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Vero, verissimo

Die­tro a un gesto così [nell’articolo c’entrava il sessismo, ma vale anche per il razzirmo, l’omofobia o la “semplice” svalutazione, la mancanza di rispetto e le critiche continue nei confronti di un’altra persona], c’è la disi­stima e la pochezza di sé, che per ras­si­cu­rarsi e con­so­li­darsi deve tro­vare un oggetto da infe­rio­riz­zare e da vittimizzare. Infatti oltre alla volontà di sot­to­met­tere l’altro, tra­spare la volontà di volerlo ridurre a oggetto, a cosa.

L’ho sempre pensato, trovandone conferma negli ultimi anni.
Non riuscivo però a trovare le parole “adeguate” per spiegare a terzi il perché reale di un certo tipo di atteggiamento apparentemente insensato [che va oltre al semplice egoismo], ma ripetuto all’infinito, ed eccole qua.

Segnate.

Scegli pure..

 Non potevo non pubblicare questa “vignetta”, perché purtroppo rispecchia l’amara verità: se sei donna – spesso e volentieri – non andrai MAI bene e verrai sempre criticata per qualcosa che sei o non sei, come se fosse una colpa mortale: bella, brutta, intelligente, stupida, profonda, superficiale, madre, non madre, moglie, single, casalinga, donna in carriera, etc.

Come ha scritto chi l’ha tradotta: Scegli pure.. [che poi te la facciamo pagare comunque]

scelte

Dubbi

..ma una ragazza non single, deve SEMPRE dire di essere sentimentalmente impegnata, anche se magari con il suo nuovo interlocutore maschile sta semplicemente parlando di tutt’altri argomenti molto più interessanti e culturalmente più elevati?

Sarà una domanda stupida, però non faccio che chiedermelo da ieri.

Non dire di convivere o di essere occupata quando si parla e si inizia a stringe amicizia con un individuo di sesso maschile è mentire? Omettere? È una cosa brutta-brutta-brutta? Anche se non c’è stata alcuna domanda diretta e gli argomenti trattati sono altri? Se io parlo di me, dei miei sogni, della mia ricerca del lavoro, delle mie preferenze letterarie, delle cavolate che mi vengono in mente, etc, devo per forza parlare anche della mia relazione? ["Io sono la mia relazione"? uhmm..]

La mia parte moralista e puntigliosa mi dice di , mentre “guardandomi in giro”  la risposta più comune mi sembra palesemente NO, visto che gli uomini, a parti invertite non si fanno alcun problema in merito, talvolta lo dicono solo a domanda diretta e forse neanche.

Quindi perché farmi queste tare mentali? Forse perché non sono un uomo e in quanto donna mi sento quasi in obbligo di dover dichiarare/avvisare di essere già “proprietà di qualcuno” onde evitare possibili fraintendimenti? Non è una sorta di discriminazione di genere anche questa?

I Buontemponi

Ne è pieno il mondo, ma in Italia ho l’impressione che ci sia la concentrazione assoluta di questi “signori” che adorano perdere il loro tempo, facendone perdere anche alle persone altrui.

Ma dico: è mai possibile che non si può mettere un annuncio serio [non personale, bensì "professionale" e a nome di un'Associazione, solo su siti SERI e del settore] contenente un proprio recapito telefonico, che subito iniziano le chiamate e gli sms assurdi, anche alle ore più improponibili?
..e ho la sensazione di essere solo all’inizio.

È stata proprio una bella idea quella di fare da filtro.

Mi avete rotto

Sicuramente sono io che non riesco a pormi nel modo giusto: deciso, sicuro, estroverso, simpatico, brillante e quant’altro, però al mondo dovrebbe esistere una piccola cosa, chiamata EDUCAZIONE, quindi — esattamente — qual è la vostra scusa?

Questo è uno sfogo, certo, perché francamente mi sono stufata dell’estrema superficialità di alcune persone, che si limitano a guardare solo se hai un bel culo/corpo o un bel viso, elementi essenziali per avere un minimo di considerazione e non sentirsi ignorati a priori, e io non avendo né il primo, né il secondo, non essendo certo una bellezza “classica” e/o comunemente riconosciuta [cosa di cui obbligatoriamente sono consapevole da sempre: motivo per cui non ho mie foto ovunque], di queste situazioni negli anni credo di averne vissute veramente in tutte le salse e francamente, a 30 anni, sto iniziando seriamente a stufarmi.

