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Conosciamo davvero le persone a noi vicine? Oppure conosciamo solo una parte, quella più facile da mostrare, più facile da gestire, più facile da accettare?

Forse io sono un’eccezione, non lo so, ma vorrei conoscere totalmente le persone a cui tengo maggiormente, lati positivi e lati negativi, scelte ed errori inclusi, perché ritengo che solo in quel modo si possa pensare realmente di camminare fianco a fianco, allo stesso passo e nella stessa direzione, per un lungo tragitto.

Inoltre, per definizione, un affetto vero si accetta con tutti i pregi e con tutti i difetti, è per questo che solitamente è estremamente sollevante stare con qualcuno che conosci e che ti conosce al 100%, perché non c’è bisogno di maschere, di mezze omissioni o di “abbellire” costantemente la realtà nel presente o nel passato che sia..

Senza contare la scelta, quella scelta importante, che tutti hanno il diritto e il dovere di fare, per scegliere la persona più giusta con cui intraprendere un certo tipo di cammino, ed è qui il punto: come si fa ad effettuare una scelta realmente consapevole, se ci si può basare solo su un’unica parte, quella più “costruita” e non sulla totale e più cruda realtà? 

Con il sesto senso? Anche, ma il sesto senso è un’arma a doppio taglio, perché è più potente di quanto si possa immaginare, dato che se c’è anche solo un qualcosina che “sfugge” lui lo segnala, prima in modo quasi impercettibile, poi in maniera sempre più brusca e incontrollata, fino ad arrivare a far scoprire — in un modo o nell’altro, corretto e purtroppo anche scorretto — tutte le carte ed è qui, è solo qui, a questo punto, dopo un chiarimento diretto, senza paure, senza false giustificazioni, senza omissioni, senza mezze verità e senza attacchi vari, con una condivisione completa e totale, che si può realmente pensare di iniziare — o di consolidare — un profondo e sincero rapporto con quell’importante ed essenziale scelta totalmente consapevole da parte di entrambe le parti.