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“Per fortuna” che..

Per fortuna – si fa per dire – che non ho soldi da buttare [TANTI soldi da buttare], perché altrimenti a causa di mio fratello e della sua passione per i Tatuaggi, più il recente e conseguente “bazzicamento” dal Tatuatore, prima per l’infinito, poi per concludere il grande tatuaggio di mio fratello, poi oggi per far fotografare il suo tattoo guarito da un fotografo professionista per il book professionale, e probabilmente la prossima settimana per non so quale motivo, credo che a quest’ora avrei già prenotato/richiesto/fissato una seduta per fare un altro tatuaggio, anzi, una “cover” per la mia rosellina old-school uscita non tanto bene dietro la spalla sinistra,.. o forse no, perché in fondo ha un suo perfetto senso così com’è, quindi probabilmente ne farei uno da zero da un’altra parte, con un’altra rosa e una rondine, o più rose e più rondini, in stile realistico, che è proprio la specialità del tatuatore e li fa benissimo, questa volta però non lo farei certo piccolino, bensì grandicello, la dimensione di un tatuaggio standard, per così dire.

..è proprio vero che le brutte frequentazioni fanno un brutto effetto, eheheh :D

La Rondine però prima o poi la tatuerò, non so come, non so quando, non so neppure dove, ma so che sarà impressa sulla mia pelle.

..magari gli proporrò di realizzargli il sito web, visto che ha un dominio, ma è vuoto.

C/C a secco, ma..

E alla fine il mio C/C si è svuotato, tra una marea di spese impreviste, causate anche dal mio dimagrimento e dalla nuova “location”/stagione, che indubbiamente comporta nuove necessità, senza contare i Gatti e la Micra, più tutti i costi successivi, tra gomme nuove, riparazione parabrezza, sistemazioni – fai da me – varie, anche con pezzettini di ricambio trovati su siti appositi [il fanale posteriore un po’ scheggiato non l’ho riparato/cambiato, perché tanto facendo retromarcia – viste le mie misurazioni precarie – potrei rispaccarlo direttamente io], gasolio [20 euro ogni… 2/3 settimane?] e lampadine del fanale di posizione posteriore [devo ancora prenderla, me la dimentico sempre, anzi ora vado a cercarla online].

Però tra tutte queste spese ci sono stati anche alcuni sfizi puri, che avrei potuto evitare, certo, ma che non ho voluto evitare, perché NO, perché tra tutti i pensieri di pupù, i problemi infiniti e le situazioni orribili in cui sono incappata in questi mesi e che dovrò ancora affrontare in futuro [che NON sarà sicuramente roseo per UN ovvio motivo, anche se taluni fanno finta di niente per “sdrammatizzare” a tutti i costi, come se fosse un obbligo di legge: “ma no, vedrai che andrà meglio, sii ottimista!!“, sti cazzi! Aggiungiamoci anche gli unicorsi, gli arcobaleni e gli orsetti del cuore, chissà.. magari riusciranno a fare sparire miracolosamente un Tumore incurabile al quarto stadio – visto che i medici non possono – o no?!??], dei piccoli momenti frivoli solo miei e delle piccole cose solo per me, per mero piacere e vezzo, senza un’utilità generale, implicita o di riflesso anche per terzi, me li merito.

La cosa brutta però, è che queste “piccolezze” riescono a distrarmi e ad “appagarmi piacevolmente” per poco tempo, perché poi puntualmente subentrano mille altri pensieri e problemi che devo cercare di risolvere/incastrare, quindi alla fine me le godo ben poco e mai a pieno, finendo tra l’altro per accantonarle e dimenticarmene poco dopo,… tristezza infinita.
Anche se, in realtà, ciò che ho preso l’ho poi anche sempre usato, perché fondamentalmente aveva un’utilità PER ME, sebbene ciò non valga ancora per l’ultimo acquisto “make-upposo” [ma c’è un motivo, vedi sotto].

Apro una lunga parentesi “Make-up”:
sarà un vezzo, sarà inutile, sarà superficiale, non sarà essenziale, sarà ridicolo, ma io non ho mai usato così tanto il make-up come in questi ultimi 4 mesi, in cui praticamente mi trucco TUTTI i giorni e indosso SEMPRE un rossetto, magari sugli occhi metto solo velocemente il mascara, ma sulle labbra metto sempre qualcosa, il 50% delle volte dei MLBB e il restante 50% mi sbizzarrisco con colori molti più decisi [rossi inclusi, ma oggi ho Rebel di MAC], senza temere, imbarazzarmi o vergognarmi [poi se mi stanno bene o meno, chissene].

