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Nuovo Step

Ho perso il conto di quanti mesi sono passati dall’ultima volta che ho scritto qui sopra, oramai questo “luogo” è lasciato decisamente a sé stesso, ma forse è un bene, vuol dire che non ho nulla per cui dovermi “lamentare” o nulla di particolare da dover trascrivere su un Diario online, com’è invece capitato negli anni passati, quindi fondamentalmente: se non scrivo, vuol dire che è tutto ok! :D

Detto questo, sono ritornata per segnare effettivamente “un nuovo step”, anche se è più una continuazione, ed è relativa al mio lavoro, dato che sì, è passato quasi un anno dalla mia assunzione nella mia attuale azienda, che risale al 20 novembre 2017, in cui mi era stato fatto un contratto a tempo determinato e part-time, dalle 8 alle 13.
In quest’anno sono successe moooolte cose, diciamo che il mio caratterino è nuovamente spiccato sotto svariati contesti, ma sempre “nel bene”, nel senso che sono consapevole di aver apportato tante migliorie [non senza “contrasti” ovviamente, ma le sfide mi piacciono.. e la rivalsa ancora di più! ihihihih!], cosa che non mi dico da sola ovviamente…  è vero che in questi ultimi anni sono decisamente diventata molto più egocentrica e sicura di me, ma non al punto di non considerare più ciò che mi circonda, che per fortuna me lo ha confermato non solo con le parole [Colleghi, Dirigenti e CEO], ma anche con i fatti, che alla fine sono gli unici realmente importanti: ieri ho firmato il rinnovo del contratto, ma questa volta indeterminato e full-time [dalle 9, alle 18], con ulteriori “mansioni” che saranno affidate al mio ruolo per volere del CEO, sempre per quanto riguarda l’accoglienza [segretariato a parte], ma più ampia, che dovrebbe prevedere anche l’organizzazione dei vari eventi, catering, con relative responsabilità, assistenza ai clienti, etc.

Diciamo che è “un ruolo” ancora in costruzione, dato che è l’Azienda stessa che si sta evolvendo, infatti in questi mesi c’è in atto proprio la riorganizzazione dell’Organigramma aziendale, partendo dalle punte Dirigenziali e relativi settori, per auto-definirsi nel miglior dei modi e anche per tentare di “svecchiarsi” un po’, inseguendo il rinnovo sotto ogni punto di vista, cosa non semplice, dato che la mentalità predominante è estremamente “conservativa” ed ereditata dall’Olivetti… anzi dagli “ex-dipendenti-olivetti”.. il che è ancora un’altra cosa e rende il tutto molto più difficile, il CEO stesso me lo ha confermato, sottolineando però di non aver alcuna intenzione di farsi abbattere e di voler portare fino alla fine la sua “visione del cambiamento”,.. cosa che ammiro molto, perché so.. lo vedo.. lo sento.. che non è per nulla facile, spesso infatti sembra una battaglia contro i mulini a ventoanche nel mio piccolo.

Quindi sì: nuovi cambiamenti, portati prima di tutto dalla totale modifica dell’orario lavorativo, cosa che francamente dopo un anno di part-time non so come potrò prendere, anche se mi era comunque già capitato di dovermi fermare per più ore, generalmente per sostituire la mia collega o per seguire un evento “fuori orario”, ma tra l’eccezione e la normalità, il salto è grande e sono quasi certa che “il mio tempo” inizierà seriamente a mancarmi, perché diciamolo: il part-time è uno spasso e chiunque lo vorrebbe!! [stipendio ridotto a parte]
Eppure in quest’ultimo anno sembra che io abbia fatto di tutto per “spingere” al full-time, me ne rendo conto, ma era solo per una questione di “rivalsa”.. ebbene sì.. perché mi era stato brutalmente detto da “una-piccola-persona” che non avevo proprio speranze in tal senso, dato che si faticava già così a “giustificarmi a Roma” [l’invidia è una brutta bestia], parole che mi avevano fatta infuriare a tal punto da rivolgermi subito al Capo del personale e al mio Dirigente, trovando appoggio e parole di smentita netta, ma “il dubbio”… l’eco… mi era comunque rimasto nella mente e non solo, dato che quel piccolo soggetto non ha mai smesso di sputare il suo veleno [lo fa con tutti, non solo con me, purtroppo non ho un “trattamento speciale”.. neppure quella soddisfazione..].

