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MTS – Malattie a Trasmissione Sessualmente

Non credo di aver mai affrontato questo argomento, ma visto che oggi ho dovuto accompagnare una ragazza straniera e fare tutti i test in questione, in un laboratorio MTS [Ambulatorio Malattie a Trasmissione Sessuale], qui a Brescia, mi sembra il minimo riportare alcune indicazioni e alcuni pensieri.

Premetto che io sono abbastanza paranoica in merito, quindi anche io in passato ho fatto tutti i test, quelli che ancora oggi vengono difficilmente nominati per paura di chissà quale giudizio, più precisamente: il test dell’HIV [entrambi i ceppi], l’epatite B/C e la sifilide, tornata in auge da qualche anno.
Che poi io questa remora continuo a non capirla e mi riferisco anche ai medici di base, che raramente fanno delle impegnative per questi test, e se lo fanno ti guardano malissimo, quando in realtà tutti dovremmo farli, indiscriminatamente, perché più vengono fatti, più c’è la possibilità/speranza di debellare certe malattie, evitando ulteriori contagi, che ancora adesso spesso sono causati proprio dal non sapere.

E io mi domando: come diavolo si fa a non sapere se si è positivi o negativi, e come diavolo si fa a NON volerlo sapere e a NON porsi neppure il problema?!
Tutti siamo a rischio, e quindi è un problema di TUTTI [non solo dei gay e/o dei tossici], è giusto saperlo ed è giusto comportarsi di conseguenza, perché — nella sfortuna — può bastare veramente poco, basta una volta sola, un solo contatto non protetto, con un soggetto magari ignaro di essere stato infettato a sua volta da una persona apparentemente sanissima.

Detto questo, oggi è stato straziante, perché la ragazza in questione non parlava l’italiano e abbiamo dovuto spiegarle cosa fare e cosa sarebbe accaduto in inglese, tanto che a un certo punto, spaventata per le informazioni date dalla Dottoressa, si è messa a piangere chiedendo se sarebbe potuta morire.
Tra l’altro solo ora mi è stato detto che quasi sicuramente sarà positiva all’HIV, per via di un test che le avevano già fatto tempo fa in una comunità, ma di cui non sapevo nulla e di cui lei non ha parlato.
Quello che mi lascia basita è che comunque lei non sapeva niente, non conosceva le malattie infettive sessualmente trasmissibili  e non sapeva quali potessero essere le conseguenze, quindi dubito fortemente che attualmente assuma dei farmaci specifici.

È un argomento che fa paura, me ne rendo conto, io per prima sono “paranoica” in merito proprio perché ne sono terrorizzata, però è giusto rifletterci, parlarne e informare, perché il silenzio non cancella nulla, ma anzi aumenta ulteriormente il problema.

A chi potesse interessare, in tutt’Italia ci sono dei centri appositi in cui vengono fatti questi test, anonimamente e in alcuni casi anche gratuitamente.
Qui a Brescia ad esempio c’è l’Ambulatorio Malattie a Trasmissione Sessuale [MTS], in viale Piave 40, tel 030/3838856, fornito e gestito dalla ASL.
In questo laboratorio si possono recare tutti per effettuare i test sopra elencati, non c’è bisogno di prenotazione, non c’è bisogno di documenti e neppure di soldi, perché tutto è gratuito e anonimo, ti danno giusto un numeretto di riconoscimento, l’unico che verrà sempre chiesto e fornito.

Purtroppo ho notato che non è molto conosciuto, perché poco pubblicizzato, dato che il passaparola funziona poco per questi argomenti delicati, la gente ha troppa paura di parlare, troppa paura di aprire l’argomento, per il terrore di dover poi fornire spiegazioni o di sguardi/giudizi vari.
In ogni modo sono posti Professionali, con personale qualificato e molto sensibile, che fornisce tutta la discrezione e le informazioni necessarie, senza imbarazzi o quant’altro.
Inoltre l’Ambulatorio è tirato a lucido, in effetti la prima cosa che ho pensato è stata: «caspita non ho mai visto un ambulatorio pubblico così bello, nuovo e pulito, sembra una struttura privata.. l’ufficio di un chirurgo o simili», già a causa dei tanti preconcetti ci si aspetterebbe tutt’altro, e invece..

Non fatevi bloccare dalla paura: se avete un qualsiasi dubbio, anche lieve, non aspettate, toglietevelo subito, sia per voi, sia per le persone a voi vicine.

Dimenticavo: un’altra parola chiave è PREVENZIONE.
La sicurezza deve essere messa al primo posto, prima delle insistenze, prima della curiosità, prima della passione, prima di qualsiasi altra azione e/o pensiero.. e ovviamente, per questo, il semplice uso della pillola non è sufficiente, così come non lo sono altre forme di “pseudo-protezione” che non siano il profilattico [maschile o femminile che sia].
Mentre in una relazione stabile, basta che entrambi facciano il test, dopotutto è un diritto sapere se si può essere a rischio o meno, e questo vale anche per le coppie sposate, visto che la maggior parte delle donne infettate qui in Italia — purtroppo — sono state contagiate proprio dal marito traditore, scoprendolo poi solo per mero caso.