai venuta in contatto sta benissimo, quindi diciamo che il problema non dovrebbe porsi, anche e specialmente secondo il veterinario, che ha giudicato tale possibilità “assurda”.
Capisco se avessi voluto farla riprodurre per poi vendere i cuccioletti e quindi fare un investimento anche con l’acquisto di un gatto maschio, però non è questo il caso, motivo per cui anche se avesse gli anticorpi del coronavirus penserei ugualmente di prendere un micione, mentre invece non sarebbe successo se fosse stata positiva a Fiv e Felv.

Lo sottolineo solo perché mi è capitato di parlare con una ragazza molto spaventata da tutto ciò, che mi aveva chiesto se avessi fatto controllare la mia Maia un po’ per tutto, compreso il coronavirus [da qui l'affermazione del veterinario: «che pretesa assurda»], sebbene fossi stata io a contattare lei per un micino da compagnia, quindi sarebbe stato più logico il contrario, dato che sono controlli che dovrebbero essere fatti “alla base”, partendo dai genitori appunto, assicurandosi della loro buona salute, per poi farli accoppiare senza l’intromissione di altri gatti potenzialmente “a rischio”, cosa che vale per tutti i gatti, di razza e non, perché è solo in quel modo che si possono limitare ed estinguere certe brutte malattie.

Dopo tutte queste precisazioni un po’ ansiogene, passiamo a un’altra grande spesa che solitamente viene affrontata da chi possiede un gatto e non vuole farlo accoppiare, sia per evitare i problemi legati “al calore”, sia per evitare una situazione di contagio [specialmente per quei gatti che vivono fuori casa, i randagi in primis], ed è la sterilizzazione — ovariectomia gatta — che a noi è costata 151,01 €.
Qui devo fare una piccola precisazione: se avete un bel gatto sano d’appartamento, che non esce mai, pensateci un po’ su prima di sterilizzarlo, ve lo dice una che se n’è pentita.
È vero che il gatto dopo starà molto meglio, senza calori e pene varie, però è un procedimento irreversibile, che non vi permetterà mai di avere un micino nato dal vostro gatto, desiderio che potrebbe insinuarsi con il tempo, anche solo per avere un secondo micio dalle stesse caratteristiche fisiche.

Fine.

Spero che in futuro non dovremo affrontare altri generi di spese veterinarie, ma in tal caso.. aggiornerò.

Come un Pascià

Quando si dice “essere trattati bene”: più di 40 € per un totale di soli 4 kg di croccantini [2kg Royal a 22€ + 2kg Personal Trainer - marca Italiana tutta Bio - a 21€], gli unici che la Duchessa possa mangiare senza stare male.

Se ci aggiungiamo poi l’accensione dell’aria condizionata a richiesta, o meglio “a miagolio incazzuto”, direi proprio che la sua sia una vitaccia da Pascià! [anche se un po' solitaria..]

L’Agguato

Sì, lo so, oramai si è capito palesemente che sono una gattara senza speranza, visto che ultimamente — e non solo — il soggetto primario di fotografie e quant’altro, è quasi sempre Maia, ma cosa ci posso fare.. l’adoro e mi [ci] diverte! ;)

Per tornare a “questioni” più seriose, devo ancora trovare lo stimolo e il momento giusto [post privati a parte]. Pazientate.

Au Naturel

Spulciando le fotografie sul portatile, ne ho trovata una “casalinga” di un anno fa, 30 novembre 2009, in cui sono assolutamente au naturel, con Maia vicino: lei dormiva e io — mezza addormentata — guardavo la TV.

Non so il perché, ma mi piace [cosa insolita, vista la mia presenza], la trovo tenera e vera, motivo per cui l’ho conservata in tutti questi mesi e per cui ora ho deciso di postarla qui sopra, senza intaccarla però, usando photoshop solo per il ridimensionamento e per il bordino, le imperfezioni le ho lasciate tutte, sì, comprese quelle del colore.. e va benissimo così ;)

E sterilizzazione fu..

Tre giorni fa, allo scoccare dei 14 mesi, la mia gattona persiana si è improvvisamente decisa ad entrare in calore, cosa che — dopo due notti insonni — ci ha obbligati a tener fede a una decisione già presa, ma sempre rimandata: farla sterilizzare.