La rivalsa comunque ieri c’è stata e bella grande direi, infatti dopo “l’annuncio” sono passata immediatamente da “aiuto-ho-la-febbre-e-sto-per-morire-addio” a uno status di euforia costante con annessa paresi facciale, con un sorriso da un orecchio all’altro, e non tanto per il contratto firmato e rinnovato, quanto per l’idea dello “smacco” a quella “piccola-persona” [zittita per sempre, anche se lo avevo già zittita per i fatti miei..].. se ci penso rido ancora adesso… addirittura il Capo del Personale gli ha fatto una frecciatina diretta che mi ha fatta morire: “alla faccia di chi diceva che la tua assunzione non era utile e giustificabile! ci servi eccome!!

Piccole soddisfazioni, ma che rendono più sensate le ore trascorse dentro a un’azienda,.. stipendio a parte [che da dicembre aumenterà].

..e comunque, la cosa che mi ha fatto più piacere, è che praticamente tutti i Dipendenti e Dirigenti con cui ho parlato e che sapevano della scadenza “a breve” del mio contratto, mi dicevano che mi avrebbero sicuramente tenuta, che non poteva essere in altro modo e che “nel caso” si sarebbero fatti sentire [i Dirigenti], senza contare che un altro ufficio interno – relativo alla contabilità, firma contratti, etc – era comunque pronto a richiedere il mio passaggio da loro [e quindi nuovo contratto]: questo è il bello di essere nella posizione di poter “conoscere e farsi conoscere” da tutti, lavorando proprio nell’accoglienza e quindi con il costante contatto con le persone, di ogni tipologia e “livello” [il brutto, di contro, è che non puoi mai permetterti il lusso di non essere sorridente, educata, ben vestita/sistemata e ben disposta, qualsiasi cosa accada – cosa che non mi invidia proprio nessuno :D].

New Job

Mi sto di nuovo “perdendo”, tralasciando alcune cose che volevo fare anche per questo spazio, ma la mia vita sembra essere fatta di cambiamenti continui negli ultimi anni, il 15 infatti ho firmato il mio secondo contratto da dopo la Radioterapia [il primo era con Poste Italiane, ho fatto la Postina, sì, idea folle dopo il periodo che si era appena concluso], con un’Azienda detta di “Digital Transformation“, che è immensa, con sedi un po’ ovunque, anche fuori Europa ed è in continua espansione, fondamentalmente si occupa di Software, Gestione Dati e Sistemi, con creazione di Portali, etc. etc. lavorando per Banche, Pubblica Amministrazione, Sanità, Enti di ogni tipo, Aziende varie e volendo anche Privati.
Mica da ridere.

Ovviamente non mi ci soffermerò, sia perché ho appena iniziato, sia perché non è mai molto opportuno parlare del proprio lavoro o della propria Azienda [e l’accordo/obbligo di riservatezza presente sul mio contratto tra l’altro me lo impedisce].

In compenso però posso parlare di Poste Italiane
Ehhhh.. un’esperienza illuminante direi, dato che francamente non credevo che il lavoro del postino fosse così arduo, dato che supponevo che tutto fosse MOLTO più meccanizzato, mentre in realtà è praticamente tutto manuale: tu postino ti devi recare in ufficio alle 7 – in alcuni posti prima – e ti devi dividere tutta la posta della tua zona [o più zone talvolta], incasellandola, lettera per lettera, rivista, giornale, stupido volantino pubblicitario e così via, per poi passare alla posta estera e infine alle raccomandate/AG e Pacchi, da riordinare a parte in base al proprio giro, per poi segnarle al PC e poi scriverti spesso a mano tutti i nomi sui fogli da fare firmare [tempo, tanto tempo che se ne va..].
Solo dopo si può prendere la posta dal casellario, via per via, dividendola a “pacchetti” con degli elastici e mettendoli – sempre in ordine di giro – all’intendo di una cassetta di plastica.. e se la posta è tanta, anche di più.