Credo che questa sia una delle “reazioni” più bizzarre a questo periodo e a tutti gli svariati eventi collegati, però non mi dispiace per niente, perché è una piccola cosa MIA e solo mia, solo per me, che mi solleva l’umore, anche se per poco tempo, quello impiegato per il trucco.
E poi – come avevo già scritto in un altro post – mi trasmette sicurezza, forse perché mi fa indirettamente sentire “più adulta”, anche per l’immagine trasmessa a chi ho difronte, non so, è tutto molto contorto, ma mi sta bene così.

…ebbene sì, alla fine ho anche io la mia “coperta di Linus”, ma è make-upposa.

Quindi in sostanza tutti i rossetti acquistati in questi ultimi anni, ora sono finalmente sfruttati e sono passati da “inutile spreco di soldi di un’ossessiva compulsiva”, a “utile acquisto salva-sanità-mentale-e-stato-emotivo”. Un bel salto, no?
Motivo per cui non ci ho rinunciato, né nei primi mesi – in cui non mi ero portata quasi niente – né ora e con tutta franchezza spero che non lo farò mai, per tutte le varie possibili implicazioni e il significato che ciò potrebbe avere.

..come rendere importante/profondo un argomento solitamente meramente estetico/superficiale.
…ehhh la psiche umana.

Tutto questo preambolo per dire che, sebbe per mesi e mesi – molto prima di tutta questa storia – io abbia titubato e accantonato l’idea per l’impossibilità di vederli dal vivo, dato che sembrano essere introvabili nei negozi fisici, alla fine ho acquistato UN lipstick di Dolce&Gabbana, della linea Dolce Matte, colore Passion, [avrei preferito Blood, ma in Italia/Europa sembra non esistere :(] che ovviamente è un Rosso profondo e freddo [che lo preciso a fare…].
È stato in realtà un acquisto impulsivo, causato dal 20% di sconto sul sito Douglas.it, più spedizione gratuita, e siccome non è affatto un rossetto economico [ed è pure difficile da trovare, come ho già scritto, ecco perché non lo avevo preso prima], mi sono semplicemente detta: “ora, o mai più“.
È arrivato subito, ma l’ho provato dopo qualche giorno, perché come sempre troppe cose da fare e a cui pensare tendono a far passare tutto il resto in secondo/terzo piano, facendomele quasi dimenticare.

Dolce&Gabbana, Dolce Matte Lipstick, Passion

Il colore è molto bello e tra l’altro ho avuto modo di constatare che è MOLTO simile a Cruella di NARS, con il piccolo particolare che quest’ultimo è estremamente opaco, con un effetto simile al velluto, mentre Passion purtroppo non è neppure opaco/matte, ma è più un satin, con una resa quindi leggermente lucidina/cremosa. C’è a chi piace, ma essendo io una FAN accanita dell’opaco/matte è stata un po’ una delusione, anche perché ovviamente tende a fissarsi meno, dandomi quindi meno sicurezza durante l’uso, con il timore di ritrovarmelo dopo poco tempo in giro per la faccia, con l’orribile effetto da “codice a barre” sul contorno delle labbra [dopo qualche ora ha iniziato a farmelo, sebbene sotto avessi messo il primer, per fortuna ero a casa].

Lo ricomprerei?
Per mero sfizio/collezionismo sì [sebbene opterei per Blood, che forse è più matte,.. se solo non fosse così difficile da reperire], mentre per usarlo no, visto che sulle mie labbra purtroppo tende a non fissarsi, anche se farò sicuramente varie prove per tentare di “risolvere il problema”, dato che oramai ce l’ho, quindi devo trovare il modo di usarlo.

In conclusione per chi già possiede Cruella di NARS e ne adora il colore, o sta pensando di prenderlo, ma per gusto personale preferirebbe un finish più morbido e meno secco, Passion è decisamente un’alternativa perfetta, sebbene sia più costosa [in realtà avendo usato lo sconto, il prezzo per me è stato uguale.. comunque alto, ma uguale], mentre per tutti gli altri che invece adorano il finish opacissimo e secco, lasciate perdere.

Parentesi make-upposa chiusa.

Un’altra “piccolezza” forse potenzialmente incomprensibile ai più, ma di cui ho quasi sentito il bisogno, perché in qualche modo ha un significato importante per me, o meglio, l’ho caricata di un significato importate, come “compensazione” e “promemoria”, non certo solo per questo periodo, bensì per gli ultimi 6 anni e forse di più, in cui spesso mi sono vista/sentita annullare, perché per qualche assurdo motivo mi sono sempre ritrovata a vivere per un’altra persona, secondo i SUOI ritmi, la SUA volontà, le SUE esigenze, le SUE opinioni, i SUOI progetti, etc. etc.