Non è stata una scelta scontata e tanto meno facile, visto che io ho sempre avuto un po’ il timore di queste operazioni, senza contare che l’idea di precluderle la possibilità di poter avere dei cuccioletti, non mi piaceva per nulla.. e sinceramente non mi piace neppure adesso, ma purtroppo mi sono resa conto che non è possibile riuscire a raggirare “il problema” senza causare dei fastidi, o dei veri e propri danni alla salute del gatto, quindi alla fine non ho potuto fare altro che rassegnarmi all’idea e ai suoi lamenti strazianti, chiamando il veterinario per prendere l’appuntamento, che è avvenuto il mattino seguente, cioè.. sabato mattina.

Prima dell’intervento, il veterinario mi ha chiesto di tenere Maia a digiuno, almeno per 8/9 ore, proprio come si fa per gli esseri umani, cosa che sinceramente non è stata semplice, perché a quei grandi occhioni è difficile negare qualcosa, specialmente se fa parte della sua routine,.. inoltre io tendo a sentirmi facilmente “in colpa”, quindi il suo sguardo stupito, non vedendo più la ciotola, ha subito fatto breccia, facendomi sentire una mezza schifezza, cosa che ahimè.. si è ripetuta anche al mattino, acutizzandosi dal veterinario, quando — dopo aver firmato la liberatoria per l’operazione e aver fatto alcune domande sui possibili rischi — ho dovuto lasciarla nel trasportino, sul tavolo dello studio, con quei suoi occhioni imploranti… ad affrontare tutta sola soletta un nuovo mondo e una dolorosa esperienza [che magone..].

L’ho rivista solo alle 18:30 di sera, poverina,.. tutta rintontita e arrabbiata, tanto da soffiare rabbiosamente all’assistente, che voleva semplicemente toglierle il sondino e rimetterla nel trasportino, ma come darle torto?
Ovviamente prima di andare via, mi sono state date alcune indicazioni sui 2 farmaci post-operazione [Danzon e Rilexine] da somministrarle per 5 e 8/10 giorni, mattino e sera, più alcune precauzioni in generale [es. niente acqua e niente cibo fino al mattino seguente] e l’appuntamento dopo 7/10 giorni per toglierle i 4 punti messi al pancino, il tutto.. per il “modico” costo di 151,01 euro [Ovariectomia gatta: 114,38 - Prestazioni veterinarie: 8,99 - IVA: 25,17].

Il ritorno a casa è stato liberatorio per lei, non vedeva l’ora di uscire dal trasportino, sebbene fosse in seria difficoltà, tanto da non riuscire quasi a stare in piedi, anche se dopo qualche minuto da “anima in pena traballante” le cose sono leggermente migliorate.

L’unica cosa che attualmente mi lascia perplessa e mi preoccupa alquanto, è che da questa mattina si rifiuta sia di mangiare, sia di bere, cosa che praticamente oramai non fa da più di 24 ore e temo che possa diventare un problema abbastanza serio, anche perché così facendo non ha la possibilità di riprendersi dalla debolezza generale, senza contare il fatto che i farmaci dovrebbero essere assunti a stomaco pieno, mentre per ora sono stata obbligata a farglieli prendere a stomaco vuoto, visto che non ha voluto ne croccantini, ne scatolette, ne biscottini vari.

In ogni modo, se anche questa sera continuerà a non toccare niente, acqua inclusa, domani proverò a chiamare il veterinario e a chiedere qualche consiglio, sperando ovviamente che non sia nulla, magari solo un po’ di fastidio generale, accompagnato da un’acuta permalosità felina.

Poverina però la mia piccola..

ore 21:59

Ha iniziato a bere e a smangiucchiare qualcosa, anche se pochissimo.
E’ comunque un buon segno.

mercoledì, 22 settembre 2010, ore 15:13

Da ieri sera ha iniziato nuovamente a giocare e a mangiare con estremo gusto, tanto da finire 2 ciotoline di paté e i suoi croccantini, più vari biscottini, quindi l’assunzione dei farmaci ora non è assolutamente più un problema,.. per fortuna.
Certo che la mia gattona è piccola, ma resistente eh?

martedì, 28 settembre 2010, ore 18:13

Oggi le abbiamo fatto togliere i punti e tutto è andato bene, anche se inizialmente è stata alquanto dura riuscire a farla entrare nel trasportino e una volta dentro, ha tentato di sfondare la porticina,.. tutto probabilmente per paura di ripetere nuovamente la traumatica esperienza, infatti una volta arrivati dal veterinario.. non ne voleva proprio sapere di uscire. Piccola.
Ora comunque sta bene, si è totalmente ripresa, gioca, salta, mangia, fa la coccolona [o la freddolosa].. e finalmente siamo tutti più contenti e tranquilli, anche per i mesi a venire.

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