Al prossimo metterò da parte anche io la mia educazione e lo manderò direttamente affanculo.

Che poi chiariamo, non è un atteggiamento prettamente maschile, macché, le donne per prime spesso si limitano a “seguire” e a considerare solo ed esclusivamente altre donne estremamente sicure di loro stesse o perché terribilmente belle [e sempre con un gran seguito da parte di entrambi i sessi] o per via di “un forte carattere” [..spesso confuso però con la maleducazione, la stronzaggine, l'arroganza, l'egocentrismo e l'invadenza, mentre la timidezza, l'essere introversa e "a modo", viene inesorabilmente abbinato alla fragilità, all'incapacità e all'inutilità, ma questo è un altro discorso].

Inoltre vogliamo parlare di chi invece — in determinate situazioni, quando ti senti uno schifo, che più schifo non si può — dovrebbe quanto meno farti sentire un po’ più apprezzata, eppure non solo non lo fa, non solo non gli passa mai neppure per l’anticamera del cervello, ma in aggiunta infierisce in altri modi sulla già ben nutrita insicurezza e su quell’orribile sensazione di “schifo dilagante”?

Quindi sì: mi avete proprio rotto, tutti quanti.

Nient’altro che una Donna

Questo scritto è forte e brutale nella sua schiettezza, ma è proprio per questo che ho deciso di pubblicarlo.

E’ un grido di rabbia, dolore e indignazione, che probabilmente non servirà a nulla — come sempre — ma serve a me, a noi, che siamo le prime a doverci svegliare e proteggere, aiutandoci l’un l’altra, sostenendoci e crescendo i nostri figli con la giusta visione della donna, cosa che purtroppo.. per qualche assurdo motivo.. non avviene ancora.. e sinceramente siamo proprio noi le prime che dovremmo vergognarci, perché siamo sempre NOI che permettiamo molte di queste cose, ignorandole, giustificandole [es. aveva solo da non vestirsi/comportarsi in quel modo] e addirittura avallandole.

Disoccupata, precaria, troia, vergine stuprata, ministro promosso per l’aspetto, per il culo, ma anche la bocca aiuta, costretta ad accettare avances sul lavoro, preda delle voglie di parenti e delinquenti, uccisa da zii, mariti, amanti, ex compagni, buttata sulla strada da magnaccia, introdotta nei letti dei potenti come una regalia per acquisirne la condiscendenza.
Extracomunitaria e minorenne, a migliaia, quasi bambine, carne fresca sui viali di tutte le città, facile conquista di padri di merda e di famiglia nell’indifferenza totale.
Miss Italia che mostrano la loro mercanzia in prima serata, ragazze di cui non si ricorderà il sorriso, lo sguardo, ma soltanto il seno, i lombi, l’incavo delle cosce, vallette con i fili interdentali nelle chiappe in tutti i programmi televisivi, seminude anche nella notte di Natale, merce gratta e fotti, a disposizione degli italiani, inconsapevoli aspiranti puttane del piccolo schermo.
Sottopagata, quota rosa, residuale, marginale, esclusa dalle scelte, dalla politica, senza diritti civili se non benedetta dalla sacralità del matrimonio, senza una pensione anche se moglie di fatto per una vita, senza asili, senza spazi verdi per i suoi figli, perché i figli sono delle donne, quasi sempre.
Corpo e non persona, buco e non spirito.
Oggetto di modernariato con labbra a canotto e zigomi da lupa, in vecchiaia simile a una maitresse di antichi bordelli.
Plasmata dalle necessità e dal trionfo del membro maschile, signore e padrone della sua vita.
Non più persona, ma oggetto, che si può usare, prestare, strangolare, possedere.
Un transfert di massa l’ha trasformata da essere vivente a cosa di comune disponibilità, accessibile, che non può negarsi, non ne ha più il diritto.
Proprietà privata, ma anche pubblica, da strangolare in caso di rifiuto, nella scala sociale appena al di sopra una bambola gonfiabile, da possedere anche dopo la morte, perché una cosa non è viva e non è morta.
E’ solo una cosa, una donna, nient’altro che una donna.

Tratto da BeppeGrillo.it “L’Italia e lo Zio di Sarah“.