È difficile da spiegare, perché quando non si sa certe cose neppure si possono immaginare, MA una cosa volendo si può comprendere: il DISAGIO contro cui ci si scontra, specialmente in alcune zone in cui non esistono numeri civici, cassette postali, nomi sul citofono ed è pieno di cani liberi; Ma davvero nessuno ci arriva che un postino che non fa quella zona da 20 anni NON PUO’ sapere chi abita in tal posto se non c’è alcuna indicazione?
La cosa palese è che molta gente non fa nulla per mettersi nelle condizioni di ricevere la posta, PERO’ se non la riceve… si incazza e vuole pure avere ragione, continuando ovviamente a a non mettere né nome, né cassetta della posta, né numero civico.

La ggggggggente è MOLTO strana, a maggior ragione quando c’entra la posta e i pacchi vari [ansia da bolletta, ansia da pacco, ansia da rivista, ansia da TUTTO].

Diciamo che è stata un’esperienza illuminante, che mi ha fatto cambiare totalmente atteggiamento verso chi lavora nel settore consegne, non solo per i Postini, ma anche i Corrieri, non rompendo le palle se il pacco atteso tarda un po’ ad arrivare e mettendo a disposizione una “cassapanca” di legno, all’esterno, vicino all’ingresso per far mettere loro tutti i pacchi che vogliono, senza l’ansia di dovermi trovare a tutti i costi e non sapere dove metterli, a maggior ragione ora che sta giungendo l’inverno [ora sta nevicando]. 
Una buona soluzione per loro e una buona soluzione anche per me: tutto resta protetto da occhi indiscreti, o cani vari, e siamo tutti più tranquilli,.. anche perché da regolamento interno di TUTTE le aziende di consegna, Poste Italiane incluse, i pacchi non potrebbero MAI essere lasciati nella cassetta delle lettere, sopra, davanti alla porta, etc. ma dovrebbero essere recapitati solo ed esclusivamente al diretto interessato, addirittura neppure i vicini/parenti potrebbero firmare e ritirare, tutto ciò potrebbe avvenire solo dietro precisa indicazione scritta del Destinatario,… ma praticamente nessuno segue tali indicazioni [anzi, sì, una mia ex collega.. puntigliosa fino al midollo, ma sicuramente è un modo per tutelarsi da ogni cosa], tanto meno i Corrieri che vengono da queste parti e che oramai mi conoscono fin troppo bene, anche perché ora li incontro anche per lavoro, sono infatti io che rispondo alle loro richieste di accesso al reparto consegne, aprendo e chiudendo i 2 cancelli [bloccandoli anche nel mezzo, se dalle immagini delle telecamere non mi appare nessun addetto autorizzato ad aspettarli all’ingresso di tale reparto/ufficio,.. quanto mi odiano quando accade :DDD],.. anche se talvolta si “imbucano” accodandosi all’entrata/uscita di altri corrieri, che io devo sempre segnare [in tal caso li odio io..].