Ok, qua si fa dura, perché mi sto rendendo conto che sto aprendo un capitolo che francamente qui vorrei ancora tenere chiuso.

Diciamo solo che avevo bisogno di un “simbolo” in cui identificarmi, anche e specialmente in questo periodo, per ricordarmi che NON devo annullarmi di nuovo, anche se attualmente devo necessariamente pensare nuovamente a un’altra persona [e più], perché quella più importante per me stessa DEVO comunque restare IO e non devo mai smettere di pensare a me, ai MIEI bisogni, alle MIE esigenze, alle MIE opinioni, alla MIA volontà, ai MIEI sentimenti, ai MIEI spazi, ai MIEI diritti, alla MIA salute, alla MIA serenità, alla MIA felicità, alla MIa infelicità, alle MIE idiosincrasie, ai MIEI sogni [anche se oramai non me li ricordo più…], al MIO futuro e ai MIEI progetti, che però devono essere totalmente ricostruiti, anche a livello psicologico,.. e non so neppure come o da dove partire.

Potevo cercare/farmi fare la scritta: “non annullarti mai più per nessuno“, ma in realtà mi è bastato un semplice e piccolo ciondolo con la lettera iniziale del mio nome, la “S”, fatta tra l’altro come la scrivo io nella mia firma, motivo per cui quando l’ho visto l’ho sentito totalmente mio e sì, oramai lo porto da un po’, senza alcuna intenzione di toglierlo o di sostituirlo per nessuno.

Lo so, può sembrare una sciocchezza, ma la mia testolina ne aveva bisogno, come una sorta di post-it, e non ne ho fatto un tatuaggio sia perché tendo a farli per “altri motivi” non propriamente positivissimi [es. l’Infinito fatto di recente], sia perché avevo bisogno di un qualcosa che non potessi dimenticare, da avere sempre sotto gli occhi e con cui poter “interagire”, anche dando fastidio, proprio per non darlo mai per scontato, cosa che accade invece con i tatuaggi, che oltre a poter o ad essere nascosti, alla fine diventano semplicemente parte della pelle, come cicatrici, e mentalmente “si fondono” diventando quasi invisibili, non facendoci quasi più caso.

Un ciondolo è lì, al centro del petto, ci interagisco quotidianamente per vari motivi e si vede sempre, lo vedo io e lo vedono gli altri, cosa per me ugualmente importante [una sorta di avviso/messaggio/scoraggiante? del tipo: “scordati di annullarmi, cercando di metterti al centro dei miei pensieri e della mia vita. IO, per me, verrò sempre prima di TE“? buh].

È MIO, da ME e per ME, senza “intrusioni” esterne di alcun tipo, neppure minime.
Credo che nessuno possa realmente cogliere quanto questi “fattori”, assieme al resto, siano importanti e significativi, ecco perché “per i più” resterà sempre e solo un’inutile piccolezza estetica tranquillamente evitabile [come per i lipstick o i tatuaggi].

 

P.S: da notare nella foto l’ossimoro voluto tra i 2 ciondoli, che nella mia testa crea un “rafforzativo” rimandando all’esperienza passata [..cose da matta..].

P.P.S: ho un altro ciondolo a “S” nel portachiavi della Micra [per lo stesso motivo, più uno aggiuntivo, riguardante la macchina], ma è molto più grande ed economico, anche se comunque è fatto molto bene.

Tattoo, Wind e Decathlon

Giornatina iniziata alle 7:30 e “terminata” alle 19:00 circa, quando sono ritornata a casa, ovviamente sotto la pioggia scrosciante.

Sono innegabilmente stanca, anche se in realtà è stata una giornata alquanto leggera:

  • l’intera mattinata è passata dal Tatuatore ad Ivrea per concludere il tatuaggio di mio fratello sul petto [iniziato credo verso gennaio];

     

    Una foto pubblicata da Silvia T. (@syliat) in data:

  • spesa da Decathlon per prendere maglie, magliette, pantaloni, calze e boxer per mio padre [ora non ha più scuse per indossare sempre le stesse cose usurate] e anche per mio fratello;
  • pranzo, con pizza al taglio;
  • un giro da Scarpe&Scarpe per cercare delle scarpe a mio fratello, sia da lavoro, sia per il tempo libero, peccato però che non ci fosse la misura giusta e che non avessero alcuna intenzione di “ordinarla/trovarla”, dovrebbero veramente prendere lezioni di marketing e di rapporto con il cliente da Deichmann.
    Alla fine siccome comunque gli piaceva un modello – questo – estremamente facile da trovare nel reparto femminile, ma stranamente raro in quello maschile, gliel’ho ordinato direttamente dal sito ufficiale e shop online […], quindi dovrebbe arrivare qui da me la prossima settimana.
    Non siamo ugualmente usciti a mani vuote dal negozio, perché – pur non cercando nulla – ho preso degli scarponcini/anfibi per me, vista la pioggia e la neve che non mancherà nei mesi a venire, da cui non posso assolutamente farmi cogliere impreparata, anche perché secondo le previsioni “mediche” potrebbero essere i peggiori.
    Non rientrano per niente nel mio stile, ma sembrano robusti e molto pratici, con una suola ottima per le intemperie, per cui saranno sicuramente utili, ed è l’unica cosa che conta;
  • ritornata nel negozio Wind, per far fare il passaggio a mio fratello, che ha optato per l’Opzione “Noi Tutti Special Edition“, con 600 minuti a 6 euro al mese, con l’Optional + 200 SMS a 1 euro, anche se ho appena visto ora che gli sarebbe convenuto fare “Wind Senza Limiti” a 2 euro, dato che oramai in famiglia siamo tutti WIND.
  • siamo andati nella zona Bennet con vari negozi/centri commerciali tutti nello stesso piazzale, per vedere se da Pittarosso c’erano le scarpe che cercava mio fratello, senza trovare nulla, poi per passare da Euronics per farci un’idea sugli aspirapolveri “manuali” presenti, più i relativi prezzi, una volta usciti abbiamo girato per altri negozi solo per curiosare e in ultimo siamo entrati in una sorta di “Brico”, “Self” e qualcosa, in cui abbiamo trovato le scarpe da lavoro per mio fratello;
  • un salto velocissimo al Penny per acquistare poche cose a cui servivano a mio fratello – e alcune per i gatti;
  • ritorno a casa.

Domani tra l’altro ci rivedremo, perché dobbiamo cambiare la serratura dell’appartamento, più tutto il meccanisco, visto che quello esistente è talmente vecchio che da una marea di problemi, rifiutandosi di funzionare correttamente con le nuove serrature.
Dovremo, dovrò, anche tinteggiare, ma non so proprio quando accadrà, visto che ogni giorno riesce ad essere incasinato per un motivo sempre diverso.

..in questa giornata ho “seminato” molti curriculum sul mio percorso,
..che spero mi porteranno prima o poi anche qualcosa da “cogliere”.

Verso l’Infinito e Oltre

Recentemente mi sono resa conto che i periodi devastanti della mia vita, quelli che hanno comportato un forte ed inevitabile cambiamento, lasciando un solco profondo nel mio essere, hanno sempre lasciato una traccia indelebile anche sulla mia pelle, dato che vengo letteralmente assalita da una sorta di bisogno fisico/mentale di farmi tatuare, cosa a cui non penso minimamente nelle situazioni di vita “normali”.

Il risultato è che fino a ieri avevo due tatuaggi [ferite] sulla mia pelle, mentre ora ne ho tre.

Quest’ultimo al contrario degli altri ho voluto farlo in un posto a me direttamente visibile, sul polso, nella parte inferiore [dove c’è il palmo della mano], non so neanche io il perché, ho sempre pensato che non avrei mai fatto tatuaggi in cui lo sguardo mi sarebbe caduto continuamente, per il terrore di stufarmi, ma questo.. non so.. non potevo farlo da nessun’altra parte se non lì, dato che fondamentalmente è una sorta di “segnale/nota/memorandum” per me, la mia vita e le mie possibili scelte future.

Il disegno [che in realtà – come per gli altri 2 – non è molto importante] è il simbolo dell’infinito, pulito e semplice, inizialmente lo avrei voluto leggermente più complesso, con una scritta, poi con altre aggiunte o ghirigori vari, ma avendo io il polso molto piccolo e volendolo fare solo in orizzontale [sia per mio gusto estetico, sia per ciò che rappresenta per me, sia per praticità, perché in questo modo in caso di necessità ho comunque la possibilità di coprirlo indossando un bracciale spesso o direttamente un orologio], non erano idee oggettivamente realizzabili, perché la definizione sarebbe stata scarsa e inoltre col tempo le linee tendono inevitabilmente ad allargarsi, quindi si sarebbe creato solo un gran pastrocchio, motivo per cui alla fine ho optato per la semplicità, che volendo in futuro potrò sempre “arricchire” [ma visto il motivo per cui l’ho fatto, ne dubito].

Questo è quello per cui ho optato:

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Questi invece erano gli altri che avevo “selezionato/trovato”:

Se non ci fosse stato il “rischio pastrocchio” avrei optato per l’opzione n. 3 [ma con linee molto più sottili], perché sembra essere composto da una S e una L, la mia iniziale e quella di mio fratello, visto che abbiamo fatto assieme lo stesso tatuaggio, prima io, poi lui. [sul dorso della mano, lo spazio prima del pollice].