In ogni caso non era proprio un lavoro per me, lo stipendio era decisamente buono, fondamentalmente lo era anche l’orario [anche se io mi fermavo a finire spesso oltre l’orario di lavoro, perché volevo consegnare tutto] e inoltre era discretamente “indipendente”, oltre ad essere piacevole per il continuo contatto con le persone, che quando vedono il Postino.. o LA PostinA nel mio caso, si trasformano.. anche se in svariati modi: se sei al volante ti odiano [perché OVVIAMENTE, con i tempi strettissimi, devi cercare di perdere meno tempo possibile a piedi.. cosa che purtroppo io tendevo a fare, dato che non mi piaceva parcheggiare in mezzo alla strada], mentre se sei a piedi non ti lasciano più andare via, chiedendoti a prescindere se hai posta per loro [anche se sono di un’altra zona] e iniziando a parlare delle loro questioni personali, bla bla bla bla bla bla… e via i minuti che si perdono inesorabilmente, ritrovandoti ad essere sempre più di fretta, dovendo ritornare in ufficio obbligatoriamente verso le 14 [in alcuni uffici le 15], per registrate le raccomandate e i pacchi consegnati o meno, oltre che per fare tutta la parte burocratica, tra cui compilare i CAD e i CAN [per le AG, le buste verdi: atti giudiziari, multe, etc. ciò che nessuno vuole ricevere, idem per le cartelle di Equitalia].

Ciò che faccio ora è comunque abbastanza caotico, ma in un modo a me più affine, perché mi è sempre piaciuto organizzare, segnare, controllare, usare il PC, etc. e inoltre posso/devo vestirmi elegante e posso mettere anche i tacchi senza patire sofferenze atroci, dato che non devo stare in piedi tutto il tempo, sembra sciocca come cosa, ma ho scoperto che per me non lo è affatto, perché è una cosa che mi piace molto e mi fa sentire bene [Zalando.it mi sta particolarmente amando in questo periodo…].
Inoltre l’Azienda mi piace, mi piace il settore in cui opera, mi piace il fatto che sono comunque estremamente indipendente pur avendo svariate responsabilità, mi piace il mio Badge personale, mi piacciono i miei account personali autorizzati a fare svariate operazioni interne, mi piace il mio portatile aziendale [l’idea, perché ancora non ce l’ho], mi piace anche l’aver regolarmente a che fare quotidianamente con tante persone, visti gli oltre 300 dipendenti, più gli Ospiti/Clienti e i tanti Tecnici.

..e poi.. mi piace il fatto che mi posso sbizzarrire con l’Organizzazione, usando tutta la cartoleria che voglio, mica per nulla ho appena rifatto un acquisto Filofax, ma questa volta non è un’Agenda, bensì il Notebook, ovvero il Taccuino “ricaricabile” A5, che sto molto apprezzando, perché è una via di mezzo tra un taccuino normale, tipo Moleskine, e un’Agenda ad anelli, con le migliori caratteristiche di entrambe le tipologie.. quindi è compatta, resistente  maneggevole, ma può anche essere totalmente personalizzata, cosa che ovviamente sto facendo, visto che nella prima parte ho inserito e sto inserendo tutt’ora, tutti i vari numeri di telefono utili, i siti, i Tecnici, i Clienti, i Progetti, etc. divisi dai relativi divisori e alla fine ho creato/inserito dei refill personalizzati molto semplici, per fare un’agenda giornaliera, con la sezione appuntamenti, cose da fare e note, con cui per ora mi sto trovando bene.

Tra l’altro sono stata contattata da altre Aziende, una ieri, con cui ho fatto un colloquio solo per curiosità, ma loro già sapevano che stavo lavorando altrove,.. in sostanza mi hanno chiesto di lavorare per loro, perché il mio profilo è per loro il più interessante e affine di tutti gli altri candidati [io neppure mi sono candidata, ha fatto tutto il Centro d’Impiego, senza dirmi/chiedermi nulla], un’azienda sempre del posto, molto più piccola, ma in forte crescita [sovvenzionata dai Cinesi da quanto ho capito], più o meno per lo stesso ruolo che ricopro ora, anche se molte cose non ci sarebbero, ma ne subentrerebbero altre.
È tragicomico: quando niente e quando troppo,… i miracoli della 68!
Credo comunque che resterò nell’Azienda attuale, per tutte le cose che ho elencato prima.. sebbene nell’altra Azienda lo stipendio a fine mese sarebbe più alto, almeno per ora..

..la vita è proprio strana… o quanto meno la MIA lo è sicuramente
..e oramai mi piace che sia così.

What??

Lavorativamente parlando, sono confusa.

Ho appena dovuto chiamare un sig. sconosciuto per avvisarlo che la sua prenotazione non poteva essere presa in carico, a causa della mancata disponibilità delle camere, dovuta a una sovrapposizione di prenotazioni.

…. what???

Ma io che diavolo di lavoro faccio? Lavoro? Non lavoro?

Sono veramente confusa.

Fermate tutto, voglio scendere

Sono due settimane che il mal di testa, più giramenti vari e ovviamente alla fine un po’ di nausea, sembrano non volermi lasciare stare, mi hanno dato tregua per qualche giorno questa settimana, ma oggi è stato nuovamente l’inferno.

Dire che sono esausta è poco, vorrei staccare tutto per qualche giorno, ma purtroppo non credo che mi sarebbe possibile, anche se in questi casi la mia pazienza svanisce e le mie reazioni risultano essere molto più immediate e brusche, con molta meno diplomazia, credo però che sia normale quando non si sta particolarmente bene e in forma.

Attualmente ho due preoccupazioni:

  1. Come farò a fare uno spot pubblicitario di 10 secondi, non avendone mai fatti e non avendo tra l’altro alcun materiale fotografico/video necessario e non sampendo in realtà ancora a cosa servirebbe nello specifico e perché. A quanto pare non lo saprò fino a quando non verrò messa in conttatto con terzi che non conosco, così come il settore.
  2. Come fare a far capire che io non lavoro gratuitamenteperché sì – da chi mi ha informata che “devo” creare un “volantino” per tra l’altro un ente con cui io non ho mai voluto aver nulla a che fare [e che pretende sempre tutto aggratis, come se fosse dovuto], perché francamente mi fanno un po’ schifo.
    Specialmente considerando che non mi è stato chiesto, o meglio, all’inizio sì, mi era solo stato detto se potevo controllare un lavoro già fatto ed eventualmente modificarlo, ma questa sera no, da un’altra persona mi è stato comunicato via whatsapp che al ritorno dal suo viaggio […] mi avrebbe dato dei suggerimenti per creare il volantino urgente che DEVO fare,….. WHAT?!???
    Se penso poi che quest’ultima persona viene effettivamente pagata da quest’ente e quindi è LEI che dovrebbe farsene carico, le ovaie per questa “pretesa” mi girano ancora di più.
    Quante volte ancora devo dire di essere lasciata fuori da tutto questo, quante?!
    Il fatto che sono stata pagata per svolgere un lavoro ben preciso [e sottolineo PRECISO], non vuol affatto dire che DEVO dare la mia disponibilità a tutto il resto, tra l’altro per cani e porci.
    Se devo fare un lavoro extra, devo essere pagata per quel lavoro extra, ma ovviamente vene chiesto/detto a me & co. perché l’Ente in merito non ne vuole sapere di sborsare un euro e tutti gli altri a cui si è rivolto gli hanno risposto di arrangiarsi, GIUSTAMENTE.

Sono così stanca che non riesco neanche a pensare, cadendo facilmente in loop mentali nervosi, nevrotici e ossessivi, ecco perché quando posso preferisco pensare alle frivolezze, mi aiutano a staccare un po’, attenuando leggermente il disgusto dilagante per varie ed eventuali.

It’s fine

Finalmente alcune cose si stanno sistemando e dall’ultimo post in cui ero oggettivamente infuriata, sono un po’ più sollevata, sia perché domani so quanto spenderò per la Risonanza Magnetica, visto che avendomi chiamata l’ospedale per avere la mia conferma, ne ho approfittato per chiedere direttamente il costo totale, dato che leggendo in giro ero rimasta perplessa per via dei costi veramente elevatissimi riportati, pur con ticket, mentre in realtà sembra essere ragionevole: sui 66 euro.

Sia perché questa settimana l’Agriturismo ha già tutto prenotato, quindi una piccola differenza in fondo la sto facendo e/o l’ho fatta, anche se molti trampolini di visibilità e lancio devono ancora essere sistemati, ma questo non dipende da me, bensì dal ritardo di adesione [ehhhh], dall’organizzazione pratica interna [in cui io non posso farci nulla, non avendo ovviamente potere decisionale su Menù “a tema” voluti dal Consorzio, etc] e dal tempo eccessivo di aggiornamento dei vari “trampolini”, pur continuando a scrivere e a chiedere loro quando aggiorneranno determinate liste […….].
Per ora ci vado ancora soft, ma – avendo pagato – tra poco inizierò ad essere molto più pressante e perentoria.

Tra l’altro stavo pensando che ho passato quasi un mese dietro a preventivi di Gestionali, Channel Manager e Booking Engine, con tante aziende e tanti demo online “live”, imparando sul momento tutto quello che c’è da sapere sulle strutture ricettive, e alla fine tutto si è ridotto al mero calendario – a visione mensile – fornito a Google [più semplice ed economico di così…].

…non so quasi se ridere o se piangere :D

Do you speak english?

Ok, il titolo non c’entra nulla, se non per il fatto che sono nuovamente alla ricerca di qualcun* che possa farmi una traduzione professionale in inglese, perché – ebbene sì – ho dato il ben servito all’altra “traduttrice”, dato che veramente non ne potevo più, peggio ancora dopo che la “professionista” mi ha detto di non poter tradurre le Pagine mancanti [Privacy, Disclaimer, Credits] in Tedesco, per via del linguaggio “legale” [in “privacy” ci può stare, ma negli altri dove lo ha visto il linguaggio legale?], suggerendomi di lasciarle in italiano [ah ah ah].

Tutto questo, per il “modico prezzo” di 240 euro.
240 EURO.
11 ore di lavoro [in un mese e mezzo! – e solo a suo avviso] per 240 euro.
240 Euro per un lavoro in super ritardo e incompleto.
In nero, quindi non c’è neppure la scusa del prezzo gonfiato per via delle tasse.
Non ho parole.
Se non avessi già deciso prima di non farle fare la parte inglese, lo avrei deciso adesso, non sta né in cielo né in terra una cosa simile, specialmente considerando che quella cifra me l’aveva indicata inizialmente per la DOPPIA traduzione.
Poco corretta fino alla fine.

Un’esperienza non propriamente positiva, diciamo così.
Ora manca solo il pagamento, su cui tra l’altro non si è fatta aspettare [chissà come mai] e poi questione chiusa, avanti un’altra o un altro, per entrambe le lingue, che potrebbero comunque rivelarsi utili anche in altre occasioni.

..cioè questa in 4/5 giorni di lavoro a orario standard, si fa uno stipendio medio. Assurdo.

Parlo Arabo?

Sempre più spesso mi ritrovo a chiedermi se per caso ho perso la capacità di spiegarmi, anzi, di parlare proprio l’italiano, visto che le persone che fanno “orecchie da mercante” sono sempre più comuni, anche a loro stesso discapito [cosa per me inspiegabile].

  1. Sono ANNI che sottolineo la necessità curare la presentazione al pubblico, usando correttamente il nome Ufficiale dell’ente [modificato tra l’altro appositamente per Statuto, quindi..], scrivendolo e facendolo scrivere correttamente, come fanno tutti gli altri enti e/o le aziende al mondo: è il minimo, il Nome È importante essendo il primo impatto e deve rimanere impresso, sottolineando una certa rilevanza e serietà, per facilitare la riconoscibilità e il passaparola.
    Niente, sembra essere un concetto totalmente sconosciuto e diventa ridicolo quando in Eventi IMPORTANTI con vari Enti, quest’ultimi vengono presentati bene, con tutta l’ufficialità richiesta, mentre l’Ente specifico viene segnato con un nome parziale e minuscolo, in cui non c’è alcuna indicazione per capire di cosa si tratta, mentre negli altri sì. È vergognoso.
    Ma insistono a sbattersene, quindi.. la disponibilità la devo dare per tutto l’anno perché sono stata pagata, anche se “in modo simbolico”, ma inizierò a sbattermene anche io, perché mi sono proprio rotta: vogliono passare come poco serie? con costanti commenti del tipo «..ma cos’è quella roba? cosa fanno? è un circolo femminile in cui fanno cucito? non si capisce»,.. che facciano!

  2. Questa mi brucia particolarmente, perché lo sapevo dall’inizio che dovevo cercare un’altra collaboratrice, dato che questa mi aveva dato una cattiva impressione da subito e lo avevo anche scritto qui sopra, ma siccome mi era stata presentata da una conoscente, mi sono sentita leggermente legata. Errore mio, grandissimo che non rifarò mai più.

    La traduttrice disoccupata esperta di marketing e turismo [o così aveva cercato di farsi passare] ovviamente mi ha fatto saltare TUTTI gli eventi più importanti [..esperta di marketing e turismo un paio di ovaie..] perché NON mi ha consegnato la traduzione del sito nel tempo prestabilito, che era già molto lungo per i miei gusti, e non si è neppure degnata di avvisare. Ho dovuto chiedere io spiegazioni, sottolineando che il tempo era stato sforato di molto e che il lavoro era urgente, e per tutta risposta mi sono sentita dire «ehh ma ho avuto altri lavori urgenti, una parte te la darò la prossima settimana [per poi rimandare], se riesco»… l’avrei strangolata, presa a calci e affogata. Non scherzo.

    Ma non è finita, perché ieri mi ha inviato la traduzione tedesca… PARZIALE e INCOMPLETA, con le versioni VECCHIE del sito, in pratica gli ha dato un’occhiata un volta, un mese fa, facendosi il copia e incolla, e poi non c’è più tornata per vedere se qualcosa era stato aggiunto, modificato, etc. anche se io l’avevo avvisata e in più ha bellamente saltato alcune pagine, quelle in cui c’era più testo, inventandosi che non riusciva ad aprirle [ci riescono tutti, anche con lo smartphone, ma lei no], scusa pietosa che non solo non la giustifica, ma mi fa girare ancora di più le ovaie, perché se davvero avesse avuto problemi in tal senso, come MINIMO, avrebbe dovuto contattarmi immediatamente per avvisarmi e richiedermi il testo!
    Invece no, dopo più di un mese e mezzo in cui non ha fatto oggettivamente un cavolo [perché le pagine con più testo NON le ha tradotte], se ne esce con questa cazzata e con «ah.. ma io adesso parto, quindi non so.. vedrò la prossima settimana quando torno».
    Istinto OMICIDA a GOGO. Mai più. MAI PIU’.

  3. Difficoltà di comunicazione con un cliente, che in realtà c’è sempre stata, perché iper-attivo, con troppe cose da fare/ricordare, motivo per cui scorda un tot di informazioni ogni 25 secondi, un po’ come i pesci rossi. Stessa patologia di cui è affetto pure il figlio, da cui sto aspettando delle foto – già esistenti – da Pasqua, ricordandoglielo più volte, ma sembra non esserci nulla da fare.

    Come sbattere ripetutamente contro un muro di gomma, ma non “per cattiveria”, la disponibilità in realtà c’è e c’è sempre stata, però semplicemente sono così, incasinati con i loro mille impegni e con una memoria + livello di attenzione pari a.. sotto zero.

Teoricamente ho altri 2 clienti nuovi da sentire, di tutt’altro genere, e sono già angosciata.

…vorrei essere semplicemente una commessa, di qualsiasi tipologia [e con uno stipendio fisso].

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